Parto subito col criticare la scelta del titolo. Ma come? Dopo i due bei, e fedeli, titoli iniziali mi cadete sul terzo? The sweet far thing era così bello... vabbè, vedrò di farmene una ragione.

Detto questo, passo a parlare veramente del libro.
Il volume conclusivo della trilogia incentrata sulla figura di Gemma Doyle rappresenta, almeno a parer mio, la degna conclusione di questa bella storia, portandosi dietro i pregi e i difetti presenti anche nei primi due volumi (Una grande e terribile bellezza e Angeli ribelli).
Eccovi la trama:

Incomincia un nuovo anno scolastico e Gemma Doyle, alla soglia dei diciassette anni, si ritrova all'appuntamento con la lugubre Spence Academy. L'Ordine, la misteriosa congrega di cui faceva parte la madre, lotta con il Rakshana per il controllo dei regni, la dimensione magica dove i morti tornano in vita e tutti i desideri, anche i più pericolosi, sembrano realizzarsi. Mentre Pippi, nella sua nuova incarnazione, è sempre più determinata a vendicarsi delle antiche compagne di scuola e qualcuno vuole ricostruire a tutti i costi la maledetta ala est del collegio, Gemma deve affrontare il debutto nella società londinese con le amiche Felicity e Ann, e insieme i suoi sentimenti per Kartik. Tra la realtà e la fantasia, dove si nasconderanno le maggiori insidie? Magie, colpi di scena, tra amori impossibili, lacrime e sangue.

Ritengo affascinante questa saga per vari motivi, primo fra tutti l'ambientazione ottocentesca. Ok, ammetto che non sempre risulta veritiera e che, anzi, ogni tanto l'autrice si lascia prendere un po' la mano, ma rimane comunque un progetto davvero apprezzabile e non senza riscontri positivi. Poi ci sono le protagoniste, sempre ottimamente caratterizzate, che a volte mi rimandano alla Austen (tra le autrici preferite di Gemma) e che adoro. I loro battibecchi, i loro commenti acidi sulla società e le persone che la compongono (a volte improbabili per l'epoca in questione, ma comunque divertenti), la loro allegria, i loro problemi... sono state davvero un'ottima compagnia. Ed oltre al terzetto/quartetto protagonista, risultano perfetti anche i personaggi secondari, come la gorgone, i centauri, gli intoccabili... La Bray è stata davvero brava a creare questo suo mondo, rendendolo originale pur utilizzando elementi estremamente classici. Ho trovato 'magica' l'idea dei regni e anche l'Ordine, il Rakshana (che in questo capitolo si rivela con membri 'altisonanti') e alcuni nuovi/vecchi personaggi che ora assumono connotazioni differenti. Certo, però, in alcuni punti sembra quasi che la Libba avesse voglia di finire l'opera in fretta, tanto che alcune scene paiono più veloce di altre, anche se magari necessitavano di qualche spiegazione in più, però devo dire che questo libro me lo sono proprio goduto e consiglio la lettura di questa saga a chi ancora non l'ha iniziata.


da La rivincita di Gemma, pag. 400:
Mentre camminiamo, gli uomini ci osservano come se fossimo terre da conquistare, per contratto o in battaglia. La sala rieccheggia di discorsi di caccia e di politica, cavalli e proprietà, ma gli sguardi non si allotanano mai troppo da noi. Ci sono accordi da perfezionare, semi da piantare. E io mi chiedo, se le donne non fossero figlie e mogli, madri e giovani dame, prospettive o zitelle, se non fossimo viste attraverso gli occhi degli altri, esisteremmo mai?


Sabato sono andato in quel di Mantova (città che mi piace molto) in occasione dell'annuale Festival della Letteratura e, più precisamente, ho partecipato all'incontro con Cornelia Funke, autrice di Il re dei ladri, Cuore d'inchiostro, Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro.
Lo ammetto subito, non ho ancora letto nessuno dei suoi libri (ma ho iniziato Cuore d'inchiostro); il massimo che sono riuscito a fare, per prepararmi all'evento, è stato vedere Inkheart, che tra l'altro è un film davvero carino. Detto questo, però, devo anche dire che, appena finisco i libri in lettura, mi fionderò sulla trilogia del mondo d'inchiostro, perché la cara Cornelia ha saputo impressionarmi favorevolmente.
Quella di sabato è stata un'oretta davvero piacevole in cui ho scoperto cose, ho avuto conferma di altre, e in cui mi sono molto divertito ma, più di tutto, sono rimasto estasiato dal pubblico: una piccola miriade di bambini e ragazzini, con la loro copia di uno dei libri dell'autrice stretta tra le mani, tutti in fila per entrare nel tendone. E poi la Funke, che appena entrata è stata letteralmente attaccata dai piccoli fan desiderosi di avere il suo autografo sui loro volumetti. E poi le domande, davvero molte, cui questi 'piccoli' erano desiderosi di ricevere risposta. Certo, alcune erano incomprensibili, altre si ripetevano, però è stata per me una gioia vedere che esistono ancora bambini in grado di amare la lettura e che si esaltano nell'incontrare chi ha inventato i loro eroi preferiti...
Davvero, più che per Cornelia (di cui ho preso una copia di Veleno d'inchostro, avendo io dimenticato Cuore d'inchiostro nell'auto parcheggiata a una distanza per me improponibile, e desiderando comunque un bell'autografo) che comunque è stata una sorpresa meravigliosa, sono uscito soddisfatto per il pubblico, un pubblico davvero degno di nota.


Chi è realmente Chariza? una mercenaria al soldo del miglior offerente? una ladra scaltra ad approfittare delle giuste situazioni? oppure una vittima inconsapevole di un gioco più grande di lei? e chi sono i Draghi e quale ruolo hanno in tutta questa vicenda? L’Imperatore Yoshio la stima e prova dei sentimenti per lei. Anche il cavaliere Yukai si sente legato a quella donna di ghiaccio. L’unico forse ad essere ricambiato nei sentimenti è il principe Suzume, per il quale Chariza prova un affetto sincero e profondo. Ed è proprio per salvare la vita del principe che la Combattente della Trasparenza accetta un incarico sino ad allora impensabile per lei, Chariza la guerriera: fare da guardia del corpo al principe. Compito che si rivelerà tutt’altro che semplice, ed anzi sarà foriero di numerose avventure dove Chariza potrà dare prova del proprio coraggio insieme a Yukai, un cavaliere Ryokin molto amico del Drago d’Oro. Una trama avvicente che coinvolge il lettore anche grazie ad un’ambientazione singolare, dove è l’Oriente ad ospitare questa nuova eroina del genere fantasy.

Allora, esordisco dicendo che, a me, questo libro è davvero piaciuto. La Angelinelli ha un buono stile, i personaggi sono molto affascinanti e la mia curiosità bramava di scoprire chi stava dietro agli attentati... cosa che non ho scoperto ancora, perché la storia troverà fine nel secondo volume, ma che comunque non intacca la godibilità del testo. Detto questo, però, è giusto soffermarsi su alcuni aspetti del libro.
Primo fra tutti, l'oriente. Le avventure di Chariza si svolgono in un mondo orientaleggiante, cosa non comune nel fantasy, e questa è una boccata d'aria fresca, anche perché permette di inserire delle particolarità che nel solito universo medioevale occidentale non sono presenti. Le usanze, le mode, le caste... per me, abituato allo standard nostrano, è stato davvero piacevole scoprire questa nuova 'realtà'.
La protagonista, poi, è un personaggio davvero carismatico. E' indubbiamente bella, indubbiamente brava e indubbiamente intelligente, ma non è una Mary Sue. Chariza è afflitta da una maledizione di avidità che la rende davvero originale. Certo, in alcuni punti questa particolarità avrebbe potuto giocare un ruolo più determinante ma, le azioni di Chariza spesso dettate dall'avidità costituiscono un'innovazione efficace.
L'unica cosa che non mia ha convinto nella storia è stato quando, durante l'agguato al fiume, pur avendo la possibilità di uccidere Chariza e compare, i nemici non lo fanno; questo mi ha lasciato perplesso ma, credo, sia l'unico punto che mi ha dato questa sensazione. Il resto scorre tutto via liscio.
Altre note dolenti sono i refusi, forse un po' numerosi, e i discorsi diretti in corsivo, scelta che non cambia molto le cose, ma che a me personalmente infastidisce la lettura.
Detto questo, è davvero un peccato che il romanzo non sia edito da una casa editrice maggiore perché, con un bel lavoro di editing, questo sarebbe stato davvero un ottimo romanzo, ma davverodavvero, e secondo me Francesca si merita una visibilità maggiore.
Francesca, mi raccomando, non mollare e cerca un editore in grado di supportarti appieno!

Tirando le somme, dunque, il primo volume di Chariza mi è piaciuto molto. Pur con le sue incertezze mi ha regalato dei bei momenti e una bella storia. D'obbligo è dunque consigliarne la lettura.
Ora attendo un momento propizio per leggere il seguito e aspetto con ansia la mia copia di Valaeria e Werewolf.