Torna l'angolo de Lo Scrittore Lettore e ogni, a farci compagnia, c'è un Scrittrice Lettrice: Frangesca Angelinelli.
Francesca ha all'attivo diversi titoli di vario genere, ma è indubbio che ci è nota soprattutto per un particolare fantasy legato all'oriente. Ultimi, in ordine di tempo, sono:

Kizu no Kuma

Gaiko, giovane guerriero dell'Impero Si-hai-pai, ha un futuro brillante di fronte a sé. Ma l'assassinio delia sorella Karui sconvolge la sua esistenza. Spinto dal desiderio di vendetta, Gaiko compie una strage. Non sa di essere stato una pedina in un gioco di potere più grande di lui. Il suo mondo è in frantumi e, costretto alla fuga, rischia di perdere se stesso, oltre a tutto ciò che deve abbandonare a Hoh-ma, Capitale dell'Impero. Ma in un tempio, abitato dal misterioso monaco Yurei, Gaiko inizia la riabilitazione fisica e spirituale. Qui incontra anche una donna, Mai-mai, che lo costringerà a confrontarsi con le sue colpe e il suo passato.

Racconti di viaggio del monaco Kyoshi

Una raccolta di racconti fantastici ispirati alle leggende, ai miti, alle tradizioni e al folklore orientali. In un mondo antico e affascinante, che affonda le sue radici nella realtà storica, ma dove a ogni angolo demoni, dei, spiriti, fantasmi e altre magiche entità sono pronte a emergere, il monaco-indovino Kyoshi viaggia alla ricerca di una saggezza superiore. Egli riporta, in un continuo affastellarsi di ricordo e esperienza, alcuni episodi della sua vita che lo hanno costretto a confrontarsi con le forze misteriose che circondano l'esistenza umana.
Ed è anche presente nella recentissima antologia

Stirpe Angelica

Azione e avventura, fantascienza e mistero, comicità e fiaba, tenebre e occulto, sword & sorcery e urban fantasy: non manca davvero nulla a "Stirpe angelica". Quindici racconti firmati da professionisti del mondo della scrittura e da autori pronti a emergere sulle ali del mito e della fantasia.
Ma sotto con le tradizionali otto domande legate ai suoi gusti da lettrice!

Che libri hai sul comodino in questo momento?

La leggenda della nave di carta. Racconti di fantascienza giapponese. AA.VV. Fanucci Editore

Fra gli scrittori dell'antologia vi sono i tre grandi della fantascienza giapponese, ossia Ryo Hanmura, Shinichi Hoshi e Sakyo Kotmatsu, poi Kobo Abe, con il suo caratteristico tocco kafkiano, e Tetsu Yano, di cui si ricorda l'attività nel fandom giapponese in collaborazione con Takumi Shibano, curatore della leggendaria fanzine 'Uchujin', pubblicata per la prima volta nel 1957. Nelle loro opere sono presenti riferimenti precisi all'epoca del militarismo degli anni '30 e '40, vengono sollevate questioni importanti come l'impatto della rapida modernizzazione, l'inquinamento dell'ambiente, i pericoli di una cultura insulare, il mito della superiorità razziale, fino a visioni che coinvolgono l'identità sessuale.

Il tuo autore preferito?

Dunque in generale, nonostante alti e bassi, credo Banana Yoshimoto. Però nella fantasy sicuramente Marion Zimmer Bradley. Per quanto riguarda i classici Lev Tolstoj e per la narrativa giapponese classica Shikibu Murasaki.

Il tuo libro preferito?

Musashi di Eiji Yoshikawa

Il libro più odiato?

Ce ne sono tanti, ma ultimamente ho particolarmente in odio Lisa J. Smith e la sua saga del Diario del Vampiro.

Il genere preferito?

Narrativa classica giapponese e fantasy

Ultimo libro letto?

Memorie della luna. Storie e leggende dell'antico Giappone.
Una raccolta di racconti tradizionali giapponesi tratti da alcuni testi classici.

Com'è stato?

Molto bello! Alcuni racconti già li conoscevo, altri sono state delle vere scoperte. Ci tenevo molto a leggerlo ed è stato un piacere.

Il tuo personaggio letterario preferito?

Il principe Genji, protagonista del Genji Monogatari di Shikibu Murasaki, ma anche il Musashi letterario dell'omonimo romanzo di Yoshikawa lo amo molto. Sono personaggi molto diversi che, comunque, mi sono rimasti nel cuore.

Grazie mille Francesca per la disponibilità. Noi attendiamo un tuo nuovo romanzo, ovviamente!


Parigi 1935. Ai piedi della cattedrale di Notre-Dame, quaranta uomini sono in attesa di essere ordinati sacerdoti. Tra questi c’è Vango, diciannove anni, un passato avvolto nel mistero e un futuro altrettanto incerto, perché – un attimo prima che la cerimonia abbia inizio – la polizia fa il suo ingresso nel sagrato della chiesa per arrestarlo.
Ma quale crimine ha commesso? Vango non lo sa e scappa arrampicandosi su per la facciata e le torri della cattedrale. La polizia però non è la sola a interessarsi al ragazzo, anche una giovane donna segue con trepidazione la fuga, così come un uomo dall’aspetto losco che apre il fuoco contro di lui. Scampato all’arresto, il ragazzo prova a mettersi in contatto con il suo mentore, padre Jean, e scopre di essere accusato proprio dell’assassinio del sacerdote.
Chi è che trama alle spalle di Vango, e chi è Vango in realtà?Cresciuto nelle isole Eolie, dove era misteriosamente arrivato a tre anni insieme alla sua nutrice,“Madamoiselle”, che lo ha amato come un figlio, del suo passato non è dato sapere molto nemmeno a lui.Attorno a Vango ruotano personaggi storici come Hugo Eckener, capitano del Graf Zeppelin, e altri di fantasia come Zefiro, il monaco a capo del convento segreto dell’isola di Alicudi. Poi c’è Ethel, scozzese, ricca, giovane e profondamente innamorata di lui. Per finire ci sono i nemici, terribili, spietati, uno per tutti: Stalin! Proprio lui: il dittatore sovietico in persona.
Vango è un libro fantastico!
Per quel che mi riguarda potrei anche finire qui, perché davvero... credo che il miglior modo di commentare questo romanzo sia di lasciarsi andare ai sentimenti che mi hanno travolto durante e dopo la lettura.
Vango è un romanzo fantastico!
Però, forse volete anche sapere perché...

Per prima cosa la scrittura. Questo è un libro scritto benissimo, scorrevole, 'vivo', sentito, emotivo, e con una lingua nient'affatto 'da ragazzi', come potrebbe invece far pensare la sua collocazione in libreria. E questo è uno di quei motivi che rendono Vango una lettura godibile per tutte le fasce d'età.
Poi i personaggi, tutti così affascinanti, così misteriosi ma estremamente reali. Disegnati con maestria e mai scontati. Dal povero al nobile, dal soldato al prete... uomini complessi, di difficile collocazione anche. E donne ovviamente all'altezza della situazione, per nulla standardizzate nella fanciulla in pericolo, ma anzi forti, coraggiose, intelligenti e fuori dal coro.
E la storia! L'autore è riuscito a calare il romanzo in un contesto storico accurato e funzionale. Siamo nei periodi delle grandi guerre, Hitler è al potere, lo Zeppelin solca i cieli e tutto questo contorno, che poi contorno non è affatto, risulta ammaliante, utilizzato magistralmente.

Staccarsi dal questo libro è impossibile. E' un romanzo d'avventura, ma è anche un giallo, un libro di mistero, ed è pure un romanzo storico, ma anche un libro per ragazzi. Sì, esatto, c'è talmente tanta roba in questo volume che è impossibile parlare di tutto. Di certo, però, De Fombelle sa fare il suo mestiere. Non ci sono, a mio avviso, punti deboli, siano essi di struttura, di lessico, di personaggi, non ci sono momenti di noia, di stasi. I luoghi e le persone che li abitano sono magici, interessanti, particolari.

Io posso solo dirvi: procuratevene una copia. Passerete dei momenti bellissimi!


p.s. Tengo a precisare che Vango è il primo di due volumi, se quindi state cercato un libro autoconclusivo meglio lasciar stare questo titolo... anche se sarebbe un vero peccato.

p. p. s. Ne approfitto per ringraziare la San Paolo che me ne ha inviato una copia in anteprima.


Avrei già dovuto iniziare questa rubrica tempo fa ma, si sa, il tempo è tiranno.
In questo piccolo spazio ringrazierò chi, autori e/o case editrici, che hanno avuto la gentilezza di inviarmi un loro testo.
Oggi ringrazio...

Donatella Canepa per il suo All'area di servizio fra bombe carramba e rock'n'roll

In All’area di servizio fra bombe carramba e rock’n’roll, Donatella Canepa coglie squarci di emozioni, sensazioni, pensieri ed esperienze di vita raccolte e immagazzinate lungo la strada. Ad accompagnare la ricerca della libertà interiore e la fuga dall’omologazione voluta dal sistema – “La diversità sarebbe la dimostrazione di avere un cervello scollegato dal vostro sistema binario” – sono un sottofondo di Rock’n’Roll e una chitarra che prende vita. Ne vengono fuori racconti mai banali, scritti con uno stile originale, sospesi in quello spazio indefinibile tra il reale e il surreale, il ricordo e la riflessione.


RETTIFICA
Dal 28 Febbraio sarà possibile acquistarlo sull'e-shop dell'editore. Da metà marzo sarà disponibile in tutte le librerie.
Sto parlando di una nuova uscita targara Edizioni XII, una casa editrice di modeste dimensioni ma che ammiro moltissimo per il lavoro che fa su ogni suo titolo.
Signore e signori, il libro in questione è:

I vermi conquistatori, di Brian Keene

Uno dei capolavori del fantastico moderno, un'opera che ha ridisegnato il modo di intendere il romanzo apocalittico.
Teddy Garnett è un arzillo vecchietto e non vuole saperne di lasciare la casa in cima agli Appalachi dove ha vissuto per decenni con la compianta Rose. Non gli importa della pioggia incessante, un diluvio catastrofico che ha messo in ginocchio l'intero pianeta, né di essere l'unico essere umano ancora vivo nella piccola comunità di Punkin' Center, ormai ridotta a un isolotto in mezzo alle acque. Senza paura, Teddy aspetta il giorno in cui si avvererà il suo unico desiderio: riabbracciare la moglie.
Ma quando riceve la visita di Carl , il suo migliore amico creduto morto o portato in salvo dalla Guardia Nazionale, scopre che ci sono cose peggiori della pioggia.
Cose che serpeggiano sottoterra, creature striscianti che tarlano il sottosuolo e scavano verso la superficie per rivelarsi al mondo.
E conquistarlo.
L'AUTORE:
Brian Keene nasce nel 1967 e cresce in Pennsylvania e West Virginia, dove ambienterà la maggior parte dei suoi libri. Autore molto prolifico, ha pubblicato 14 romanzi e svariate antologie in circa dieci anni di attività. Ha vinto due prestigiosi Bram Stoker Awards: nel 2001 con Jobs in Hell e nel 2003 con The Rising; e uno Shocker Award, con Sympathy for the Devil nel 2004.
Edizioni XII è il primo editore a proporre una sua opera in italiano. L'autore ha fin da subito espresso il suo entusiasmo per il traguardo raggiunto.

Per ulteriori informazioni vi rimando al comunicato ufficale.


Oggi ho l'onore, ed è un onore grandissimo per me, di avere ospite Lois Lowry, l'autrice di The Giver e di Gathering Blue, quest'ultimo appena uscito per i tipi della Giunti Y.
Io la ringrazio tantissimo. E' stata di una gentilezza squisita e, avendo moltissimo amato il suo libro, non posso che essere felice di poter condividere con voi questa intervista.
Buona lettura.

Chi è Lois Lowry?
Sono una nonna, una raccontatrice di storie, un'amante della natura e dei bambini e tutte le cose che illuminano il nostro mondo.

Se lei avvesse due righe per raccontare The Giver, cosa direbbe?
Direi che The Giver è una storia d'avvertimento, una storia d'avventura, di quelle che ti fanno vedere il tuo mondo in un modo nuovo e forse ti fanno ripensare alle cose a cui dai valore.

Com'è nata l'idea per The Giver?
Al tempo in cui ho scritto The Giver, I miei genitori stavano arrivando alla fine della loro vita. I loro ricordi si stavano offuscando. Non pensavano più alle cose che una volta li preoccupavano o li rendevano tristi. Sembrava pacifico e confortante, il non ricordare. Ho iniziato a pensare alla memoria: il suo scopo, la sua importanza.

Aveva qualche libro in particolare in mente, mentre lo stava scrivendo?
No.

The Giver è un libro che parla della possibilità di scelta. Forse non tutti capiscono veramente l'importanza del poter scegliere... pensa che noi siamo capaci di scegliere? E le nostre scelte sono completamente libere o forse sono influenzate?
Ovviamente le scelte che facciamo sono influenzate dalle nostre paure e dai nostri bisogni. La questione, suppongo, è quali tipi di compromessi dovremmo fare, che tipo di sacrifici, per assicurare la nostra sicurezza e il nostro benessere.

The Giver è anche una sorta di tributo al nostro mondo. Anche se ci sono molte brutture come guerre e mali, il nostro mondo continua a essere magnifico. Concorda?
Concordo che viviamo in un mondo meraviglioso, sebbene sia imperfetto e fragile. Forse è necessario che noi facciamo esperienza della bruttezza, per poter poi apprezzare il suo opposto.

Può, un libro, cambiare il mondo?
La letteratura può cambiare il mondo. Non un libro da solo, ma una parte della letteratura che illumini la nostra storia umana.

Pensa sia davvero possibile creare una società perfetta? Finiremo come il villaggio di The Giver?
No, non è possibile. Non concorderemmo mai sulla definizione di 'perfetto'. Ma è importante, penso, sforzarsi sempre di renderci migliori, più compassionevoli, più umani.

So che lei ha ricevuto molti attacchi e molte minacce per The Giver. So che anche alcune scuole ne hanno proibito la lettura. Come se lo spiega? Cosa ne pensa? E cosa vorrebbe dire a queste persone?
Vorrei dire che una società totalitaria comincia sempre con la soppressione delle opinioni. Anche quando nasce dai motivi più benevoli, la censura è una cosa molto pericolosa. Noi dobbiamo insegnare ai nostri figli a pensare. La libertà di pensiero non è qualcosa di cui aver paura, ma qualcosa da celebrare.

È vero che il libro diventerà un film?
Ci stanno lavorando. Ma si sta dimostrando un film difficile da fare.

In Italia è appena uscito Gathering Blue. Cosa puoi dire su questo secondo volume?
Gathering Blue presenta un mondo diverso da quello di Jonas. In questo mondo, la tecnologia è stata persa. Le persone sono ridotte a uno stato primitivo, selvaggio. Ma devono affrontare esattamente lo stesso problema: la perdita della libertà.

Se ho ben capito, il tema centrale di questo secondo libro è l'Altro.
No, Gathering blue ha più a che fare col ruolo dell'artista creativo nella società. Come la libertà e la verità possono essere rivelate attraverso l'arte, e quanto pericolosa può diventare la soppressione della libertà artistica.

E riguardo a Messenger, l'ultimo volume della saga?
Messenger è il libro che parla dell'Altro: la paura del diverso (anche The Giver si rivolgeva a questo problema) e il modo in cui l'avidità e l'interesse personale possono distruggere una società.

Concludiamo con qualche domanda più leggera... quale dei tuoi libri è il tuo preferito, se ne hai uno? E perché?
Ho scritto 36 libri, molti generi differenti, quindi sarebbe impossibile scegliere un preferito. Ma della trilogia di The Giver, penso mi piaccia di più Gathering Blue... perché la protagonista è più simile a me: donna e creativa.

Qual è il tuo prossimo progetto?
Sto lavorando proprio ora a un quarto libro che segue la trilogia di The Giver e che la renderà, mi auguro, un 'quartetto'.


Oggi saggio!
Sì, oggi vi segnalo un saggio, uscito il 17 febbraio per Guanda, scritto da una nota autrice italiana e che ritengo possa risultare molto interessante, visti i tempi in cui viviamo.
Sto palrando di:

Togliamo il disturbo, di Paola Mastrocola
saggio sulla libertà di non studiare

Questo libro è una battaglia, perché la cultura non abbandoni la nostra vita e prima di ogni altro luogo la nostra scuola, rendendo il futuro di tutti noi un deserto. È anche un atto di accusa alla mia generazione, che ha compiuto alcune scelte disastrose e non manifesta oggi il minimo pentimento. Infine, è la mia personale preghiera ai giovani, perché scelgano loro, in prima persona, la vita che vorranno, ignorando ogni pressione, sociale e soprattutto famigliare. E perché, in un mondo che li vezzeggia, li compatisce, e ne alimenta ogni giorno il vittimismo, essi con un gesto coraggioso e rivoluzionario si riprendano la libertà di scegliere se studiare o no, sovvertendo tutti gli insopportabili luoghi comuni che da almeno quarant’anni ci governano e ci opprimono.
UN BRANO:
"Ditemi se le devo ancora insegnare queste cose o no. Forse, se i ragazzi non sanno più l'italiano, vuol dire che la scuola non ha più ritenuto che fosse il caso di insegnare l'italiano. Forse tutti in Italia (o meglio, in Europa) hanno deciso questo: che non è più utile insegnare la propria lingua, e si sono dimenticati di dirlo anche a me, e allora io sono l'ultima a fare una cosa che non interessa più nessuno, e quindi è bene che smetta.
Vi ricordate di quell'ultimo soldato giapponese rimasto a mitragliare per aria, a cui non avevano detto che la Seconda guerra mondiale era finita? Ecco, così"
IL BOOKTRAILER:



L'AUTRICE:
Paola Mastrocola è nata nel 1956 a Torino, dove tuttora risiede. Insegna lettere in un liceo scientifico. Fino al 1999 ha pubblicato poesie e saggi sulla letteratura del Trecento e Cinquecento. Dal 2000, presso Guanda ha pubblicato cinque romanzi (La gallina volante, Palline di pane, Una barca nel bosco, Più lontana della luna e La narice del coniglio), il pamphlet narrativo La scuola raccontata al mio cane, il romanzo-favola Che animale sei?.

Premi da lei vinti:
* Premio Italo Calvino per l'inedito 1999 per La gallina volante
* Premio Selezione Campiello 2000 per La gallina volante
* Premio Rapallo-Carige per la donna Scrittrice 2001 per La gallina volante
* Finalista al premio Strega 2001 con Palline di pane
* Premio Campiello 2004 per Una barca nel bosco
* Premio Alassio Centolibri - Un autore per l'Europa 2004 per Una barca nel bosco


Oggi, credo per la prima volta, vi segnalo con molto piacere un'auto-pubblicazione. Si tratta di un romanzo fantasy ma, secondo l'autrice, atipico... un libro da scoprire, primo di una trilogia che si preannuncia appassionante.
L'autrice, Mariachiara Cabrini è già nota per il suo primo romanzo Imprinting Love, edito dalla 0111, e per il suo seguitissimo blog L'arte dello scrivere... forse.
Eccovi dunque:

La fiamma del destino, di Mariachiara Cabrini

Anna, una ragazza come tante, viene catapultata in un’altra dimensione, dove la magia esiste ed è cosa di tutti i giorni. E’ il destino che l’ha portata lì, e gli abitanti di quel luogo aspettavano il suo arrivo da secoli. Lei dovrebbe salvare il loro mondo. Questa enorme responsabilità, che dovrebbe schiacciare Anna, la aiuta invece a dare uno scopo a questa svolta nella sua vita. Ha perso tutto ciò che le era caro, ma almeno tutto ciò che ha sofferto aveva un fine, o almeno così crede. Scoprirà invece che lei ha sì un ruolo nel futuro di quel pianeta, ma non un ruolo attivo…..

Non sarà lei a salvare quella gente, lei sarà solo un mezzo per fare agire qualcun altro. Non è lei l’eroe, ma solo l’arma. Ciò fa crollare le nuove fondamenta che si era costruita.La Fiamma del destino non è la storia di un eroina che compie il suo destino con coraggio e volontà, è la storia di una ragazza che deve arrendersi ad un destino amaro, e che solo accettando di lasciarsi andare in balia di eventi più grandi di lei e accettando di rinunciare ad ogni decisione riguardo a se stessa, potrà salvare un intero popolo. A volte non ci si può imporre sul caso o sul destino, non resta che arrendersi, e forse, la resa, ci porterà un’insperata vittoria.Un fantasy atipico per dei lettori atipici e speciali come voi siete.

L'autrice, a riguardo del romanzo, dice:
L'idea per questo romanzo è nata ormai quasi dieci anni fa. Il genere fantasy mi ha sempre appassionato, ma nella mia mente volevo creare qulcosa di completamente nuovo. Un libro fantasy che però fosse anche romantico e musicale. Se esistono film dove i personaggi ogni tanto invece di parlare cantano, perchè non scrivere un libro dove i protagonisti fanno lo stesso? Così è nato La fiamma del destino, un romanzo rosa, un pò musical e molto fantasy.

Editore: Lulu.com
Pagine: 188

Potete scoprire molto altro riguardo il libro su un sito appositamente creato: http://mywritten.wordpress.com/about/


A partire da oggi, in tutte le librerie troverete un libro che attendevo con ansia:

La sposa e la vendetta, di Jacqueline Carey

Dal giorno del suo arrivo sull’isola di Alba, il principe Imriel de la Courcel ha dovuto lottare per guadagnarsi il rispetto della popolazione locale e per vincere la diffidenza dei nobili di corte. Ma la sfida più dura è stata sopportare la lontananza da Sidonie, il suo grande amore perduto, cui ha rinunciato per sposare Dorelei mab Breidaia. Tuttavia, quando la moglie gli annuncia di essere incinta, il suo cuore si riempie di gioia e di speranza: anche un matrimonio combinato può regalare lampi di felicità. Il destino, però, gli riserva ancora una prova straziante. Berlik, lo stregone del misterioso popolo dei Maghuin Dhonn, è infatti convinto che un giorno quel bambino distruggerà il regno di Alba e, in un atto di estrema ferocia, uccide Dorelei e il figlio che lei porta in grembo. Sconvolto e in preda alla disperazione, per Imriel la vendetta diventa così l’unica ragione di vita e, non appena viene a sapere che lo stregone è fuggito dall’isola, raduna un manipolo di guerrieri albani e si lancia al suo inseguimento. Sebbene il viaggio si riveli ben presto lungo ed estenuante, il principe non ha nessuna intenzione di arrendersi, nemmeno quando scopre che Berlik si nasconde a Vralia, una terra selvaggia e pericolosa, dove l’inverno non ha mai fine e i boschi celano oscure insidie…


L'AUTRICE:
Jacqueline Carey è nata nel 1964. Dopo essersi laureata in Psicologia e in Letteratura inglese presso il Lake Forest College, ha viaggiato a lungo e, successivamente, ha deciso di diventare una scrittrice, pubblicando numerosi racconti, varie opere di saggistica e infine la trilogia di romanzi incentrata su Phèdre Il dardo e la rosa (Nord, 2005), La prescelta e l’erede (Nord, 2006) e La maschera e le tenebre (Nord, 2007), che ha suscitato l’entusiasmo del pubblico e della critica americani, tanto da rimanere nella classifica del New York Times per più di un mese. Dopo Il trono e la stirpe (Nord, 2009), Il sangue e il traditore (Nord, 2010) e Il principe e il peccato (Nord, 2010), La sposa e la vendetta prosegue la nuova saga ambientata nel magico regno di Terre D’Ange.

Editore: Nord
Pagine: 442
Prezzo: € 18,60


Da domani lo potrete trovare in tutte le librerie.
L'autore è uno dei nomi più noti della narrativa d'avventura.
Sto parlando di:

La legge del deserto, di Wilbur Smith

Hazel Bannock, bellissima e raffinata vedova di un miliardario americano, tiene ben salde le redini dell’impero che il marito le ha lasciato. Per garantire la sicurezza del suo impianto petrolifero più importante, oggetto di frequenti attacchi terroristici, si avvale di un plotone di mercenari guidati da Hector Cross, ex SAS noto per i suoi metodi sbrigativi, talvolta estremi. Benché nasca una forte attrazione sin dal loro primo incontro, tra i due non corre buon sangue: Hazel non ama l’aggressività di Hector e il suo carattere brusco e rude. Un evento tragico, tuttavia, sta per unirli: l’unica figlia di Hazel, la ventenne Cayla, viene rapita da un gruppo di terroristi islamici, insediati in una delle zone più selvagge e aride dell’Africa, una terra in cui il deserto corre a filo del mare e in cui anche gli esseri umani più tenaci sono messi a dura prova. Nonostante tutte le sue resistenze Hazel sa che solo Hector Cross può tentare l’impresa impossibile di strappare Cayla dalle mani dei terroristi. Ma un destino più insidioso del vento che soffia tra le dune la costringerà a esporsi in prima persona, e a fare ricorso a tutto il suo coraggio e alla sua forza...

UN BRANO DAL ROMANZO:
"«Domande?» Non ce n’erano. Li congedò con un ultimo ordine sbrigativo: «Quando siete in dubbio sparate per primi, e accertatevi di non mancare il bersaglio». Salì sull’elicottero e chiese a Hans Lategan, il pilota, di portarlo lungo l’oleodotto, fino al terminai sulla costa del Golfo. Volarono a bassa quota. Hector occupava il sedile davanti, di fianco a Hans, attento a individuare qualunque segnale di attività sospetta: impronte umane o di pneumatici diversi da quelli delle sue camionette di pattuglia o dei veicoli delle squadre di tecnici addetti alla manutenzione dell’oleodotto. Tutti gli operativi della Cross Bow indossavano scarponi con uno speciale carrarmato a punte di freccia, e così persino da quella altezza Hector era in grado di distinguere le impronte amiche da quelle di un potenziale nemico..."
L'AUTORE:
Wilbur Smith è nato nel 1933 nella Rhodesia del Nord (l’attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964 e da allora ha pubblicato trenta romanzi, che gli hanno valso la definizione di «maestro dell’avventura». È uno dei massimi autori di bestseller: 120 milioni di copie dei suoi libri sono state vendute nel mondo (22 milioni solo in Italia).

Editore: Longanesi
Pagine: 468
Prezzo: € 19.60




Ed ecco arrivati alla conclusione di questo fantastico speciale. Sigh!

Signore e signori, sto per annunciare il vincitore della copia de I figli di Atlantide, messa gentilmente a disposizione da Casini Editore.
Come potrete vedere, i nomi in lizza sono 'solo' 52 in quanto sono stati tolti chi, come me e Mario, ha commentato il post senza voler partecipare all'estrazione e chi ha commentato due volte.
Ma ora bando alle ciance e facciamo partire il rullo di tamburi!

Il vincitore della copia omaggio de I figli di Atlantide, nuovo libro di Mario De Martino, edito da Casini Editore e in uscita proprio oggi è...

... una lei...

ARIEL!!!


Complimenti davvero ad Ariel, che deve ricordarsi di mandarmi il suo indirizzo entro sabato, pena il mancato invio del libro.
Per tutti gli altri, vi ricordo che da oggi il libro è reperibile in tutte le librerie on-line e non, quindi non avete scuse... andate a comprarlo!!!

Io, in conclusione di tutto, ci tengo molto a ringraziare calorosamente Mario De Martino per la disponibilità, la gentilezza, l'umiltà, la capacità narrativa, il ringraziamento in coda al libro e l'amicizia. Grazie grazie grazie di cuore.
Un ENORME GRAZIE anche a Casini Editore che senza esitazione ha messo a disposizione del blog una copia omaggio de I figli di Atlantide.
E un SUPER ENORME GRAZIE a tutti quelli che, in un modo o nell'altro, hanno partecipato. Grazie grazie grazie anche a voi!



Robert Gray, funzionario dell'FBI di New York, indaga su un delitto che sembra senza soluzione. Gli unici indizi sono una stella a sei punte e una carta dei tarocchi. Gli unici punti di contatto tra Ivan, Sarah e Seiji sono invece un medaglione, un'antica civiltà, un'iscrizione arcana. I tre giovani vivono in tre luoghi diversi e lontani e non si sono mai incontrati. Ma le cose sono destinate a cambiare, perché sono stati scelti per sciogliere un enigma antico e sfortunato. Porteranno a termine una missione iniziata tanti, troppi secoli prima, una missione che affonda le sue radici nel pericolo e nell'irrazionale. Che intenzioni hanno i misteriosi adepti della setta Chrysalis? Quali terribili conseguenze porterà l'instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale? Sui governi di tutto il mondo incombe una minaccia terribile. La salvezza del genere umano dipende da Ivan, Sarah e Seiji, sempre che sappiano mettere a frutto il misterioso potere del medaglione e l'ammonimento in esso contenuto: Bene vixit qui bene latuit.
Ancora in piena lettura, stavo pensando a cosa poter scrivere riguardo a questo libro che, lo dico subito, a me è molto piaciuto.
Ebbene, sono rimasto stupito (sì, io, per primo, sono rimasto stupito) nel sentirmi accostare Mario De Martino a Francesco Falconi. Ora, non so se questo parallellismo farà piacere all'uno, all'altro, a tutti e due oppure a nessuno dei citati, però è una somiglianza che sento molto per un motivo ben preciso: la prepotenza della crescita. Cosa voglio dire? Beh, tra tutti gli autori letti non ho mai trovato due come Mario e Francesco che sapessero migliorare così tanto ad ogni libro. Sì. Proprio così. Ad ogni nuovo titolo Mario, così come Francesco, fa un balzo gigantesco in avanti un po' sotto tutti i termini possibili: stile, personaggi, trama, ma anche, e soprattutto, padronanza della storia che si sta raccontando.
I figli di Atlantide è un libro che, conoscendo l'autore, mi ha sorpreso, specialmente per alcuni punti ben precisi.

Ma andiamo con ordine.
La storia... la storia è famigliare e nuova allo stesso tempo, perché Mario ha questa capacità di assorbire quanto fatto prima di lui e ricrearlo alla sua maniera. Dunque, eccoci in un thriller 'tipico', ma in cui gli elementi nuovi inseriti da Mario danno quel sapore differente. E poi è tutto ben definito, ben controllato, ben gestito... tutto scorre senza intoppi.
Non parliamo poi dello stile che risulta estremamente scorrevole, piacevolissimo, che ti vuol far continuare, e continuare, e continuare. Mario ha raggiunto, con questo romanzo, una chiarezza e una 'correttezza' davvero molto buone e sotto questo punto di vista la sua strada è davvero tutta in discesa.

Punto 'sorpresa' sono stati i personaggi e, di conseguenza, il linguaggio utilizzato per e da loro. Sono incredibilmente veri, nel senso che mi sembrano molto sentiti, ben calibrati e, anche se magari ogni tanto scappa qualche 'ingenuità', il lavoro fatto è davvero ottimo considerando l'età dell'autore. Ecco, a volte mi pare anche brutto ripetere questo dato anagrafico, però, davvero... il lavoro fatto è buono e non è per niente facile creare personaggi così diversi da se stessi... eppure Mario ci è riuscito, secondo me.

In fine, Atlantide... un'idea davvero interessante da utilizzare, anche perché sposta i confini dei generi e attrae l'immaginario del lettore che, per quanto lontano dalla figura della mitica isola scomparsa, non può che rimanerne, in una certa misura, affascinato.
E tutto questo ben calato in un thriller ben costruito, con tanto di società segrete, inseguimenti, segreti, rompicapo alla Dan Brown ma, perché no, anche alla Harry Potter.
Una miscela secondo me ottima, piacevole, frizzante.
Leggere questo romanzo è stato proprio piacevole. Non c'è una parola migliore. Piacevole. Ti fa passare delle ore immerso in altri mondi, su auto che sfrecciano o dentro banche, alla ricerca di un tesoro sconosciuto.
Se poi viene aggiunto un pizzico di fantastico, beh, allora sono a casa :)

Mario mi convince sempre di più. Con I figli di Atlantide dimostra una volta ancora il suo talento, la sua crescita costante, il suo essere attento a vari generi, a non ripetersi. Con I figli di Atlantide prende un genere e lo fa suo con grande capacità.
Certo, si può sempre migliorare e qualche incertezza c'è. Però è davvero una prova bellissima, riuscita e convincente.

Complimenti a Mario e... attendo un suo nuovo lavoro!

p.s. oggi, alle 11:00, conclusione dello speciale con l'estrazione del vincitore della copia omaggio di questo fantastico romanzo!




Visto che oggi è la vigilia dell'uscita in libreria de I figli di Atlantide, ho ben pensato di fare una bella chiacchierata con Mario De Martino, in cui parliamo un po' di questo suo nuovo libro, dell'editoria e della scrittura. Credo sia uscita proprio una bella intervista.
Ringrazio tantissimo Mario per la disponibilità mostrata e vi auguro una piacevole lettura.


Ciao Andrea! Comincio ringraziandoti per tutto (so che non vuoi sentirtelo dire, ma lo faccio lo stesso! Puoi picchiarmi, se vuoi :P)! Rispondo con piacere alla tua intervista!
Dunque (si schiarisce la gola)... ehm...

1. Chi è Mario De Martino?

Questa la so!
Direi che è un ragazzo di diciassette – quasi diciotto – anni che nutre un grandissimo amore per la lettura e che, di tanto in tanto, prende in mano la penna (anzi, la tastiera) e scribacchia qualcosa per il semplice piacere di farlo.
Per il resto, credo sia un ragazzo normalissimo.

2. Come mai un ragazzo di diciassette anni scrive libri, anzi, ne ha già scritti 5? Cosa piuttosto strana per la nostra epoca...

Ma no, non troppo strana! Non ve lo diranno mai (o, se ve lo diranno, non vi faranno mai leggere niente, nemmeno sotto tortura) ma sono tantissimi i ragazzi che scrivono. Spesso si ha timore dei giudizi “esterni” e le proprie opere si tengono chiuse in un cassetto, ma non sono un caso isolato, te lo assicuro!
Comunque, la cosa che mi spinge a scrivere è senza dubbio la passione per la lettura. Leggere e scrivere sono due attività legate l'una all'altra: è impossibile dividerle.

3. Dove e quando nasce la tua passione per la scrittura?

In realtà c'è sempre stata. Da bambino mi piaceva disegnare fumetti Disney e inventare storie con i miei personaggi preferiti, quelli della squadra Paperino & Co.
All'età di undici anni circa scrissi un raccontino sul Titanic, ispirato all'omonimo film. Allora non solo non avevo internet, ma nemmeno un pc tutto mio... pertanto cominciai a buttarlo giù su una vecchia macchina per scrivere.
Dal Titanic sono passato al fantastico e dal fantastico al “fantathriller”.

4. Quali sono gli scrittori che ti hanno ispirato, e che lo fanno tutt'ora?

Ammetto che col tempo ho maturato nuovi interessi “letterari”, ma grande fonte di ispirazione – specialmente per i miei primi lavori, come ricordo sempre nei ringraziamenti dei miei libri – sono stati J.R.R. Tolkien e Terry Brooks, autori che stimo e ammiro davvero tanto.
Dicevo, col tempo mi sono spinto verso nuovi orizzonti, e se dovessi candidare ad “autore del cuore” un solo scrittore, direi senza ombra di dubbio Stephen King. Ad oggi, forse, “It” è il più bel libro che abbia mai letto.

5. E da dove trai l'ispirazione per le trame, i personaggi, ecc.?

Se aspetti un po', faccio un giro di telefonate ai miei ghostwriters e lo chiedo direttamente a loro.
No, non linciarmi, scherzo! XD
Be... questa davvero non la so. Di solito avviene per caso: una frase che ti frulla per la testa, un ricordo, una scena, a volte una sola parola. Ma non saprei dare una risposta precisa.

6. Raccontaci, in poche parole, "I figli di Atlantide".

È una visione abbastanza “particolare” del mito di Atlantide, ambientata in una New York contemporanea. Ci sono delitti, minacce, esplosioni, inseguimenti... ma anche amicizia, coraggio e altruismo. C'è un po' di amore (lo dico per i più romantici) e, ovviamente, tanta avventura!

7. Com'è nato "I figli di Atlantide"?

Esistono una miriade di libri su Atlantide, e chi ha seguito lo Speciale su Le Mele del Silenzio se ne sarà accorto. Molti di questi libri sono incentrati sulla ricerca del continente perduto da parte di archeologi o esploratori. Ecco, la mia idea era quella di sostituire l'archeologia con l'FBI e di inserirvi un pizzico di fantastico, che non fa mai male.
Ho anche cercato di documentarmi il più possibile per scrivere questo romanzo. Nel libro troverete un codice segreto che, inserito nell'apposita sezione del sito web della Casa Editrice (http://www.casinieditore.com), vi farà accedere a contenuti esclusivi, i quali, in parte, dimostreranno che non proprio tutto ciò che ho descritto è “campato in aria” (almeno spero!).

8. Hai sempre affrontato generi diversi. Come mai il thriller, questa volta?

In realtà spesso un genere sfocia in un altro senza troppe difficoltà. Così è per l'horror, che diventa horror psicologico o horror/thriller, così è per il fantasy (e lo testimoniano i numerosi sottogeneri), per la fantascienza... e anche per il cosiddetto “thriller” puro.
Non scrivo mai pensando in quale genere verrà collocata la mia storia. Scrivo, appunto, perché ho qualcosa da raccontare, il resto credo interessi poco.

9. E in quale genere ti sei trovato più a tuo agio? Se ce n'è uno?

Mi sono trovato più a mio agio mentre scrivevo questo stesso romanzo. Quindi, dovendo indicare un genere, direi nel thriller (o meglio, nel “fantathriller”).

10. Come mai proprio Atlantide? Ha un fascino particolare che ti ha colpito?

Il mito di Atlantide affascina da secoli e ancora oggi si ignora se il continente perduto sia davvero esistito oppure no. Ad Atlantide si è affiancato anche il continente di Mu, con le scoperte – rivelatesi prive di fondamento – di James Churchward. Insomma, si è detto e scritto molto a proposito (e presso tante civiltà: continenti perduti sono presenti in moltissime leggende).
Di conseguenza ho provato a cimentarmi in questa storia, ed è nato “I Figli di Atlantide”.

11. Leggendo il romanzo, la cosa che più mi ha colpito è la tua capacità di scrivere di personaggi che sono più grandi di te, ma anche con esperienze di vita particolari. Come sei riuscito a renderli così reali? Cioè... come hai fatto a immedesimarti in loro?

Ti ringrazio tanto! :D Be', diciamo che c'è un po' di me – e un po' dell'opposto di me – in tutti i miei personaggi, o quasi. Ammetto, però, che il mio è stato un tentativo. Non so se ci sono riuscito, questo saranno i lettori a stabilirlo.

12. Quali sono le speranze e le paure che ti accompagnano ora, con l'uscita de "I figli di Atlantide", e quelle che ti seguono nel tuo percorso generale di scrittore?

Premettendo che “scrittore” è una parola grossa e che la strada da fare è ancora tanta, provo a rispondere a questa domanda.
Un libro non può piacere a tutti, è naturale. Molti diranno “Ma 'sto ragazzo che ca...volo ha scritto?” e io sono sempre contento di ricevere critiche, poiché credo sia l'unico modo per migliorare davvero. Diciamo che non c'è tanto la “paura” quanto l'ansia scaturita dall'attesa di ricevere un responso dai lettori. Le speranze sono ovvie, credo: spero che il romanzo piaccia, che riesca a far trascorrere qualche ora di spensieratezza tra un impegno e l'altro, senza troppe pretese.

13. Pur essendo così giovane, hai avuto molte esperienze editoriali. Che idea ti sei fatto di questo mondo? Quali sono le cose belle e quali le cose brutte, secondo te?

Fortunatamente le mie sono sempre state esperienze positive. Con Casini, poi, posso dire di essermi trovato benissimo. Ho avuto il piacere di collaborare con persone davvero disponibili, sempre pronte al dialogo e a soddisfare qualsiasi domanda (e io sono uno che rompe).
Sara Deodati, la mia editor, è una persona fantastica, con un occhio critico e una scrupolosa attenzione per i “dettagli”.
Insomma, come ho detto, la mia esperienza editoriale è stata – ed è – molto positiva, anche se so bene che l'editoria italiana spesso e volentieri non aiuta affatto chi vuole emergere o, semplicemente, cominciare a farsi conoscere, preferendo nomi noti e “sicuri” dal punto di vista economico.
D'altra parte, ho avuto modo di scoprire il lavoro che c'è dietro al libro, sia come oggetto che come opera artistica. Si tratta di un lavoro che gli editori, quelli seri, portano avanti con passione; un lavoro faticoso, certo, ma che regala grandi soddisfazioni.

14. Prossimi progetti?

Tanti.
Anzitutto sto già pensando al sequel de “I Figli di Atlantide”, ma ho anche altre idee in testa, alcune delle quali mi convincono ogni giorno di più.
Chi fosse interessato, può seguirmi sul web attraverso:
1) Il mio blog “American Reader”: http://americanread.blogspot.com
2) Il mio sito: http://www.wix.com/mariodm/mariodm
3) La fan page su Facebook dedicata a “I Figli di Atlantide” (dove potrete anche lasciare recensioni, se vi va): http://www.facebook.com/ifiglidiatlantide
4) Il mio twitter: http://www.twitter.com/mariodm93
e la mia newsletter (per iscriversi basta trascrivere il proprio indirizzo e-mail nel corpo di un messaggio da inviare a newslettermariodm@libero.it)

15. Tu che hai esordito già qualche anno fa, hai qualche consiglio da dare a chi sogna ancora di esordire nel mondo dei libri?

Uno solo, quello più scontato, nonché quello più “vero”: credete sempre in ciò che fate e non lasciatevi ostacolare da nessuno. Portate pazienza e vedrete che i vostri sogni diventeranno realtà.
Ah, ovviamente, leggete molto! Vi lascio con una citazione: «Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare queste realtà, non conosco scorciatoie.» [Stephen King].

Grazie ancora per questa splendida intervista, Andrea!!!
Un saluto a tutti!!!


Oggi ho il piacere di avere come ospite Danilo Giovanelli, autore del bellissimo Il segreto del Morbillaio, una storia davvero piacevolissima edita da XII Edizioni.

Il libro ve lo consiglio caldamente, così come vi consiglio caldamente di leggere questa intervista.
Un grazie doveroso a Danilo, per la disponibilità e per la simpatia, e uno a Fabrizio per essere stato il mio 'ponte' verso l'autore XD.


Ciao Danilo e benvenuto su le mele del Silenzio.
Direi di iniziare con una domanda standard, giusto per rompere il ghiaccio...

1. Chi è Danilo Giovanelli? Presentati a chi non ha ancora avuto la fortuna di leggerti.

Ciao a tutti. Che posso dire di me? Sono un bipede miope ingevignettore, una roba strana che non auguro a nessuno. Le diverse passioni che hanno combattuto in me fin dall’età della ragione (dico così ma in realtà non penso di averla ancora raggiunta) hanno prodotto molteplici tensioni creative che, come in una pentola a pressione mal realizzata, alla fine sono esplose, dando vita ad alcuni romanzi, alcuni racconti, alcune vignette, un discreto tecnico.
Chiaro no? No, eh? Appunto…

2. E la passione per la scrittura? Quando nasce?

In ordine di tempo è forse la più recente, nasce alle superiori e si concretizza con la vittoria di un piccolo concorso. Penso sia l’evoluzione naturale di una sana fame di lettura che ho avuto sin dall’infanzia. Presumo sia un meccanismo standard: se si legge tanto prima o poi si ha voglia di scrivere, se poi la voglia di scrivere si concretizza in qualcosa di decente che altri hanno piacere di leggere prosegue, altrimenti si estingue. Fa parte di un ciclo biologico.

3. Raccontaci un po' la genesi del Morbillaio. Com'è nata questa storia?

Nasce dal pensiero di giostrare un gruppo di strani bambini. Perché strani e perché bambini? Strani perché mi sono trovato bene della dimensione del fantastico surreale, mi diverto a scriverne e ho notato che il mio divertimento traspare e diverte anche il lettore. Bambini perché il contrasto si accentua, a mio avviso, attribuito ad un ragazzino, e rende il personaggio emotivamente ancora più forte. La pacata confusione di Ebète e la candida convivenza ectoplasmatica di Cassandra, ad esempio, sottolineano questo concetto e lo enfatizzano: già farebbero ridere in un adulto, ma in un bambino le trovo esilaranti.
All’opposto, forse, in parte la stranezza è legittimata: un adulto impazzirebbe, un bambino lo accetta, diventa la sua normalità, e se glielo fai notare ti guarda come se fossi tu lo strambo.
E tu te lo chiedi (io lo faccio spesso): non sarò io quello strano?

4. Come racconteresti, in poche parole, il tuo libro?

La piccola avventura di un gruppo di insoliti bambini, alla ricerca della soluzione del mistero di una poesia ritrovata.

5. "Il segreto del Morbillaio" è un libro molto divertente, molto particolare... mi viene da pensare che non sempre sia stato così facile da scrivere. Cosa ci dici a questo riguardo?

Non saprei bene cosa rispondere. Scrivere un romanzo non è facile, in generale, secondo me. Ma è anche vero che ci sono momenti nei quali si è in particolare stato di grazia, durante i quali sembra che le idee ti piovano dall’alto e tu non devi fare altro che avere una tastiera sottomano e riportarle pari pari (escludiamo ovviamente tutta la parte di revisione, editing, lettura all’ennesima potenza, eccetera).
Il Morbillaio ha avuto un inizio stentato, è rimasto nel cassetto (era poi una cartella dei Documenti di Windows, ma il cassetto sortisce più effetto) per quasi un anno, poi è stato ripreso e terminato a fiume, per l’appunto in uno di quei rari stati di grazia, nel giro di tre intense settimane.
Molto spesso, durante quel periodo, pensavo che sarebbe rimasto un promettente inizio e basta: questa è forse la vera difficoltà, vincere le tue stesse paure.


6. Da dove nascono i nomi dei personaggi? Sono tutti particolari e mi incuriosiscono molto.

Nascono essenzialmente dalla commistione tra la mia passione per il disegno umoristico e la scrittura. Scrivo come li immagino e li disegno come li scrivo.

7. Quanta ricerca hai fatto per i personaggi? Cioè, abbiamo un super genio, un esperto in tecnologia... sapevi già tutte queste nozioni di tuo?

Direi di no: non sono posseduto, non sono un secchione terminale, non conosco molte lingue, sono relativamente sano e non gioco da anni ai videogame. Ma, possessioni a parte, ritengo che siano aspetti comuni della contemporaneità, nevrosi date dalla vita iperveloce che conduciamo e che non ha nulla a che vedere con i ritmi naturali. Enfatizzare questi aspetti mi permette di sottolinearne quelli che, a mio avviso, sono i pericoli. Ridicolizzarli mi aiuta a non temere che il futuro vi possa anche lontanamente assomigliare.

8. All'interno della storia c'è anche un argomento molto interessante che tu tratti: il mito. Il mito idealizzato e amato da tutti, il mito come simbolo di un popolo, in questo caso di una cittadina.. ecco, quanto sono importanti per noi i miti? Cosa siamo disposti a fare pur di preservarli? E perché?

Tutte le civiltà hanno miti, servono per poter credere in qualcosa, a dare un motivo alla nostra presenza su questo mondo (i miti non sono altro che le religioni dei vinti: se l’ha già detto qualcuno questa è una citazione, altrimenti voglio il copyright ;-).


9. Hai avuto dei testi di riferimento, durante la stesura del libro? Libri a cui ti sei ispirato?

Come spesso dico amo molto Benni, e di certo “La compagnia dei Celestini” è sempre vivo in me. Per il resto è difficile che mi ispiri ad altri libri, più facile che nella stesura le atmosfere dei libri letti vi rientrino.
Ritengo sia naturale, la legge dell’energia vale anche per la letteratura: nulla si crea, tutto si trasforma.

10. Tu sei anche disegnatore... com'è disegnare alcuni passaggi di una propria storia?

Nel mio caso abbastanza naturale!

12. Se penso alla caratterizzazione estetica di certi personaggi mi viene spontaneo chiederti: quanto la tua passione per il disegno ha influenzato la scrittura? Nel senso che alcune cose sono molto 'visive'.

Come dicevo prima l’influenza è a doppio senso, e non c’è aspirina: scrivo come disegnerei e disegno come scriverei.

13. Progetti futuri? Stai scrivendo qualcosa di nuovo? Oppure lavorando su inediti già scritti ma non ancora dati alle stampe, come si vede sul tuo blog?

Queste domande andrebbero condivise con l’editore. ;-)
Per il momento non ho progetti particolari, ma qualcosa di già scritto e qualcosa di iniziato, come dire, c’è sempre…

Grazie mille per il tempo che mi hai dedicato e... buon lavoro!

Grazie a voi!
E per ringraziarvi meglio per la disponibilità permettetemi di allegare una veloce vignetta che rende omaggio al vostro sito.
Protagonista: il maestro Tomino.


Ciao!

Oh! Ma che bella vignetta Danilo! Grazie di cuore, davvero grazie di cuore! *__*


Forse non tutti lo sanno, ma I figli di Atlantide è anche un viaggio attorno al mondo. Le location sono così variegate che è davvero una gioia perdercisi dentro.
Volete un assaggio dei luoghi che visiteremo? Eccovelo!

Sede della Fuji Television, Tokyo


Questa è la sede della televisione giapponese FUJI ed è conosciuta in tutto il mondo per la sua forma tutta particolare: una sorta di gettata di cemento che tiene sospesa una sfera d'acciaio. L'edificio, in cui si è trasferita la televisione a partire dal 10 marzo 1997, è opera dell'architetto Kenzo Tange.


Roosvelt Hotel, New York

Volete anche voi alloggiare in questo super lussuoso hotel di New York? Bene. Potete fare la vostra prenotazione QUI.


Cimitero di Hidhgate, Londra

Il Cimitero di Highgate si trova a Londra nel quartiere di Highgate. È stato iscritto nel Registro dei Parchi e Giardini (National Register of Historic Parks and Gardens) di speciale interesse storico in Inghilterra dall'English Heritage come monumento di secondo grado.


Metropolitan Museum, New York

Il Metropolitan Museum of Art, a cui spesso ci si riferisce con il nomignolo di "The Met", è uno dei più grandi ed importanti musei del mondo. La sua sede principale si trova sul lato sinistro del Central Park a New York, lungo quello che viene chiamato il Museum Mile (cioè il "Miglio dei musei"). Nel 1986 è stato inserito nella lista dei National Historic Landmark.[1][2][3] Il Met dispone anche di una sede secondaria, chiamata The Cloisters, che contiene la sezione dedicata all'arte medievale.


Public Library, New York
La New York Public Library (NYPL) è la terza più grande biblioteca dell'America del Nord. È gestita privatamente, da una associazione senza scopo di lucro con una missione pubblica, che opera sia con finanziamenti pubblici che privati.

I luoghi saranno poi molti altri, ma quelli ve li lascerò scoprire da soli... ma di questi, quali siete curiosi di visitare?


Ed eccoci arrivati all'ultimo appuntamento relativo ai libri che hanno già parlato di Atlantide.

ATTENZIONE!
Lo speciale dedicato al romanzo di Mario De Martino, I figli di Atlantide, in uscita il 23 febbraio per Casini Editore, non è ancora concluso. Nei prossimi due giorni, anzi, ci avvicineremo molto di più al fuoco di questo speciale. Rimanete quindi sintonizzati!

Ma torniamo al libro di cui vi parlo oggi. Si tratta di un saggio che cerca di fare una chiara ricostruzione di questo mito, tentando di inquadrarlo in un contesto storico reale.
Diamo un'occhiata insieme a:

Atlantis. L'isola misteriosa, di Luana Monte

Atlantide, la splendida e sfarzosa, perfettamente organizzata e razionale, descritta da Platone nei suoi dialoghi, e già da Aristotele considerata un mito, collocata di volta, in volta, di fronte al Marocco, nell'Antartico, tra le isole vulcaniche delle Azzorre e delle Canarie, in Inghilterra, in Sardegna, è destinata a soccombere, ed a sparire per sempre, inghiottita dalle profondità del mare, trascinando con sé, oltre la sua sfavillante bellezza, i suoi infiniti misteri. Ad una delle ipotesi più accreditate, quella che associa Atlantide alla Civiltà minoica, si riallaccia l'autrice, Luana Monte, che, percorrendo una nuova chiave di lettura, ritiene di poter conciliare l'affermazione di Platone con la "collocazione minoica" di Atlantide.

L'AUTRICE:
Luana Monte, giornalista pubblicista, scrittrice, laureata in Lettere (ha svolto la Tesi in Psicologia dell’età evolutiva), è bibliotecaria presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
Si dedica da anni, con vivo interesse, sensibilità e passione, allo studio del Simbolismo, della Mitologia, delle Civiltà Antiche, del Folklore, della Psicologia.
Autrice del libro “Il Cristo simbolico”, e , insieme al padre Francesco, di "L'uomo e lo Zodiaco", ha collaborato dal 1982 al 1989 con il quotidiano “Il Giornale d’Italia”, e successivamente, dal 1990 al 1993, con la rivista “TV Sorrisi e Canzoni”, scrivendo inoltre articoli su diversi giornali (Il Messaggero, Radiocorriere, etc.).
In occasione della mostra svoltasi a Palazzo Reale a Milano nel 1997, ha curato la sezione dedicata all’immagine di Iside in Astrologia e nei Tarocchi sul catalogo “Iside. Il mito, il mistero, la magia”.
Nel 1999 ha iniziato una collaborazione, tuttora in atto, con la rivista “Annali dell’Associazione Nomentana di Storia e Archeologia”, con articoli soprattutto a carattere mitologico e simbolico.


Oggi vi segnalo un altro libro di Granias Thomas, che è un po' fissato con Atlantide.
'Stavolta si tratta di:

Il sigillo della nuova Atlantide, di Greanias Thomas

14 dicembre 1799. Poco prima di morire, George Washington affida ai meandri del tempo una profezia cruciale, un segreto che dovrà rimanere tale fino a che i tempi non saranno maturi. Un segreto inestricabilmente legato alla città che doveva chiamarsi Georgetown e che invece si chiama... Washington, oggi. Conrad Yeats ha vissuto avventure straordinarie e rivelato misteri sepolti da millenni. L'ultima cosa che si aspetta è che sia proprio il funerale del padre adottivo a presentare un nuovo e apparentemente inesplicabile enigma. Ed è solo con l'aiuto di Suor Serena Serghetti, la linguista del Vaticano di cui è perdutamente quanto vanamente innamorato, che potrà decifrare il codice iscritto sulla pietra tombale del padre, il primo di una serie di indizi che puntano tutti verso un luogo preciso: Washington. Una città costruita secondo precisi criteri di allineamento astronomico, studiati per rivelare il contenuto di un'antica profezia in una certa data. Yeats dovrà rischiare il tutto per tutto per giungere alla soluzione perché ormai il tempo è mortalmente prossimo alla scadenza. Forze oscure, potenti ed estremamente organizzate attendono questo momento da secoli e non si fermeranno davanti a niente per piegare gli eventi al loro volere, per sciogliere l'ultimo sigillo che porterà al sorgere di una Nuova Atlantide... Chi è il misterioso "Astrologo" della profezia? Chi è l'unica persona che può sperare di sventare in tempo il complotto?


Elliot Edizioni, assieme a 10 righe dai libri, hanno bandito un concorso per i lettori legato al romanzo Mia madre è un fiume.
Io riporto il regolamento nel caso foste interessati. In palio ci sono 5 libr! Direi quindi che vale la pena di tentare la fortuna! ;)


6 frasi scelte tra le migliori recensioni dedicate a Mia madre è un fiume di Donatella Di Pietrantonio saranno selezionate per il premio “6 in copertina”.
Le 3 più belle saranno selezionate insieme alle grandi firme del giornalismo, e pubblicate in una fascetta allegata al libro.

I 3 vincitori vedranno le loro recensioni, il proprio nome-cognome pubblicati nella fascetta del libro. Inoltre riceveranno in omaggio 5 libri di Elliot Edizioni.

Tra tutti i partecipanti saranno selezionati altri 3 lettori che riceveranno 3 libri Elliot Edizioni in omaggio.

Come funziona

* Per partecipare con le tue recensioni devi essere iscritto al sito.
* Puoi partecipare in qualità di lettore e/o blogger.
* Puoi postare sino a 3 recensioni al giorno esclusivamente su 10 Righe dai libri scrivendole sotto l’incipit del libro, nei commenti (max 100 battute spazi inclusi) dal 10 febbraio all'8 marzo 2011.
* Se sei un blogger puoi partecipare scrivendo una recensione, commento (max 10 righe circa 700-1000 battute spazi inclusi + copertina del gioco) sul tuo blog o sito web. Avvisaci quando la tua recensione è online (info@10righedailibri.it): il link verrà pubblicato su questa pagina e puoi vincere anche il premio “6 in copertina”
* Le 3 dediche vincitrici appariranno nelle fascette di copertina del libro Mia madre è un fiume con rispettivi nome-cognome e riceveranno in omaggio 5 libri di Elliot Edizioni.
* I volumi saranno scelti della casa editrice e inviati a mezzo posta ai vincitori.

6 IN COPERTINA è nuovo gioco proposto da Elliot Edizioni e organizzato dallo staff 10 righe dai libri
Partecipando al concorso autorizzi la casa editrice all'utilizzo dei tuoi dati come indicato.
Per qualsiasi informazione scrivi qui nei commenti.

Per maggiori info cliccate QUI.


Il libro che vi presento oggi è dedicato ad una fascia di lettori più giovani rispetto a quella cui erano destinati i titoli precedenti. Il romanzo uin questione fa parte di una saga ed è scritto da un'autrice molto famosa. Sto parlando di:

Nina e l'occhio segreto di Atlantide, di Moony Witcher


Nina è disperata: la tata russa Ljuba e il giardiniere Carlo sono stati catturati e imprigionati nei Piombi di Venezia da Karkon, che spadroneggia sulla città, costringendo Nina a nascondersi. La bambina dovrà ritrovare l'arcano dell'Acqua, prima che Karkon abbia il sopravvento, viaggiando sulla Muraglia Cinese, nel pericoloso triangolo delle Bermude e fino ad Atlantide.

L'AUTORE:
Moony Witcher (pseudonimo di Roberta Rizzo; Venezia, 26 ottobre 1957) è una scrittrice italiana di romanzi per bambini.
Il suo ciclo di quattro libri sulla "bambina della Sesta Luna" (la piccola alchimista Nina) ha avuto in Italia un notevole successo commerciale. Prima di dedicarsi alla letteratura Rizzo era giornalista di cronaca nera. Nel 2006 è stato pubblicato il nuovo libro di Moony, Geno e il sigillo nero di Madame Crikken, aprendo così una nuova saga di racconti, non più con protagonista la piccola Nina. Nel 2008, ha pubblicato La magica avventura di Gatto Fantasio. Nel novembre 2009 ha pubblicato "Morga, la maga del vento" edito da Mondadori, aprendo una nuova saga fantasy per ragazzi. Nel 2010 pubblica infatti il secondo volume di Morga: Il Deserto di Alfasia".


Continua lo speciale dedicato a I figli di Atlantide, nuovo thriller di Mario De Martino in libreria a partire dal 23 febbraio.
Anche oggi vi presento un libro dedicato al mitico continente sommerso.


La piramide di Atlantide, di Granias Thomas

Conrad Yeats è un avventuriero ma anche un archeologo. Adottato da un generale USA in misteriose circostanze, è guardato con sospetto dal mondo accademico per
le sue opinioni spregiudicate e la capacità di osare dove gli altri si limitano a studiare. Potrebbe dunque essere lui l'uomo adatto per svelare il mistero della piramide sepolta nei ghiacci dell'Antartide, una copia esatta della piramide di Cheope ma... piena di cadaveri. Intanto, a Roma il papa incarica una giovane suora laica italiana, Serena Serghetti, esperta archeologa, di recarsi in Antartide per scoprire quale sia il nesso tra la misteriosa scoperta e un sogno premonitore che il Santo Padre interpreta come un segnale di sventura: una rosa intrappolata nel ghiaccio. Ma altri poteri mirano a impadronirsi del segreto e non si fermeranno di fronte a nulla pur di ottenere il loro scopo.


Altro giorno, altro libro!!!
Oggi, sempre legato al mito di atlantide, vi segnalo...

In cerca di Atlantide, di Andy McDermott

Un'isola situata oltre le colonne d'Ercole, sommersa da un tremendo cataclisma. Una
civiltà florida e potente, devota al culto del dio Poseidone, scomparsa con tutti i suoi tesori più di undicimila anni fa. È il mito di Atlantide... Ma si tratta davvero di una semplice leggenda? Non la pensa così una giovane e brillante archeologa di New York, Nina Wilde, i cui genitori hanno pagato con la vita l'ossessione per quel mito, quando erano a un passo dalla sensazionale scoperta. Dopo dieci anni di tenaci e disperate ricerche, Nina è convinta di aver individuato la posizione della città perduta, e quando Kristian Frost, miliardario norvegese proprietario di avanzatissimi laboratori di ricerca genetica, si offre di finanziare la spedizione, sembra che nulla la possa più
fermare. Con l'aiuto della figlia del suo mecenate, la bellissima Kari Frost, e di Eddie Chase, ex SAS inglese, la missione ha inizio. Ma c'è qualcuno che è pronto a tutto pur di fermarli. La spedizione di ricerca diventa così una rocambolesca corsa contro il tempo dalla giungla amazzonica alle montagne del Tibet, dalle strade di Manhattan alle profondità dell'oceano. Una sfida epocale in cui il Bene dovrà assumere i tratti del Male per salvare le sorti dell'umanità. Perché con Atlantide è rimasto sepolto un segreto letale, un segreto che non deve finire nelle mani sbagliate...

L'AUTORE:
Andy McDermott (Halifax, 2 luglio 1974) è un giornalista e scrittore britannico.
È nato nel West Yorkshire ed attualmente vive a Bournemouth. Ha lavorato a lungo come giornalista e redattore di riviste, prima di dedicarsi completamente alla carriera di scrittore. Grazie al successo dei suoi romanzi è considerato «il nuovo maestro dell'avventura».
Il 1º novembre 2007 pubblica il suo primo romanzo The Hunt for Atlantis. Il libro è il primo della serie con protagonisti l'archeologa Nina Wilde e l'ex-agente del SAS britannico Eddie Chase.
Il primo libro della serie è stato pubblicato in Italia, il 12 giugno 2008, con il titolo In cerca di Atlantide, dalla Casa Editrice Longanesi. L'ultimo libro pubblicato in Italia è Il segreto di Excalibur, pubblicato il 13 maggio 2010 sempre dalla Casa Editrice Longanesi.


E' uscito giovedì scorso, 10 febbraio, e sta già facendo ribollire il web.
Io lo sto leggendo e lo sto trovando frizzante, interessante e divertente. Credo sarà una piacevolissima lettura.
Inoltre, chi commenterà questo post, magari dicendo quello che si aspetta dal romanzo, avrà la possibilità di vincere una copia omaggio del romanzo.
Sto parlando de...

Il profumo del sangue, di Nalini Singh


Cento anni di schiavitù in cambio della vita eterna: questo è il patto che viene stipulato tra un uomo che vuole diventare vampiro e l’angelo che decide di Crearlo. In apparenza è un accordo molto vantaggioso, ma spesso non viene rispettato e, in caso un vampiro fugga prima del termine, è compito dei Cacciatori rintracciarlo e restituirlo al suo padrone. A New York, nessuno sv olge questo lavoro meglio di Ellie, perché lei possiede la capacità innata di fiutare la brama di sangue. Ed è proprio grazie al suo straordinario dono che viene scelta da Raphael, l’arcangelo della città, per un incarico delicatissimo: neutralizzare Uram, un arcangelo che si è trasformato in un efferato assassino. Ellie non può rifiutare, anche se si tratta di una missione suicida: nessun umano, infatti, può sconfiggere Uram, e, nella remota eventualità in cui riuscisse a sopravvivere, la punizione per aver fallito sarebbe peggiore della morte. Su una cosa è tuttavia irremovibile: non accetterà mai la proposta di Raphael di diventare la sua nuova ama nte. Ma ben presto Ellie scoprirà che non si può resistere al fascino di un immortale…




Commentate, quindi!
Avete tempo un paio di settimane per tentare di accapparrarvi la copia!



Oggi vi presento un libro che non è incentrato su Atlantide, ma che al famoso continente perduto rende ugualmente omaggio riuscendo a 'raggiungerlo'.
sto parlando di un classico dell'avventura:

Ventimila leghe sotto i mari, di Jules Verne

La storia è ambientata nel periodo successivo alla guerra di secessione, e segue le avventure dei protagonisti a bordo del sottomarino sperimentale Nautilus, costruito e comandato in segreto dal misterioso Capitano Nemo.

Quello che appare come un misterioso mostro marino, affonda le navi incontrate lungo il suo percorso. I pochi testimoni scampati alle stragi raccontano di aver visto due grandi riflessi fluorescenti e un corpo di massa enorme muoversi a velocità prodigiosa. Pierre Aronnax, professore naturalista al Museo di Storia Naturale di Parigi, famoso per aver pubblicato un'opera sulla vita sottomarina, viene chiamato a prendere parte alla spedizione che avrebbe dovuto liberare definitivamente i mari dal mostro. Assieme al suo fedele servo Conseil (in italiano Consiglio) si imbarca sull'Abraham Lincoln, nel quale incontreranno il valente fiociniere Ned Land.

Dopo molti mesi di navigazione infruttuosa, in cui il comandante della nave pensa addirittura di abbandonare l'impresa, l'Abraham incontra finalmente il famigerato mostro nelle acque Giapponesi. Le batterie della nave aprono il fuoco, ma il Nautilus sperona la nave, che va alla deriva. Durante lo scontro, Aronnax e Conseil finiscono in mare, restando parecchie ore in balìa delle onde. Quando ormai la morte sembra sopraggiungere, sentono però la voce di Ned Land, anch'egli scaraventato in mare, che chiamava aiuto; seguendo l'eco lo raggiungono. Il fiociniere stava in piedi sopra quella che sembrava un'isola galleggiante. Capiscono poi (erano immersi nella nebbia) che l'isola non era altro che il "mostro", o meglio, una nave sottomarina. I tre uomini vengono quindi catturati dai marinai del Capitano Nemo e rimangono a bordo del Nautilus come suoi "ospiti". Da qui ha inizio un lungo viaggio pieno di imprevisti ed avventure che permette a Jules Verne di realizzare descrizioni epiche e ricche di fascino.

I tre protagonisti partecipano alla caccia nelle foreste sottomarine di Crespo, nel Pacifico, indossando speciali scafandri. Arrivati sull'arcipelago asiatico-oceanico, sfuggono a dei feroci cannibali e dopo, proseguendo fino ai mari indiani, eseguono un'altra passeggiata sottomarina dove fanno visita ad una perla gigante custodita dal Capitano Nemo e quest'ultimo, aiutato da Ned, salva un giovane pescatore di perle da uno squalo. Il Nautilus naviga sotto al canale di Suez, scoperto da Nemo prima della sua apertura ufficiale per poi percorrere il Mediterraneo.

Ned Land non è interessato, a differenza di Conseil e Aronnax, dalle ricchezze marine e pianifica una fuga notturna durante il tragitto sull'Atlantico. Nella notte stabilita però, Nemo incrocia Aronnax e insieme escono con gli scafandri. Il capitano così mostra al professore il continente sprofondato di Atlantide.

Il Nautilus prosegue sempre più a sud fino ad arrivare sul Polo Sud e per poco non rimane incastrato sott'acqua nel ghiaccio. Mentre ritornano a Nord, il sottomarino viene assediato da dei Calamari giganti, ma alla fine sfuggono alle terribili creature.

Il capitano Nemo è un uomo geniale, ma allo stesso tempo oscuro e misterioso, che afferma di aver rinunciato alla società degli uomini e tagliato qualsiasi legame con la terra ferma. Lo si vede tuttavia aiutare gli autonomisti greci donando loro i tesori da lui trovati sul fondo del mare. Mostra inoltre un odio implacabile nei confronti delle navi che portano una certa bandiera, che affonda sistematicamente per vendicare la sua famiglia.

Più volte Land tenta invano di organizzare un piano di fuga, anche contro la volontà dello stesso professor Aronnax, poiché quest'ultimo non vuole lasciare il Nautilus, tante sono le bellezze e le scoperte che gli possono permettere di approfondire i suoi studi sul mondo marino. Dopo un po' di mesi però la vita dentro il sottomarino cominciò a diventare più monotona; il Capitano Nemo si chiude sempre più in sé stesso e i protagonisti, anche il professore, non provano più lo stesso entusiasmo iniziale. Ned Land ne approfitta per organizzare un nuovo tentativo di fuga, ma improvvisamente il sottomarino viene risucchiato dal terribile gorgo del Maelström, vicino alle coste della Norvegia. Scaraventati fuori dalla nave, a causa della furia tremenda del mare i fuggitivi svengono. Si risvegliano tutti e tre, sani e salvi, in una capanna di un pescatore in una delle isole Lofoten, in attesa di poter ritornare in Francia.

L'AUTORE:
Jules Verne, spesso italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), è stato uno scrittore francese. È oggi considerato tra i più influenti autori di storie per ragazzi e, con i suoi romanzi scientifici, uno dei padri della moderna fantascienza. Il successo giunse nel 1863, quando si dedicò al racconto d'avventura. Tra i suoi numerosissimi romanzi vi sono Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, L'isola misteriosa, Ventimila leghe sotto i mari e Il giro del mondo in ottanta giorni. Alcuni di questi sono poi divenuti film.

Jules Verne, con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ispirò scienziati ed applicazioni tecnologiche delle epoche successive.

Le sue opere sono note in tutto il mondo. Verne è uno degli autori più letti in lingua straniera.