In questo Novembre, Casini Editore ha fatto uscire un paio di titoli che mi interessano davvero molto. Non sto parlando di Mirror Mirror, che comunque prenderò, ma di altri due, e più precisamente di:

Carbonel, di Barbara Sleigh

Questa è la storia di un gatto, di una scopa e di una ragazzina come tante altre, Rosemary, che un giorno compra i primi due al mercato, anche a un buon prezzo. Certo, né il gatto né la scopa sono quello che sembrano, ma il prezzo era davvero troppo buono! Quando Rosemary ha davvero bisogno che qualcosa di buono succeda nella sua vita, Carbonel prende in mano la situazione, e con un po' di magia trasforma la noiosa vacanza della sua padroncina in un'eccitante avventura.
Pagine: 250
Prezzo: € 18,00


Alice fantastic, di Maggie Estep

Se una giocatrice d'azzardo di professione, esperta in corse di cavalli, vuole chiudere il suo rapporto con il ragazzo, ironicamente chiamato il "grande tonto", cosa fa? Naturalmente chiede ad un suo amico di scommesse, abituale frequentatore dell'ippodromo, di aiutarla in questo compito. Ma la cosa, apparentemente semplice, prenderà una strana piega. Altre due donne affiancheranno Alice in questa "favola urbana", Eloise, la sorella che di professione crea strambi giocattoli e il cui ragazzo ha perso la vita in uno strano incidente, e Kimberly, la loro poco convenzionale madre, che vive a Woodstock con 17 cani e con una bella e confusa assistente. Sarà la scoperta di un terribile segreto a mettere insieme i pezzi di questa bizzarra, surreale, storia fatta di donne eccentriche, amanti vivi e morti, cani, e naturalmente cavalli.
Pagine: 200
Prezzo: € 18,00

Casini si sta costruendo davvero un ottimo catalogo e quei suoi libri che ho potuto tenere in mano mi sono parsi di ottima fattura. Credo proprio che prenderò anche questi due titoli.


Domani, cari lettori, partirà, oltre alla Tylwyth Teg, anche un'altra bellissima inziativa riguardante i libri, ossia:


(cliccate sull'immagine per avere maggiori info)

Il blog Sfogliando, da domani, ci farà vivere un magico, e libresco, Natale. Come? Beh, semplice! Verranno presentati libri inerenti a questa magica festa, si daranno dei consigli di lettura di alcuni libri che potrebbero diventare degli interessanti regali per i nostri cari e ci saranno anche delle varie letterine a Babbo Natale... :)
Rimanete quindi sintonizzati sul blog Sfogliando per non perdervi nulla di tutto ciò! Mi raccomando!


Oggi vengo a ricordarvi che il primo di dicembre partirà...


Cos'è Tylwyth Teg? Beh, potete scoprirlo per bene cliccando QUI.
Io vi posso dire che sarà un evento lungo due mesi, proprio a cavallo di Yule, in cui più blog si scateneranno per farci conoscere libri incentrati sul reame fatato, sul Popolo Meraviglioso.Mi chiedete di quali blog sto parlando? Ma di questi, ovviamente:
Ecco, appuntatevi il primo dicembre sull'agenda per ben tre motivi:
1. Il mio compleanno, ovviamente! ^^
2. Tylwyth Teg. Cioè... due mesi di approfondimenti libreschi su un genere che amo moltissimo. Mica poco, eh!
3. Ve ne ho già parlato... ma ve lo ripeterò domani! ;) (riguarda il Natale)


Oggi vi segnalo solamente che lo Speciale Vampiri ideato da Diario di pensieri persi, di cui vi avevo già parlato QUI, dopo alcuni posticipi partirà definitivamente martedì 30 novembre.



Per una settimana, il blog di Alessandra si animerà di post a tema vampiresco, ci saranno tanti autori ospiti, stranieri e non, e le molte case editrici importanti che hanno aderito all'iniziativa.
on parliamo poi dei vari giveaways libreschi! Avrete tempo fino a dopo le vacanze di Natale per cercare di vincere i 'premi' in palio.
Cosa dire, dunque, se non che sono davvero curioso di vedere cos'ha architettato Alessandra?


Si può sfuggire allo scorrere del tempo, come scrive l'autore di La scienza di vivere per sempre? Esiste una connessione profonda tra la presenza di uno strano essere a Dartmoor, una nave in bottiglia, il tracciato di un ricamo all'uncinetto che rappresenta il mondo intero e le fate di Cottingley? Tra una recensione da consegnare e un libro da scrivere, Meg Carpenter non se la passava né troppo bene né troppo male. Aveva un ragazzo che era il classico inetto, certo. Arrivare alla fine del mese non era proprio una passeggiata, certo. E i libri erano tutta la sua vita, si potrebbe dire. Almeno fino a quando, tra le pagine di un testo di pseudoscienza, Meg non ha cominciato a guardare il suo tragico universo con occhi diversi. Tra psicologia e tarocchi, enigmi buddisti e teoremi di fisica, antiche cosmologie e leggende fatate, Meg si è messa alla ricerca delle risposte definitive a tutte le domande sul senso della vita e su come le relazioni nascano, crescano e poi, miseramente, muoiano.

Come si parla di questo libro? Cosa si può fire al riguardo? Come lo si presenta?
Queste sono le domande che mi girano per la testa mentre cerco di scrivere il mio commento all'ultimo libro di Scarlett Thomas.
E' complesso descrivere questo libro, molto complesso, e il difficile inizia già dal primo punto che si dovrebbe affrontare: la trama. Sì, perché se mi chiedeste di cosa parla questo romanzo, io non saprei cosa rispondere. Ho provato a raccontarlo alla mia ragazza, ma credo avrebbe capito meglio una teoria di fisica quantistica (che io non conosco).
Si potrebbe tentare di dire che la storia, o non-storia (visto che poi, in verità, uno dei punti focali del testo è proprio la storia senza storia), è piuttosto 'banale', nel senso che la protagonista è una donna che fatica ad arrivare a fine mese, dubbiosa sulla sua vita amorosa, che cerca di raggiungere alcuni obiettivi apparentemente difficili... però, se ci penso un attimo, la cosa fondamentale da dire è che il libro non parla affatto di questo, che tutte queste cse non sono nulla. L'importante, nel libro, è altro.

Quello che mi ha colpito della Thomas è la sua capacità di inserire nel romanzo un'infinità di spunti. Si parla di filosofia, letteratura, fisica, magia... e tutto questo viene ben mescolato per far sorgere, nel lettore, molte, moltissime domande. Sì, lo scopo del libro, a mio avviso, è far sorgere delle domande. Domande spesso legate alla vita che conduciamo, alla schematicità con cui avanziamo, alla gabbia che abitiamo... questo è il vero punto.
Il nostro tragico universo è davvero tragico?
La mia impressione, finita la lettura, è che, in un certo senso, se l'universo è tragico è colpa del fatto che non facciamo più cose che ci interessano veramente. Che siamo omologati, ingabbiati dentro 4 linee che non sappiamo spezzare, quando in verità basterebbe avere degli interessi veri, delle vere passioni.
Ma forse mi sto sbagliando, e il libro parla di tutt'altro... ma il bello è proprio questo. Io posso intuire delle cose, posso seguire tutte le teorie citate giungendo ad una conclusione, ma non sarà mai l'unica conclusione.

Certo è che un libro di questo genere o lo si ama o lo si odia. La Thomas ha questo stile 'infarcitiore' che si adora o si detesta, perché può apparire confusionale, carico, prolisso.... ma poi sta al lettore capire se davvero è così, oppuire no.

Io l'ho trovato davvero molto buono. E' frizzante, divertente in alcuni punti, tragico, riflessivo, filosofico in altri, e chi più ne ha più ne metta.
Può essere difficile, all'inizio, afferrare il giusto ritmo, ma poi tutto scorre via liscio e non ci si può mai fermare, e non perché si vuole sapere come andrà a finire la storia, ma perché si vuole conoscere ancora, conoscere nuove teorie, nuove passioni, nuovi calzini di lana...
Io lo conisglio, se non altro per affrontare un genere (non-genere?) un po' fuori dagli schemi, molto attivo e molto 'attivante'.
Vi lascio con una citazione che mi da da pensare, e che magari si potrebbe applicare anche a questo romanzo:
Uno dei paradossi della scrittura è che quando scrivi saggistica, tutti cercano di provare che hai sbagliato, mentre quando pubblichi narrativa tutti cercano di trovarci un fondo di verità.


Un nuovo post super veloce per segnalarvi l'apertura di AMAZON.IT.
Ebbene sì, finalmente il grande portale di vendita on-line sbarca anche in Italia. Io lo saluterei con un: ERA ORA!


Questa sarà una settimana impegnativa, quindi non so quanto riuscirò ad essere presente sul blog.
Comunque, riappaio per un paio di segnalazioni.

La prima riguarda uno speciale molto bello dedicato al Natale (cliccate sull'immagine per avere maggiori info):



Il blog Sfogliando inaugurerà, il primo di Dicembre, questo speciale sul Natale in cui verranno presentati libri legati, appunto, al tema natalizio, idee regalo libresche da fare ai nostri cari, o a noi stessi :P, e interviste varie... Praticamente un bel programmino in grado di farci scoprire bei libricini proprio in vista delle feste, e dei regali.
Per saperne di più non dovremo far altro che attendere qualche giorno. Complimenti a Laura per l'iniziativa!

La seconda iniziativa riguarda invece una nuova intervista. Un'altra autrice si è infatti gentilmente prestata a ricevere alcune mie domande che cercano risposte. Di chi si tratta? Di Deborah J. Ross.
Forse non tutti la conoscono, ma è quell'autrice che sta portando avanti la saga di Darkover dell'amata Marion Zimmer Bradley. Colgo l'occasione dell'imminente uscita de Gli inferi di Zandru per averla ospite del blog. Un grande onore, devo dire. Sono molto contento di poterle fare questa intervista.
Ovviamente, se avete qualche domanda da porle, fatemelo sapere. Avete qualche giorno di tempo.


Questo venerdì vi voglio parlare di un libro molto particolare uscito da qualche giorno negli Stati Uniti. Si tratta di un nuovo volume firmato da Jonathan Safran Foer e intitolato The tree of codes.
Ma volete sapere una cosa? Non è un semplice libro, ma una vera e propria opera d'arte, e anche d'artigianato, oserei dire.
Praticamente, che cos'ha fatto questo geniale autore?


Ha preso un libro di racconti a cui è molto legato, La via dei coccodrilli di Bruno Shulz , e ha costruito una nuova storia ritagliando il libro originario fino ad ottenere le parole necessarie per il nuovo testo.



Foer dice:
Ci sono cose per cui hai un amore passivo, altre che ami attivamente. In questo caso, sentivo il bisogno di fare qualcosa con “La via dei coccodrilli”. Poi ho cominciato a riflettere su come sono fatti i libri, come saranno in futuro, come la loro forma stia cambiando molto velocemente. Se non ci dedichiamo una riflessione approfondita, non andrà a finire bene. C’è un’alternativa agli eBook. E io amo la fisicità dei libri. […] Non sono interessato alla sperimentazione fine a sé stessa. Ciò che mi interessa è creare un’opera che rapisca il lettore. Che lo trasporti in un altro luogo, pura magia.

Maggiori info le potete trovare su Booksblog e su Panorama libri.

Personalmente trovo quest'idea molto carina. Vedremo se riusciremo ad averlo anche in Italia, perché immagino che un adattamento lal nostra lingua qui sia molto complesso.


Dopo l'intervista fatta a Luca Azzolini, mi è venuto il morbo dell'intervistatore e quindi... quindi vi segnalo che, dopo mia richiesta, due autrici internazionali hanno gentilmente, e intendo davvero molto gentilmente, accettato di apparire su questo blog.
Le due scrittrici in questiono sono:

Cecilia Dart-Thornton


Autrice de:
  • La ragazza della torre
  • La dama delle isole
  • La signora di Erith
  • L'albero di ferro
  • Il pozzo delle lacrime
  • La maga delle tempeste
  • Fallowblade (che forse non vedremo mai in Italia)
e
Susan Vreeland


Autrice de:
  • La passione di Artemisia
  • La ragazza in blu
  • L'amante del bosco
  • Ritratti d'artista
  • La vita moderna
  • Una ragazza da Tiffany (quest'ultimo uscito da pochissimo)
Per l'intervista alla Dart-Thornton dovrebbe essere proprio questione di alcuni giorni, mentre per la Vreeland, prima di inviare le domande, vorrei leggere Una ragazza da Tiffany. Se avete quindi il desiderio di porre alcune domande a quest'ultima, avete circa una settimana di tempo. Postatele qui sotto nei commenti, oppure inviatemele per e-mail; il vostro aiuto è sempre gradito.


Altra segnalazione!
Devo dire che, davvero, in questo periodo ci sono delle uscite molto interessanti e dare la giusta attenzione a tutte è davvero impossibile. Per non parlare poi del leggerli tutti, ma tentar non nuoce, giusto?

Il romanzo che vi presento oggi è Il ghigno di Arlecchino, di Adriano Barone, pubblicato da Asengard. Se non sbaglio è uscito proprio da poco, probabilmente durante il Lucca Comics & Games.

La trama:
Vittima di esperimenti che lo hanno portato ad avere poteri quasi divini, ma sui quali non ha il minimo controllo, il folle Arlecchino fugge dalla prigionia impostagli fin dalla nascita. Il giullare si ritrova in un mondo in apparenza perfetto, dove la morte non esiste: insofferente a ogni tipo di regola, vittima di un destino che lo vede sempre in balia di forze che vogliono imporre l’ordine nel Multiverso, Arlecchino porta il caos nel mondo in cui è prigioniero e, liberatosi, in tutte le altre realtà esistenti, provocando ciò che i misteriosi Tracciatori vogliono prevenire ad ogni costo. E quando si scatena la sua follia, in tutti i Tracciati dell’universo risuona il ghigno di Arlecchino.

La prefazione è di Alan D. Altieri
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 176

Inutile dire che la trama mi affascina moltissimo e avendo avuto modo di apprezzare il primo volume di questa collana Wyrd, ovvero Il sentiero di legno e sangue di Luca Tarenzi, sicuramente darò una chance anche a questo bel libercolo.

Voi cosa ne pensate?


Cercando di stare al passo con altri blog che si occupano, assai meglio di me, del mondo dei libri, a partire da oggi cercherò di tenere anch'io la mia bella rubrica del mercoledì:

Come vedete, l'idea originale nasce dal blog shouldbereading, ma in in Italia è stata portata, se non erro, da Keira del The Book Lover e da Yuko di Living for Books.
Fatte queste precisazioni, andiamo ad incominciar!

Le regole sono molto semplici, bisogna rispondere alle seguenti tre domande:
- What are you currently reading? ovvero Cosa stai leggendo in questo momento?
- What did you recently finish reading? ovvero Quale libro hai finito, di recente?
- What do you think you’ll read next? ovvero Quale libro pensi sarà la tua prossima lettura?
Capito tutto? Bene!


1. What are you currently reading?
Sto leggendo Il nostro tragico universo, di Scarlett Thomas. Non avevo mai letto nulla di quest'autrice, ma mi sta piacendo molto. Ha un modo particolare di scrrivere, quasi confusionario/filosofico che, una volta capito, ti fa passare dei bei momenti.



2. What did you recently finish reading?
Come ben saprete, ho da poco finito Al limte della notte, di Michael Cunningham. Un libro di emozioni molto intenso che parla dell'amore per la bellezza, in un certo senso. Molto consigliato!



3. What do you think you’ll read next?
Salvo imprevisti, credo leggerò Il cimitero di Praga, di Umberto Eco. Ma sono uno che cambia idea molto in fretta. XD




E voi? Quali sono le vostre risposte a queste 3 domande?


Procedono le segnalazioni pre-natalizie, oserei dire. Infatti, oggi vi presento:


È notte e il silenzio avvolge la baia di Salem. Zee Finch è ferma sul molo e fissa il mare. Il tempo pare essersi fermato. Le stelle brillano nel cielo senza luna e si riflettono sulle acque dell’oceano disegnando un sentiero luminoso. Una volta Zee conosceva bene quel sentiero. Aveva tredici anni e passava le notti in mare aperto a guidare barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. Eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a sé stessa di non percorrerla più. Perché quel giorno sua madre si era suicidata, all’improvviso. Zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. Sono passati quindici anni da allora. Ma adesso è venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. Il suicidio di Lilly Braedon, una delle pazienti più difficili di Zee che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. Le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. Zee è sconvolta, ma non ha altra scelta: l’unico modo per fare luce sulla morte di Lilly è capire la verità sul suo passato irrisolto. Un passato pieno di menzogne e segreti che molti, nella chiusa comunità di Salem, hanno cercato di rimuovere. Zee non si può fidare di nessuno. Forse nemmeno di suo padre, ormai un uomo vecchio e malato. Non le resta che fare affidamento su sé stessa, imparare a non dare nulla per scontato, rimettere tutto in discussione, anche quando la fuga sembra l’unica via d’uscita. Ma deve fare in fretta. Perché una nuova spirale di violenza rischia di rendere ogni sforzo vano. La verità corre su un’unica strada, che Zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se troverà il coraggio di ripercorrerla, la porterà a casa. Qui potrà finalmente realizzarsi il destino che le spetta.
Forse alcuni di voi già conoscono Brunonia Barry per via del suo primo romanzo, La lettrice bugiarda. Nel caso non la conosceste, vi dico solo che quel suo romanzo d'esordio era davvero molto carino, ben fatto, giocava sul e con l'inganno e... beh, merita di essere letto, se non altro per discuterne insieme.
Questa seconda prova promette molto bene e, regalo di compleanno o no, sarà sicuramente mio.

Inoltre, vi segnalo che questa Ladra di stelle, protagonista del romanzo, è personalmente presente su facebook (posso dire che la Garzanti, a mio avviso, si sta muovendo bene con le nuove tecnologie?). Potete diventare suoi amici cliccando QUI. Io l'ho già fatto, così la tengo d'occhio! ;)


Oggi voglio segnalarvi una chiacchierata mascherata da intervista che ho fatto con Luca Azzolini, autore de Il fuoco della fenice, curatore di Sanctuary ed editor per la collana fantasy di Reverdito editore.
Se siete curiosi e volete scoprire cos'ho chiesto e cosa mi è stato risposto, leggete qui di seguito oppure andate su The Fantasy World.
Buona lettura!

Ciao Luca! Grazie mille per aver accettato l'intervista e ben venuto a The Fantasy World.
Grazie a te, e a The Fantasy World per avermi invitato!

Giusto per farti conoscere a chi ancora non ha sentito parlare delle tue gesta, ti andrebbe di parlarci un po' di te?
Iniziamo bene! Devi sapere che ho sempre detestato alla grande tutti i temi che puntualmente, dalle elementari alle superiori, iniziavano con “parlaci un po’ di te”. Sono molto riservato e riflessivo. Però ora mi impegno, dunque.

Sono un ragazzo di ventisette anni, vivo in provincia di Mantova, mi sono laureato in storia dell’arte nel 2009 presso l’Università degli Studi di Verona, e da un anno lavoro con editor e ghostwriter. Ho sempre scritto, fin da piccolissimo. Preferivo giocare a “fare lo scrittore” piuttosto che (inserisci sport o gioco a scelta). Tenevo un’agenda piena zeppa di racconti che scrivevo incrollabile (dai thriller ai gialli) e in certi casi illustravo, ma ben presto il gioco è diventato una passione, tanto che a diciassette anni ho scritto il mio primo racconto, pubblicandolo poi a diciotto in un’antologia. Chiudo con una frase fatta, che più fatta non si può: da lì non mi sono più fermato…

(Ok, come tema standard me la cavo con un 6 stiracchiato, che dici?)

Essendo tu anche un avido lettore, qual è il tuo libro preferito? O comunque quelli che ti piacciono di più?
Sono prima di tutto un lettore! Dunque. Se mi sono appassionato al fantasy lo devo al ciclo di Darkover di Marion Zimmer Bradley, in particolare a La Sfida degli Alton che adoro. Ma leggo di tutto, e mi piacciono/consiglio a tutti: Le Ore di Cunningham, La Strada di McCarthy, Dune di Herbert, Memorie di una Geisha di Golden, Misery di King, Harry Potter della Rowling, le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di Martin, ma anche parecchi saggi e biografie che, spesso snobbati da chi legge solo romanzi, sono da sempre la base imprescindibile per idee non ovvie.

E quello che proprio non sopporti, se ne hai uno?
Più di uno, credo sia normale. Più che altro non hanno dato seguito alle mie aspettative, e questo li ha “folgorati” in partenza. Da Sabriel di Nix alla Serie di Landover di Brooks. Non fanno per me.

Sei autore, curatore, editor... ma quando è nata, in te, la passione per la scrittura?
In parte ho già risposto. Come ho detto giocavo allo scrittore, ma con una costanza che non si applica di solito ai giochi. Da piccolo, inoltre, ho sempre snobbato un po’ i romanzi (il primo che ho letto è stato il libro Cuore, a otto o nove anni).

Leggevo invece cose come “C’è vita nello spazio?” o “Riti funerari degli Egizi”, insomma a dieci anni sapevo con esattezza cos’erano i Vasi Canopi e come avveniva l’imbalsamazione di un corpo. A quel punto, mi pare d’intuire ora, la via era già segnata e non mi sorprendo più di tanto nell’aver fatto studi storico-artistici. La scrittura però è sempre stata lì, a nutrirsi del resto.

E per la narrativa fantastica?
Un bivio. Vero e proprio. Ricordo con esattezza quando è successo. L’estate del 1996. Non ero un lettore del fantastico fatto e finito. Avevo letto qua e là racconti, più che altro nelle antologie scolastiche delle scuole medie. Poi, per un compito estivo, per il quel dovevo leggere e fare schede di lettura di un libro a scelta, mi ritrovai a dover scegliere un romanzo. Ma quale? Trovarsi in una libreria e dover scegliere un solo romanzo non è impresa facile, soprattutto se non si ha ancora un gusto personale. Alla fine mi gettai, e presi tre romanzi: Andromeda di Cricton, Le Foreste di Darkover della Zimmer Bradley, e un Landover di Brooks.

Recensii Andromeda, mi sembrava il libro più “serio” tra i tre (ma cosa potevo pretendere da una scelta tanto involontaria? Prova a immaginare cosa ne sarebbe stato di me avessi afferrato al volo, non so, un libro di Liala. Oggi ci sarebbe da ridere!). Però, anche se avevo recensito Andromeda, mi aveva rapito per sempre il mondo di Darkover. Lessi quel romanzo di 120 pagine (pochissime) in tre giorni. Non perché non riuscissi a finirlo in minor tempo, ma perché NON volevo finirlo.

Da lì è iniziato tutto, perché subito dopo ho scoperto che esistevano prequel e sequel, e lessi subito La Sfida degli Alton.

Cosa significa per te essere uno scrittore?
Esprimersi. Viaggiare. Liberarsi.

C’è una frase bellissima, che rubo, dal libro Le Ore di Cunninghum: “Lei (Virgina Woolf) ha due vite. La vita che sta vivendo, e quella del libro che sta scrivendo.”

Mai stato più d’accordo.

E cosa essere un editor? Quali difficoltà e quali differenze con l'essere autore?
Non c’è la fatica di dover creare, ma quella di dover supervisionare tutto. L’editor non è solo un correttore di bozze, ma segue anche il corretto svolgersi del romanzo. Il senso. La struttura. I personaggi. Il ritmo. La sintassi. La logica. C’è un grosso lavoro dietro. Sei il padre adottivo del libro, non è tuo, ma è come se lo fosse. Se il padre naturale può permettersi di essere più permissivo, giocoso e creativo, tu invece devi “educare” il testo, nel rispetto del suo autore, perché possa presentarsi a tanti.

Come scrivi? Hai dei riti particolari? Preferisci la solitudine, oppure avere della musica in sottofondo?
Nessun rito particolare. Progetto il più possibile la trama per non trovarmi mai a un punto morto del romanzo, chiedendomi “e ora?”. Questo cerco di evitarlo, ma so anche che la struttura del romanzo non è mai così imbrigliata da non permettermi qualche ripensamento in corsa. Se nel mentre trovo soluzioni più convincenti, ho sempre il tempo, lo spazio e il modo di inserirle.

Scrivo solitamente senza musica, perché quando scrivo voglio che l’emozione arrivi solo dal testo che ho davanti a me e non da componenti esterne. Ma faccio di tanto in tanto delle pause ascoltandola.

Ci racconti un po' com'è nato Il fuoco della fenice?
È nato in un momento particolare. Sul finire del 2007, tra novembre e dicembre di quell’anno. Ed è strano, ma non ricordo con esattezza il perché ho scritto quel libro. Era il quinto che scrivevo, i primi quattro sono tutt’ora nel cassetto (e lì rimarranno). Avevo solo poche scene in testa, l’inizio più che altro. Scrivevo ancora senza un metodo professionale, però c’era qualcosa di diverso da quel romanzo rispetto gli altri. E me ne sono accorto quando l’ho finito nel giro di poche settimane. Appunto tra novembre e dicembre del 2007. Oggi mi dico semplicemente che voleva essere scritto, per diventare il mio primo romanzo edito.

Quanto di te c'è in questo libro? Quanto dalla vita reale?
Tanto. Forse troppo. Credo che sia il pregio e il difetto di quel libro. È risultato molto piacevole scriverlo, è piaciuto molto e le critiche sono state (posso dirlo a distanza di due anni dalla pubblicazione) poche. Però c’è finito dentro tanto Luca. E si ritrova con una certa facilità, soprattutto per chi mi conosce bene. Sia in Twil sia in Alcor, i due protagonisti.

Una scena per tutte. La morte del nonno di Alcor è arrivata poco dopo la scomparsa di mio nonno, nell’ottobre 2007.

Hai avuto degli ispiratori che ti hanno particolarmente influenzato nel tuo lavoro?
Senza dubbio Marion Zimmer Bradley. È palese il debito che ho nei confronti di questa magnifica autrice, che ho stemperato con scene alla George R.R. Martin (un capitolo per ogni personaggio: Twil, Alcor, Predicatrice), e il tutto mescolato a un gusto Urban Fantasy.

Io, personalmente, sono rimasto molto colpito dal tuo aver rielaborato delle 'creature' che non vengono poi molto usate. Nel tuo romanzo hai praticamente re-inventato la fenice, in Sancturay hai creato il bambino-unicorno... da dove nascono queste tue idee?
Il ragazzo-unicorno è uno dei personaggi che amo di più in assoluto, e mi dispiace averlo relegato soltanto in un racconto breve. Mi piacerebbe dargli più spazio, più pagine. Vedremo. In quel racconto c’era anche la fata “geisha”, e nel romanzo il Fuoco della Fenice, oltre alla fenice che ne dà il titolo, ho riadoperato la figura della sfinge.

Non so, nascono da un gusto personale. Solitamente faccio degli accostamenti, che possono sembrare azzardati, ma che si sposano bene. Una fata con i colori e l’aspetto di una geisha. Due creature affascinanti che, mescolate assieme, non possono far altro che raddoppiare quell’effetto. È questo che ricerco quando scrivo, un fascino nuovo in elementi noti e spesso abusati.

E, a proposito di Sanctuary, ci fai un po' di genesi anche qui? Credo sia stata una delle esperienze più interessanti degli ultimi anni, per quanto riguarda le antologie fantasy.
Grazie, mi fa piacere sentirlo.

Sanctuary nasce dalla mia passione per le antologie classiche del fantastico, ma calate in un contesto moderno, fresco, nuovo. Volevo un’antologia di valore, con autori di assoluto valore, ma che desse spazio anche a giovani esordienti. Non mi rendevo conto di quello che stavo facendo, ma nel giro di qualche mese sono arrivati centinaia di racconti di autori più o meno giovani, le risposte entusiaste dei più importanti nomi della narrativa fantastica italiana, e il mobilitarsi di siti tematici. Sanctuary aveva preso forma.

Che Sanctuary abbia fatto scuola si vede ancora oggi. Le sorelline-clone dell’antologia sono spuntate come funghi qua e là, e a maggior ragione sono contento dell’impatto che ha avuto un lavoro come quello. Era un segnale. Forte.

Anche in Italia si può fare, e fare bene.

Per creare Sanctuary hai lavorato con molti scrittori abili, ma differenti: com'è stato lavorare con loro? E come sei riuscito a metterli insieme?
Sanctuary non è solo un’antologia. È un’antologia-romanzo. Il mio racconto, spezzato in due metà, crea un Prologo e un Epilogo alle storie degli altri. Non ho fatto tutto da solo, gli autori in primis sono stati gentilissimi e sempre disponibili, e l’editore Edoardo Valsesia di Asengard ha creduto da subito in questa esperienza.

Dare vita a un mondo è stato il meno, anche se impegnativo, sono stati gli autori a viverlo e a riempirlo di storie.

La situazione del fantasy italiano è stato anche tema di un dibattito al Lucca Comics and Games di questo mese. Qual è il tuo punto di vista?
Ne ho parlato in una conferenza, assieme a Pierdomenico Baccalario, Mark Menozzi e Francesco Dimitri, voluta dai ragazzi di Fantasy on Air. Il fantastico italiano è vivo e vegeto, esattamente come quello d’oltreoceano. La qualità è varia, con punte altissime e tentativi meno sicuri e piacevoli, ma questo succede anche tra gli autori americani (e lo vediamo da cosa arriva nelle nostre librerie, tanto che in alcuni casi verrebbe pure da dire: per fortuna che sono “selezionati” per una pubblicazione in italiano!).

Ho letto anche manoscritti in inglese e in italiano per la Adriano Salani Editore, e posso assicurare che all’esterno, come in Italia, c’è di tutto. L’idea di vassallaggio è soltanto nostra, fomentata, questo sì, da personaggi di scarso valore che dal basso dei loro blog schiamazzano come pescivendoli.

Siccome qui siamo dei curiosoni, ci piacerebbe sapere se hai nuove opere in cantiere, sia come scrittore, che come editor...
Sì.
E, sì.

Arrivati a questo punto credo di aver parlato fin troppo. È meglio se non mi perdo in chiacchiere, giusto? No, a parte gli scherzi, ci sono progetti e novità, ma non posso proprio dire di più.

Il forum è anche molto frequentato da aspiranti scrittori. Cos'hai da dire a tutti coloro che hanno un libro nel cassetto, o nella testa?
A quelli che l’hanno nella testa, di scriverlo e di non farsi troppe domande. A quelli che l’hanno nel cassetto di rivederlo finché non sono certi di aver dato tutto, ma proprio tutto. Solo allora di inviarlo, ma con criterio, a editori, agenti o concorsi. Dico anche che non si deve avere fretta. La fretta può distruggere una buona idea. Scrivere non significa “giocare allo scrittore”. Ne so qualcosa, perché quando ho fatto questa considerazione, a diciassette anni, mi imposi di lavorare seriamente su ciò che da quel giorno in poi avrei scritto. Ovviamente con le capacità e le conoscenze dell’epoca, via via sempre più affinate. Giocare allo scrittore lo si può fare benissimo a casa propria, scrivendo e stampando ciò che volete. Scrivere, e provare a farlo in modo professionale, prevede un sacco di no e un sacco di lavoro che spesso, troppo spesso, per un motivo o per l’altro non verrà pubblicato. Leggete. Di tutto. Non solo il genere che amate, o diventerete (inconsapevolmente o meno) cloni degli autori che adorate. Siate buoni critici di voi stessi, ma non date retta a tutte le critiche. Ci sarà sempre chi dirà che il vostro testo è: troppo corto, troppo lungo, troppo intimistico, troppo freddo, troppo commerciale, ecc. Se sapete cosa volete dire, sarete i primi a riconoscere in una critica il giusto valore.

E concluderei lasciandoti una piccola libertà: fatti una domanda e rispondi. :)
Ma devo proprio?

Naaaaa…

Un saluto e grazie ancora!
Luca
Grazie mille a te Luca, e buon lavoro!


Cari ragassuoli, come già anticipato il mio compleanno si avvicina e, per facilitare i miei cari che, premurosamente :), vogliono farmi un regalino, sto rpeparando una lista delle letture che mi interesserebbe possedere. (sia chiaro che lo faccio perché me lo chiedono e non perché pretendo dei regali, eh)
Mi piacerebbe dunque affidarmi, come già ho fatto in passato, al vostro consiglio: quali libri, secondo voi, dovrei assolutamente leggere? Che siano ultime uscite e romanzoni vecchi di secoli non ha importanza. Sparate pure a caso che poi io seleziono! ;)

Grazie in anticipo.


Prima del silenzioso week-end, vi lascio con un ultimo post, 'stavolta egocentrico. :)
In Sala di lettura trovate Per amore, il primo capitolo de La trilogia del castigo, seguito de La trilogia del peccato.
Inutile negare che amo molto queste due trilogie. Le reputo, a ragione o a torto non lo so, la miglior cosa che abbia mai scritto. Non so perché... ma così le percepisco.
In questa seconda trilogia l'ossessione è ancora estremamente presente, ma probabilmente ha portato a risvolti indesiderati. L'ossessione non è una cosa equilibrata, e questo porta a un certo tipo di conseguenze. Di questo parlo nei tre capitoli che verranno pubblicati nei prossimi giorni.

In programma, nella mia testa almeno, c'è anche una Trilogia della redenzione. Vediamo quanso, e se, riuscirò mai a scriverla.

Se poi volete lasciarmi un vostro parere, neanche a dirlo, ne sarò felice. :)

Buon week-end!


New York, oggi. Peter, quarantenne, mercante d'arte a Manhattan, ha tutto quello che un uomo potrebbe desiderare. Un lavoro che sta per dargli nuove opportunità, un bell'appartamento, una moglie affascinante, una figlia che è andata al college. Tutto. O forse no. Forse questo non può essere tutto. Forse alla vita di Peter manca qualcosa, il senso di un movimento, un'aspirazione, una tensione. Un pericolo. E quando nell'appartamento che Peter divide con Rebecca arriva Ethan, il fratello minore di sua moglie, un'attrazione misteriosa e inquietante sembra mettere a rischio qualsiasi parvenza di stabilità. L'autore di "Le Ore" ritorna con un romanzo seducente e sensuale, dalla scrittura densa e coinvolgente, che conduce il lettore sulle tracce di una Bellezza che tutto può salvare e tutto può distruggere.
Cunningham è uno scrittore che amo molto.
E' uno scrittore che potrei efinire realista, nel senso che tenta di descrivere l'animo umano, le sue emozioni, quello che lo turba e quello che vorrebbe. Ho detto tenta? Volevo dire riesce.
E' uno scrittore nel cui lavoro mi rispecchio molto. Capivo benissimo Laura Brown e Virginia Woolf che ne Le Ore cercavano qualcosa d'altro, che none erano soddisfatte della loro vita semplice... che non erano ingrate verso quello che avevano, ma che volevano altro. Non mi sento come loro, ma le posso capire, perfettamente.
Mi ritrovo anche in quest'ultimo lavoro di Cunningham. Al limite della notte non parla, per come la vedo io, d'arte (come invece ho letto in giro), ma parla della bellezza, della ricerca della bellezza, della fine della bellezza, dell'assenza della bellezza... E a questo proposito mi viene in mente il tema della fiera del libro di Torino di un paio d'anni fa': Ci salverà la bellezza.
Il problema è che, spesso, se non sempre, la bellezza fugge, scivola via in un baleno. Pensiamo di averla trovata, ma in verità non è così. Lottiamo tutta la vita per poterla stringere tra le mani, ma poi ci accorgiamo di aver sbagliato, di aver preso un abbaglio... la vera bellezza ci ha mai sfiorati?
Ecco, credo proprio che il libro parli di questo. Più molte altre cose come l'invecchiare, l'amore (che però è legato alla bellezza), i morti e i ricordi...

La scrittura è fantastica. Tremendamente intensa e fantasticamente fluida. (Non mi ricordavo Cunningham così 'leggero'; sono maturato io o si è semplificato lui?)
Non c'è un attimo di noia. Pur non succedendo grandi cose, davvero non c'è un attimo di appiattimento e tutto scorre via liscio.
E' un romanzo che mi fa pensare.
E' un romanzo che mi sento di consgiliare.


Questo post è un po' un 'regalo' per Daisy. :)


Da oggi, in tutte le librerie, troverete anche questo bel volume:

Dopo essere miracolosamente sopravvissuto all’assedio della città di Lucca, Imriel de La Courcel, teroc in linea di successione al trono di Terre d’Ange, decide di tornare a casa per affondare i suoi doveri si principi, accettando il matrimonio combinato con Dorelei mab Breidaia, principessa di Alba. Non appena arrivato a corte, però, Imriel si innamora perdutamente di Simonie, la legittima erede al trono Angeline, con la quale inizia una relazione clandestina. Per la prima volta nella sua vita il giovane sente di essere davvero felice, ma sarà una felicità di breve durata…
Il libro è edito dalla Nord, costa 18,00 € e conta 408 pagine.

Per chi non ha ancora letto nulla di questa meravigliosa scrittrice: FORZA! Andate a comprare Il dardo e la rosa e rimediate! Non ve ne pentirete. :)

Tra l'altro, io adoro questa copertina! *__*


Inauguro la rubrica Ultimi acquisti, dove vi terrò aggiornati (anche se non vi interessa) sui miei acquisti libreschi.
Lunedì ho comrpato questo:


Lungo il XIX secolo, tra Torino, Palermo e Parigi, troviamo una satanista isterica, un abate che muore due volte, alcuni cadaveri in una fogna parigina, un garibaldino che si chiamava Ippolito Nievo, scomparso in mare nei pressi dello Stromboli, il falso bordereau di Dreyfus per l’ambasciata tedesca, la crescita graduale di quella falsificazione nota come I protocolli dei Savi Anziani di Sion, che ispirerà a Hitler i campi di sterminio, gesuiti che tramano contro i massoni, massoni, carbonari e mazziniani che strangolano i preti con le loro stesse budella, un Garibaldi artritico dalle gambe storte, i piani dei servizi segreti piemontesi, francesi, prussiani e russi, le stragi in una Parigi della Comune dove si mangiano i topi, colpi di pugnale, orrendi e puteolenti ritrovi per criminali che tra i fumi dell’assenzio pianificano esplosioni e rivolte di piazza, barbe finte, falsi notai, testamenti mendaci, confraternite diaboliche e messe nere. Ottimo materiale per un romanzo d’appendice di stile ottocentesco, tra l’altro illustrato come i feuilletons di quel tempo. Ecco di che contentare il peggiore tra i lettori. Tranne un particolare. Eccetto il protagonista, tutti gli altri personaggi di questo romanzo sono realmente esistiti e hanno fatto quello che hanno fatto. E anche il protagonista fa cose che sono state veramente fatte, tranne che ne fa molte, che probabilmente hanno avuto autori diversi. Ma chi lo sa, quando ci si muove tra servizi segreti, agenti doppi, ufficiali felloni ed ecclesiastici peccatori, può accadere di tutto. Anche che l’unico personaggio inventato di questa storia sia il più vero di tutti, e assomigli moltissimo ad altri che sono ancora tra noi.
Editore: Bompiani
Pagine: 528
Prezzo: 19,50 €
Prezzo e-book: 13,99 €

Perché l'ho comprato? Perché di Eco ho letto solo Il nome della rosa, che mi era piaciuto, e vorrei approfondire la sua conoscenza. Comincio con l'ultimo suo titolo.


Blu non è più un bambino cattivo. Ora è un uomo di quarant’anni. Vive ancora insieme con la madre in un paese dello Yorkshire dove conduce una vita apparentemente normale. Un'esistenza ordinaria, molto diversa da quella che l'uomo conduce nel mondo virtuale. Sul web Blu ha fondato un blog dedicato a tutte le persone cattive in cui dà sfogo ai suoi desideri più nascosti, confessa pulsioni omicide, racconta la sua infanzia. Pensieri oscuri si agitano nella sua mente di bambino. Un bambino incompreso, dotato di una sensibilità straordinaria, e ossessionato da una terribile fantasia, quella di uccidere sua madre. Ma cosa è vero e cosa non lo è? Qual è il confine tra realtà e mondo virtuale? Forse l'inquietante amica Albertine lo sa. O forse no. Una cosa è certa: Blu non è quello che sembra. Di lui Albertine dice: loquace,
affascinante, manipolatore. Ma allora chi è veramente? Non resta che scavare nel vero passato di Blu, un passato oscuro, un passato di rivalità e menzogne, segnato dalla presenza di Emily, bambina prodigio dotata di un dono unico e misterioso, quello di ascoltare i colori della musica...
Sì, vi ho stressato con questo libro ancor prima che riuscisse ad approdare nelle librerie. Sì, sono un fanatico. Sì, non ne potete proprio più. Ecc., ecc.
Lo prometto, è l'ultimo post che faccio su questo argomento. Il fatto è che leggendolo in italiano (e praticamente si è trattato di una rilettura) ho potuto assaporare meglio l'intero romanzo e, essendo già a conoscenza del finale, ho saputo porre attenzione ai particolari e...

Il libro è meraviglioso! A mio parere il libro più audace, e il più riuscito, della Harris.
Che quest'autrice sappia scrivere è un dato di fatto. Ha una scrittura studiata, fluente, ipnotizzante... crea dei personaggi unici, straordinariamente caratterizzati, realistici, magici. E poi non è mai banale. A ogni romanzo cerca di re-inventarsi riuscendoci sempre perfettamente; è passata dal romantico, al gotico, al fantasy, al thriller, sfornando sempre dei capolavori.
In questo libro in particolare, poi, la Harris si era prefissata dei punti da toccare e, beh, li ha centrati in pieno.
- Aveva infatti dichiarato di voler scrivere un libro su come i colori influenzassero la nostra vita... e ci è riuscita. Sì, perché i colori sono tra i protagonisti incontrastati del libro. Noi vediamo i colori, li seguiamo, ci lasciami ammaliare da questi colori... ci lasciamo imbambolare. Come i colori influenzano la nostra vita, allora? Beh, ci accecano.
- Aveva dichiarato di voler scrivere un libro sulla vita on-line, una vita che, in alcuni casi, è una vita di ripiego dove le persone possono essere chiunque.
Voleva quindi scrivere un libro ingannatore, perché nessuno di voi sa chi è veramente Vocedelsilenzio... potrei essere una ragazza, la stessa Harris, potrei essere uno psicopatico... nessuno lo sa! Ecco, nel libro questa cosa la si percepisce tantissimo, e anche alla fine non si riuscirà a capire se era tutto un gioco o se era la realtà, quello che abbiamo vissuto.
- Voleva scrivere un libro che affrontasse il tema dell'identità, come spesso lo affronta la Harris. Ebbene, questo è un romanzo che parla moltissimo dell'identità personale. I protagonisti sono persone che hanno grossi problemi d'identità e ognuno cerca un modo, sbagliato, per risolverli.
E poi è un libro che parla delle aspettative, di come le aspettative pesano sulle spalle di ognuno. E' un libro che parla di ossessione, perché ognuno ha le proprie ossessioni. E' un libro che parla d'amore, perché se c'è una cosa di cui i protagonisti sentono la mancanza, questa è proprio l'amore. E' un libro che parla di fiction. E' un libro che parla di gelosia. E' un libro che parla di manie, di scudi difensivi... è un libro che parla di molte cose che riguardano la vita di tutti.

La Harris ha saputo tessere un romanzo scritto magistralmente, in cui tutto (davvero tutto) è studiato al dettaglio, in cui i colpi di scena sono tanti e ottimi.
E' un libro da leggere.


Visto che oggi è venerdì, e poi me ne starò zitto zitto per due giorni, pubblico un altro post, e lo faccio giusto giusto per segnalarvi:


Che cos'è Mirror Mirror? Beh, in poche parole è una specie di rivisitazione di Biancaneve. Eccovi la trama:
È il 1502, Bianca Di Neve vive in una fattoria a Montefiore, un paesino tra le campagne toscane e le colline umbre. La vita scorre tranquilla nella fattoria, fino a quando un giorno non arriva una delegazione nobiliare con a capo Cesare Borgia insieme a sua sorella Lucrezia per affidare al padre della piccola, Don Vincenzo, una missione per proprio conto. Bianca si ritrova così sotto la protezione di Lucrezia la quale, gelosa per l'interesse mostrato dal fratello Cesare nei confronti di Bianca, decide di abbandonarla nella foresta vicino la fattoria. Disperata, Bianca trova la casa dei sette nani, i creatori dello specchio magico, i quali sono in attesa del loro fratello: l'ottavo nano. Con uno straordinario lavoro di fantasia, Mirror Mirror dá nuova linfa alla fiaba di Biancaneve, rinnovandone il significato e la bellezza.
Io ho già avuto il piacere di leggere quest'autore, ho infatti apprezzato molto Strega, rivisitazione de Il mago di Oz (anche se detta così, la cosa suona molto limitativa) che mi ha affascinato tantissimo. Sì, perché Maguire non è un semplice e intelligente ri-scrittore, ma aggiunge alla storia argomenti di un'intensità davvero importante, senza mai però cadere di stile. e con estrema ironia. Sono quindi molto curioso di avventurarmi tra le pagine di questo altro romanzo. Sarà in grado di reggere le mie aspetattive?

So che qualcuno di voi ce l'ha già tra le mani... lasciate pure un vostro commento per invogliarci o trattenerci dal comprarlo. :)


Vi lascio poi a due link, giusto per concludere in bellezza la settimana:
1. Su Diario di pensieri persi c'è l'anteprima de Il principe e il peccato, attesissima prima parte del secondo volume della seconda trilogia su Terre D'Ange di Jacqueline Carey. (Sì, ce l'ho messa tutta per rendere la frase complicata).
Io amo questa copertina!*__*
2. Su The Book Lover c'è invece un'anteprima di Baby Doll, romanzo che dal titolo non mi ispirerebbe per niente...ma la trama mi ha davvero catturato. Vedremo...

Praticamente, se dovessi acquistare tutti i libri segnalati questa settimana è meglio che impari a derubare una banca... o una libreria, che sarebbe meglio! XD


Uno degli scrittori contemporanei che più amo è sicuramente Michel Faber, autore conosciuto ai più per il suo Il petalo cremisi e il bianco.
La cosa che più ammiro in lui è la capacità di passare da un genere a un altro con una leggerezza e uno stile così intenso e sicuro che... beh, da aspirante scrittore ti fa quasi venir rabbia! La sua potenza narrativa rimane tale in qualsiasi contesto... e vi lascio immaginare quando, ancora un po' di anni fa, appena finito di leggere Il petalo cremisi e il bianco, romanzo vittorianissimo, mi ritrovo tra le mani un altrettanto divinamente scritto Sotto la pelle, libro assolutamente fantascientifico.

Una macchina percorre più volte al giorno una statale deserta nelle Highlands scozzesi. Alla guida c'è una donna, Isserley. Sembra che stia cercando qualcosa. All'improvviso nota sul ciglio della strada un giovane robusto seduto sul suo zaino, gli fa cenno di salire a bordo. Il ragazzo la ringrazia del passaggio, non ha motivo di diffidare di una bella ragazza dall'apparenza inoffensiva. La fattoria in cui Isserley lo conduce è una base sotterranea, un labirinto di cucine, camere frigorifere e gabbie in cui altre prede attendono di essere macellate. Isserley appartiene a un'altra specie, che si definisce umana per distinguersi da quella dei "vodsel", la razza inferiore che riempie le strade e le città e che il suo popolo usa come cibo. I Vodsel siamo noi.
Sotto la pelle è un libro inquietante, spiazzante, aggressivo, crudo.. Può non piacere, può essere idolatrato... ma per me è un grande romanzo, di un grande autore che per essere pienamente apprezzato deve essere letto in tutta la sua opera.

Potete dunque capire la contentezza che ho provato nello scoprire che presto, da questo libro, verrà fatto un film. E non solo, ma la bella Isserley sarà interpretata da Scarlett Johansson, attrice che mi piace moltissimo.
Bene, io volevo avvisarvi in anticipo, visto che il film uscirà credo nel 2012. Avete così il tempo per procurarvi tutti i romanzi di Faber e leggerveli uno dietro l'altro! :)


Continuano le segnalazioni!


Dunque, oggi vi segnalo il secondo volume della collana Pegaso della Reverdito editore. Si tratta de Lo spirito del vento, di Pierdomenico Baccalario.
Inutile fare presentazioni. Baccalario è un famosissimo scrittore di libri per ragazzi che, tra l'altro, a me piace molto. sono quindi curiosissimo di leggere questo libro che, da quel che mi par di capire, è una sorta di raccolta di due differenti storie.
Io sono ancora affascinato dalla bellissima copertina! *__*
Comunque, il libro dovrebbe essere già uscito oppure esce nei prossimi 2/3 giorni, su IBS da infatti consegna in 3 giorni mentre laFeltrinelli lo mette come il 13 ottobre.


Trama:

IL GRIGIO CACCIATORE

Qualcosa sussurra nel buio e nel vento: una voce che invoca la guerra. I confini della Silvade, una pacifica e antica foresta, subiscono un duro attacco durante una notte solo in apparenza come le altre.
Le palizzate di Guardia d'Inverno cadono sotto i colpi di un gruppo di feroci guerrieri ricoperti di tatuaggi, guidati da un uomo gigantesco chiamato Shishaweo, il Corvo. Solo due persone riescono a fuggire: Cickmaq, il Cacciatore Grigio; e Neveriene, figlia del re di Fogli, proprio colei che il Corvo sta cercando…

PELLE DI SERPENTE

In un medioevo magico e lontano, immerso nella quiete senza tempo delle colline del Monferrato, in Piemonte, si incontrano tre persone molto diverse tra loro: unite dagli oscuri disegni del fato.
Il mite Bartolomeus, la dolce e bellissima Fabrizia, e l’enigmatico Francesco. Ma l’orrore è dietro l’angolo.
Strane voci avanzano fra i valichi delle montagne. Il dubbio si insinua come un refolo di vento nell’animo degli uomini, e Francesco viene guardato con sospetto. È vero quello che si dice? È un mago? Un alchimista?


Vi segnalo poi Stirpe Angelica, un'antologia di racconti incentrata sugli angeli in uscita a dicembre e zeppa di bei nomi del fantasy nostrano.

I nomi degli autori che la compongono sono davvero molto interessanti e credo ne uscirà qualcosa di molto buono.
Tra l'altro, Francesca Angelinelli ci spiega come possiamo vincerne una copia. Basta che clicchiate QUI.


E concludo tornando su Iris. Fiori di cenere, libro di cui vi ho parlato ieri. Beh, su Diario di pensieri persi trovate una bella recensione di Alessandra e un'intervista all'autore del romanzo.


Oggi volevo fare alcune segnalazioni libresche che mi hanno colpito ma che non ho ancora messo tra le 'Prossime uscite' perché non sono ancora sicuro di acquistarli, anche se, con l'avvicinarsi del mio compleanno e poi di Natale... beh...

Un libro che mi intriga moltissimo è: Il nostro tragico universo, di Scarlett Thomas


Trama:

Si può sfuggire allo scorrere del tempo, come scrive l’autore di “La scienza dell'immortalità”? Quale misteriosa relazione unisce una strana creatura apparsa a Dartmoor, una nave in bottiglia, il tracciato di un ricamo all’uncinetto e le fate di Cottingley? Tra una recensione da consegnare e un libro da scrivere, Meg Carpenter si barcamena nella vita di tutti i giorni senza porsi troppe domande. Certo, il suo fidanzato è il classico inetto, lei nutre un’insana passione per un uomo impegnato e molto più grande, e arrivare alla fine del mese non è mai una passeggiata. Ma Meg è convinta che interrogarsi sui misteri del suo tragico universo non servirebbe a molto. Fino a quando un improbabile libro di pseudoscienza non le fa cambiare idea… Tra psicologia e tarocchi, filosofia e humour, enigmi buddisti e teoremi di fisica, antiche cosmologie e leggende fatate, Scarlett Thomas ci regala un altro travolgente giro di giostra nella migliore letteratura: quella che fa sognare, appassionare e insieme riflettere sui grandi temi della vita.

Della stessa autrice:
- Che fine ha fatto Mr. Y
- Popco
- L'isola dei segreti
Non ho mai letto nulla di suo ma sono sempre stato attratto da questi testi con la copertina morbida (XD). Chissà che sia la volta buona!

Altro libro per me intrigoso è: Iris. Fiori di cenere, di Maurizio Temporin


Trama:
Ha 17 anni, frequenta la scuola e pochi amici scelti. Una ragazza come tante, almeno in apparenza. Una fiaschetta l'accompagna: non è alcol ma caffè, perché la stranezza più grande di Thara è che non riesce a tenersi sveglia per tutto l'arco della giornata e si sente in forza soltanto all'alba e al crepuscolo. La sua vita si dipana tra le rivalità scolastiche e la voragine comunicativa con la madre. Finché un giorno, cercando di rubare dal giardino di una villetta misteriosa un iris, cade in un sonno profondo e si risveglia in una realtà di cenere. Da quel momento Thara diventa Iris e scopre cosa vuole dire essere una Crepuscolare, figlia di terrestre e di un Nocturno. Una saga urban, una nuova eroina, un nuovo incredibile mondo parallelo. Non un fantasy, ma un'incursione nei mondi possibili.

A fine novembre dovrebbe anche uscire: Le leggende del mondo emerso. Gli ultimi eroi, di Licia Troisi (di cui ho rubato la copertina provvisoria a L'ora del libro):


Trama:
Il Mondo Emerso sembra giunto definitivamente al tramonto. Il morbo che Kryss, il re degli elfi, ha fatto diffondere tra la popolazione ha contaminato ogni villaggio, e l’unico antidoto, una pozione distillata dal sangue di ninfa, non basta a curare tutti i malati.
Mentre ogni speranza sembra perduta, Adhara decide di non opporsi più al proprio destino e di essere fino in fondo Sheireen, la creatura nata per combattere il Marvash, il male assoluto.
Grazie al suo coraggio l’origine del morbo viene infine svelata, e
un’innocente sottratta a un immane supplizio. Ma le voci di una nuova, inattesa minaccia iniziano a serpeggiare tra i sopravvissuti, e un attacco di inaudita potenza sembra covare nelle riunioni segrete del re degli elfi e i suoi seguaci.
L’arma che annienterà per sempre il Mondo Emerso sta per abbattersi sulla Terra del Vento, e Adhara dovrà compiere una scelta dolorosa e definitiva, sacrificando alla missione molto più di se stessa.


Ecco, ho già preso gli alri due volumi di questa trilogia (saltando in pieno la seconda e 2/3 della prima), quindi prenderò anche questo. Si sa già che la copertina sarà leggermende diversa, ma grossomodo...

Sul blog Diario di pensieri persi (da cui ho anche rubato la copertina, scusa Alessandra!) ho poi trovato questo libro che sembra davvero, davvero interessante e originale: Unwind: la divisione, di Neal Shusterman


Trama:
La seconda guerra Civile, che passò alla storia come la Guerra Morale, fu un conflitto lungo e sanguinoso, combattuto negli Stati Uniti su un’unica questione: l’accettazione o meno dell’aborto. Per mettervi fine, venne approvata una serie di emendamenti nota come Legge sulla Vita, che accontentò sia lo schieramento abortista, sia quello antiaborista. La Legge stabilisce che la vita umana è intoccabile dal momento del concepimento fino a quando un bambino compie tredici anni. Fra i tredici e i diciotto, però, i genitori possono decidere di abortire in modo retroattivo a condizione che, “tecnicamente”, la vita dell’adolescente non finisca. A questo scopo, tutti gli organi del ragazzo verranno impiantati in persone in attesa di trapianto, le quali manterranno una “memoria” del donatore. Il processo tramite cui il ragazzo viene allo stesso tempo eliminato e tenuto vivo si chiama Divisione. E’ una pratica largamente accettata dalla società. Connor ha sedici anni, Lev tredici e Risa quindici. Tutti e tre hanno uno stesso destino: essere “Divisi”. Tutti e tre vogliono sfuggire a questo destino, e sono pronti a combattere.

L'uscita è prevista per metà novembre.

E concludo con il libro di un'autrice di cui possiedo già due romanzi, che ho anche sentito parlare a Torino, ma che devo ancora leggere (^///^): Una ragazza da Tiffany, di Susan Vreeland


Trama:
Nel 1892, a Manhattan, un’elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori.
È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. Gardenia all’occhiello, baffi fluenti, Louis Comfort Tiffany ha creato il suo atelier coltivando un progetto ambizioso: estendere la sua idea dell’arte come «bellezza che non ha bisogno di spiegazioni perché basta a se stessa» alla decorazione del vetro.
La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l’artista ha riunito attorno a sé. Ogni giorno Louis le esorta ad abituarsi a riconoscere la bellezza in ogni momento, a «cogliere la grazia di una forma, l’eccitazione di un colore». Radunate nel laboratorio al quinto piano, le ragazze, però, non hanno bisogno di soverchie esortazioni per tagliare il vetro con estro, e disegnare e dipingere alacremente.
Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall’alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, l’altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l’onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll.
Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l’artefice autentica delle creazioni Tiffany. È lei, infatti, a ideare quegli oggetti meravigliosi, i paralumi di vetro soffiato, decorati con uno stile che sembra celebrare la gioia e il mistero di un secolo che deve ancora iniziare.
Una ragazza da Tiffany è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui Susan Vreeland non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella metropoli americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.

Il romanzo uscirà prossimamente.


Della serie: gli appassionati di libri hanno sempre mille splendide idee per la testa, vi segnalo oggi l'iniziativa Tylwyth Teg.

Sul blog di Lady Earnshaw, ovvero Hungry Wolf Books Blog, potete trovare già una prima spiegazione del progetto che, facendo un piccolo riassunto, dovrebbe tradursi in uno speciale dedicato a libri incentrati sul Popolo meraviglioso, ovvero le creature fatate, il mondo, quindi, del visibile e dell'invisibile, del reale e dell'incanto.
E in questo speciale, che dura ben due mesi (giusto il periodo a cavallo di Yule, la festa celtica del solstizio d'inverno), si susseguiranno sorprese, interviste, give-aways ed approfondimenti.
Quindi, se vi interessa questo tipo di libri, diventate followers di questi blog, che da dicembre si parte:
E non mancate di gustarvi il trailer dell'evento!



Eccomi tornato da Dusseldorf... cosa dire? Sono felice di essere di nuovo a casa.
Appena ritorno un po' in me riprendo con i post. :)
Buona giornata!