20/03/12

Commento al libro: Tanit. La bambina nera

Tanit conclude la trilogia fantastica iniziata nel 2009 con Esbat e proseguita nel 2011 con Sopdet: una trilogia che unisce le leggende orientali ai miti mediterranei della Grande Madre, e li innesta nel racconto della contemporaneità. Stavolta, è lo smarrimento degli uomini alle prese con le bancarotte mondiali e la povertà imminente a fare da cornice a un evento fatale: una nascita divina che segnerà la fine dei tempi.

Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l'oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata a essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.

Lo avevo già detto commentando Sopdet: Lara Manni, con questa sua trilogia fantasy, affronta il mondo degli uomini mostrandocelo attraverso degli stratagemmi della narrativa fantastica.
Con Tanit, tutto questo diventa molto più chiaro ed evidente.

In Esbat osservavamo la nostra razza attraverso le ossessioni. Nel suo seguito indagavamo i nostri sentimentri giardando attraverso il sottile velo della morte. Ma qui, ora, l'autrice affonda il coltello nella piaga mostrandoci molto palesemente la natura umana, e infatti addirittura una Dea scenderà tra di noi e ci scruterà, rivelandoci cose che tutti noi sappiamo, ma che forse preferiamo evitare di ricordare. E tutto questo lo noteremo passando attraverso la maternità.

Axieros, la dea che nei primi due volumi ha "manipolato" i due demoni rivali, arriva qui a tirare le fila dei suoi giochetti, rivelando così di aver sempre avuto un piano in mente: far nascere una bambina, una bambina nera, che sarà capace di distruggere il mondo degli uomini e salvare così quello degli dei.
Ed è attraverso questa prima maternità che il lettore viene calato nella parte più scura dell'animo umano, nel lato 'cattivo' di ognuno di noi. La Dea ha infatti bisogno di una donna sufficientemente 'oscura' da poter ospirate la sua bambina e, mentre la cerca, ci mostra quanto tutti, bene o male, siamo 'cattivi'. I nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri commenti... tutti, in fondo, commettono qualche cattiveria, seppur misera.

Allo stesso tempo, quasi a voler contrastare questa gravidanza oscura, ce ne sarà un'altra, subito non accettata, che ci mostra un altro aspetto della natura umana: l'amore. Un amore che si annida anche dove sembra non ce ne sia. Un amore che sembra perfino causare delle azioni negative, ma che alla fine consente di giungere alla vittoria.

In somma, lo stile e le capacità di Lara Manni qui ritornano alla grande per mettere in scena un grande finale.
Ritornano gli immancabili POV, che in alcuni punti si fanno quasi febbrili. Ritorna una scrittura capace di disegnare mondi interi tratteggiando appena qualche parola.
Ma c'è anche una novità, a mio avviso, e cioè il 'montare' una trama più classicheggiante. Sì, penso che questo sia il volume più 'classico' tra i tre, perché al centro della storia c'è il dover salvare il mondo, e questa è una sorta di novità per la trilogia che, fino ad ora, aveva tenuto la sopravvivenza del demone Hyoutsuki come fine della linea narrativa principale.
Stavolta, invece, Lara va su un classico cliché, rendendolo suo e trasformandolo appunto in uno specchio per osservare l'umantà, per osservare noi. Un grande lavoro, come sempre-

Degna conclusione di una saga che ho molto amato, Tanit regala molte emozioni e molti pensieri e mi fa già sentire la mancanza di questi indimenticabili personaggi.
Quindi... Grazie Lara.

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