Era il maggio del mio diciannovesimo anno di vita e con Tita e Maruna mi recai alla foce del fiume per prendere il sale dedicato alla sacra mensa. Mio padre predispose che ci accompagnassero un vecchio servo e un giovanetto con un asino. Le saline non distano che poche miglia dalla città, risalendo la costa, ma decidemmo di passar fuori anche la notte e caricammo il povero asino di vivande. Impiegammo tutto il giorno per arrivare alla foce del fiume e ci accampammo su una duna erbosa che si affacciava sul mare e sulle sponde del fiume. Cenammo intorno al fuoco, narrando storie e intonando canti mentre il sole tramontava nel mare e il cielo primaverile si colorava di un blu sempre più intenso. Ci addormentammo accarezzati dalla brezza marina. Mi svegliai alle prime luci dell’alba. Gli altri erano ancora profondamente addormentati. Gli uccelli salutavano in coro il giorno che nasceva. Mi alzai e andai alla foce del fiume. Presi dell’acqua, ma prima di bere ne offrii qualche goccia al Padre Tevere, pronunciandone il nome più noto e quelli antichi e segreti, Albula e Rumon. Poi bevvi con piacere l’acqua dal sapore lievemente salato. Il cielo si era fatto più luminoso ora, e potei scorgere le onde lunghe e compatte là dove la corrente incontrava la marea in arrivo. Al di là di quella linea, sul mare cupo, vidi una flotta di grandi navi nere provenire da sud e avvicinarsi alla foce. Sul fianco di ogni nave, una lunga fila di remi si sollevava e poi ricadeva in acqua, come un batter d’ali al crepuscolo. Una dopo l’altra le navi fendevano le onde, sollevandosi e affondando, una dopo l’altra si dirigevano verso di noi. I tre rostri lunghi e arcuati erano di bronzo. Mi accovacciai in riva al fiume nel fango salmastro. La prima nave mi superò calando su di me come un velo scuro, avanzando regolarmente al ritmo pesante e sordo dei remi sull’acqua. I volti dei rematori erano in ombra, ma contro il cielo si stagliava la figura di un uomo in piedi, a poppa, che guardava avanti. Il suo volto è severo eppure schietto, guarda davanti a sé nell’oscurità, e prega. Io so chi è. Quando anche l’ultima nave mi superò con quel batter di remi, faticoso e sordo, e scomparve nella foresta che cresce fitta su entrambe le sponde del fiume, il canto degli uccelli riempiva l’aria e il cielo splendeva luminoso sopra le colline a oriente. Tornai al nostro accampamento. Dormivano tutti, le navi erano scivolate via mentre erano ancora immersi nel sonno. Non dissi nulla di ciò che avevo visto. Scendemmo alle saline e raccogliemmo il fango grigio e viscido in quantità sufficiente per ricavare sale per tutto l’anno, lo caricammo in ceste sull’asino e prendemmo la via del ritorno. Non permisi che indugiassero, si lamentarono e rallentarono un po’, ma molto prima di mezzogiorno eravamo già a casa. Andai dal re. — Padre, una grande flotta di navi da guerra ha risalito il fiume all’alba — gli dissi. Mi guardò, il suo viso era triste. — Così presto — furono le sue uniche parole.
Questo era l'incipit del romanzo di Ursula K. Le Guin che, a partire da oggi, potrete trovare nelle librerie italiane grazie alla Cavallo di ferro.

Ma la Le Guin non è l'unica ad aver voluto omaggiare questo personaggio secondario dell'Eneide e, specialmente nelle arti visive questa figura è stata riproposta varie volte.
Eccovene alcuni esempi:

Lavinia in una miniatura dei secoli XV-XVI.


Lavinia in un'icona del 1553 apparsa nel "Promptuarii Iconum Insigniorum", pubblicato da Guillaume Rouille(1518?-1589).



Lavinia davanti all'altare, dipinta da Mirabello Cavolari nel 1565.


E ora Lavinia ritorna a noi in vesti letterarie. Siete pronti a presentarvi davanti a re Latino, sovrano dei Latini?

Il coraggio di una donna che scelse il suo destino.
Un omaggio all’epica delle nostre radici .

In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

Editore: Cavallo di Ferro
Pagine: 320
Prezzo: 16,00 €
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Siamo giunti alla fine dello speciale dedicato a questo romanzo, io vi ricordo del GIVEAWAY, che è ancora aperto, e vi invito a ripassare di qua fra qualche tempo per leggere il mio commento al romanzo e magari scambiarci qualche parere di fine lettura.
Un saluto.


Approda in libreria oggi un libro di un'autrice che ammiro moltissimo, una scrittrice che considero tra le migliori autrici fantasy in circolazione, che ha saputo fare suo il genere e donargli nuova linfa vitale grazie a delle trovate molto... sensuali!
Sto parlando, ovviamente, di Jaqueline Carey e del suo Il bacio e il sortilegio, prima parte del volume conclusivo della trilogia dedicata a Imriel, figliastro della mitica Phèdre.

Lo stile narrativo della Carey, la sua fantasia, la minuzia nei particolari... tutto questo rende la sua lettura unica e appagante, ed è per questo che sono felice di segnalarvi:

Il bacio e il sortilegio
di Jaqueline Carey

Per salvare Terre D’Ange da una terribile minaccia,
Imriel de la Courecl dovrà chiedere aiuto
alla più famigerata traditrice del regno:
sua madre…

Dopo aver vendicato la morte della moglie, Imriel è libero di tornare a casa, dove lui e Sidonie rendono finalmente pubblica la loro relazione. La regina Ysandre, però, non può permettere che la delfina di Terre D’Ange si fidanzi col figlio della famigerata Mélisande Shahrizai, la donna che per ben due volte aveva cercato d’impadronirsi del regno e che poi era svanita nel nulla. Perciò, come segno della propria fedeltà, Imriel dovrà consegnare la traditrice alla giustizia, altrimenti Sidonie sarà diseredata.
Grazie ai suoi legami con la Gilda Invisibile – una setta segreta ramificata in tutto il mondo – il giovane riesce a scoprire il nascondiglio della madre però, proprio quando si prepara a partire, giunge a corte Astegal, l’ambizioso principe di Cartagine. Con un subdolo incantesimo, Astegal assoggetta al suo volere tutti gli abitanti di Terre D’Ange, compresa Sidonie, che accetta persino di sposarlo. Essendo l’unico rimasto immune, il principe Imriel si trova quindi costretto a chiedere aiuto al solo uomo che possa spezzare il potentissimo sortilegio: Ptolemy Solon, governatore della remota isola di Cytherea, nonché amante di Mélisande Shahrizai…

Editore: Nord
Pagine: 384
Prezzo: € 18,00


L'AUTRICE:
Jacqueline Carey è nata nel 1964. Dopo essersi laureata in Psicologia e in Letteratura inglese presso il Lake Forest College, ha viaggiato a lungo e, successivamente, ha deciso di diventare una scrittrice, pubblicando numerosi racconti, varie opere di saggistica e infine la trilogia di romanzi incentrata su Phèdre  Il dardo e la rosa (Nord, 2005), La prescelta e l’erede (Nord, 2006) e La maschera e le tenebre (Nord, 2007) , che ha suscitato l’entusiasmo del pubblico e della critica americani, tanto da rimanere nella classifica del New York Times per più di un mese. Dopo Il trono e la stirpe (Nord, 2009), Il sangue e il traditore (Nord 2010), Il principe e il peccato (Nord 2010) e La sposa e la vendetta (Nord 2011), Il bacio e il sortilegio e La spada e la promessa concludono la saga dedicata a Imriel, principe del magico regno di Terre D’Ange.


DICONO DEL LIBRO:
«La conclusione perfetta di una saga mozzafiato.»
BOOKLIST

«Un perfetto mix di avventura, amore e incantesimi.»
PUBLISHERS WEEKLY

«Arguto, sexy e appassionante.»
AMERICAN LIBRARY ASSOCIATION


E a febbraio... anche questa storia si concluderà...


Come promesso, oggi si parla dell'autrice di Lavinia. Già... chi è Ursula K. Le Guin? Se non lo sapete ancora, questa è l'occasione giusta per rimediare!

Ursula Kroeber Le Guin, figlia dell'antropologo Alfred Kroeber e di Theodora Kroeber, nacque il 21 ottobre 1929 a Berkeley.

Precoce scrittrice e appassionata di fantascienza, scrisse la sua prima storia all'età di nove anni e l'anno dopo inviò il suo primo racconto alla rivista Amazing Stories, ma venne respinto.


Alla fine degli anni quaranta si laureò in Storia della Letteratura Francese e del Risorgimento Italiano, dopodiché si trasferì a Parigi, dove conobbe il suo futuro marito, Charles A. Le Guin, che sposò nel 1953.

Il suo primo racconto fantasy, Aprile a Parigi, venne pubblicato nel 1962 e, proprio in quell'anno, ricominciò a scrivere racconti di fantascienza. Solo nel 1964 il suo primo lavoro SF apparve su Amazing Stories, ma per la notorietà dovette attende il 1969, anno in cui venne dato alle stampe La mano sinistra delle tenebre, romanzo che le valse i premi Hugo e Nebula, e tutt'ora considerato un capolavoro del genere. Nel 1974, poi, si riaggiudicò la doppietta con I reietti dell'altro pianeta, ma la lista dei riconoscimenti per la sua opera è davvero lunga.

Premio Hugo:
La mano sinistra delle tenebre (1970) - Sezione Miglior Romanzo
Il mondo della foresta (1973) - Sezione Miglior Romanzo Breve
The ones who walk away form Omelas (1974) - Sezione Miglior Racconto Breve
I reietti dell'altro pianeta (1974) - Sezione Miglior Romanzo
Buffalo Gals, and Other Animal Presences (1988) - Sezione Miglior Racconto
Premio Nebula:
La mano sinistra delle tenebre (1969) - Sezione Miglior Romanzo
I reietti dell'altro pianeta (1974) - Sezione Miglior Romanzo
The day before the revolution (1974) - Sezione Miglior Racconto Breve
L'isola del drago (1990) - Sezione Miglior Romanzo
Solitude (1994) - Sezione Miglior Racconto
Powers (2008) - Sezione Miglior Romanzo
National Book Award per la letteratura infantile con La spiaggia più lontana (1973)
Gandalf Grand Master (1979)
Science Fiction and Fantasy Writers of America Grand Master Award (2003)
Locus Award (19 volte)
Premio Living Legends della Library of Congress statunitense nella sezione "Scrittori e Artisti" (2000)
Honor Book al Premio Phoenix per Le tombe di Atuan (1991)

E' ad oggi considerata come una delle principali autrici viventi di fantascienza (e non solo, aggiungerei io), anche grazie alla profondità e all'attualità che attraverso le sue opere tratta, come il femminismo, l'utopia e il pacifismo.
Oggi vive a Portland, in Oregon, col marito.

Tra le sue opere più famose vanno sicuramente citate:

LA MANO DINISTRA DELLE TENEBRE
Il romanzo racconta la storia di un solitario messaggero, Genly Ai, e della sua missione su Inverno, un pianeta sconosciuto e ghiacciato, i cui abitanti possono scegliere - e cambiare - il proprio sesso. Scopo della missione è accelerare l'ingresso di Inverno nell'Ecumene, la lega dei mondi civilizzati, e per far ciò Ai dovrà farsi strada nelle sottili trame dei governanti, si troverà a combattere per la sua stessa sopravvivenza ma, soprattutto, dovrà essere pronto ad aprirsi a un mondo nuovo e diverso e a confrontarsi con una sfida più alta: che cosa è "alieno" e che cosa è "umano"?


SAGA DI EARTHSEA
Earthsea, il mondo dei grandi arcipelaghi e degli immensi oceani, l'universo lontano dove la magia è ancora potente, la terra misteriosa in cui uomini e draghi hanno convissuto e dove, secondo una leggenda, un mago sconfiggerà le forze del male per riportare l'Equilibrio della vita. A Gont, una delle isole di Earthsea, vive un giovane pastore, Ged, il quale, grazie ai suoi starordinari poteri, conquista il privilegio di diventare apprendista dei grandi maghi dell'Arcipelago. Il ragazzo, che assume il nome di Sparviero, è destinato a essere un grande domatore di draghi ma è altresì consumato dal desiderio di imparare troppo in fretta. L'uso poco saggio dei suoi poteri aprirà dunque uno spiraglio nel mondo dei defunti e farà comparire l'Ombra della sua stessa morte, che cercherà di afferrarlo nella propria morsa e di annientarlo. In un unico volume i cinque romanzi che compongono la Saga di Earthsea, rappresentazione del drammatico confronto tra le forze della luce e quelle delle tenebre.

I DONI
Gli abitanti dei Monti - un territorio aspro e selvaggio - possiedono dei Doni: uno per famiglia, passato ai discendenti per via ereditaria. Doni meravigliosi: la capacità - con un gesto, una parola, un'occhiata - di chiamare gli animali, di accendere il fuoco, di spostare la terra. Doni terribili: la possibilità di spezzare un arto, di ottenebrare la mente, di scatenare una malattia devastante. E gli uomini e le donne dei Monti vivono nel continuo terrore che una famiglia "scateni" il proprio Dono contro le altre, mutilandole, sterminandole o rendendole schiave. Ma, così facendo, non rinunciano forse a ciò che hanno di più prezioso?


Ma ovviamente, tra i suoi più grandi successi, non può certo mancare il libro che stiamo 'celebrando' in questo speciale, ossia:

Il coraggio di una donna che scelse il suo destino.
Un omaggio all’epica delle nostre radici .

In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

Editore: Cavallo di Ferro
Pagine: 320
Prezzo: 16,00 €
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Anche oggi abbiamo finito il nostro incontro. Spero sia stato interessante scoprire questa favolosa scrittrice con me e vi invito a ripassare di qui domani per concludere questo viaggio con Lavinia.
Ovviamente, il GIVEAWAY è sempre aperto!


Fra un paio di settimane arriva in libreria un romanzo molto atteso, un libro che, in un certo senso, chiude un cerchio che ha molto 'pesato' sulla mia passione per la lettura e per la narrativa fantastica.
Sto parlando dell'ultimo romanzo della saga di Avalon, ideata da Marion Zimmer Bradley e proseguita poi dalla sua 'allieva' Diana L. Paxson.

Della saga e di questo libro in particolare ne riparleremo a ridosso dell'uscita, ma per ora appuntatevi la data di pubblicazione: 10 Novembre!

La spada di Avalon
di Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxson

«Il ciclo di Avalon: la migliore riproposta della saga arturiana che io abbia mai letto. Irresistibile.»
Isaac Asimov

Un re scomparso, un destino da compiere e una donna straordinaria
per un nuovo romanzo del ciclo di Avalon.

Mentre i traditori radono al suolo il villaggio di Aza, la signora di Avalon, incinta, fugge insieme al giovane figlio di suo cugino, erede dei sacri re che discendono da Atlantide. Poiché teme per la sicurezza di Mikantor, Anderle lo nasconde, perché possa crescere tranquillo, dà alla luce il suo bambino e quindi ritorna ad Avalon. Temendo che l’erede scomparso sia ancora vivo, i traditori che hanno ucciso i suoi genitori sono disposti a tutto pur di eliminarlo. Anderle cerca con tutte le sue forze di salvarlo, incoraggiata da un visione di Mikantor che brandisce la magica spada di Avalon, non ancora forgiata: una visione che fa presagire che egli un giorno diventerà re e salverà la sua terra. Passano gli anni e Anderle non ha più notizie del bambino, ma le visioni continuano e la donna è sicura che un giorno lui ritornerà. E quando questo accadrà, Mikantor dovrà affrontare un compito molto difficile: dimostrare il suo valore e la sua discendenza dai reali di Avalon e condurre i suoi alla vittoria brandendo Excalibur, la leggendaria spada.

Editore: Longanesi
Pagine: 450
Prezzo: 19,60 €
Data di pubblicazione: 10 novembre 2011


LE AUTRICI:
Marion Zimmer Bradley (Albany 1930 - Berkeley 1999) ha esordito nel 1952, conquistandosi da subito la stima e l’affetto di un larghissimo pubblico; la sua fama è andata crescendo, consacrandola regina della narrativa fantastica, genere che esplorò a fondo, con oltre sessanta romanzi e numerose raccolte di racconti. Se la sua notorietà è legata soprattutto al ciclo di Avalon e ai romanzi della Saga di Darkover, non meno importante è la sua produzione nel campo del romanzo fantastico, del romanzo storico e del romanzo neogotico

Diana L. Paxson, scrittrice, autrice di numerosi opere storiche e fantastiche, ha collaborato con Marion Zimmer Bradley alla stesura di alcuni romanzi del ciclo di Avalon


Eccoci giunti al secondo appuntamento di questo speciale dedicato a Lavinia, romanzo di Ursula K. Le Guin in uscita il 28 ottobre per la Cavallo di Ferro.

Il coraggio di una donna che scelse il suo destino.
Un omaggio all’epica delle nostre radici .

In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

Editore: Cavallo di Ferro
Pagine: 320
Prezzo: 16,00 €
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011

Ma... chi era Lavinia? Quanti di voi conoscono questa figura mitica?
Ebbene, ho cercato di raggruppare per voi qualche informazione storico-mitologica per aiutarci a inquadrare al meglio il tutto.


Lavinia era una leggendaria principessa italica del 1100 A.C. circa, figlia di re Latino, re eponimo dei Latini, un antico popolo dell'Italia centrale, e della regina Amata.
Secondo la tradizione epica latina, Lavinia fu la sposa di Enea, al quale diede un figlio, Silvio, capostipite dei re latini, una serie di leggendari re del Lazio e di Alba Longa che, nella mitologia romana, collegano Enea alla fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo.

Tra le fotni più autorevoli che ci forniscono informazioni sulla figura di Lavinia ci sono la Ab Urbe Condita, opera storica di Tito Livio, e naturalmente l'Eneide, il poema epico di Virgilio.
Quest'ultima opera è quella che ci interessa in particolare, poiché è da qui che la Le Guin ha preso spunto per la sua opera. Nell'Eneide Lavinia compare, pur avendo tanta parte come causa involontaria nel susseguirsi degli eventi, solo marginalmente e solo nei libri VI, VII, XI e XII.
Il mito di questa principessa latina è narrato anche da Marco Porcio Catone, detto il Censore, nelle Origines, e da Dionigi d'Alicarnasso.

Il mito narra che inizialmente Lavinia era stata promessa in sposa a Turno, re dei Rutuli.
Però, dopo lo sbarco di Enea nel Lazio, fuggito da Troia in fiamme col padre Anchise e il figlio Ascanio detto anche Iulo, Lavinia fu data in sposa al capo troiano per suggellare una nuova alleanza. Re Latino, dunque, con l'arrivo di Enea ruppe i patti fatti in precedenza col re dei Rutuli, e sembra che dietro questa vicenda ci sia stato anche un lato mistico. E' stato infatti dopo che il dio Fauno gli aveva profetizzato che l'unione di Lavinia con uno straniero avrebbe generato una stirpe eroica e gloriosa, che Latino decise di agire come poi fece.

Come scrive anche Livio, la rottura della promessa coniugale fece scoppiare il conflitto fra i nuovi alleati Troiani-Latini e i Rutuli.
La guerra si concluse con la disfatta di Turno e la vittoria degli avversari, i quali però persero in battaglia re Latino.
In seguito, Turno, alleatosi con gli Etruschi di Mesenzio, re di Caere, scese di nuovo in guerra contro i Latini, i quali vinsero ancora una volta i nemici.
Sempre secondo Livio, dopo questa guerra venne stabilito per la prima volta che il confine fra i territori latini e quelli ceretani sarebbe stato segnato dal fiume Albula, antico nome del Tevere.

Secondo Virgilio, invece, Latino fu costretto dai suoi sudditi a schierarsi con Turno contro Enea dopo l'uccisione di un suo cortigiano, il giovane e grintoso Almone, ma non intervenne mai personalmente nei combattimenti.

Enea e Lavinia raccolsero in un unico popolo i superstiti, e fondarono una nuova città, che Enea chiamò Lavinium, in onore della sua sposa, che però non coincide con l'attuale Lavinio, ma si trova invece presso la foce del fosso di Pratica di Mare a Torvaianica.

Dopo la morte di Enea, Lavinia continuò a regnare su Lavinium e sui Latini, almeno fino a quando non sorsero dei contrasti col figliastro Ascanio, momento in cui si rifugiò prima in un bosco, poi in casa del pastore Tirro, dove diede alla luce Silvio, capostipite dei re di Roma.
Qualche tempo dopo, Ascanio, malvisto dal popolo per il suo atteggiamento ostile nei confronti della matrigna, si riconciliò con Lavinia cedendole la città di Lavinium e fondò per sé una nuova città, sui Colli Albani, che fu chiamata Alba Longa. Silvio, figlio di Enea e Lavinia, succedette al fratellastro Ascanio come re di Alba Longa.

Da Iulo, figlio di Enea e Creusa, invece, la tradizione romana fa discendere la gens Iulia, che portava il cognomen "Caesar", alla quale apparteneva Gaio Giulio Cesare la cui rilevanza tutti noi conosciamo.
La ricerca storica moderna sembra riconoscere un qualche fondamento a questa discendenza. Numerosi storici, sostengono, sulla base di studi linguistici, che la gens Iulia sia effettivamente originaria del sito di Alba Longa. I suoi nobili esponenti, da sempre annoverati fra i patrizi, si sarebbero insediati a Roma in periodo monarchico, secondo un'usanza seguita da altre famose gentes patrizie.


Bene! Per oggi è tutto. Io vi aspetto domani per conoscere meglio Ursula K. Le Guin, e vi ricordo che ieri è iniziato il GIVEAWAY del romanzo; se volete tentare di vincerne una copia, andate e commentate!


Il 28 Ottobre, per Cavallo di Ferro, esce un libro di cui vi ho gia accennato qualcosa nel post dedicato agli Imperdibili dell'ultimo trimestre, e che ora sono qui a celebrare con un piccolo speciale a lui dedicato.
Sto parlando di Lavinia, romanzo di Ursula K. Le Guin, autrice che ha fatto la storia della narrativa fantastica e SF mondiale e che ora racconbta la vita di una figura secondaria apparsa nell'Eneide di Virgilio.
Un libro, questo, che ha tardato a giungere nel nostro paese. Un libro che ha vinto il Locus Award, che è stato finalista al BSFA Award e al Mythopoeic Award e che è stato magnificamente recensito.
In somma, un piccolo gioiello che, finalmente, potremmo gustarci anche noi italiani.

Lavinia
di Ursula K. Le Guin

Il coraggio di una donna che scelse il suo destino.
Un omaggio all’epica delle nostre radici .

In omaggio all’Eneide di Virgilio, Ursula K. Le Guin dà voce a un perso­naggio silenzioso e minore del poema: la principessa Lavinia, moglie italica dell’eroe troiano Enea. Ed è proprio attraverso il racconto della giovane, stavolta protagonista e artefice del suo destino, che ripercorriamo gli ultimi libri dell’opera virgiliana, guardandoli da un diverso punto di vista.
Lungo un filo tutto nuovo che congiunge fra loro i pochi cenni a Lavinia nell’Eneide, l’autrice narra l’infanzia e l’adolescenza di questa ragazza nell’idillico mondo pre-romano, il tur­bamento di fronte alla scelta dei pretendenti alla sua mano, l’arrivo del va­loroso straniero secondo quanto an­nunciato da un oracolo, e poi la guerra.
Prorompendo dagli stretti confini che le ha imposto Virgilio, la principessa Lavinia del Lazio si muterà a sua volta in un’eroina, nell’emblema di una forza che non è solo violenza e armi, e si farà delicata portavoce del diritto all’autodeterminazione. Con questo romanzo, considerato dalla critica il coronamento della sua lunga carriera letteraria, Ursula K. Le Guin si conferma attenta indagatrice dei rapporti sociali e superba maestra nella creazione di affascinanti scenari.

Editore: Cavallo di Ferro
Pagine: 320
Prezzo: 16,00 €
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2011


Per ben incominciare questo speciale, ovviamente non poteva mancare un bel giveaway.
Ebbene sì, Cavallo di Ferro mette a disposizione per voi una copia omaggio di Lavinia.
Per cercare di vincerla valgono le solite regole: basta postare un commento a questo, e solo a questo, post. Avete tempo fino alla mezzanotte del 3 Novembre. La mattina del giorno successivo, tramite un programma random, verrà estratto a sorte il vincitore di questo bel romanzo.
Cosa state aspettando allora? Andate e commentate e... in bocca al lupo!


Io vi saluto invitandovi a passare di qua ogni giorno di questa settimana. Insieme, infatti, conosceremo meglio la figura di Lavinia, ripercorreremo la carriera della Le Guin e... beh, seguite lo speciale!

Per ben concludere vi lascio anche un breve estratto dove è proprio Lavinia a parlare. Credo che questo frammento possa essere in grado di proiettarci direttamente all'interno della storia di questa principessa:
"So chi sono stata e chi avrei potuto essere ma, ora, vivo solo nelle parole scritte. Non sono sicura della natura della mia esistenza e mi meraviglio di ritrovarmi a scrivere. Parlo latino, naturalmente, ma ho mai imparato a scriverlo? Sembra improbabile. Senza dubbio è esistita una donna che portava il mio nome, Lavinia, ma potrebbe essere stata così diversa dall’idea che ho di me stessa, o dall’idea che il poeta aveva di me, che pensare a lei mi confonde. Per quanto ne so, è stato il poeta a darmi vita. Prima che egli componesse quei versi, ero solo una figura indistinta, la più indistinta di tutte, poco più di un nome in una genealogia. Fu lui a rendermi reale, a ricondurmi a me, e così fui in grado di ricordare la mia esistenza, vividamente e con ogni genere di emozioni che, ora, mentre scrivo mi travolgono impetuose, forse perché gli eventi che ricordo diventano reali solo mentre vengono narrati in queste pagine o nei suoi versi. Ma egli, il poeta ignorò la mia esistenza. Mi trascurò nel suo poema, perché venne a sapere chi ero solo quando ormai era prossimo alla morte".


Cari lettori, oggi è con molta gioia che vi annuncio la nascita ufficiale di Books Import, un blog collettivo tutto dedicato ai libri in lingua straniera che tenterà, forse invano, forse con successo, di dare un contributo per la pubblicazione italica di alcuni titoli interessanti.
Se volete capire meglio di cosa si tratta, leggete questo comunicato:


BOOKS IMPORT E' UFFICIALMENTE NATO!
Già... ma che cos'è Books Import?

Books Import è un punto informazioni.
Avete presente che nelle città turistiche ci sono quegli uffici aperti ogni giorno dell'anno, in cui il visitatore curioso può andare a chiedere informazioni sul luogo che sta visitando? Bene, questo è Books Import: un punto informazioni nella città dei libri non ancora pubblicati in Italia. Informazioni per i turisti-lettori e per i turisti-editori. Ma incominciamo dall'inizio.

Tutto nasce dall'incontro/scontro di idee tra vari blogger letterari che, stanchi delle proposte editoriali sempre più omologate e sempre meno originali e ben costruite, hanno pensato di esprimere il loro parere su cosa sarebbe interessante poter leggere nella nostra lingua, ossia quali libri stranieri dovrebbero avere la possibilità di essere tradotti in italiano.
Ma come stabilire quali titoli sono i più meritevoli? E come si può spingere per una loro pubblicazione?
La nostra idea è semplice.
Su QUESTO BLOG (Books Import, appunto) segnaleremo e/o recensiremo libri in lingua straniera che, per vari motivi, riterremo interessanti. Servendoci di quanto più materiale possibile, cercheremo di scovare letture che possano rivelarsi delle piacevoli scoperte e ve ne parleremo il più esaustivamente possibile, in modo che anche voi possiate farvi un'idea del romanzo trattato

Ogni due mesi, poi, la palla passerà ai lettori.
Sì, abbiamo bisogno del loro aiuto, perché è proprio ai lettori che le case editrici guardano per capire quanto un progetto meriti la pubblicazione.
Che cosa dovranno fare? Anche qui, semplice!
Gli amministratori del blog apriranno un sondaggio dove si dovrà votare il testo che, tra quelli da noi presentati e recensiti, più gli piacerebbe poter leggere in italiano. Mi raccomando! Bisognerà votare in tanti!
Perché? Beh, perché le case editrici non sono certo delle associazioni di beneficenza e ci sono sicuramente più probabilità di veder pubblicato un titolo già molto atteso, che un titolo desiderato da solo una manciata di persone.
Ci penseremo noi, poi, a far pervenire i risultati agli editori. Il resto sarà nelle loro mani.

Sperando che il nostro progetto possa essere apprezzato, vi invitiamo a seguirci e a spargere la voce.

Lo staff
Io ne approfitto per ringraziare tutte le ragazze che stanno collaborando con me per la buona riuscita del blog. Spero tanto che possiate davvero leggere con interesse i post che poco a poco vi proporremo.


Voi che frequentate questo blog sapete che io, in genere, non vi segnalo mai romanzi che parlano di vampiri. Questa volta, però, mio sento di voler fare un'eccezione.
Perché? Beh, perché il romanzo che sto per presentarvi, pur avendo come protagonisti dei vampiri e pur inscenando una vicenda amorosa, sembra essere in grado di offrire anche qualcosa di nuovo. Il libro mescola infatti molti generi: storico, steampunk, gotico, romance, fantasy, non ci sono scolarette invaghite del belloccio di turno e l'ambientazione è un mondo del futuro alternativo.
Tutto questo, ovviamente, mi incuriosisce moltissimo e non vedo l'ora che esca:

Vampire Empire
Il principe di sangue nero
di Clay Griffith e Susan Griffith


NON POTEVA AMARE NE' ODIARE. MA QUANDO LEI ERA ENTRATA NELLA SUA VITA, AVEVA CONOSCIUTO LA GIOIA DELL'AMORE, E ANCHE LA DISPERAZIONE.

ANNO 1870. I VAMPIRI HANNO CONQUISTATO LA PARTE SETTENTRIONALE DEL PIANETA, SEMINANDO MORTE E DEVASTAZIONE.

Le grandi e sfarzose capitali dell'era industriale sono diventate cimiteri. I pochi sopravvissuti hanno dovuto cercare rifugio ai Tropici, il cui clima torrido è nocivo alle grigie creature della notte. Così, dall'Egitto al Centro America, fino ai templi immersi nelle foreste della Malesia, sono sorte nuove civiltà del vapore e del ferro, fondate sull'arte e la tecnologia. Anno 2020. Quello che resta del glorioso impero britannico è ora il regno di Equatoria, la cui erede al trono è la principessa Adele, un'intrepida guerriera, ma anche una ragazza colta e raffinata, che trascorre intere giornate immersa nella lettura nei silenziosi saloni della mitica Biblioteca di Alessandria. La sua intraprendenza e il suo spirito indomito risveglieranno però la crudeltà di un efferato clan di vampiri decisi a scatenare una nuova guerra. In questa lotta all'ultimo sangue, Adele troverà al proprio fianco il principe Greyfriar, affascinante signore delle tenebre dal volto mascherato. E il misterioso protettore le rivelerà la vera natura del conflitto tra gli uomini e i non-morti, combattendo con lei una battaglia epocale per la vita e per l'amore.

Il Principe di sangue nero è il primo romanzo della trilogia Vampire Empire, un'appassionante saga epica in cui il bene e il male si insinuano nello scontro di civiltà tra umani e vampiri. Ma Vampire Empire è anche una grande storia d'amore e una magistrale combinazione di generi - fantasy, steampunk, romance, storico - che si è guadagnato il plauso della critica e del pubblico americani per avere portato una boccata d'aria fresca nel sovrappopolato mondo dei vampiri.

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 368
PREZZO: 18,00 €
PUBBLICAZIONE: 26 ottobre


DICONO DEL LIBRO:
"Mescolando horror e romanticismo, Vampire Empire ha una forza seduttiva che travalica i confini della letteratura di genere"
LIBRARY JOURNAL

"Amore, azione, brivido! Finalmente una boccata d'aria fresca nel sovrappopolato mondo dei vampiri"
PUBLISHER'S WEEKLY


Allora? Anche a voi incuriosisce? A me tantissimo.


Come già accennato qualche tempo fa, martedì prossimo, ossia il 25 ottobre, arriverà nelle librerie un romanzo per ragazzi da me molto attesso e che promette bene. Due autori che ammiro, una protagonista simpatica accompagnata da una bestiola 'interessante', avventura, magia, battaglie, segreti e amore... in somma, molta carne sul fuoco!
Ovviamente sto parlando di:


Evelyn Starr.
Il diario delle due lune

di Francesco Falconi e Luca Azzolini

Evelyn ha tredici anni e vive a Ithil Runa con la madre e la nonna. Una mattina al risveglio guarda fuori dalla finestra e scopre con terrore che una nebbia densa e livida avanza sul paese, inghiottendo ogni cosa. Inoltre una misteriosa lettera la avverte che il padre, scomparso quando lei aveva cinque anni, è ancora vivo ed è tenuto prigioniero dal Signore delle Nebbie. Per salvarlo Evelyn, con l'aiuto del suo amico Zak, dovrà varcare l'Arco d'Avorio ed entrare nel Mullagh Maat, il Regno Grigio. Nel loro viaggio i due ragazzi subiranno una misteriosa trasformazione ed Evelyn scoprirà di essere l'ultima discendente della Stirpe dei Guardiani delle Nebbie, il cui compito è custodire proprio l'Arco d'Avorio. Ma qualcuno sta tramando per catturare gli ultimi Guardiani e aprire la strada al ritorno della perfida Regina dei Senzastelle...
Editore: Piemme
Pagine: 320
Prezzo: 17,00 €
Uscita: 25 Ottobre 2011


Ma come mai ne riparlo già? Beh, lo faccio perché da oggi è disponibile un'anteprima davvero succosa del romanzo, che potete trovare a QUESTA pagina di 10 Righe dai Libri.
Prologo più i primi due capitoli e una fantastica illustrazione! Bisogna assolutamente correre a leggerla!


Inoltre vi segnalo che Evelyn Starr, proprio la protagonista del libro, è presente e attiva su Facebook. QUESTA è la sua pagina ufficiale! Diventate tutti suoi amici!


E non è finita qui!
Vi informo anche, per chi ancora non lo sapesse, che i due autori, Luca Azzolini e Francesco Falconi, saranno al Lucca Comics & Games per presentare questa fatica a quattro mani.
Due sono le occasioni per incontrarli:

- Domenica 30 Ottobre, alle ore 12 al Fantasy Bookshop
Il titolo dell'incontro è Evelyn Starr e Morga: Ragazze Fantastiche: Due personaggi del fantastico made in italy a confronto, tra mondi immaginari, avventura e magia.
Oltre a Luca e a Francesco ci sarà anche Moony Witcher, autrice proprio di Morga – La Fine della Profezia.

- Lunedì 31 Ottobre, alle ore 10, in Sala Incontri Giovanni Ingellis
Incontro con le scuole, aperto a tutti
Evelyn Starr e il Diario delle Due Lune: Un ciondolo magico, un luogo perduto e un antico segreto tutto da svelare... Una nuova magica eroina del fantastico italiano, Evelyn Starr, incontra i giovani lettori.
Modera Filomena Cecere.

Avete dunque varie cose da vedere/visitare/leggere in attesa di poter avere tra le vostre mani una copia delle avventure di Evelyn, quindi sapete come passare il tempo che ci separa dal 25 ottobre.


Uno dei generi che più amo, anche se nel blog ho avuto poche occasioni per parlarne, è il romanzo storico. Mi piace molto la storia e potermici calare dentro grazie a una bella scrittura e a personaggi interessanti resta uno dei momenti più belli che possono offrire i libri.
Vi dico questo perché, giusto ieri, è arrivato nelle nsotre librerie un romanzo che ha subito attirato la mia attenzione, un romanzo che ci racconta un momento intenso ma poco conosciuto della guerra d'indipendenza americana.
Sto parlando di:

L'Ultima Fortezza
di Bernard Cornwell

Questa è la storia di un giovane uomo, di un grande eroe, John Moore, mandato a difendere con un pugno di valorosi un avamposto britannico a est del Massachussetts durante la guerra di indipendenza americana.
Questa è la storia del suo amore per la bellissima sorella di un pescatore che ha sposato segretamente la causa dei ribelli.
Questa è la storia di un colonnello americano vanesio e incapace, che trascinò i suoi nella peggior sconfitta navale dell’America prima di Pearl Harbour.
Questa è una storia vera, che ha affascinato Bernard Cornwell per anni, spingendolo a compiere accurate ricerche e che non mancherà di conquistare i suoi lettori abituali e tutti gli appassionati di romanzi storici.

Editore: Longanesi
Pagine: 450
Prezzo: € 18,60
Pubblicazione: 13 ottobre


L'AUTORE:
BERNARD CORNWELL è nato a Londra e si è laureato alla London University. Dopo aver lavorato per molti anni presso la BBC, si è dedicato alla narrativa. Oltre alla serie incentrata su Richard Sharpe, di cui Longanesi ha pubblicato I Fucilieri di Sharpe, La sfida della tigre, Territorio nemico, Assalto alla fortezza, L’eroe di Trafalgar, Cacciatore e preda, Sharpe all’attacco, Le aquile di Sharpe e L’oro di Sharpe, ha scritto altri romanzi di successo, tra cui Scia di fuoco, Figlia della tempesta, Il mistero dei Girasole, Stonehenge e la trilogia dedicata alla ricerca del Graal, che comprende L’arciere del re, Il cavaliere nero e La spada e il calice. L’ultimo re, Un cavaliere e il suo re, I re del Nord, Il filo della spada e Il signore della guerra appartengono a una serie in cui il mito e la storia del declino dei regni anglosassoni si fondono in un affresco appassionante. Longanesi ha inoltre pubblicato L’arciere di Azincourt.


Da ieri è disponibile uno straordinario ebook per tutti gli amanti dei romanzi storici, ma anche per gli appassionati di avventura. Longanesi ha infatti riunito in un unico 'e-volume' tutti e quattro i romanzi egizi di Wilbur Smith, ossia Il dio del fiume, Il settimo papiro, I figli del Nilo e Alle fonti del Nilo.
La saga egizia è una delle più apprezzate del maestro dell'avventura e, pensate, in Italia ha venduto tre milioni e mezzo di copie.

Io, personalmente, ho molto amato I figli del Nilo e nei miei ricordi c'è sempre stato spazio per la trasposizione televisiva de Il settimo papiro. Questa potrebbe essere il momento adatto per riprendere tutta la saga.

Amori, avventure, segreti, tradimenti, battaglie e grandi passioni vi aspettano in questo e-book imperdibile!



Editore:
Longanesi
Pagine: 2300
Prezzo: 23,99


L'AUTORE:
Wilbur Smith è nato nel 1933 nella Rhodesia del Nord (l’attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964 e da allora ha pubblicato numerosi romanzi, basati su attente ricerche e appassionanti esplorazioni condotte in ogni angolo del pianeta. È considerato l’incontrastato «maestro dell’avventura» ed è uno dei massimi autori di bestseller: oltre 110 milioni di copie dei suoi libri sono state vendute nel mondo (18 milioni solo in Italia).



"Ironia. Gli sembrava quasi una parola onomatopeica. Come se il suo suono fosse già di per sé beffardo. Si chiese distrattamente se quella piega ironica avesse a che fare con qualcosa che riguardava l'aldilà. Piuttosto che preoccuparlo, la cosa fu a un passo dal divertirlo"

Un presenzialista dei funerali. La capintesta di una blasonata agenzia di pompe funebri. Un parco a tema che promette di far morire dal divertimento. La redazione di "Glamourt". Un collezionista di rarissimi carri funebri. Una dama di condoglianza. Un tumulatore di animali domestici. Un necroforo di fiori d'appartamento. Le ultime volontà di un uomo generoso. Un neo-defunto alle prese con la burocrazia.

Dieci racconti che iniziano quando tutto finisce.
Dieci racconti che giocano con la morte e con le sue innumerevoli declinazioni – qualche volta drammatiche, spesso assurde, sempre umanissime.
Dieci racconti e un filo che li tiene insieme.
Benedetta Palmieri affronta uno degli ultimi tabù con ironia partenopea e scaramantico disincanto, perché dietro la paura della morte c'è un mondo da raccontare.
Quanti modi ci sono per parlare della morte? Beh, molti, anche se non sembrerebbe, e se leggerete I Funeracconti di Benedetta Palmieri, da oggi in libreria per i tipi di Feltrinelli, ne scoprirete almeno dieci.
Già, perché come suggerisce anche il titolo, questo libro altro non è che una raccolta di racconti che affronta uno degli argomenti più 'spinosi' e indigesti: la morte. Anzi, la morte e il funerale, quel momento in cui si dice davvero addio al defunto.

L'autrice ci accompagna quindi tra vari episodi strettamente legati 'all'ultimo viaggio', e lo fa passando da momenti di grande intensità, come per esempio tutti gli 'intramezzi' che separano i vari racconti, dove ci si sente particolarmente coinvolti, particolarmente toccati, a momenti di umorismo nero, come per esempio il racconto Glamourt, una delle punte più divertenti e meglio riuscite della raccolta.
Incredibile anche lo stile di scrittura, che passa dal grande coinvolgimento a un leggiadro 'trotto', da momenti di riflessione a scenette più veloci e dirette, dall'italiano più ricercato al dialetto partenopeo... In somma, Benedetta Palmieri ci offre stuzzichini davvero ben curati e ottimamente riusciti.

Attenzione però, non dobbiamo affatto scambiare questa prova letteraria con una semplice raccolta di divertissements 'lugubri', perché di occasioni per riflettere, in questi testi, ce ne sono molti, magari nascosti, ma molti. Perché, in fondo, la morte è una delle poche cose certe nella vita; la si può affrontare in molti modi, ma bisogna affrontarla.

Non è, inoltre, solo di morte che si parla tra queste pagine, ma anche di vita. L'ultimo saluto diventa spesso un pretesto per parlare della gente e della quotidianità, o per descrivere una società... penso ad esempio al racconto Gaeta', in cui a un certo punto si parla del Napoli di Maradona e, in poche righe, viene magistralmente spiegata una 'realtà storica', raccontato un sentimento 'globale' che contaminava la Napoli di quel periodo, ma probabilmente anche molti altri italiani, creando uno dei punti migliori del libro, a mio avviso.

C'è dunque grande ricchezza in questi dieci racconti. C'è divertimento e c'è sentimento, c'è ironia ma anche profondità di pensiero.
Una lettura fuori dall'ordinario ed estremamente interessante.


Vi ricordate che qualche giorno fa ho partecipato ad un gioco in cui bisognava continuare una favola?
Se non lo ricordate, basta che andate a leggere QUI; se ve lo ricordare, beh, vi segnalo che il Menetrello è andato avanti con l'avventura:

La principessa e la sarta
[Chagall]
C’era una volta una principessa molto bella e vanitosa. La fanciulla passava le giornate a rimirarsi nello specchio, cambiarsi d’abito e pettinarsi i capelli in mille modi differenti.
Un giorno il re preoccupato per quella figlia già grande e ancora così frivola le disse: «È giunto il tempo per voi di maritarvi. Il mese prossimo organizzerò tre grandi feste da ballo a cui inviterò tutti i principi dei regni confinanti. Tra loro sceglierete il vostro sposo».
«Acconsento ad una condizione», rispose la principessa sciocca. «Convocherete la sarta più brava del regno perché mi confezioni per ogni ricevimento gli abiti più sontuosi che siano mai esistiti».
[Deb]
Il re sbiancò all’istante. C’era solo una sarta, in tutto il regno, in grado di confezionare gli abiti più stupefacenti che occhio umano avesse mai ammirato. Ed era una strega.
Povero me, come farò? pensò il re, mordicchiandosi il labbro in modo assai poco regale. Eppure era la sarta migliore. Le sue stoffe erano così pregiate, leggere e splendenti, che si diceva fossero fatte di sottili fili di ragno, oro di ali di farfalla, profumo di gigli e fusa di gatto.
«Mia cara» tentò il re, «avete già molti abiti, di sicuro troverete il più adatto.»
La principessa pestò forte un piede a terra, allargando la boccuccia a dismisura per enfatizzare tutto il suo sdegno. «Padre! Come potete pensare che indosserò uno dei miei vecchi abiti proprio davanti ai miei pretendenti? Non vorrete che nel regno si dica: “il re non ha denaro per maritare la sua unica figliola”!»
Il re arricciò le labbra, indeciso se dar credito a una simile accusa. Alla fine acconsentì alla richiesta della figlia: se quella era l’unica condizione a cui avrebbe dovuto sottostare, l’avrebbe fatto per il bene del regno e della corona.
Pochi minuti più tardi, un messo reale galoppava a perdifiato fuori dal castello, diretto alla Palude del Mairitorno, dove abitava la strega Robinia, signora delle Terre Fetide e migliore sarta di tutto il regno.
[Vocedelsilenzio]
Il viaggio non fu particolarmente faticoso (non per il messo, perlomeno). Se si esclude l’incontro col Mostro di Fango, risoltosi con qualche macchia di troppo, tutto andò fin troppo bene e, ben presto, il messaggero si ritrovò alle porte del maniero dove la famosa Robinia abitava. Si trattava di una costruzione grossa e bassa, dai muri spessi e indubbiamente antichi, e si distingueva dalla vegetazione paludosa grazie al rosso con cui tutte le pareti erano dipinte.
L’omino, un ragazzetto biondo e scarno di nome Bub, scese da cavallo e si avvicinò titubante al portone marcio che, si presumeva, fosse l’entrata principale. Bussò tutto spaventato e, quando la porta si aprì da sola, fece un balzo che lo sollevò da terra di almeno un metro.
Bub avanzò e aspettò che la vista si abituasse all’oscurità del posto, poi notò che, da una fessura in basso, sulla destra, scaturiva della luce. Si avvicinò lentamente e scoprì un nuovo passaggio incantato che si aprì di colpo, lasciandolo interdetto dinanzi ad una vecchietta terribilmente vecchia. Aveva il viso coperto di rughe, il collo coperto di rughe e le mani coperte di rughe. Tutto quello che non era coperto di rughe era coperto da una lana così datata che delle falene ci volavano in mezzo.
La donna stava guardando fisso davanti a sé, fumando quello che sembrava un lombrico rinsecchito, ma che probabilmente era qualcosa di peggio.
«Signora… io sto… io sto…»
«Pfu!» sbuffò la vecchia.
«La strega Rubinia… io…»
«Io sono la strega!»
«Siete voi?»
«Sì!»
«Ecco… mi manda… mi manda…»
«Vi manda il re.»
«Esatto! E vuole… lui chiede…»
«La risposta è no.»
Il messo rimase interdetto.
«Come no?»
«No!» E sbuffò un fumo denso e rosso.
“E perché mai?»
«Non mi piace la principessa!»
«Ehm..»
«Potrei accettare la richiesta del re solo se…»
«Solo se?» chiese speranzoso il ragazzetto.
[Lerigo Onofrio Ligure]
«Solo se mi porterete quattro petali delle quattro rose della virtù».
«Cosa…»
«Fiori magici che donano virtù a chi ne mangia i petali, sciocco!»
Detto questo la vecchia schioccò le dita e Bub si ritrovò nella stalla del castello, in groppa al proprio cavallo, tutto lindo e pulito, come non ne fosse mai partito. “E ora cosa dico al re?” si domandava mentre le guardie lo scortavano al cospetto del sovrano.
«Dunque messo cosa ha risposto Robinia?» domandò il re, per nulla paziente.
«La signora delle Terre Fetide chiede quattro petali delle quattro rose della virtù, mio re!»
«Davvero, una richiesta del genere?»
«Non ha detto altro».
«Il nonno di mio nonno fondò questo regno dopo aver mangiato un petalo della rosa della saggezza» ammise il re pensieroso. Arricciò le labbra come era solito fare davanti ai grattacapi. «Va bene messo, sarai tu a cercare i petali».
«Mio sire io…»
«Ragazzo, non vorrai contraddire il tuo sovrano?» tagliò corto il re con fare sbrigativo.
Bub annuì senza avere la più pallida idea dove cercare le fantomatiche rose, ma decise che era meglio non infastidire ulteriormente il re e si avviò per tornare nel cortile del castello. Domandò al cerusico e al frate, ma solo l’alchimista riuscì a dargli l’informazione desiderata
«Bub caro», spiegò il vecchio sistemandosi con l’indice gli sparuti baffetti che sovrastavano la sua bocca striminzita «Le rose non sono cose facili da trovare: esse possono donare virtù ma sottrarla allo stesso modo. Spetta a chi mangia un petalo dimostrarsene degno».
«Questo come mi aiuta a trovarne?»
Il vecchio chinò il suo corpo scheletrico sotto il bancone e ne tirò fuori un libro polveroso, lo aprì usando un segnalibro logoro e recitò: «“Saggezza abbondante per governare, si presenta solo a chi sa dove cercare, segui i regni e saprai cosa trovare”.»
«Una filastrocca?»
«Si caro ragazzo e ce ne sono altre, una per ogni rosa.» annuì il vecchio proseguendo «“Coraggio sufficiente per un leone, serve per combatter il dragone, la troverai se vai dentro al tifone”. “Purezza candida come la neve, cercarla in montagna si deve, attento al percorso più breve”. “Magnanimità non scambiare per saggezza, può causar perdita di grande ricchezza, trovarla potrai quando avrai grandezza”. Ricordale Bub, potrebbero aiutarti.»
«Non capisco come.»
Dovrai viaggiare ragazzo mio. Seguire i regni, fino alla Rocca di Pietra e oltre il Bosco delle Campane. Troverai il regno di Ocinu, sovrano dalla saggezza incrollabile, esso di certo avrà nel suo giardino una rosa della saggezza, trovala e saprai dove cercare le altre. Queste erano le parole che il povero Bub si ripeteva mentre il suo cavallo galoppava deciso verso il confine del regno, dove l’avrebbe accolto il sentiero dentato, fino alla Rocca di Pietra, il cui sovrano era famoso per obbligare tutti i viandanti a pagare un pedaggio per attraversare i suoi domini.


Ora però siamo in cerca di un nuovo 'bardo' pronto a continuare la storia della povera sarta senza vestito per la festa. Chi si vuole avventurare?
Basta che visitiate il blog di Lerigo Onofrio Ligure, leggiate le regole e commentiate il post.

Forza, cosa state aspettando?!


Oggi vorrei segnalare la nascita di una nuova collana dedicata ai più piccoli, ma che potrebbe interessare anche a chi è un po' più maturo.
La giunti ha infatti lanciato, nel mese di settembre, una nuova collana di classici dedicata ai ragazzi, una collana tutta da scoprire, con una veste grafica completamente rinnovata e adatta al pubblico giovane, e con dei prezzi davvero contenuti, cosa che, in questo periodo, non fa di certo male.


Questa collana si chiama I CLASSICI TASCABILI, perché “Niente è più moderno di un classico”, i volumi costeranno 7,90 €, saranno brossurati e alcuni titoli sono già disponibili!

Giunti Editore, con questa mossa, completa l’offerta di classici a marchio Junior affiancando alle Gemini (la collana best seller nei classici da regalo) questa nuova collana, un progetto che ha lo scopo di raccogliere i romanzi per ragazzi più amati e famosi di tutti i tempi, ma anche alcune perle da riscoprire.
La grafica di copertina è affidata alle mani di Edwin Rhemrev, giovane illustratore olandese, che avvicina le giovanissime generazioni a libri intramontabili, troppo spesso ritenuti lontani dall’immaginario contemporaneo.
In appendice ad ogni volume, inoltre, sono presenti informazioni su trasposizioni cinematografiche e televisive, in modo che il lettore possa continuare a vivere le emozioni del libro sul grande e piccolo schermo. Una scelta davvero interessante e che potrebbe, a mio avviso, aumentare l'interazione tra ragazzi e classici.


Da settembre sono disponibili i seguenti titoli, ma altri se ne aggiungeranno presto:

- Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari
- Il mago di Oz di L. Frank Baum
- Il libro della giungla di Rudyard Kipling
- Papà gambalunga di Jean Webster
- I ragazzi della Via Pal di Ferenc Molnár
- Viaggio al centro della terra di Jules Verne
- Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett
- Heidi di Johanna Spyri


Allora? Cosa ne pensate? A me questa veste intriga molto e credo che potrebbero essere una buona idea regalo per le mie cuginette, ma anche dei bellissimi volumi da collezione. Eh, sì, da collezione! Non so voi ma io, per esempio, sono fissato con Alice nel paese delle meraviglie e ne colleziono le varie edizioni... se uscisse per la Giunti con questa veste così colorata e moderna andrei subito a comprarlo!


Cari lettori, oggi ho l'onore di pubblicare un'intervista che definire esclusiva è davvero poco. Grazie al blog ho avuto la possibilità di scambiare qualche chiacchiera con alcuni autori che ammiro molto, come Lois Lowry, Susan Vreeland, Joanne Harris... nomi che, davvero, se ci penso mi fanno drizzare i peli sulla schiena, ma chi avrebbe mai pensato che io, proprio io!, sarei riuscito a incontrare per voi la fantastica... Bella Addormentata? E' stato un momento davvero unico per me e ci tengo moltissimo a condividerlo con voi.

L'ho incontrata in un tendone rosa appositamente innalzato per lei in una delle piazze di Disneyland Paris, in occasione del lancio della sua rubrica del cuore Scrivilo a Bella, pubblicata sulle pagine del blog Al peggio non c'è mai fine col patrocinio di Madame X, propretaria e ferra direttrice della Sòla Edizioni, casa editrice che ha raggiunto la fama grazie ad alcuni titoli che hanno suscitato l'interesse del grande pubblico. Ricordiamo per esempio La più bella del reame, autobiografia di Biancaneve e il libro di ricette della famosa Strega di Hansel e Gretel.
Questo è il risultato di quella giornata memorabile!
Buona lettura!



Ci può raccontare come è giunta a collaborare con Madame X della Sòla Edizioni?
L’ho incontrata alle riunioni di terapia di gurppo. Ci andavo ad accompagnare Cenni, era nella sua fase “Cercasi-scarpetta-perduta-compulsivamente”. Ci siamo ritrovate tra noi principesse e ci siamo dette: “Meglio sola, che con un uomo che è ‘na sòla!” E ci siamo messe in società!

Sappiamo tutti che lei è molto innamorata del suo Filippo, o Pippo come lo chiama lei... ma avrà pure qualche difetto questo principe, o no?
Gioia, esiste maschio che non ne abbia? È esattamente per questo che sono state create le donne, per supplire alla lacuna rappresentata dalla stupidità specie maschile!

Ha mai pensato di allargare la famiglia? Non le piacerebbe avere qualche principessina da allevare? Mal che vada c'è sempre tata Lucia!
Cocco de Bella, te dovresti leggere un pochettino meglio la fiaba prima di intervistarmi. Io di figli ne ho già due. Sole e Luna… quanto alla tata provvedono già Mary Poppins e tata Matilda. Una badante per quella sciagurata cannibale di mia suocera, ecco cosa mi servirebbe!

Parliamo delle tre fate madrine dai nomi… ehm… naturalistici. Com’è stato avere tre donne come genitori?
Un gran puttan… cioè, un’allegra e confusa famiglia allargata! Anche perche Disney cita solo Flora, Fauna e Serenella. Poi c’erano le altre dodici della fiaba: Desertificazione, Scioglimento-dei-ghiacci, Pandemia, Devastazione, Voragine-dell’ozono, Estinzione-specie-protette, Effetto-serra e Temperatura-inssopportabile (queste erano gemelle e non si staccavano mai), Discarica-abusiva, Falda-acquifera-avvelenata, e Apocalisse.
Che tempi! Pranzavamo insieme con forchette d’oro, e se per caso una si ritrovava senza era sempre un disastro ambientale!

Di recente si è ipotizzato un suo flirt con Barbablu... quanto c'è di vero in queste affermazioni?
Tipica domanda da maschio cretino. Le pare che se anche avessi una tresca lo andrei a dire in un’intervista? E avercene di manzi come Barbablù! Niente, solo damerini azzurri tenori che se ne vanno in giro su cavalli bianchi a gorgheggiare serenate d'amor cortese. Noi vogliamo uomini con i fagioli magici, santa fata madrina!

Parliamo delle sue colleghe. Biancaneve ha dichiarato più volte di essere la più bella del reame. Lei che ha avuto svariate occasioni per vederla dal vivo si sente di confermare tali dichiarazioni?
Tecnicamente lo dichiarava lo specchio e non lei (dovrebbe essere più preciso, è incompetente). Comunque è una ragazza adorabile; certo i maliziosi dicono che dopo la mela il suo pallore è più quello di un cadavere piuttosto che quello della neve. Ma io naturalmente non l’ho mai pensato!

E' vero che Bella, quella della Bestia, è venuta da lei per qualche consiglio su come accalappiare il suo peloso amore? E se sì, lei che cosa le ha suggerito?
Le ho detto “Gioia, meglio una bestia superdotata oggi che un maschio scemo, e lo siete tutti, domani”. Una regola da segnare per le ragazze in ascolto!

E Cenerentola? Cosa ci dice su di lei? I più pettegoli dicono che, vista la sua educazione ‘domestica’, non è proprio la più indicata a sedere sul trono…
Starà in piedi allora, tesoro. Che domanda scioccherella.

Per concludere, si sente di dare un consiglio generale, che vada sempre bene, alle nostre amiche lettrici che tanto soffrono per amore?
Ma guarda che te ne ho già dati due, soliti maschi inaccontentabili!
Uff... ce l’hai presente il film Il club delle prime mogli? È una pellicola utilissima che consiglio a tutte le ragazze in ascolto. Alla fine Ivana Trump consiglia: “Non prendetevela, prendetevi tutto!” Be’, io ho migliorato un tantinello il motto: “Non prendetevela, prendetelo a mazzate!” È molto più appagante, credetemi!

Bacini a tutti.




C'era una volta una principessa... e il suo nome era Cenerontola. Sì, proprio con la "o" in mezzo. E per questo non era né alta né bionda, né bella né magra e non aveva neppure gli occhi azzurri.

Le principesse non devono essere per forza come ce le immaginiamo da sempre o moderne eroine combattive da cartone in tre dimensioni. Dietro una principessa c'è prima di tutto una donna "normale" che, come Cenerontola, può vivere in un castello in affitto, sognare un'occasione per cambiare le cose e magari, con l'aiuto di chi si fa contagiare dalla sua passione, riuscire nella più rocambolesca delle imprese.
Quella di Cenerontola è un'avventura scritta per i bambini che vogliono sognare con gli occhi all'insù e per gli adulti curiosi che nei riflessi di una storia vogliono sorridere alla luce della fantasia.

La prima cosa che mi viene in mente a lettura finita è che questo libro sarebbe il titolo ideale per avvicinare un bambino al magico mondo della parola scritta. Dico questo perché nel testo troviamo riferimenti a un mondo che i bambini conoscono fin troppo bene, quello delle fiabe, ma troviamo anche molto divertimento, situazioni nuove che nessuna principessa Disney aveva ancora visto, e una scrittura estremamente agile che fa filare tutto liscio.

Cenerontola è una forza della natura! Aiutata dal suo fedele Gatto con gli stivali, e da amici incontrati durante l'avventura, fa divertire e fa riflettere, permette di passare qualche ora in allegria e trasmette un messaggio assai importante: si è belli per come si è, si vince essendo se stessi.

La simpatia che traspare dalle pagine nasconde sicurezza e abilità di scrittura.
Si è molto attenti a mantenere un certo numero di riferimenti ai 'classici' fiabeschi e quando questi classici vengono stravolti, non subiscono modifiche alla Shrek, volte solo a far ridere e a ridicolizzare, ma vengono usati per dar forza e spunti a Cenerontola che, sì, vive in un mondo di fiaba, ma un mondo di fiaba che presenta molti punti di contatto col nostro.

Ecco quindi che questa favola moderna è proprio adatta a tutti noi e di sicuro nessuno potrà resisterle.

Se volete dunque passare dei momenti divertenti... regalatevi Cenerontola!
Se volete far leggere i vostri bambini regalategli Cenerontola.
Se volete ritrovare fiducia in voi stessi regalatevi Cenerontola.
Sì, in somma... diciamolo... non trovo nessun motivo per cui qualcuno non dovrebbe acquistare questo libro quindi... regalatevi Cenerontola in qualsiasi caso!






Terzo appuntamento di un'iniziativa nata dalla 'contorta' mente dello spiritello Chagall e proseguita poi con ostinata convinzione dalla magica Deb, addestratrice di gatti incantati e creatura dalle mille personalità.
In che cosa consiste questa iniziativa? Molto semplice: nella scrittura a più mani di una fiaba. Chagall ha dato il via, Deb ha scritto un secondo pezzo e io... beh, io ho tentato di scrivere un continuo.
Ma la storia non è ancora finita! Eh, no! Tocca ora a un nuovo prescelto mettere alla prova le sue capacità fiabesche. Come fare? Seguite le regole!



1) Per non far torti a nessuno, si aggiudica il seguito chi per primo lascerà un commento di seguito al post, chiaramente con l'esplicito intento di voler proseguire. Potete sbizzarrirvi con la fantasia, e tutti possono partecipare, purché ci sia un certo nesso logico con quanto è già scritto e con la struttura tipica di una fiaba.

2) Si riporta nel proprio sito o blog le parti già scritte senza modificarle e lasciando per ciascuna il nome del rispettivo autore (magari con link incluso, fa sempre piacere). Di seguito a quelle, largo spazio al vostro pezzo (per buona misura, non superate una pagina word, o diventa un romanzo!). Ricordate, avete una settimana di tempo, non di più!

3) Se un autore lo desidera, può aggiungere un'altra regola inerente indicazioni precise sul proseguimento della fiaba. Esempio: "Ci devono essere almeno tre prove per la figura dell'eroe". Oppure: "l'oggetto magico che aiuterà la principessa o l'eroe sarà in realtà un animale domestico parlante. O un portacipria di broccato..." ecc.

4) Si va avanti finché la fiaba non ha termine.

Ma ora via con la fiaba!!!

La principessa e la sarta


C'era una volta una principessa molto bella e vanitosa. La fanciulla passava le giornate a rimirarsi nello specchio, cambiarsi d’abito e pettinarsi i capelli in mille modi differenti.
Un giorno il re preoccupato per quella figlia già grande e ancora così frivola le disse: «È giunto il tempo per voi di maritarvi. Il mese prossimo organizzerò tre grandi feste da ballo a cui inviterò tutti i principi dei regni confinanti. Tra loro sceglierete il vostro sposo».
«Acconsento ad una condizione», rispose la principessa sciocca. «Convocherete la sarta più brava del regno perché mi confezioni per ogni ricevimento gli abiti più sontuosi che siano mai esistiti».
[Chagall]
Il re sbiancò all'istante. C'era solo una sarta, in tutto il regno, in grado di confezionare gli abiti più stupefacenti che occhio umano avesse mai ammirato. Ed era una strega.
Povero me, come farò? pensò il re, mordicchiandosi il labbro in modo assai poco regale. Eppure era la sarta migliore. Le sue stoffe erano così pregiate, leggere e splendenti, che si diceva fossero fatte di sottili fili di ragno, oro di ali di farfalla, profumo di gigli e fusa di gatto.
«Mia cara» tentò il re, «avete già molti abiti, di sicuro troverete il più adatto.»
La principessa pestò forte un piede a terra, allargando la boccuccia a dismisura per enfatizzare tutto il suo sdegno. «Padre! Come potete pensare che indosserò uno dei miei vecchi abiti proprio davanti ai miei pretendenti? Non vorrete che nel regno si dica: "il re non ha denaro per maritare la sua unica figliola"!»
Il re arricciò le labbra, indeciso se dar credito a una simile accusa. Alla fine acconsentì alla richiesta della figlia: se quella era l'unica condizione a cui avrebbe dovuto sottostare, l'avrebbe fatto per il bene del regno e della corona.
Pochi minuti più tardi, un messo reale galoppava a perdifiato fuori dal castello, diretto alla Palude del Mairitorno, dove abitava la strega Robinia, signora delle Terre Fetide e migliore sarta di tutto il regno.
[Deb]
Il viaggio non fu particolarmente faticoso (non per il messo, perlomeno). Se si esclude l'incontro col Mostro di Fango, risoltosi con qualche macchia di troppo, tutto andò fin troppo bene e, ben presto, il messaggero si ritrovò alle porte del maniero dove la famosa Robinia abitava. Si trattava di una costruzione grossa e bassa, dai muri spessi ma indubbiamente antichi, e si distingueva dalla vegetazione paludosa grazie al rosso con cui tutte le pareti erano dipinte.
L'omino, un ragazzetto biondo e scarno di nome Bub, scese da cavallo e si avvicinò titubante al portone marcio che, si presumeva, fosse l'entrata principale. Bussò tutto spaventato e, quando la porta si aprì da sola, fece un balzo che lo sollevò da terra di almeno un metro.
Bub avanzò e aspettò che la vista si abituasse all'oscurità del posto, poi notò che, da una fessura in basso, sulla destra, scaturiva della luce. Si avvicinò lentamente e scoprì un nuovo passaggio incantato che si aprì di colpo, lascinandolo interdetto dinanzi ad una vecchietta terribilmente vecchia. Aveva il viso coperto di rughe, il collo coperto di rughe e le mani coperte di rughe. Tutto quello che non era coperto di rughe era coperto da una lana così datata che delle falene ci volavano in mezzo.
La donna stava guardando fisso davanti a sé, fumando quello che sembrava un lombrico rinsecchito, ma che probabilmente era qualcosa di peggio.
"Signora... io sto... io sto..."
"Pfu!" sbuffò la vecchia.
"La strega Rubinia... io..."
"Io sono la strega!"
"Siete voi?"
"Sì!"
"Ecco... mi manda... mi manda..."
"Vi manda il re."
"Esatto! E vuole... lui chiede..."
"La risposta è no."
Il messo rimase interdetto.
"Come no?"
"No!" E sbuffò un fumo denso e rosso.
"E perché mai?"
"Non mi piace la principessa!"
"Ehm.."
"Potrei accettare la richiesta del re solo se..."
"Solo se?" chiese speranzoso il ragazzetto.
[Vocedelsilenzio]


E ora a voi la palla! Oops... la penna! ;)

Io ringrazio tantissimo Chagall per la bella idea e Deb per la bella continuazione. E' stato un piacere!!!


E' uno dei titoli che attendo con più impazienza in quest'ultimo trimestre 2011.
E' un libro per ragazzi (narrativa che, a mio avviso, sta offrendo sempre più opere originali) che vede la collaborazione di due scrittori fantasy che io apprezzo molto: Francesco Falconi, che mi ha incantato con vari lavori e che seguo con grande stima, e Luca Azzolini, il cui romanzo d'esordio, Il fuoco della Fenice, ha lasciato in me grande aspettativa per il futuro di questo autore.
Ecco dunque che fra poco meno di un mese potremo testare quanto abbia fatto bene, a questi due ragazzi, il lavoro a quattro mani.

Evelyn Starr.
Il diario delle due lune

di Francesco Falconi e Luca Azzolini

Evelyn ha tredici anni e vive a Ithil Runa con la madre e la nonna. Una mattina al risveglio guarda fuori dalla finestra e scopre con terrore che una nebbia densa e livida avanza sul paese, inghiottendo ogni cosa. Inoltre una misteriosa lettera la avverte che il padre, scomparso quando lei aveva cinque anni, è ancora vivo ed è tenuto prigioniero dal Signore delle Nebbie. Per salvarlo Evelyn, con l'aiuto del suo amico Zak, dovrà varcare l'Arco d'Avorio ed entrare nel Mullagh Maat, il Regno Grigio. Nel loro viaggio i due ragazzi subiranno una misteriosa trasformazione ed Evelyn scoprirà di essere l'ultima discendente della Stirpe dei Guardiani delle Nebbie, il cui compito è custodire proprio l'Arco d'Avorio. Ma qualcuno sta tramando per catturare gli ultimi Guardiani e aprire la strada al ritorno della perfida Regina dei Senzastelle...

Editore: Piemme
Pagine: 320
Prezzo: 17,00 €
Uscita: 25 Ottobre 2011


Il 12 ottobre arriva in tutte le librerie una raccolta di racconti che definirei piuttosto particolare. Perché? Beh, perché il tema principale è il funerale, e quindi la morte.

Un'antologia dalle tinte ironiche, ma anche un momento per riflettere in maniera disinvolta su uno dei grandi tabù del nostro tempo.
Signore e signori...

I Funeracconti
di Benedetta Palmieri


"Ironia. Gli sembrava quasi una parola onomatopeica. Come se il suo suono fosse già di per sé beffardo. Si chiese distrattamente se quella piega ironica avesse a che fare con qualcosa che riguardava l'aldilà. Piuttosto che preoccuparlo, la cosa fu a un passo dal divertirlo"

Un presenzialista dei funerali. La capintesta di una blasonata agenzia di pompe funebri. Un parco a tema che promette di far morire dal divertimento. La redazione di "Glamourt". Un collezionista di rarissimi carri funebri. Una dama di condoglianza. Un tumulatore di animali domestici. Un necroforo di fiori d'appartamento. Le ultime volontà di un uomo generoso. Un neo-defunto alle prese con la burocrazia.

Dieci racconti che iniziano quando tutto finisce.
Dieci racconti che giocano con la morte e con le sue innumerevoli declinazioni – qualche volta drammatiche, spesso assurde, sempre umanissime.
Dieci racconti e un filo che li tiene insieme.
Benedetta Palmieri affronta uno degli ultimi tabù con ironia partenopea e scaramantico disincanto, perché dietro la paura della morte c'è un mondo da raccontare.

EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 144
PREZZO: 14,00 €


L'AUTRICE:
Benedetta Palmieri è nata a Napoli, dove scrive e lavora. Ha collaborato con "Il Mattino" e con la rivista "L'Isola". Ha pubblicato Un Due Tre Stella (Pironti Editore).


Io lo trovo un esperimento particolare e interessante. Sicuramente se ne riparlerà a ridosso dell'uscita, ovviamente su questo blog.