
New York, oggi. Peter, quarantenne, mercante d'arte a Manhattan, ha tutto quello che un uomo potrebbe desiderare. Un lavoro che sta per dargli nuove opportunità, un bell'appartamento, una moglie affascinante, una figlia che è andata al college. Tutto. O forse no. Forse questo non può essere tutto. Forse alla vita di Peter manca qualcosa, il senso di un movimento, un'aspirazione, una tensione. Un pericolo. E quando nell'appartamento che Peter divide con Rebecca arriva Ethan, il fratello minore di sua moglie, un'attrazione misteriosa e inquietante sembra mettere a rischio qualsiasi parvenza di stabilità. L'autore di "Le Ore" ritorna con un romanzo seducente e sensuale, dalla scrittura densa e coinvolgente, che conduce il lettore sulle tracce di una Bellezza che tutto può salvare e tutto può distruggere.
Cunningham è uno scrittore che amo molto.
E' uno scrittore che potrei efinire realista, nel senso che tenta di descrivere l'animo umano, le sue emozioni, quello che lo turba e quello che vorrebbe. Ho detto tenta? Volevo dire riesce.
E' uno scrittore nel cui lavoro mi rispecchio molto. Capivo benissimo Laura Brown e Virginia Woolf che ne Le Ore cercavano qualcosa d'altro, che none erano soddisfatte della loro vita semplice... che non erano ingrate verso quello che avevano, ma che volevano altro. Non mi sento come loro, ma le posso capire, perfettamente.
Mi ritrovo anche in quest'ultimo lavoro di Cunningham. Al limite della notte non parla, per come la vedo io, d'arte (come invece ho letto in giro), ma parla della bellezza, della ricerca della bellezza, della fine della bellezza, dell'assenza della bellezza... E a questo proposito mi viene in mente il tema della fiera del libro di Torino di un paio d'anni fa': Ci salverà la bellezza.
Il problema è che, spesso, se non sempre, la bellezza fugge, scivola via in un baleno. Pensiamo di averla trovata, ma in verità non è così. Lottiamo tutta la vita per poterla stringere tra le mani, ma poi ci accorgiamo di aver sbagliato, di aver preso un abbaglio... la vera bellezza ci ha mai sfiorati?
Ecco, credo proprio che il libro parli di questo. Più molte altre cose come l'invecchiare, l'amore (che però è legato alla bellezza), i morti e i ricordi...
La scrittura è fantastica. Tremendamente intensa e fantasticamente fluida. (Non mi ricordavo Cunningham così 'leggero'; sono maturato io o si è semplificato lui?)
Non c'è un attimo di noia. Pur non succedendo grandi cose, davvero non c'è un attimo di appiattimento e tutto scorre via liscio.
E' un romanzo che mi fa pensare.
E' un romanzo che mi sento di consgiliare.
E' uno scrittore che potrei efinire realista, nel senso che tenta di descrivere l'animo umano, le sue emozioni, quello che lo turba e quello che vorrebbe. Ho detto tenta? Volevo dire riesce.
E' uno scrittore nel cui lavoro mi rispecchio molto. Capivo benissimo Laura Brown e Virginia Woolf che ne Le Ore cercavano qualcosa d'altro, che none erano soddisfatte della loro vita semplice... che non erano ingrate verso quello che avevano, ma che volevano altro. Non mi sento come loro, ma le posso capire, perfettamente.
Mi ritrovo anche in quest'ultimo lavoro di Cunningham. Al limite della notte non parla, per come la vedo io, d'arte (come invece ho letto in giro), ma parla della bellezza, della ricerca della bellezza, della fine della bellezza, dell'assenza della bellezza... E a questo proposito mi viene in mente il tema della fiera del libro di Torino di un paio d'anni fa': Ci salverà la bellezza.
Il problema è che, spesso, se non sempre, la bellezza fugge, scivola via in un baleno. Pensiamo di averla trovata, ma in verità non è così. Lottiamo tutta la vita per poterla stringere tra le mani, ma poi ci accorgiamo di aver sbagliato, di aver preso un abbaglio... la vera bellezza ci ha mai sfiorati?
Ecco, credo proprio che il libro parli di questo. Più molte altre cose come l'invecchiare, l'amore (che però è legato alla bellezza), i morti e i ricordi...
La scrittura è fantastica. Tremendamente intensa e fantasticamente fluida. (Non mi ricordavo Cunningham così 'leggero'; sono maturato io o si è semplificato lui?)
Non c'è un attimo di noia. Pur non succedendo grandi cose, davvero non c'è un attimo di appiattimento e tutto scorre via liscio.
E' un romanzo che mi fa pensare.
E' un romanzo che mi sento di consgiliare.

Confesso di non conoscere questo autore. Ma qualsiasi libro che tratti il tema della bellezza cattura subito il mio interesse. Ottima recensione e altro libro da inserire in wish list. ;)
RispondiEliminaGuarda, a me è piaciuto moltissimo. Ma nessun libro di quest'autore mi ha lasciato indifferente.
RispondiEliminaSì, parla della bellezza parlando dell'assenza di bellezza.
Molto bello. Aggiungi, aggiungi! :)
La bellezza è un tema meraviglioso e complesso. Proprio Eco, di cui parlavi nell'ultimo post, ha scritto un saggio sulla bellezza e la bruttezza che mi ispirano moltissimo.
RispondiEliminaTutto questo per dire che la tua recensioni mi ha incuriosita ;D Poi di Cunningham vorrei leggere "Le Ore" da tanto tempo, ma questa è un'altra storia!
Anche a me ispirano tantissimo quei libri! Mannaggia! Che incredibile lista lunghissima di cose da leggere!
RispondiElimina'Le ore' è un volume prezioso, nel senso che è meraviglioso e va conservato con cura.
E Cunningham è sempre Cunningham, a parer mio. :)