Altro giro, altra corsa.
Anche oggi vi segnalo un prossima uscita, questa volta per i tipi della Giunti Y che, a mio parere, stanno pubblicando delle cose davvero interessanti.

Editore: Giunti YDa dove vengono i cibi che ingeriamo? Che cosa stiamo mangiando davvero? Michael Pollan decide di improvvisarsi «detective del cibo» per conoscere l'evoluzione e i segreti nascosti dietro quello che si mangia, dal seme al frutto, dalla storia del «cibo con una faccia» alla carne lavorata e anatomicamente irriconoscibile. Inizia così una ricerca che lo porta a conoscere varie realtà, dalla produzione industriale a quella dei produttori diretti. Fast food, supermercati, fabbriche, macelli e piccole fattorie diventeranno il terreno della sua instancabile marcia verso la consapevolezza. In questo viaggio pieno di scoperte ma anche di incertezze, Pollan dovrà affrontare molte esperienze che lo metteranno a dura prova, dovrà combattere e accettare compromessi, dovrà forzare la sua indole e imparare a cacciare e a uccidere per nutrirsi. Alla fine però ritroverà la strada di un rapporto diverso con madre natura e sarà in grado di scegliere come comprare, cucinare e mangiare. La sua ricerca si conclude con un menù a quattro portate dove finalmente quello che c'è nel piatto non è più un dilemma ma la storia appena raccontata.
Pagine: 320
Prezzo: €13,50
Specialmente dopo aver letto Se niente importa di Safran Foer, sono molto curioso di poter leggere questo volumetto.
Il primo è una sorta di urban fantasy vampiresco molto atteso da noi, mentre il secondo un incrocio tra thriller e avventura.
Voi cosa ne dite?
(copertina presa dal blog Diario di pensieri persi)Cento anni di schiavitù in cambio della vita eterna: questo è il patto che viene stipulato tra un uomo che vuole diventare vampiro e l’angelo che decide di Crearlo. In apparenza è un accordo molto vantaggioso, ma spesso non viene rispettato e, in caso un vampiro fugga prima del termine, è compito dei Cacciatori rintracciarlo e restituirlo al suo padrone. A New York, nessuno sv olge questo lavoro meglio di Ellie, perché lei possiede la capacità innata di fiutare la brama di sangue. Ed è proprio grazie al suo straordinario dono che viene scelta da Raphael, l’arcangelo della città, per un incarico delicatissimo: neutralizzare Uram, un arcangelo che si è trasformato in un efferato assassino. Ellie non può rifiutare, anche se si tratta di una missione suicida: nessun umano, infatti, può sconfiggere Uram, e, nella remota eventualità in cui riuscisse a sopravvivere, la punizione per aver fallito sarebbe peggiore della morte. Su una cosa è tuttavia irremovibile: non accetterà mai la proposta di Raphael di diventare la sua nuova ama nte. Ma ben presto Ellie scoprirà che non si può resistere al fascino di un immortale…Editore: Nord
Pagine: 400
Prezzo: € 18,60
Data di uscita: 3 Febbraio
Immergendosi in una vecchia miniera allagata in una remota regione della Svezia, un sommozzatore dilettante si imbatte in un cadavere la cui morte risale ad almeno cento anni prima. Sul corpo, che giace accanto a delle iscrizioni tratte da un antico poema islandese, trova uno strano oggetto, una croce ansata che rappresenta il simbolo egiziano della vita.Editore: Marsilio
Il ritrovamento incuriosisce Don Titelman, un eccentrico esperto di miti e simboli religiosi con una spiccata inclinazione per psicofarmaci e stupefacenti vari. Ma poco prima che arrivi a casa del sommozzatore, quest’ultimo riceve la visita di una sedicente giornalista italiana che lo uccide e si dilegua con l’oggetto misterioso.Sospettato dell’omicidio, braccato da una potente e spietata società segreta, Titelman fugge attraverso l’Europa in compagnia di un’avvocatessa coinvolta suo malgrado nella vicenda. Per salvarsi, dovrà scoprire il mistero della croce, un mistero antico e pericoloso che dopo una serie di sorprendenti rivelazioni e rocambolesche avventure lo porterà infine tra i ghiacci artici, a seguire le tracce della spedizione in pallone aerostatico guidata da Niels Strindberg, nipote di August, nel 1897.
In parte thriller, in parte romanzo d’avventura, La stella di Strindberg è un libro straordinariamente avvincente e di immenso fascino, che riecheggia Il senso di Smilla per la neve, Il codice Da Vinci e i Viaggi straordinari di Jules Verne.
Pagine: 416
Prezzo: €19,00
Data di uscita: 19 Gennaio

Prima è sfuggito a uno spietato sicario a Tiberium, poi è sopravvissuto per miracolo all'assedio della città di Lucca, eppure Imriel de La Courcel, terzo in linea di successione al trono di Terre D'Ange, adesso non può sottrarsi al matrimonio combinato con Dorelei mab Breidaia, principessa di Alba. In attesa del giorno della cerimonia, il giovane viene chiamato a corte, dove incontra la cugina Sidonie, la legittima erede del regno angeline. E, all'improvviso, accade ciò che non doveva accadere: i due vengono travolti da un desiderio irrefrenabile e, a dispetto dei rischi cui si espongono, si abbandonano a un'intensa passione segreta. Ma, per un nobile, il vero amore è un sogno destinato a infrangersi. Celebrate le nozze, Imriel è infatti costretto a separarsi da Sidonie per trasferirsi con la moglie ad Alba, un'isola lontana e primitiva, abitata da un popolo geloso delle antiche tradizioni e dedito alla magia oscura. Fin da subito, il nuovo arrivato percepisce un'atmosfera ostile, e i suoi timori vengono confermati quando una strega cerca di asservirlo alla propria volontà grazie a un potente incantesimo. Deciso a non piegarsi, Imriel scopre tuttavia che, per liberarsi da quel giogo opprimente, sarà obbligato a pagare un prezzo altissimo: rinunciare all'amore per Sidonie...

Quattro ragazzi, in parti diverse del mondo, combattono quotidianamente con l'ostilità e la diffidenza della gente a causa del loro essere "speciali". Morta è morta: spesso perde pezzi del proprio corpo decomposto e li riattacca con noncuranza; Macabro è costellato di ferite infette e sanguinanti, che non si rimarginano mai; Scossa lancia scariche elettriche potentissime quando prova qualsiasi emozione e Albein ha un'intelligenza spaventosa, ma non può usare le gambe. È una formidabile invenzione di Albein a farli incontrare e a trasformarli (non senza qualche disavventura!) negli Orrendi, un gruppo affiatato che grazie alle proprie "caratteristiche" riesce a portare aiuto ai bambini in difficoltà.
E voi? Che cosa avete ricevuto da Babbo Natale?

È una giornata qualunque.
Il sole è alto nel cielo. Gli umani si svegliano, chi si prepara per andare a scuola o chi al lavoro e fra questi molti credono di essere i soli a dominare la terra. Non molto lontano da loro si muovono altre creature dall’aspetto umano, ma che sanno richiamare su di loro l’anima dei lupi: sono licantropi, muta forma.
In un paese pressoché sconosciuto del Piemonte risiede una comunità che apparentemente si occupa del recupero di ragazzi difficili e talvolta orfani. È così, ma i ragazzi, così come gli educatori, sono tutti uomini lupo.
Maila è una di loro, ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri da Internet e fa esperimenti con erbe, fiori e piante. Non parla volentieri con gli alti, a differenza loro vive con conflitto la sua natura; spesso vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo. Anche per lei, come per gli umani, la giornata che sta avendo inizio sembra comune, ma non è così.
La quiete del paese è interrotta: due grossi lupi aggrediscono un uomo del posto. Da quel momento per Maila tutto cambierà: le apparirà uno strano segno sul petto, incontrerà un ragazzo dal nome misterioso e dovrà salvare la sua gente dall’attacco degli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assettati di odio e carne.
Ed eccola Maila, in viaggio fino agli Alti Tatra, accompagnata da Othar, un valoroso guerriero. Riuscirà a portare la testa del capo dei nemici nel regno sotterraneo di Ayta, il luogo di confine fra la vita e la morte, in cui i lupi accompagnano le anime dei defunti nell’aldilà?
Una cornice fantasy per tanti temi di bruciante attualità come l’inquietudine degli adolescenti, la necessità dell’integrazione, le regole del “branco”, la diffidenza e il pregiudizio nutrite nei confronti di chi non ci somiglia.
Io credo proprio che me lo procurerò presto, questo libro, visto le belle recensioni in giro per la rete e il fascino che questa giovane sprigiona dalle interviste trovate in rete. E voi?
Ma ora passiamo alle domande!
Che libri hai sul comodino in questo momento?
Il tuo autore preferito?
Il tuo libro preferito?
Il genere preferito?
Ultimo libro letto?
E com'è stato?
Un'ottima lettura. Una scrittura veloce che ci porta in un nuovo immaginario.
La seconda guerra Civile, che passò alla storia come la Guerra Morale, fu un conflitto lungo e sanguinoso, combattuto negli Stati Uniti su un'unica questione: l'accettazione o meno dell'aborto. Per mettervi fine, venne approvata una serie di emendamenti nota come Legge sulla Vita, che accontentò sia lo schieramento abortista, sia quello antiabortista. La Legge stabilisce che la vita umana è intoccabile dal momento del concepimento fino a quando un bambino compie tredici anni. Fra i tredici e i diciotto, però, i genitori possono decidere di abortire in modo retroattivo a condizione che, tecnicamente, la vita dell'adolescente non finisca. A questo scopo, tutti gli organi del ragazzo verranno impiantati in persone in attesa di trapianto, le quali manterranno una memoria del donatore. Il processo tramite cui il ragazzo viene allo stesso tempo eliminato e tenuto vivo si chiama Divisione. È una pratica largamente accettata dalla società. Connor ha sedici anni, Lev tredici e Risa quindici. Tutti e tre hanno uno stesso destino: essere Divisi. Tutti e tre vogliono sfuggire a questo destino, e sono pronti a combattere.
Alla base del romanzo c'è l'idea che in un futuro a parer mio molto prossimo si decida, dopo svariate vicende, di emanare alcune leggi sulla vita tra le quali spicca una sorta di aborto retroattivo. Nella fascia di età che va tra i 13 e i 18 anni, infatti, i ragazzi, sotto richiesta dei genitori, possono essere divisi. Questo è un aborto da parte della famiglia, spesso causato dalla natura irrequieta del figlio, e un guadagno per l'umanità. La divisione, infatti, comporta lo smembramento dell'individuo e l'utilizzo dei 'pezzi' divisi come pezzi di ricambio per altri umani.
Ecco, queste idee sono la parte più interessante del romanzo e, di certo, non possono lasciare indifferente il lettore. E queste sono le cose più belle... mi hanno stupito e colpito.
Credo però che ci siano anche dei punti negativi che mi hanno fatto portare a tre stelline il mio voto su aNobii.
Il libro è sicuramente scritto piuttosto bene, scorre via che è un piacere e non annoia, però, ecco, in questo scorrere, a volte scorre troppo velocemente. Ci sono scene che vengono visualizzate di corsa e un punto importante come la comprensione, da parte di Lev, che tutto quello che ha sempre creduto era falso, viene affrontata in una maniera così rapida, e il cambio di idea è così repentino che il tutto scade. Se ci fosse stata un'attenzione leggermente maggiore in questi 'snodi', il libro sarebbe stato molto superiore.
Altra cosa che non ho saputo molto digerire è il protagonista. O meglio, il protagonista mi sta anche simpatico, però se continuano a dirti che era un teppistello, che si comportava sempre male, ecc., alla fine non puoi fargli fare solo buone azioni. Sarà anche impulsivo, ma non mi pare proprio un 'bricconcello'.
Concludo precisando che la lettura è stata comunque davvero piacevole e che le idee su cui poggia la storia sono molto belle e compensano un po' le carenze che IO ho riscontrato. Quindi, la lettura ve la consiglio lo stesso.
Il giorno successivo, invece, mi sono imbattuto, sempre per caso, in un'intervista concessa a Loredana Lipperini per Fahrenhait.
Ecco, vi consiglio dunque QUESTO video e la podcast che trovate a QUESTO link.
Poi, visegnalo il suo nuovo libro, presentato proprio dalla Lipperini. Credo si tratti di una lettura itneressante.

Sono articoli ma anche racconti questi itinerari di viaggio. Ci portano dall'Africa nera delle savane, ma anche delle baraccopoli offuscate dai fumi della diossina, all'Europa dei vecchi e recenti Stati, all'Oriente che distrugge le sue radici, ai ricchi campus degli Stati Uniti, alle città del Sudamerica che conservano memorie di un passato prezioso. Ci offrono acute analisi di società e culture filtrate talora dalle opinioni e dalle parole di scrittori che sanno fare conoscere l'anima del luogo al di là della maschera offerta al turista. L'esotismo, luogo evocato "che si carezza nella fantasia con i sensi abbagliati e un sottile godimento che tocca le viscere" è anche l'altra faccia dell'odio e della paura per il diverso, dice l'autrice, che del viaggiare ha fatto un destino, allenata dalla più tenera infanzia a girare il mondo coniugando libertà e ragione. Il suo costante spostarsi da un paese all'altro le ha permesso così di annotare conflitti, aspirazioni e sogni a volte crudeli, nuove forme di spiritualità, nuove filosofie di vita, nuovi progetti, di confrontare situazioni e problemi indagando i rapporti tra i paesi più lontani e quelli più vicini, illuminandoli di luce nuova, nei loro pregi e nei loro vizi.
Pagine: 174
Prezzo: 17,50 €
In libreria ho scovato questo interessantissimo libro che, beh, lo ammetto, non so bene come classificare... Meglio che leggiate e vi facciate un'idea da soli.

Immaginate un volume smisurato, composto da tutti i romanzi del mondo: il libro, per intero, potrebbe esserne il risvolto. Questo, infatti, non è un romanzo. È piuttosto la sua radiografia, il suo atlante tipografico: i personaggi che lo popolano sono i romanzieri in carne e ossa – da Kafka a Hrabal, da Sterne a Hemingway, da Svevo a Tolstoj fino a Borges – e le loro creature in carta e inchiostro: da don Chisciotte a Leopold Bloom, da Tristram Shandy a Onegin.
Eppure no, questo è un romanzo: e come tutti i grandi romanzi racconta di perdite e ricongiungimenti, di sagaci intuizioni ed errori madornali, di occasioni colte al volo e di altre mancate per un soffio. Racconta di amicizie transnazionali e dissidi interni, di paure infantili e senili sfrontatezze. Dell’esilio che lacera e ispira e del conforto che, a volte, si nasconde tra le pieghe di una frase straniera male interpretata. Questo, per esempio, sembrano suggerirci le vicende di Flaubert e Nabokov e delle loro strane governanti, Miss Herbert e Mademoiselle O, accomunate dal ruolo di traghettatrici verso una lingua straniera, a testimoniare che la storia del romanzo e dei romanzieri è una storia di viaggi e fughe misteriose, verso altri luoghi e altre lingue.
Con una prosa ricca e sofisticata, Adam Thirlwell ci conduce senza soste da Parigi a Mosca, da Trieste a Londra, da New York a Buenos Aires, in un tour de force letterario che è anche una sfida dichiarata all’assunto in base al quale un traduttore è sempre e comunque un traditore. Ed è mettendosi in gioco di persona che ci mostra come il tradurre da una lingua all’altra non sia poi così diverso dal tradurre un sentimento in parole. In entrambi i casi, alla fine, è solo una questione di stile.
L'editore è Guanda, le pagine sono 496 e il costo... beh, il costo è di 25,00 eurini. Lo so, son tanti, però su Amazon c'è scontato del 30% e potete quindi prenderlo con 17,50 €. Sempre meglio di niente!
E' uno sfogo? E se è uno sfogo, perché non si va in palestra a prendere a calci e pugni un sacco di sabbia?
Di seguito trovate qualche esempio della collana, con alcuni titoli che ancora devono uscire, che vorrei proprio acquistare. QUI il catalogo completo dei Grandi Tascabili Economici.
Lady Susan - I Watson - Sanditon

La città di provincia, le chiacchiere misurate dei salotti, le ferree regole e convenzioni dell’universo piccolo-borghese: in queste tre brevi opere gli ingredienti per entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. La protagonista di Lady Susan, frizzante romanzo epistolare, è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini. Ne I Watson Emma, coraggiosa e arguta eroina, vede le sue ambizioni matrimoniali frustrate dalla povertà e dall’orgoglio. Infine Sanditon, ambientato in una località marina di villeggiatura, presenta una straordinaria galleria di personaggi ipocondriaci osservati con occhio divertito e scettico. Il Settecento inglese della borghesia di provincia, delle buone maniere, del matrimonio come aspirazione suprema: Jane Austen ha saputo dipingere il suo tempo con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti – arguzia, bon ton, ironia –, gli aspetti più retrogradi, rivelandosi, pur tra le pareti domestiche, donna di spirito e femminista ante litteram. L’incredibile varietà di sfumature psicologiche e i rapporti sociali scandagliati con maestria ci consegnano tre deliziosi racconti di grande fascino e assolutamente attuali.
«Non cerco giustificazioni alla vanità della mia eroina. Se vi sono al mondo signorine della sua età che hanno un’immaginazione meno fervida, e sono meno interessate a mostrarsi piacevoli, io non le conosco e non desidero conoscerle.»
Paradisi Artificiali

Il consumo di sostanze stupefacenti ha un peso centrale nell’esperienza poetica ed esistenziale di Baudelaire. Quando scrive le sue pagine sull’hashish – di cui condanna l’abuso – egli non ha mai intenti moralistici, ma essenzialmente estetici. Quello che a lui interessa è il potenziamento della creatività poetica attraverso l’ebrezza artificiale; quello che lui odia e teme è il risveglio, è la desolazione, è l’inferno della degradazione. Si disegna qui il dramma personale di Baudelaire, la sua consapevolezza di essere e di sentirsi lacerato fra i due opposti richiami di Dio e Satana, fra l’aspirazione a salire verso l’alto, l’infinito, e il gusto del peccato, il piacere di scendere in basso.
«L’uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l’hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell’uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.»
Al paradiso delle signore

Un romanzo che esplora lucidamente l’universo femminile, un testo che dà la misura del talento rappresentativo e dell’acutezza dello sguardo sociale del grande narratore francese. La vicenda della giovane provinciale Denise che, approdata timidamente a Parigi, riesce a evitarne le insidie e a domarne i mostri solo in virtù della sua integrità e della sua dolcezza, non ha nulla di edulcorato né di consolatorio: è invece, per energia di scrittura e profondità di analisi, il diagramma di un destino femminile che si realizza nel quadro di una società opulenta e spietata mantenendo intatti la sua dignità e il suo spessore.
«Denise se n’era venuta a piedi dalla gare Saint-Lazare, dove, dopo tutta la notte passata sulle dure panche d’un vagone di terza classe, era scesa con i due fratelli dal treno di Cherbourg. Teneva per mano Pépé, e Jean la seguiva; tutti e tre rotti dal viaggio, sbalorditi, spersi in mezzo all’immensa Parigi, con gli occhi alzati verso le case…»
Bartleby, lo scrivano - Chicchirichì! - Billy Budd, marinaio

Bartleby è il nome di un grigio, sparuto impiegato di Wall Street che, senza fornire spiegazione alcuna, man mano rinuncia al suo lavoro di copista e rimane immobile in silenzio a fissare un muro, impervio a ogni tentativo di persuasione, mite e rispettoso ma graniticamente risoluto… In questo straordinario racconto (fra i più belli dell’intera letteratura americana) Melville dimostra da grande maestro di saper trattare con sottile humour e felice leggerezza anche temi angosciosi e ossessionanti come la follia, la predestinazione, l’incomunicabilità, l’alienazione; temi che tornano anche nel racconto “speculare” che – non a caso – completa il volume, Chicchirichì!, che con Bartleby viene a formare una sorta di bizzarro dittico, ovvero l’inquietante confronto con l’estremo della disperazione e l’estremo della gioia.
«In un primo momento, Bartleby svolse un’incredibile mole di lavoro. Quasi fosse da lungo tempo affamato di carte da copiare, sembrava ingozzarsi dei miei documenti, rimpinzandosene senza concedersi pause per la digestione. La sua penna correva instancabile giorno e notte, copiando al chiarore del sole come a lume di candela. Sarei stato entusiasta di tanta solerzia se alla sua operosità si fosse accompagnato un minimo di buon umore. Invece continuava a scrivere silenziosamente, in modo scialbo, con fare meccanico.»
La favola di Amore e Psiche

Tradotta in tutte le lingue, raffigurata dai più celebri pittori, musicata dai compositori e cantata dai poeti, la storia di Amore e Psiche è riconosciuta come il racconto più noto e più bello delle Metamorfosi di Apuleio. È una favola autentica, dai toni delicati e dalle atmosfere magiche e incantate, che racchiude in sé tutti gli elementi cari alla tradizione fiabesca popolare. Un racconto conosciuto in tutto il mondo, di cui sono state date le più diverse interpretazioni, e che continua ad avere una straordinaria fortuna da quasi duemila anni.
«Frattanto Amore... non potendo più sopportare l’assenza della sua Psiche, scappò attraverso una finestra altissima della stanza dove era tenuto prigioniero, e siccome durante il sonno gli si erano rinvigorite le ali, volando più veloce che mai accorse in aiuto della sua diletta.»
Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri

Avvolti in atmosfere sinistre e inquietanti, popolati da creature sospese tra la vita e la morte, assetate di sangue e portatrici di sciagure, questi racconti di Joseph Sheridan Le Fanu hanno profondamente influenzato la narrativa fantastica e dell’orrore. Da Il testamento del gentiluomo Toby ai Racconti di fantasmi della Tiled House, da La cugina assassinata a Una notte alla “Locanda della Campana”, da Il fantasma e il conciaossa a Il fantasma della signora Crowl, da Il patto col Diavolo a La persecuzione, fino al celebre Carmilla – per citare solo alcune delle storie qui proposte – la fantasia di Le Fanu risveglia invincibili paure ancestrali, creando un universo oscuro e sconvolgente.
«Sarebbe inutile tentare di spiegare l’orrore con cui, anche ora, ripenso a quella notte. Non era un terrore transitorio, come quelli che seguono i sogni. Era una paura che sembrava diventare più forte via via che il tempo passava. La stanza e perfino i mobili sembravano intrisi di terrore, dopo quell’apparizione.»
Poesie

L’ammirazione per l’ideale di bellezza cantato e il fascino dell’ardente e spregiudicato richiamo dell’amore omosessuale sono forse le cause principali della fama che ha accompagnato il nome di Saffo attraverso i secoli. I suoi versi nascono in un mondo che ha avuto a lungo il sapore del proibito: il «tiaso», sorta di associazione tra giovani donne che Saffo creò attorno a sé a Mitilene, dove, tra canti e danze in onore delle muse, nascevano brucianti passioni e gelosie. Per Saffo l’amore è lotta, è battaglia, come l’impiego di termini e modi dell’epos omerico nei suoi versi rivela. Colui e colei che amano e sanno amare sono eroi.
Ancora oggi, leggendo queste poesie e rivivendo le emozioni d’amore tese tra il grido disperato e l’invocazione serena, si prova quella sensazione avvertita dallo storico greco Strabone: «Saffo è un essere meraviglioso».
«Se ora ti sfugge, presto ti cercherà,
se non accetta i tuoi doni, lei stessa te ne offrirà,
se non ti ama, presto ti amerà,
anche se non volesse.»
L'origine dell'uomo e la selezione sessuale

«Nel corso dello sviluppo della civiltà, l’uomo acquistò una posizione di predominio sulle creature compagne del regno animale, ma non contentandosi di una tale supremazia, prese a scavare un abisso tra la sua natura e la loro (…) Le ricerche di Charles Darwin e dei suoi collaboratori (…) posero fine a questa presunzione umana», ha scritto Freud. La grandezza e l’importanza de L’origine dell’uomo e la selezione sessuale appare chiaramente proprio oggi che l’uomo è impegnato nella ricerca di una nuova armonia con le leggi naturali. La grande opera che ha permesso all’uomo di riscoprirsi parte della Natura, «animale» tra gli altri animali.
«Chi voglia decidere se l’uomo sia il discendente modificato di qualche forma preesistente, probabilmente dovrebbe prima appurare se egli muta, sia pure leggermente, nella struttura fisica e nelle facoltà mentali.»
Carissimi, oggi è il mio turno di scrivere una letterina a Babbo Natale!
Le lettere precedenti sono in questi blog:
Domani una nuova lettera vi attende... il dove dovete indovinarlo voi! Un suggerimento lo trovate in fondo al post.
Io, vi auguro buona lettura... e vi chiedo, voi, quali pubblicazioni chiedereste a Babbo Natale?

Caro Babbo Natale,
come va lassù al Polo Nord? Le renne stanno tutte bene? Gli elfetti lavorano oppure fanno i birichini e cercano scuse per scioperare? Guarda che qui ti stiamo tutti aspettando con impazienza! Spero tu sia a buon punto con la produzione di regali.
E, a proposito di regali, io ti scrivo proprio perché ne vorrei qualcuno di molto speciale.
Sì caro Babbo, ho fatto il bravo bambino tutto l’anno (o almeno credo)… ho lavorato sodo, ho letto molto e acquistato tantissimi libri, a volte aiuto perfino la mamma nelle faccende di casa… direi che sono stato più che buono, no?
Quindi, visto e considerato quanto sono stato buono, ho pensato di esagerare e chiederti ben quattro (circa) regali. Sì Babbo, te ne chiedo quattro (circa), ma sono tutte delle belle richieste, lo prometto!
Come prim
a cosa ti chiedo un favore grande: fa che
No, Il ladro di orchidee non merita in quanto narrativa, merita in quanto riesce a mostrare quanto un’ossessione possa diventare pericolosa, immensa, meravigliosa! Con uno stile da inchiesta l’autrice riesce a fare due cose bellissime: appassionare il lettore alle orchidee, parlando della storia delle ossessioni che le hanno circondate, e studiare i comportamenti umani dinanzi alla bellezza. Va letto! Non per apprezzarne lo stile, ma per imparare! E come si fa a imparare se il libro non si trova in giro?
Ti prego Babbino caro, pensaci tu!
La mia seconda richiesta riguarda Mondadori e tutti i libri di Rex Stout incentrati sulla figura dell’investigatore privato Nero Wolfe (che, guardato dal girovita, ti assomiglia parecchio!). Ormai si riescono a recuperare solamente pochissime indagini di questo fantastico personaggio della narrativa gialla, e questo non è affatto possibile. Sono romanzi intelligenti, con casi da risolvere usando il cervello, alla Conan Doyle per intenderci, e momenti zeppi di cibo e orchidee. Bisogna leggerli! Bisogna assolutamente! Sono divertenti e appassionanti. Dobbiamo poterli riavere.
Come terzo regalo vorrei tanto, ma tanto, ma tantotantotanto che
Tra l'altro, se qualche buon lefetto sta leggendo questa missiva in copia, segnalo chè esiste anche QUESTA petizione da poter firmare per dare il proprio appoggio a questa pubblicazione. Se c'è qualche anima pia...
ri di Gregory Maguire. Non molti, eh! Solo alcuni… tre per la precisione:
· Confessions of a ugly stepsister, che è una sorta di rivisitazione di Cenerentola in stile Maguire, ossia irriverente e acidamente intelligente.
· Son of a witch seguito
· A lion among men terzo volume della saga incentrata su Oz.
Davvero, quest’autore merita molto. Molto più dell’autore del vero Oz, a mio parere, perché ha saputo prendere queste fiabe a farne qualcosa di nuovo, molto critico e divinamente scritto. Dagli almeno tu, caro Babbino, la giusta attenzione! Ti prego! Non può essere dimenticato da noi lettori italici!
Ecco, queste sono le mie richieste. Non sono poi molto impegnative, solo fanno fatica a essere recepite… ma so che con il tuo aiuto a tutto si può porre rimedio, vero? In fondo, se riesci a passare per un camino… ^^
Se non vuoi farlo per me, bambino super buonissimo, fallo per tutte quelle anime pie dei tanti lettori che non hanno ancora avuto la possibilità di mettere le loro delicate manine su questi testi.
Pensaci, ok? E magari fallo pensare anche agli elfetti e alle renne, più siamo meglio è! ;)
Buon Natale caro Babbino, e rendilo buono anche per noi.
Grazie,
Vocedelsilenzio
Bene cari lettori, credete che la caccia al tesoro sia finita? Eh, no! Mi chiedete dove poter trovare la prossima lettera a Babbo Natale? Beh, vi posso solo dire che: solo Sognando Leggendo questo Natale sarà stupendo! :)
Per chi non lo sapesse, Deborah J. Ross è una scrittrice scoperta da Marion Zimmer Bradley che, al momento, sta portando avanti la saga di Darkover, una serie di libri fantascientifici/fantasy scritta da MZB.
Mi ha fatto molto piacere fare queste domande, perché dalle risposte esce anche un po' della grande autrice de Le nebbie di Avalon, e questo mi commuove.
Ringrazio moltissimo La Sig.ra Ross per la sua disponibilità e vi auguro una piacevole lettura.
Benvenuta sul mio blog Sig.ra Ross. E' un grande piacere, per me, averla qui.
Giusto per incominciare... ci può dire chi è Deborah J. Ross?
Quando ha scoperto che la letteratura fantasy/fantascientifica era qualcosa di importante per lei? E perché lo era?
Alle elementari e al liceo leggevo tutto quello che riuscivo a trovare. Poi ho preso The beast master di Andre Norton e me ne sono innamorata. Il libro non solo catturava il senso di alienazione, e io credo fortemente che ogni adolescente si senta come un alieno, al meno ogni tanto, ma aveva gli animali più meravigliosi. Ero assolutamente una ragazza pazza per i cavalli! Quel libro mi ha aperto una porta, e in breve tempo avevo pile di volumi preferiti, non solo la Norton, ma anche Poul Anderson e C.L. Moore e Leigh Bracket, e pochi anni dopo ho scoperto quell'ondata di donne scrittrici: Marion, ovviamente, e Vonda McIntyre, Ursula Le Guin, C.J. Cherryh e molte altre.
Se non mi sbaglio, lei ha inizato la sua carriera da scrittrice scrivendo alcuni racconti per le anotlogie di Marion Zimmer Bradley, vero? Che ricordi ha di quel periodo?

Attorno al 1980, ho scritto, in quanto fan, una lettera a Marion. Mi stavo allenando nelle arti marziali (t'ai chi chu'an e kung fu san soo) e abbiamo iniziato a chiacchierare della responsabilizzazione, delle donne e della scrittura. Questo era prima che incominciasse a editare Sword & Sorceress, per la quale ha acquistato il mio primo racconto professionale. Negli anni siamo diventate amiche, oltre che colleghe e editor/scrittrice. Verso la fine della sua vita, mentre la sua salute declinava, abbiamo discusso sulla possibilità di lavorare insieme, come scrittrici senior e junior. Lei aveva molta confidenza col mio lavoro a causa di tutte le storie che ha editato, non solo per S&S, ma per molte delle antologie su Darkover e per la sua rivista fantasy. Abbiamo riscontrato che la mia voce letteraria naturale, così come la mia visione di Darkover, era molto vicina alla sua. Appena prima della sua morte, lei aveva approvato il mio abbozzo per La caduta di Neskaya,e avevo pile di note per i due libri successivi. Dopo che è morta, tutto il mio lavoro doveva essere approvato dalla sua Literay Trust, che detiene i copyright di Darkover, ed è ancora così.
Lei è quella persona che, in questo momento, sta continuando a lavorare sull'universo di Darkover. Sente la responsabilità di questo compito? Credo non sia affatto facile scrivere nuovi capitoli di una saga tanto amata... E poi, Darkover è piena di particolari, razze, luoghi... come fa ad avere sempre tutto chiaro, a non dimenticarsi qualcosa?
E' molto simile allo scrivere un romanzo storico. Faccio ricerche, non solo usando i libri pubblicati di Marion, ma anche The Darkover Concordance (scritto dal marito di Marion, Walter Breen) e i suoi articoli nelle vecchie newsletter di Darkover. Mi consulto anche con la segretaria di Marion, Elisabeth Waters, e Marsha Jones del DAW.
Cerco di creare delle story line che siano vicine alla visione di Marion di Darkover e usando dei temi che erano significativi per lei. Da quando lavoro in stretto contatto con la Literary Trust di MZB, forgio una bozza dettagliata prima di iniziare. Una volta approvata, rimando tutto alla parte creativa del mio cervello. Perché non sto cercando di distorcere la mia voce, e quindi poi posso scrivere col cuore. Ho fiducia che il lavoro mi porterà nella giusta direzione e che posso seguire quello nasce da me.
Cosa devono aspettarsi, i lettori italiani, da Gli inferi di Zandru, che dovrebbe uscire in questi giorni?
E' una storia d'avventura e d'amore, e anche di amicizia e ideali, ma che mostra come anche solo una persona coraggiosa possa fare la differenza. E' ambientato circa 20 anni dopo La caduta di Neskaya e nello stesso periodo de La donna del falco.
Quanto materiale su Darkover è ancora nascosto nei cassetti di Marion? E quali sono i suoi futuri progetti su questa saga?
Ci saranno (almeno) altri due"moderni" libri di Darkover. Approssimativamente, il prossimo (The children of kings sarà il titolo, circa) sarà un romanzo d'azione/avventura che si svolge nelle Terre Aride, quando dei contrabbandieri interstellari installeranno lì una loro base ed inizieranno ad armare quelle terre. (Sto lavorando su questo proprio ora).
Il secondo riporterà Darkover e la Federazione Terrestre in contatto e a un'eventuale nuova risoluzione.
Dopo di questo, mi piacerebbe più d'ogni altra cosa lavorare a Thunderlord, una sorta di accompagnamento a La signora delle tempeste. Marion ha scritto solo poche pagine della scena d'apertura, quindi non so dove volesse andare a parare, ma c'è sicuramente del potenziale eccitante.
In Italia conosciamo Deborah J. Ross solo per i libri di Darkover. Può parlarci un po' degli altri suoi lavori?
Il mio primo romanzo, Jaydium (pubblicato come Deborah Wheeler), era un'avventura fantascientifica attraverso piani temporali alternativi, con l'aggiunta di alieni gastropoidali argentei con sei gambe. Northlight, scritto in Francia, era fantascienza più soft, ambientato in un mondo a bassa tecnologia, e più personale ed emotivo, spirituale in un certo senso. Jaydium è fuori catalogo ma in vendita come e-book e per Kindle (su www.bookviewcafe.com);
Northlight sarà ri-stampato in formati simili nel primo periodo dell'anno prossimo.Tra i miei racconti c'è anche una storia su Star Wars (in Tales from Jabba's palace) e un fantasy bizzarro, racconti di vampiri (alcuni divertenti in Sisters of the night), un dialogo spirituale serio tra un vampiro e un ebreo osservante in Transfusion in Realms Fantasy, ho scritto storie per bambini (in numerose antologie di Bruce Coville), e alcuni pezzi quasi-non-fantascientifici che riguardavano il dolore e l'ossessione e il coraggio, fantascienza su uno spiacevole futuro non molto lontano, e fantasy epico. Roba eccentrica come Harpies Discover Sex (Le arpie scoprono il sesso, ndt) per Olympus. Un fantasy storico basato sulla vita di Dona Gracia Nasi e ambientato a Venezia, e altri tratti dalla civiltà Indu. Una storia per Marion in Return to Avalon, basata sulla storia dell'opera. Marion amava l'opera.
Ho fatto anche da editor: due volumi di fantasy elegante e romantico di cappa e spada chiamato Lace and blade, e un terzo chiamato The feathered edge: tales of magic, love and daring, che non è stato ancora pubblicato. Questo mi ha dato l'opportunità di lavorare con srittori di calibro stellare. Sono anche un membro della cooperativa scrittori on-line, www.bookviewcafe, dove è possible leggere il mio blog, alcuni miei racconti e acquistare i miei e-books.
C'è la possibilità di vedere questi altri suoi libri tradotti in italiano?
Lo spero, ma non dipende da me. Scrivete agli editori italiani e chiedetelo!
Oggi vi presento un romanzo appena pubblicato per i tipi della Neri Pozza. Si tratta de...
Dedmayne è un villaggio insignificante nelle contee orientali dell’Inghilterra. Un tratto di strada diritta e piatta vicino alla chiesa, con siepi basse e polverose; campi di rape senza un albero; fienili con tetti in lamiera ondulata degni del Canada. Non ha una casa signorile né un parco né un giardino che gli dia prestigio. Non ha una vita sociale degna di questo nome. Non c’è gente altolocata, né le solite ricche bigotte che possano contribuire alle necessità della canonica.
Il canonico, defunto, è rimasto a Dedmayne per cinquant’anni dandosi al bere. Il suo successore, il reverendo Jocelyn, ha ormai ottantadue anni. È un vecchio accidioso e risentito che vive con la figlia Mary.
Mary è nata lì e non ha quasi mai lasciato il circondario. «Inosservata come i biancospini nelle aiuole», è sempre stata fedele al ruolo di figlia nubile, condannata alla vita di governante-padrona di casa accanto all’erudito e indifferente Jocelyn.
Tuttavia, si è lentamente affezionata al villaggio al punto da sostenere che più il paese è isolato, più acquista un gusto peculiare, non contaminato da quello cittadino. «Ci sgretoliamo anno dopo anno» dice «e tutto rimane uguale a se stesso».
Un giorno, però, si trasferisce nelle vicinanze il figlio di un vecchio amico del padre, Robert Herbert. E tutte le emozioni, soffocate nel corso degli anni vissuti all’ombra della canonica fra dispute anti-papiste e dottissime letture di Tertulliano, riemergono con forza, per la figlia del reverendo, in un’attrazione mai provata prima. Mary sembra rifiorire e diventare «sempre più una persona come tutte le altre». Fa amicizia con Kathy, una donna elegante e spigliata, si apre al piccola costellazione di donne del villaggio, raggiunge Londra, si lascia estorcere un bacio adulterino da Robert Herbert.
La piccola finestra che si apre, tuttavia, sul mondo esterno si richiude subito. Trame scartate, brevi interludi, infelicità coniugali, Mary non tarda a scoprire di essere fuori posto nella modernità, «una zitella anglicana» capace di vivere soltanto a Deadmayne, dove gli anni scorrono sempre uguali, ma dove tutto si aggiusta.
Inoltre, La figlia del reverendo è al centro, in Inghilterra, di una rinnovata attenzione della critica che non esita a porlo tra i libri più importanti della narrativa inglese del Novecento.
Praticamente non bisogna lasciarselo sfuggire! ;)
Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...
Esiste il mondo perfetto? E se si, a che prezzo lo si può raggiungere?
Ecco, questo è un po' il filo di partenza, se vogliamo, ma da cui si arriva a molte altre cose.
The Giver è un libro che racconta di come il poter fare le nostre scelte sia uno dei tesori più grandi che possediamo, o che dovremmo possedere. Ci racconta di come si viva veramente solo attraverso l'esperienza, sia della gioia che del dolore, sia del nero che del colore. Ci ricorda quanto faccia bene ricordare. Ci ricorda che l'amore non è solo modi gentili, ma qualcosa di ben più profondo.
The Giver è un libro per ragazzi, e credo sia bene ricordarlo. Ma, come ogni libro per ragazzi di valore vero, arriva a tutti.
L'autrice è stata di un'abilità magistrale nel tessere la storia, perché tutto fila con semplicità, fluidamente, senza intoppi, creando una realtà plausibile, veritiera e di facile comprensione.
Impossibile poi non arrabbiarsdi assieme a Jonas, il protagonista, non soffrire con lui, non esultare con lui.
Questo libro è un libro che scuote gli animi. E li scuote talmente tanto che in alcuni luoghi, tra cui scuole, è stato censurato/bandito. Perché? Mah! Sembra venissero fatti dei riferimenti troppo diretti alla sessualità, all'infanticidio...
Io credo semplicemente che The Giver vada letto. E vada letto anche ai bambini, perché se capiscono per primi certe cose, il futuro sarà più roseo. Spero.
Detto questo, se voi l'avete letto, cosa ne pensate?
Editore: Giunti
Pagine: 256
Prezzo: 14,50 €
Vi ricordo che a febbraio uscirà il secondo volume di questa saga: La Rivincita. Gathering Blue.
QUI un'anteprima del libro.Magia, misticismo e suggestione entrano con prepotenza in questi cinque racconti costruendo paradossi al limite e, a volte, al di là della logica. È così possibile che, grazie a un rito magico, in sogno ci si possa mescolare e diventare un solo essere fatto di due anime. Ci si possa innamorare di una santa e uccidere per lei, si possa arrivare a compiere delitti efferati suggestionati da una credenza. Le protagoniste delle storie, che si sviluppano in ambientazioni anche temporali diverse, sono ragazzine adolescenti.La povertà affettiva in cui vivono le rende fragili entità in balia di un mondo dove non c’è nessuno a raccogliere le loro paure e a consolare la loro solitudine. Tutte convivono con la crudezza di un’esistenza marginale dove il disperato e struggente bisogno di amore, a volte al limite dell’anomalia, sembra essere l’unica possibilità per affrancarsi dal destino infelice che le ha segnate.
Pagine: 154
Prezzo: 14,40 €
Prezzo E-book: 7,20 €

Quattro storie. Quattro luoghi speciali, carichi di fascino e mistero. Il macello, la fabbrica abbandonata, il giardino di gesso, il monastero. Quattro incredibili creature al di là di ogni immaginazione. E quattro intrepidi protagonisti, pronti ad affrontare l'ignoto. Un ragazzino che riconosce negli operai del macello un branco di feroci assassini e si fa assumere per poterli smascherare, scoprendo una realtà assai diversa. Una zitella di mezz'età ossessionata da un incubo ricorrente che si ritrova in una fabbrica abbandonata. L'accompagnatrice di un vecchio militare cieco che ascolta i suoi folli ricordi di guerra in un giardino di gesso. Una ragazza che scopre casualmente che sua sorella non respira e il suo cuore non batte, pur continuando a vivere, e si unisce a lei in un pellegrinaggio tra i monti, fino a uno strano monastero dove si nasconde la verità sulla sua nascita. Stanno tutti per incontrare qualcosa di unico, creature ignote all'uomo, esseri speciali, terrificanti e pericolosi.
Prezzo: 19,00 €
Prezzo E-book: 9,50 €
Vi ricordo inoltre che il secondo volume della trilogia iniziata proprio con The Giver, ossia La Rivincita. Gathering Blue, sarà nelle nostre italiche librerie a da Febbraio.

LA FAMIGLIA SAPPINGTONSono inoltre molto, molto, molto felice di dirvi che Lois Lowry ha gentilmente accettato di essere da me intervistata.
Un romanzo malvagiamente scritto e ignominiosamente illustrato dall’autrice
La famiglia più stravagante e cattiva dopo gli Addams, in un divertentissimo romanzo di una grande scrittrice per ragazzi!
I genitori dei quattro scatenati fratelli Sappington si dimenticano spesso di avere dei figli e si irritano molto quando qualcuno glielo ricorda. Si irritano talmente che, ispirati dalla favola di Hansel e Gretel, escogitano un piano per liberarsi di loro, vendendo la casa di famiglia mentre sono in viaggio. Ma non sanno che proprio il loro viaggio è il piano architettato dai figli per liberarsi dei genitori...
Un romanzo irriverente, gotico, immensamente comico da cui è difficile staccarsi per via delle imprevedibili avventure di questa stramba famiglia e dei suoi ancor più eccentrici componenti. Ci sarà un finale consolatorio ma, come è bene aspettarsi... sarà un po’ fuori dagli schemi. La famiglia Sappington conferma Lois Lowry come una delle grandi scrittrici contemporanee per bambini e ragazzi.
Alla fine del romanzo, imperdibili: un divertente glossario dei termini più bislacchi presenti nel romanzo e una irresistibile bibliografia dei più grandi classici della letteratura mondiale per ragazzi, con protagonisti pietosi orfani, parenti irascibili, benefattori magnanimi, che si scovano all’interno della storia sotto forma di gustosissime citazioni.
Come sempre, se avete domande che vi frullano in testa, sarò felice di prenderle in considerazione. Scrivetele pure nei commenti o mandatemele per mail.

Nel 1892, a Manhattan, un'elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l'artista ha riunito attorno a sé. Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall'alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, l'altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l'onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll. Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l'artefice autentica delle creazioni Tiffany. "Una ragazza da Tiffany" è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui l'autrice non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella città americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.
La protagonista dovrà lottare per diventare indispensabile, in modo da poter garantire un posto di lavoro a tutte le ragazze che stanno sotto il suo controllo; la protagonista deve trattenere i suoi sentimenti, perché le donne sposate non possono continuare a lavorare agli Studios, e lei ama da morire il suo lavoro; la protagonista elabora lampade sempre più belle, sempre più spettacolari, perché anche lei è un'artista, ma anche perché vuole stupire, e rendere felice, entusiasta, il suo datore di lavoro. Però il suo nome non verrà mai riconosciuto, gli uomini degli altri reparti tenteranno di contrastarla e faranno il possibile per rimettere le donne al loro posto.
Editore: Neri Pozza
Pagine: 504
Prezzo: 18,00 €
QUI la sua intervista.









