Lo speciale inizierà il 31 ottobre e parteciperanno all'evento sia case editrici importanti che autrici molto conosciute, italiane e straniere. Ci sarannò inoltre copie omaggio di libri a tema, ovviamente, vampiresco.
Per maggiori informazioni cliccate sul bannerino qui sotto che, comunque, sarà ben visibile qui sulla destra fino alla conclusione dell'evento.
E' una sorta di film sulla storia d'amore tra Keats, il poeta, e Fanny Brawne. E' un film molto romantico, nel senso che il sentimento la fa proprio da padrona e potrebbe essere considerato anche un po' sdolcinato, adolescenziale... però mi è davvero piaciuto molto, e ora approfondirò la conoscenza di questo poeta.
Non mancano anche i momenti divertenti, logicamente, e la figura della protagonista l'ho trovata molto piacevole e allegra. Gli attori erano meravigliosi e c'erano alcune scene che mi hanno colpito particolarmente, in cui i colori e le forme avevano un'armonia poetica.
Per tutto il film, manco a dirlo, vengono snocciolati versi di poesia del protagonista, e questo da un tocco in più, a parer mio.
Vi lascio con una poesia di Keats che ho sentito nel film e che ho trovato incantevole. Si intitola La belle Dame sans merci.
Cosa ti tormenta, o cavaliere armato,
solo e pallido errante?
Giace prostrato il giunco in riva al lago,
né uccello canta.
Cosa ti tormenta, o cavaliere armato,
così smunto e abbattuto?
Lo scoiattolo ha colmo il suo granaio,
e fu colto ogni frutto.
Un giglio hai sulla fronte
rugiadosa di febbre e di tormento,
e sulla guancia una rosa appassita
rapidamente muore.
Una dama incontrai
bella nei prati, figlia delle fate;
lunghi i capelli e il passo suo leggero,
e gli occhi folli.
Composi una ghirlanda per il suo capo,
e braccialetti e un cinto
fragrante, mi guardava innamorata,
con un dolce lamento.
Sul mio corsiero al passo la posai,
né altro vidi quel giorno,
ché reclina da un lato ella cantava
canzoni d’incantesimo.
Cercò per me dolci radici e miele
e rugiada di manna;
nel suo ignoto linguaggio ella mi disse:
“Amo te solo”.
Nella magica grotta mi condusse,
là pianse disperata e sospirò,
là io le chiusi i folli folli occhi
con quattro baci.
Mi cullò fino al sonno,
là misero sognai l’ultimo sogno
da me sognato mai lungo il pendio
della fredda collina.
Vidi pallidi re, guerrieri e principi
dal mortale pallore che gridavano:
“La belle Dame sans merci
ti ha preso nella rete”.
Nel crepuscolo vidi le arse labbra
in orrida minaccia spalancate,
e quivi mi svegliai lungo il pendio
della fredda collina.
Per questo io qui soggiorno
solo e pallido errante,
benché il giunco è prostrato in riva al lago,
né uccello canta.
Ho 2 grazie da dire.
Il primo va a due persone: Joanne Harris e Anne Riley.
L'ho già detto altre volte, ma non posso fare a meno di ripeterlo... la gentilezza che queste due donne mi dimostrano ad ogni mail che mando loro per avere informazioni sul lavoro della Harris mi riscalda il cuore. Senza di loro, il lavoro per Mendiants & Magie sarebbe più duro.
Rimango sempre stupito da come una persona così famosa presti così tanta attenzione al mio minuscolo lavoro. Certo, si può pensare che la mia meraviglia sia esagerata, ma quando si vive in una società in cui spesso anche le più comuni buone maniere scarseggiano, beh...
Il secondo grazie va a Garzanti, avvisato della mia esistenza proprio da Anne Riley, che per chi non lo sapesse è l'agente di Joanne.
Garzanti mi ha gentilmente contattato sul finire della scorsa settimana per Il ragazzo con gli occhi blu e mi ha anche inviato una copia del romanzo in anteprima. Grazie mille, mi è arrivato oggi. :)
Questo segno è un piccolo riconoscimento per il mio lavoro sul blog.
So che, anche se in minima parte, a loro tornerà comodo questo regalo però credo anche che potrebbero fregarsene, visto che da super fan avrei comprato sicuramente il libro... beh, non se ne sono fregati.
Ecco, due grazie piccoli piccoli, ma per me molto importanti.
Mi son reso conto che, postandone una al giorno (nell'ultimo periodo) in Sala di lettura, ho lasciato intendere cose, specialmente tempistiche, non veritiere. Quindi, eccovi delle esplicazioni:
PLUTO
Pluto nasce nel lontano 2008 e parla della morte e della nostra paura di morire. Il titolo si riferisce infatti al dio degli inferi e non al cane di Topolino. Come potete vedere, è una storia piuttosto 'antica' e non di produzione recente.
RITARDI DI STAGIONE
E' una drabble, ovvero un racconto di 100 parole secche.
Nasce per una sfida di drabble di inizio autunno 2009, incentrata, appunto, sul tema dell'autunno.
Io amo le drabble. Mi trovo molto a mio agio con i racconti brevi e questi minuscoli li adoro perché, anche se molto difficili, sono una sfida eccezionale in quanto bisogna cerare di creare una storia di senso compiuto con inizio, svolgimento e conclusione in sole 100 parole. Fenomenale!
LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI
Altra drabble, altra sfida. 'stavolta il tema era Halloween e l'anno sempre il 2009. Con questa vinsi il contest. E' una storia che mi piace particolarmente.
UN UOMO BUONO
Terza drabble e terzo contest. Il tema era 'Propositi per l'anno nuovo' (era fine 2009). Per scoprire quale proposito avevo io leggete la storiella :P.
SOME CANDIES
Questa non è una drabble, ma ci è strettamente collegata in quanto nasce come scarto per la sfida su Halloween. Some candies fu la prima idea che mi venne in mente per il contest, ma non riuscii a svilupparla in sole 100 parole, così nacque questa storiella leggermente più lunga ma che trovo tanto simpatica e carina. Ha un sapore un po' Burtoniano... Sì, mi sto autocelebrando! XD
Ecco, per ora è tutto ma ci sono acnora alcune vecchie storie da mettere a scaffale. Per le nuove bisogna attendere.
Pubblicità anche oggi! XD
Ecco, giovedì 28 ottobre uscirà Il ragazzo con gli occhi blu, la sua ultima fatica. Tengo particolarmente a questo romanzo perché credo che la Harris, qui, sia in una forma strepitosa. L'ho letto in lingua originale appena uscito e non posso che essere trepidante d'attesa per la versione italiana. QUI trovate il mio commento all'originale.
Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant’anni. Lavora come portiere in un ospedale e vive ancora insieme alla madre in un paese dello Yorkshire. Un’esistenza ordinaria, all’apparenza un po’ monotona. Una vita molto diversa da quella che l’uomo conduce nel mondo virtuale. Blu ha un blog su un sito chiamato “badguysrock”, una community che ha fondato lui stesso, dedicata a tutte le persone cattive. Su internet da sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa ossessioni di morte, racconta la sua infanzia, quella di un bambino pericolosamente affascinato dal male. Pensieri oscuri che girano attorno a una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Una donna dura, con cui ha sempre avuto un rapporto carico di misteri. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Blu era realmente un bambino malvagio o semplicemente si inventava tutto? Forse l’inquietante Albertine, che condivide con Blu un agghiacciante segreto, lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. E mentre post dopo post le parole si fanno sempre più sinistre, la violenza cresce pericolosamente. C’è un solo modo per fermarla: scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, il passato di un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria. Fino a svelare il cuore malato di una famiglia profondamente disturbata. Solo così emergeranno le ragioni di un omicidio vecchio di vent’anni…
Presumo che alcuni siano abituati a pensare questa scrittrice come a una creatrice di romanzi piuttosto 'femminili', ma vi assicuro che non è così. I suoi ultimi lavori sono molto scuri, e questo forse è quello più tenebroso di tutti.
Se volete iniziare a curiosare un po', Garzanti ha creato QUESTO BEL BLOG gestito proprio dal protagonista de Il ragazzo con gli occhi blu. Leggendolo potrete fare conoscenza con lui e scoprire qualche anticipazione sul romanzo, e più commenterete, più avrete possibilità di scoprire l'identità di questo 'cattivo' personaggio.
I figli di Atlantidedi Mario De Martino
Un medaglione. Un'antica civiltà. Un'iscrizione arcana. Sono questi, apparentemente, gli unici punti di contatto tra i giovani Ivan, Sarah e Seiji, che vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché i tre ragazzi sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato, per portare a termine un compito iniziato tanti, troppi secoli fa. Ma è un'avventura pericolosa, se di mezzo ci si mette la setta Atlantis e neanche l'FBI riesce a evitare una catena di efferati delitti. La salvezza dell'umanità dipende da loro, se sapranno mettere a frutto il misterioso potere del medaglione, e l'ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.
Perché ci ripongo grandi speranze.
Mario De Martino è un autore giovanissimo (classe 1993) che ha già pubblicato 4 romanzi:
- L'Erede. La spada del re (Runde Taarn)
- Justin Dave e il ragazzo venuto dal futuro (0111)
- L'Erede. I sigilli del male (Runde Taarn)
- Con gli occhi dell'innocenza (0111)
Non ho letto tutto, però ho letto abbastanza per capire che Mario ha davvero delle grandi potenzialità. Certo, nei lavori da me affrontati c'erano delle cose da migliorare, qualche ritocco da apportare, però c'è un indubbio talento di base che gli permette di affrontare qualsiasi cosa con grande abilità. In questi quattro libri ha affrontato tre generi differenti: il fantasy classico, la fantascienza e l'horror. E l'ha fatto con una leggerezza davvero disarmante.
Ha una prosa semplice, diretta, bella e curata.
Il mio consiglio è: dategli una possibilità quando, a gennaio, sarà nelle librerie. Dategli una possibilità e poi tornate qui che ne discutiamo, perché io lo comprerò di sicuro.
Blog Di Mario De Martino
Sito di Mario De Martino
A QUESTO INDIRIZZO, potrete vedere un video tratto da Le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, programma che, grosso modo, penso conosciate tutti.
Ebbene, si tratta di un mini confronto sullo sviluppo anticipato nelle bambine. Attenzione! Non si parla di sviluppo fisico, ma mentale... anzi, di atteggiamento. Vedrete infati un video in cui vengono riprese alcune lezioni di danza per bambine di massimo 10 anni, se ho ben capito, e alcune interviste a loro e alle loro mamme. Segue, in studio, un mini dibattito tra Pasqualina ( ex pupa), sua madre, tata Francesca (tata del programma SOS Tata), il giornalista Giacomo Papi, la stilista Luisa Beccaria e sua figlia quindicenne (sì, quindicenne...).
Sono rimasto piuttosto sconvolto.
Io non ho figli, però un giorno mi piacerebbe averne, e pensare che potranno essere come le bambine presentate nel filmato a me lascia un po' perplesso.
Eh, sì, perché si vedono bambine che a danza cercano di fare i personaggi famosi, sculettando di conseguenza. Se vedono bambine che guardano Il mondo di Patty e idolatrano le Divine, ossia i personaggi cattivi della serie, che facendo le belle e le cattive ottengono sempre quello che vogliono, che danno consigli sbagliati, che dicono che l'intelligenza di un bambino la si vede dal mentire. Si sentono bambine che dicono che vogliono diventare famose perché è bello essere famose ed essere guardate e conosciute da tutta quella gente.
E io non posso rimanere calmo e tranquillo quando Pasqualina ci rimane male per le parole della tata la quale, ovviamente, dice di essere preoccupata per quelle ragazzine che fermano la Pupa per strada dicendole che vogliono diventare come lei.
Pasqualina dice che non c'è niente di male perché lei ha fatto quel programma coscientemente, per fuggire da una realtà degradata (la periferia di Napoli), perché vuole fare l'attrice e non se la sentiva di chiedere i soldi per una buona accademia ai suoi genitori, perché sa che quello che ha fatto le fa guadagnare soldi, la fa essere indipendente...
Ma tesoro mio! Piuttosto di vederti così io, genitore, faccio mille sacrifici per pagarti quell'accademia!
C'è una bella differenza tra il lottare per arrivare e lo svendersi per arrivare.
E poi mi chiedo come sia possibili che i genitori di quelle bambine le lascino facciano guardare certe cose. Resto basito di fronte all'atteggiamento da diva della bambina che legge gli stralci sulla Divina.
Sono folle io?
Si voltò ad ammirare le terre che si estendevano ai suoi piedi; la sua pelle dorata rifletteva il sole come uno specchio.
La luce era lui.
Mi esconod due punti di riflessione.
Ma perché dobbiamo/devono ingannarci? No, perché, l'inganno è la prima cosa che mi viene in mente. Il dialogo, infatti, mi risulta essere stato circa questo (l'ho preso dall'articolo su House of Books):
Almeno per quel che ho visto io, tutto è esploso ed ora si parla di questo fantomatico ottavo libro, di cosa ci potrà essere, se sia giusto oppure no che la saga continui...J.K. Rowling: Tutti i personaggi sono ancora nella mia testa. Potrei scrivere ancora l’ottavo e il nono e il decimo libro della saga. Potrei, senza problemi.
Oprah: Potresti. Lo farai?
J.K. Rowling: Non dico che non potrei. Ho adorato scrivere questi libri. Sento di aver finito ma non si sa mai.
A mio modo di vedere, però, la Rowling non ha deto niente di strano e niente che lasci davvero prevedere una continuazione della saga. O forse sto prendendo un granchio io? Anch'io ho in mente alcuni personaggi di alcune mie storie e mi piacerebbe scriverne dei seguiti, ma non significa che lo farò. Per scrivere un libro ci serve innanzi tutto una storia. Una storia buona. E questo, secondo me, la Rowling lo sa bene. Il suo è un 'mai dire mai', di certo non un 'lo farò sicuramente'.
Quindi... freniamo le nostre corse di fantasia. Questa è solo una gara su chi capisce peggio le parole dell'autrice.
Io, come ho già detto in giro, credo sia una gran stupidaggine. HP è finito e non ha senso torturarlo ancora. Continuare le avventure 'assumendo' i figli dell'eroe mi sembra anche più insulso, perché la vedrei un po' come un tentativo di bissare la prima saga.
Diverso sarebbe invece, per me, un prequel incentrato sui genitori del maghetto, una storia che mi sarebbe sempre piaciuto conoscere. Oppure uno spin-off su qualche personaggio secondario.
Certo è che alcune cose assumono un'aura talmente 'mitica' nel cuore delle persone che andare a toccarle ancora sarebbe quasi sacrilego e rischierebbe di rovinare tutto.
Allungare il brodo non serve a nulla se non a togliere sapore, e credo che la Rowling abbia in dispensa abbastanza brodo da far campare anche i suoi bis-nipoti.
Staremo a vedere.
Seduta sul suo trono, la donna era tremendamente bianca. I capelli color della neve, la pelle quasi trasparente, gli occhi grandi azzurro chiaro; solo le vesti portavano la tenebra che i prodi guerrieri si erano aspettati di trovare.
Ora, la mia curiosità è: ci arrivano (al post intendo) perché cercavano cose sessuose? Oppure perché hanno visto questo mio titolino in altri blog e quindi le persone si sono incuriosite?
Perché il sesso ci attira tanto? Dovrei fare degli esperimenti con altri titoli, giusto per vedere quale parola è la più adatta per il 'successo' di un post... sarei davvero curioso di provare...
Per chi non lo conoscesse ancora, vi presento Adolphe William Bouguereau, il cui cognome non ho ancora ben capito come pronunciarlo, per quanto possa conoscere il francese. E' quel 'gue' centrale che mi lascia un po'... vabbè, andiamo oltre!
Questo signore è un pittore francese dell'Ottocento che ho scoperto girovagando un po' a caso per la rete, ma che mi ha affascinato subito. Primo perché amo i quadri a tema mitologico, e secondo perché i suoi quadri sembrano foto. Davvero, io rimango ammutolito davanti a queste opere (e non ho visto gli originali!).
Una volta leggiucchiato un po', si scopre che tutti noi, in verità, lo conosciamo già per il suo Amore e Psiche, bambini (i puzzle con quest'immagine si trovano praticamente ovunque):



Io sono rimasto catturato dal modo in cui questi quadri sono composti, dal loro realismo, dalla bellezza delle forme...
Ecco, volevo semplicemente condividere con voi questa mia esaltazione.
Da ieri è nelle librerie l'ultima fatica di Melissa P.

Ora, Melissa P. può piacere come può non piacere, però ci terrei a riportarvi qui di seguito uno stralcio di un post del suo blog. Si tratta della risposta ad una domanda che spesso le viene posta: 'perché continui a scrivere di sesso?'
Mi da da pensare...Io scrivo di sesso perché il sesso mi interessa. E’ una lente di ingrandimento sul mondo e ognuno guarda il mondo con i propri strumenti. Non mi interessa farlo con le inchieste e i sondaggi. Mi interessa vedere il mondo attraverso le relazioni che il mondo stesso propone. O scioglie. O fomenta. O elimina.
[...]
Parlo di sesso perché in Italia il presidente del consiglio governa con il suo uccello. Parlo di sesso perché sono stanca di vedere corpi esibiti e nessun interesse verso la sessualità vera e autentica. Siamo il popolo più ignorante per quanto riguarda le faccende sessuali. Per quelle di cuore poi siamo tantissimo indietro.
Il sesso non è un argomento di serie B. Il sesso è il racconto del mondo e un popolo si conosce soprattutto grazie ai suoi costumi sessuali.
Se fate certe domande mi sa che il mio lavoro non è ancora finito.
E' davvero così anche secondo voi? Il sesso può raccontare il mondo?
Credo di sì, se si è capaci di farlo. Perché è un po' come la scusa del fantastico, no? Posso scrivere un romanzo fantasy ma, in verità, non sto parlando di veri orchi (come direbbe la De Mari)...
Ognuno guarda il mondo coi propri strumenti.
Ho scoperto un mondo. Avevo visto qualcosa di Frida in una mostra a Milano, ancora qualche anno fa, però questo film mi ha davvero fatto vedere un'artista di cui ho voglia di conoscere di più. Ora mi cercherò in giro informazioni sulla sua opera che mi ha affascinato di colpo. E' un'opera molto visionaria, ma allo stesso tempo estremamente intima... o almeno è quello che mi fa pensare.
Devo quindi ringraziare quest'opera cinematografica.
C'è poi da dire che è un film fatto molto bene, al di là della protagonista, una Salma Hayek in splendida forma, anche la scrittura e la regia del film è davvero ben costruita. Mi sono piaciuti molto, per esempio, i passaggi da scena a quadro, davvero fenomenali, e l'uso dei colori.
Me lo rivedrò, magari dopo aver approfondito le mie conoscenze riguardanti la Kahlo.

Il racconto di Shirley Jackson intitolato "La lotteria" ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul "New Yorker" nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all'istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. Certe cose non potevano, non dovevano succedere. Eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell'atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del New England in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. Ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l'intensa silloge qui proposta, il lettore scoprirà da sé, in un crescendo di "brividi sommessi e progressivi" - come diceva Dorothy Parker che cosa li rende dei classici del terrore. Secondo un altro illustre ammiratore della Jackson, oltre che maestro del genere, Stephen King, lo sono perché "finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio".
Questo libricino (una cosetta davvero minuscola che si può leggere in un paio d'ore) è una raccolta di quattro racconti che ti mettono i brividi pur non parlando di mostri. Anzi, proprio per questo fanno molta più paura, perché il terrore che esce da queste pagine è causato dall'animo umano.
Dico anche che questa silloge non ha suscitato in me la meraviglia che invece è scaturita dalla lettura de Abbiamo sempre vissuto nel castello, ma credo anche che debba essere letta per scoprire la potenza immaginifica dell'autrice.
Preciso che le tre stelline messe nella valutazione su aNobii, non corrispondono, per me, ad un 'così così', ma ad un 'bello senza eccessi'.
Detto questo, via coi racconti!
La lotteria
Com'è giusto che sia, ad aprire la raccolta c'è la storia che da il titolo al volume. Un racconto che scorre via con piacevolezza estrema per poi darti una mazzata finale di quelle che, veramente, ti stordiscono. E' una storia, credo (perché poi riporto le mie impressioni, ma non so se l'autrice voleva dire propiro questo), ancora una volta sulla cattiveria umana, che è dentro ognuno di noi e che deve essere 'soddisfatta' di tanto in tanto.
Lo sposo
Ecco, questo è stato quello che ho capito meno. C'è una futura sposa che non trova più il futuro marito nel giorno delle nozze e la fine è sospesa, in un certo senso. Il lettore, o almeno io, non capisce bene cosa sia successo, e forse questo è quello che spaventa di più. Era pazza la donna? Oppure siamo di fronte a qualcosa di sovrannaturale, visto che il titolo originale sarebbe dovuto essere The Daemon lover?
Colloquio
Fantastico! Quattro paginette, il più corto della raccolta, ma che racchiudono tantissimo. In queste righe c'è nascosta, secondo me, una domanda fondamentale sul mondo moderno: tutto questo è davvero indispensabile? Dov'è finita la vita vera?
Colloquio rappresenta, secondo me, l'aspirazione di ogni racconto: brevità con grandissimo contenuto.
Il fantoccio
Inquietante. Anche qui c'è la cattiveria a farla da padrona, e forse anche la paura di essere cattivi e quindi la ricerca di un modo per esprimere questo male senza farlo pesare su noi stessi. E ancora una volta, il fantoccio del titolo è vivo, o è espressione di qualcun'altro?
Il bello della raccolta è proprio questo bilico tra reale e surreale che spesso rimane sbiadito lasciando al lettore il compito di decidere cosa sia veramente successo. E la sublime maniera in cui la Jackson tratta il male è di una finezza e di un'argutezza uniche.
Una lettura veloce ma forte.


