25/02/11

Intervista a Lois Lowry

Oggi ho l'onore, ed è un onore grandissimo per me, di avere ospite Lois Lowry, l'autrice di The Giver e di Gathering Blue, quest'ultimo appena uscito per i tipi della Giunti Y.
Io la ringrazio tantissimo. E' stata di una gentilezza squisita e, avendo moltissimo amato il suo libro, non posso che essere felice di poter condividere con voi questa intervista.
Buona lettura.

Chi è Lois Lowry?
Sono una nonna, una raccontatrice di storie, un'amante della natura e dei bambini e tutte le cose che illuminano il nostro mondo.

Se lei avvesse due righe per raccontare The Giver, cosa direbbe?
Direi che The Giver è una storia d'avvertimento, una storia d'avventura, di quelle che ti fanno vedere il tuo mondo in un modo nuovo e forse ti fanno ripensare alle cose a cui dai valore.

Com'è nata l'idea per The Giver?
Al tempo in cui ho scritto The Giver, I miei genitori stavano arrivando alla fine della loro vita. I loro ricordi si stavano offuscando. Non pensavano più alle cose che una volta li preoccupavano o li rendevano tristi. Sembrava pacifico e confortante, il non ricordare. Ho iniziato a pensare alla memoria: il suo scopo, la sua importanza.

Aveva qualche libro in particolare in mente, mentre lo stava scrivendo?
No.

The Giver è un libro che parla della possibilità di scelta. Forse non tutti capiscono veramente l'importanza del poter scegliere... pensa che noi siamo capaci di scegliere? E le nostre scelte sono completamente libere o forse sono influenzate?
Ovviamente le scelte che facciamo sono influenzate dalle nostre paure e dai nostri bisogni. La questione, suppongo, è quali tipi di compromessi dovremmo fare, che tipo di sacrifici, per assicurare la nostra sicurezza e il nostro benessere.

The Giver è anche una sorta di tributo al nostro mondo. Anche se ci sono molte brutture come guerre e mali, il nostro mondo continua a essere magnifico. Concorda?
Concordo che viviamo in un mondo meraviglioso, sebbene sia imperfetto e fragile. Forse è necessario che noi facciamo esperienza della bruttezza, per poter poi apprezzare il suo opposto.

Può, un libro, cambiare il mondo?
La letteratura può cambiare il mondo. Non un libro da solo, ma una parte della letteratura che illumini la nostra storia umana.

Pensa sia davvero possibile creare una società perfetta? Finiremo come il villaggio di The Giver?
No, non è possibile. Non concorderemmo mai sulla definizione di 'perfetto'. Ma è importante, penso, sforzarsi sempre di renderci migliori, più compassionevoli, più umani.

So che lei ha ricevuto molti attacchi e molte minacce per The Giver. So che anche alcune scuole ne hanno proibito la lettura. Come se lo spiega? Cosa ne pensa? E cosa vorrebbe dire a queste persone?
Vorrei dire che una società totalitaria comincia sempre con la soppressione delle opinioni. Anche quando nasce dai motivi più benevoli, la censura è una cosa molto pericolosa. Noi dobbiamo insegnare ai nostri figli a pensare. La libertà di pensiero non è qualcosa di cui aver paura, ma qualcosa da celebrare.

È vero che il libro diventerà un film?
Ci stanno lavorando. Ma si sta dimostrando un film difficile da fare.

In Italia è appena uscito Gathering Blue. Cosa puoi dire su questo secondo volume?
Gathering Blue presenta un mondo diverso da quello di Jonas. In questo mondo, la tecnologia è stata persa. Le persone sono ridotte a uno stato primitivo, selvaggio. Ma devono affrontare esattamente lo stesso problema: la perdita della libertà.

Se ho ben capito, il tema centrale di questo secondo libro è l'Altro.
No, Gathering blue ha più a che fare col ruolo dell'artista creativo nella società. Come la libertà e la verità possono essere rivelate attraverso l'arte, e quanto pericolosa può diventare la soppressione della libertà artistica.

E riguardo a Messenger, l'ultimo volume della saga?
Messenger è il libro che parla dell'Altro: la paura del diverso (anche The Giver si rivolgeva a questo problema) e il modo in cui l'avidità e l'interesse personale possono distruggere una società.

Concludiamo con qualche domanda più leggera... quale dei tuoi libri è il tuo preferito, se ne hai uno? E perché?
Ho scritto 36 libri, molti generi differenti, quindi sarebbe impossibile scegliere un preferito. Ma della trilogia di The Giver, penso mi piaccia di più Gathering Blue... perché la protagonista è più simile a me: donna e creativa.

Qual è il tuo prossimo progetto?
Sto lavorando proprio ora a un quarto libro che segue la trilogia di The Giver e che la renderà, mi auguro, un 'quartetto'.

9 commenti:

  1. Complimenti, Mela! mi piace troppo leggere le interviste agli scrittori :)

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  2. Grazie Sonia. :) Anche a me piacciono tanto, per questo cerco di farne il puù possibile! XD

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  3. Caspita che scrittori famosi riesci a intervistare! Complimenti, molto interessante la visione della scrittrice. The Giver ce l'ho in wish list, prima o poi...
    Grazie per offrirci sempre queste chicche!

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  4. Grazie mille Daisy. Sono molto felice, effettivamente, di essere riuscito a intervistarla. "The Giver" è fantastico!!! *__*

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  5. Secondo me questa è una delle interviste più belle pubblicate, sia per le domande che per le risposte.
    Quanto al fatto che the Giver fosse stato proibito in alcune scuole, non lo sapevo e devo confessare che ho avuto un brivido di malessere.
    Ciao
    ;)

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  6. Sì, in America hanno fatto, purtroppo, anche questo. Rabbrividiamo in due.
    Grazie mille per le belle parole, però, effettivamente, c'era molto materiale su cui chiedere. :)

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  7. Finalmente ecco questa attesa intervista!
    Ottimo lavoro, è stato interessantissimo avere l'opportunità di leggere le risposte di questa scrittrice :D

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  8. Questa trilogia (o quartetto, a quanto pare) mi incuriosisce da quando è uscito The giver, ma non ho ancora avuto l'occasione di iniziarla. Ora l'uscita di Gathering blue e questa bella intervista hanno aumentato il mio interesse incrementando la mia lista degli acquisti :)

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  9. @Dreamer: eh, sì, c'è voluto un po'! :) Grazie.
    @Emy: guarda, il primo volume mi è piaciuto moltissimo. Il secondo mi manca ancora XD.

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