Che cosa accade a un demone quando entra in contatto con il mondo degli uomini, e ne conosce gli orrori?

Grazie al potere di una stella, Hyoutsuki e Yobai valicano i confini fra i tempi e le dimensioni e prendono sembianze umane, celando la loro identità sotto nomi fittizi. Ma niente può frenare l’impeto di una battaglia che si protrae da millenni e che questa volta ha come scenario le guerre degli uomini: sul Carso, nel 1915; sul lago di Meina, nel 1943; a Roma, nel 1977. E nel tempo presente.
Molte figure femminili attraversano il loro cammino: una Dea che ne controlla le sorti, ostacolandoli e traendoli in inganno, e due umane, la misteriosa Adelina e la giovanissima Ivy dai capelli bianchi e dagli occhi tristi, che ama le storie fantastiche e ha il dono di poterle cambiarle.
Ma quando i mondi si incontrano non c’è comunque scampo. I demoni diventano più simili agli uomini, e gli uomini – e le donne – acquistano poteri che forse non desiderano.
Perché c’è una soglia, tra luce ed ombra, che non può essere violata nemmeno con lo sguardo.

Un meraviglioso viaggio tra i sentieri della mente di creature soprannaturali, di esseri umani coraggiosi e storiche battaglie che hanno plasmato il destino del mondo: questo è Sopdet, un romanzo dai mille volti, che toglie il respiro e vive di vita propria.

Il fatidico secondo volume di una trilogia viene spesso visto come un volume di passaggio e, quindi, il rischio è quello di creare un qualcosa che, alla fine, risulti piuttosto vuoto e inutile, un corridioio tra due stanze che, forse, andavano visitate senza intermezzi.
Sopdet, secondo volume della trilogia di Lara Manni iniziata con Esbat e che si concluderà con Tanit, non rientra nel gruppo di questi secondi volumi sciatti, anzi! Sopdet è migliore del suo predecessore, molto migliore.

La scrittura è sempre ottima. Chiara, senza fronzoli, ma bella e accattivante.
Tornano i cambi di POV, che qui si fanno più chiari rispetto ad Esbat.
E migliora la capacità di indagare l'umano percorrendo vie indirette ma efficaci. Se in Esbat, infatti, si tendeva a osservare gli uomini attraverso le loro ossessioni, in Sopdet, probabilmente, lo si fa attraverso la morte. Sì perché questa volta, i due demoni, Yobai e Hyoutsuki, viaggeranno nella storia del nostro paese nel tentativo di salvare, o uccidere, (a seconda del demone in questione) determinate persone. Le epoche in cui si ritrovano sono però epoche di caos (e guarda caso Axieros, la dea che lì li ha mandati, regna proprio nel caos), e di morte, perché sono periodi di guerra. Ma sarà proprio il tentativo di uccidere e il tentativo di evitare l'uccisione di qualcuno a cambiare questi due personaggi fantasici, rendendoli via via più simili agli uomini, e quindi coinvolgendoli in sentimenti che non conoscevano.
E nel presente sarà sempre la morte a parlarci dei personaggi, la morte che ha colpito persone vicine ai protagonisti della storia.
Ecco allora che, mentre l'autrice descrive guerre, guerriglie, tentativi di omicidio, in verità si possono scrutare il rimpianto, la rabbia, la determinazione... e l'amore. Molto amore, anche se ad un primo sguardo non sembra.

In somma, trovo la Manni un'autrice davvero interessante. Senza mettersi a parlare di stile (e lei ne ha da vendere), credo che la sua grande qualità sia raccontare degli uomini senza mai parlarne direttamente, e credo sia fantastico.

Ora non vedo l'ora di giungere a Tanit, e visto che dovrebbe arrivare in libreria a febbraio non aspetterò a lungo.


Domani è Natale e anch'io volevo farvi gli auguri. Ve li farò, però, in una maniera un po' particolare.

Tutto è nato da una proposta di Nasreen, di Sognando Leggendo, che aveva letto una particolare lettera scritta da J. K. Rowling alla sè stessa di qualche anno prima...
Ebbene, anche io, insieme alla stessa Nasreen e ad alcune altre blogger, ho scritto una lettera del genere. La trovate in questo speciale e-book realizzato per augurarvi un felice Natale. Io sono Andrea Storti, e spero possa essere un modo carino per farvi conoscere qualcosa in più di me, e di noi.

Di cuore, un buon Natale, che sia sereno e felice!



Sempre in tema Progetto Wonderland, vorrei fare un paio di segnalazioni.

La prima è che esiste da ieri una pagina fan del progetto. Basta cliccare QUI per accedervi. Mi raccomando, cliccate tanti MI PIACE e diffondete il verbo.

Sempre su facebook, poi, ora c'è anche Morbillo il Coccodrillo. Se volete diventare suoi amici, basta che clicchiate QUI.

Un saluto.


Sì, come intuite dal titolo, ufficializzo che il blog del Progetto Wonderland è attivo e aspetta le vostre numerose visite.

Oh, giusto, non ho spiegato cos'è il Progetto Wonderland!


Come ho già detto in un paio di occasioni, non faccio parte di quella schiera di lettori che hanno iniziato ad apprezzare i libri fin da giovanissimi. Tutt'altro. Io odiavo leggere e mia mamma tentava in tutti i modi di forzarmi perché il professore di italiano delle medie riteneva sarebbe stata una buoan palestra per migliorare nei temi.
Probabilmente questo professore aveva ragione, ma io odiavo i libri!
Poi, però, ho incontrato il testo giusto, quello che mi ha toccato il cuore, quello che mi ha trascinato in un'avventura che non avrei mai voluto giungesse a conclusione. Era il romanzo di Ramses.

Ora sono quasi tre anni che gestisco questo blog (a marzo, più precisamente) e mi è venuto spontaneo chiedermi cosa potessi fare per incoraggiare anche la lettura infantile.
Sì, sono fermamente convinto che leggere renda gli uomini migliori, o comunque più 'aperti' mentalmente. Un libro può far conoscere, insegnare, divertire, istruire.
Credo che senza la lettura non sarei la persona che sono ora. Ritengo quindi importante che i bambini inizino a leggere il prima possibile.
Il problema, però, è che spesso la lettura viene vista, non so come mai, come qualcosa di noioso, brutto... e anche i genitori e gli insegnanti tendono a proporla in maniera sbagliata, sempre secondo me.
Il libro va proposto come un amico divertente, non come un compito a casa. E mentre rifletto su questo mi viene in mente una presentazione a Torino in cui Baccalario parlava del primo libro della sua saga di Cyboria. L'autore era così coinvolgente, così allegro, così complice che era impossibile non rimanere affascinati dalla storia che stava raccontando. Penso che molti dei bambini presenti, nel giro di poco tempo, abbiano chiesto Cyboria ai loro genitori.
Ecco, se io da bambino avessi avuto la possibilità di assistere a una presentazione del genere, allora forse avrei iniziato a leggere volentieri molto prima.

Tutto questo per dire: voglio cercare, nel mio piccolo, di portare la lettura ai ragazzi.
Il Progetto Wonderland è proprio il mio tentativo, il cui primo passp è proprio QUESTO BLOG.
Lì troverete alcuni simpatici personaggi che paralndo di libri, suggeriscono letture, propongono giochi e informano, di tanto in tanto, anche i genitori. E' un luogo dove gli stessi bambini possono navigare in tranquillità e dove, spero, si possa scoprire il piacere della lettura.
Informo anche che alcuni lavori sono ancora in corso, ma il tutto è pronto e funzionante.

Ma questo è solo un punto di partenza!
Nel futuro, spero prossimo, l'idea è quella di organizzare qualcosa di concreto per i nostri bimbi... ma forse è ancora troppo rpesto per parlarne.

Io, per ora, credo di avervi annoiati abbastanza.
Vi lascio alla navigazione e, mi raccomando, spargete la voce!


Cari lettori,
appena finito un giveaway bisogna subito segnalarne un'altro e quindi... detto fatto!

Preciso che il giveaway non ha luogo su questo blog, ma su quello di un'autrice che qui nel 'meleto' è molto amata, ossia Claudia Tonin.
Per festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo, infatti, l'autrice di Esedion ha indetto un simpatico giveaway che mette in palio il suo libro e... l'orologio di Esedion!


Sì, visto che carino?
e lo potete anche scegliere in due differenti colori!



Cliccate dunque QUIVE per accedere al post che vi indica come potete fare per partecipare e che vi fornisce tutti i dati nel caso voleste semplicemente acquistare questi orologi da polso.

Buona fortuna!


Ed eccoci finalmente giunti al giorno della proclamazione! Chi si sarà aggiudicato questo bel romanzo?

Il burattinaio
di Francesco Barbi


L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del Regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato quattro anni prima, in circostanze alquanto misteriose, sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.
Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di reprimere ogni forma di eresia e stregoneria, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone nel vicino paese di Tilos. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm. Ma Zaccaria «ospita» in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…
Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; Orgo il gigante, in cammino dietro di loro; la strega strabica con la procace figlia adottiva e l’amica ex prostituta, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria. Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio. Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Da L’acchiapparatti a Il burattinaio,
dagli emarginati ai folli.
Sinistri, enigmatici, squilibrati personaggi incrociano le loro strade per dar vita
a un intreccio mozzafiato che trascina
oltre i canoni del fantasy.
Tutti ignari di essere pedine nel piano
di vendetta del burattinaio.



Siete ansiosi di conoscere il nome del fortunato? Allora vi dico subito che è una fortunatA!!!

Valentina Bellettini
Complimenti!


Chiedo alla vincitrice, cortesemente, di contattarmi privatamente per fornirmi l'indirizzo a cui far spedire il romanzo autografato.

E ricordo che oggi verrà estratto anche il vincitore della copia messa a disposizione dall'amico Imperatore Bianco sul suo blog Castel Oricalco, quindi tenetelo d'occhio! ;)


Oggi vi segnalo un libro non di narrativa che mi ha incuriosito molto e che mi sono regalato per il compleanno.
Non l'ho ancora letto, ma l'argomento trattato mi incuriosisce molto perché, sì, parlare della morte non è mai facile, e poi nutro grande stima nei confronti dell'autrice, Concita De Gregorio.

Così è la vita
di Concita De Gregorio

Dell'invecchiare, dell'essere fragili, inadeguati, perfino del morire parliamo ormai di nascosto. Ai bambini è negata l'esperienza della fine. La caducità, la sofferenza, la sconfitta sono fonte di frustrazione e di vergogna. L'estetica dell'eterna giovinezza costringe molte donne nella prigione del corpo perfetto e le inchioda dentro un presente mortifero, incapace di darci consolazione, perfino felicità.
In questa intensa, sorprendentemente gioiosa inchiesta narrativa, Concita De Gregorio ci chiede di seguirla proprio in questi luoghi rimossi dal discorso contemporaneo. Funerali e malattie, insuccessi e sconfitte, se osservati e vissuti con dignità e condivisione, diventano occasioni imperdibili di crescita, di allegria, di pienezza. Perché se non c'è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, non c'è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo in forza.

«Penso a Stefania Sandrelli morente che, ne La prima cosa bella, chiede a suo figlio quarantenne se ha bisogno di mutande, calzini. Poi sospira: "Però ci siamo tanto divertiti".
È una fatica, raccontarsela tutta, ma una grande soddisfazione, un sollievo e una cura.
Un'avventura magnifica. Ci siamo tanto divertiti, si dice sempre alla fine».

EDITORE: Einaudi
PAGINE: 124
PREZZO: 14,50 €


L'AUTRICE:
Concita De Gregorio, giornalista e scrittrice, firma storica de «la Repubblica» dove attualmente lavora, è stata per tre anni direttore de «l'Unità». Nel 2001 ha pubblicato Non lavate questo sangue (Laterza). Per Mondadori sono usciti Una madre lo sa. Tutte le ombre dell'amore perfetto (2006) e Malamore. Esercizi di resistenza al dolore (2008). Nel 2010 è uscito Un paese senza tempo. Fatti e figure in vent'anni di cronache italiane (il Saggiatore). Nel 2011 ha pubblicato per Einaudi Così è la vita.