Cari amanti del fantasy, oggi c'è una bella notizia per voi!
Sabato 3 marzo, alla libreria Lupo Rosso di Torino, il grande illustratore Paolo Barbieri presenterà la sua prima opera da autore, Favole degli Dei, una rivisitazione dei miti in cui parole e immagini si fondono per dare volto e voce ad antiche divinità, creature mostruose e grandi eroi leggendari. In somma, un'occasione da non lasciarsi sfuggire!
A moderare l'incontro ci sarà Fabrizio Furchì, per Fantasy On Air.

Dunque non mancate al Lupo Rosso, in via A. Volta 1/H, Torino. QUI il sito della lirberia e 59. QUI l'evento facebook.



Favole degli Dei
di Paolo Barbieri
All'ombra delle gesta più celebrate degli antichi eroi scorrono storie che nessuno ha mai raccontato e che svelano sfumature sorprendenti e scorci invisibili. Queste storie vengono ora alla luce grazie ai disegni e alle parole di uno dei più importanti illustratori italiani, in una reinterpretazione vibrante e personale delle creature che popolano il pantheon delle leggende greche. Dei, Titani, ninfe, mostri, ma anche uomini coinvolti per il volere del fato nelle vicende degli immortali vengono raccontati e disegnati attraverso un nuovo immaginario che fonde testo e illustrazione, dark fantasy e poesia, modernità e mito. Le antiche leggende diventano così favole oniriche e sensuali: Poseidone, Zeus, Medusa, Atena, Afrodite, Pegaso, il Minotauro e tanti altri sono ritratti come mai prima d'ora.


Da oggi è in tutte le librerie Orchidee nere, il secondo di dieci volumi dedicati a Nero Wolfe e pubblicati da Beat Edizioni.

Io sono un accanito fan di questo investigatore dalla grande intelligenza, dal grande appetito e dal grande amore per le orchidee, e anche questa avventura non mancherà nella mia libreria.

Orchidee nere
di Rex Stout

Orchidee nere appare per la prima volta, insieme al racconto Cordialmente invitati a incontrare la morte, nel 1942. Mentre il mondo è sconvolto dal più grande conflitto armato della storia, Rex Stout decide di dilettare i lettori concedendo al suo detective pigro, grasso ed edonista anche un’altra “nobile” manifestazione oltre al suo inguaribile narcisismo: l’invidia. Una dolorosa, insopprimibile invidia che Nero Wolfe nutre per Lewis Hewitt, il milionario cha ha osato creare, e mostrare all’Esposizione floreale, tre magnifiche orchidee nere: il sogno o, meglio, la chimera di ogni floricoltore che si rispetti.
Pur di avere nella sua serra quei fiori preziosi e rari, Wolfe non esita a sfidare l’irruente ispettore Cramer e a mettere nei guai Archie Goodwin, occultando le prove di un delitto, nascondendo testimoni e decidendo persino di rinchiudersi in una camera a gas...
In Cordialmente invitati a incontrare la morte, invece, è una letale tossina - stufata, ahimé, anche con gustose animelle fresche di maiale - a determinare il triste destino di Bess Huddleston, organizzatrice di eventi, caduta in disgrazia presso i suoi facoltosi clienti.

EDITORE: Beat Edizioni
PAGINE: 224
PREZZO: € 9,00


DICONO DI NERO WOLFE:
«Stout scrive bene, racconta benissimo e i suoi romanzi sono coltivati con cura come un fiore raro e raffinato».
Carlo Lucarelli

«Torna il mito Nero Wolfe, il detective che ama le orchidee più degli umani e considera il cibo l'unica arte per cui vale la pena di esistere ».
Il Venerdì di Repubblica

Nero Wolfe, il detective amante della buona cucina, «un immenso narciso pigro ed edonista… le cui avventure rivaleggiano per numero e varietà con quelle di Maigret».
Goffredo Fofi

L'AUTORE:
Rex Stout nasce nel 1886 e muore nel 1975 negli Stati Uniti. Sin da piccolo rivela il suo genio: a tre anni ha già letto la Bibbia, a dieci tutti i testi di filosofia, storia, scienza e poesia del padre insegnante. A tredici anni è campione di ortografia del Kansas. Nel 1912 comincia a scrivere per riviste e settimanali. Nel 1934 pubblica Fer-de-Lance, il primo volume delle inchieste di Nero Wolfe. Il successo si ripete regolarmente per tutti i 42 successivi volumi, sfornati pressappoco al ritmo di uno all'anno. Nel 1959 viene premiato con il Mistery Writers of America Grand Master.


Cosa ci fa un giaguaro in carne e ossa nel cuore di Londra? Cosa sono tutte quelle reminiscenze di un passato remoto? E le visioni sanguinose che perseguitano Redlie, diciassettenne venuta dall'Italia, ospite a Londra di zia Daisy? Perché tutti continuano a dirle che la sua luce è abbagliante? Cosa significa? Ci sono nuovi adorabili amici per Redlie. Ci sono una zia un po' squinternata ma premurosa e un padre che da sempre è lontano. C'è un gattino randagio di nome Copernico. C'è un segreto che nessuno vuole rivelarle: - Devi arrivarci da sola - le rispondono ogni volta che lei chiede. C'è un amore, uno splendido e tenebroso giovane, dalle abitudini e dai comportamenti inspiegabili. Ma c'è anche David. Ossuto e grigio, quanto spietato e violento.

Io e i Paranormal Romance non andiamo molto d'accordo. Sarà che ho avuto esperienze di lettura non proprio rosee in passato, sarà che la troppa dolcezza mi fa alzare eccessivamente gli zuccheri nel sangue, sarà che... fatto sta che non vedevo l'ora di ricredermi e, è successo. Finalmente ho trovato un bel Paranormal Romance, che tra l'altro è stato scritto da un'italiana!

436 è un libro che mi ha sorpreso molto. Ha dalla sua molte carte vincenti che lo rendono un bel romanzo corposo ma veloce da leggere.
La scrittura è fluida, fulminea, precisa. La storia è avvincente perché molto misteriosa, ben giocata con la suspance e attenta a non dare troppe informazioni tutte d'un colpo. E al di là del Paranormal Romance, c'è fantasy più classico, c'è storia di formazione e c'è qualche sprazzo di Storia che non fa mai male.
I personaggi poi sono fantastici. Tutti ben delineati e dall'innegabile fascino, forse anche perché un po' si sogna di essere come loro, soprattutto i due protagonisti, Sean e Redlie, che sono due caratteri estremamente forti, carichi, intensi... Se posso permettermi, mi hanno un po' ricordato Cime Tempestose. Heathcliff e Catherine li ho amati proprio per la loro estrema forza, le loro beghe, il loro azzuffarsi e, allo stesso tempo, per la loro estrema fragilità. Ecco, Redlie e Sean mi ricordano loro due e per me è una cosa bellissima.

Dunque, complimenti ad Anna Giraldo che ha saputo costruire un romanzo divertente, coinvolgente e non banale. Ha saputo adattare il genere alle sue idee rendendolo godibile anche a chi non ama molto questo filone e ha saputo costruire bei personaggi che difficilmente si dimenticano.

Tra qualche giorno, poi, arriva in libreria il seguito, Thunder + Lighting... e io non vedo l'ora!


Iniziamo la settimana con qualcosa di davvero bello. Una notizia che a me ha fatto molto piacere e che spero possa incuriosire e allietare anche voi.

Conoscete la Orecchio Acerbo? Beh, mi auguro proprio di sì, altrimenti dovete rimediare subito! Questa casa editrice pubblica dei fantastici libri illustrati per bambini che, secondo me, sono godibilissimi anche per gli adulti. Penso ad esempio al recentissimo Bruno. Storia del bambino che imparò a volare, o ad Hansel e Gretel... due volumi che per raffinatezza e lavoro artistico meritano di essere in tutte le librerie. E ho citato i primi due che mi son venuti in mente, quelli che più amo, ma tutti i loro testi sono di qualità e di innegabile valore artistico.


Ebbene, a partire dal 22 febbraio, ossia da mercoledì, la Orecchio Acerbo inaugura una collana di albi illustrati, Lampi Light, indirizzati ad adolescenti ed adulti, scardinando così quel tabù che vede queste opere destinate esclusivamente a un pubblico molto giovane.
Questi titoli saranno racconti classici della letteratura fantastica, d’avventura e noir. Esposti alla luce delle immagini che, come lampi nella notte, improvvisamente rovesciano la visione delle cose.
Le prime pubblicazioni sono Capitan Omicidio, Isis, Il narratore, La governante, L’isola di fuoco. In somma da Charles Dickens a Silvina Ocampo, da Saki a Edouard Osmont passando per Emilio Salgari. Un tripudio di avventure e colori.
In queste edizioni, poi, per i più accaniti amanti delle illustrazioni, sarà contenuto un poster d'autore. Il tutto a soli 12,50 €.


Lampi dunque. Lampi di grande letteratura che squarciano l’oscurità e illuminano il cammino di chi non si accontenta delle strade più battute e cerca percorsi nuovi e originali.
E lampi di grande illustrazione. Non per riflettere la luce delle parole, ma per rifrangerne il senso e rispecchiarne la musicalità.


E presto, nel mese maggio, la collana avrà altre due nuove perle: Salto, un inedito Lev Tolstoi accompagnato dalle visionarie immagini di Maja Celia, un tuffo dalla rassicurante terra dell’infanzia nel pericoloso mare dell’età adulta, e Janet la storta, di R. L. Stevenson. Il difficile confine tra il bene e il male, la duplicità della natura umana ritratti dall’inquietante pennello di Maurizio Quarello.

Io attendo il 22 febbraio con impazienza. E voi? Cosa pensate di questa collana e degli albi illustrati in genere?


Dopo quasi un anno passato in coma, Elena Deveraux si risveglia con un bellissimo paio di ali blu: un miracolo reso possibile dall’amore di Raphael, l’arcangelo di New York, che per salvarle la vita l’ha trasformata in un’immortale. Tuttavia, a causa del lungo periodo d’incoscienza, Elena ha bisogno di tempo per riacquisire le abilità di cacciatrice di vampiri e, soprattutto, per imparare a volare. Ecco perché Raphael l’accompagna al Rifugio, la città segreta in cui vengono addestrati i nuovi angeli. Ben presto, però, quel luogo di pace e serenità è sconvolto da un’inquietante ondata di violenza: prima un giovane angelo viene gravemente ferito, quindi il vampiro al servizio di Raphael viene trovato privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Ma è il rapimento di un angelo bambino a gettare nel panico l’intera comunità degli immortali. Ormai pronta a tornare al lavoro, Elena si offre di aiutare la squadra di ricerca, anche se ciò significa dover collaborare con Michaela, un arcangelo tanto potente quanto pericoloso, che non vede l’ora di eliminare Elena e fare di Raphael il suo nuovo amante…

Con La carezza del buio riprende la storia della cacciatrice Elena Deveraux, risvegliatasi dal coma scoprendosi angelo. Questa sua nuova vita non sarà certo priva di nuove avventure e terribili scoperte al fianco dell'amato arcangelo.

400 pagine veloci e scorrevoli da leggere tutto d'un fiato tra misteri, colpi di scena, amore e passione. Un fantasy che si colora di giallo; infatti, a differenza del primo volume, il colpevole di una serie di delitti lo si scoprirà solo verso la fine del libro, risvegliando così la curiosità e il lato investigativo del lettore.

Anche in questo romanzo i personaggi, sia i protagonisti che i secondari, sono chiari e ben delineati, permettendo a chi legge di avere una loro precisa visione fin da subito.
In particolare, la figura di Elena viene ulteriormente indagata rivelando parte del suo passato, rendendola così più ricca e interessante. Tuttavia, se da una parte il suo personaggio viene maggiormente svelato, dall'altra diminuisce la sua aggressività, la sua ribellione nei confronti i Raphael e dei suoi simili, cosa che nel primo volume costituiva un lato importante del suo carattere. Si tratta, a parer mio, di un cambiamento troppo brusco rispetto alla Elena dell'episodio precedente, un fattore che, in parte, fa perdere valore e credibilità al personaggio.

Un libro quindi scorrevole, una lettura leggera ma piacevole, ricca di azione ma anche, come nel caso de Il profumo del sangue, di sesso. Come era prevedibile, infatti, questo tema viene nuovamente trattato in modo piuttosto spinto, un lato che personalmente mi piace, ma che oggettivamente fa si che vengano trascurate altre tematiche e azioni. Alla fine, nella testa del lettore, resterà più impresso questa parte del libro che non la trama in generale.

Lo consiglio comunque agli amanti del genere hot urban fantasy, in quanto rimane un bel romanzo e una buona continuazione, seppur meno incisiva del volume precedente.


Oggi vi segnalo che la Edizioni XII ne ha combinata un'altra delle sue. Una cosa positiva, ovviamente!
Ha deciso di portare anche in e-book tutti i suoi titoli, e con prezzi davvero ottimi.
Anche questa volta, in somma, questa casa editrice dimostra di essere una realtà davvero ottima e al passo coi tempi.
Io vi lascio al comunicato stampa ufficiale e vi invito a fare un'abbuffata di loro titoli!


Edizioni XII pubblica l'intero catalogo delle proprie collane Eclissi e Mezzanotte in edizione integrale digitale, in due formati: ePub e Mobipocket.

Dal 14 febbraio è già disponibile Diario Pulp, di Strumm, a cui faranno via via seguito i titoli pubblicati successivamente.

Una fusione incredibile di noir e pulp che vi porterà su e giù per le vie della capitale fra sparatorie in centro città, regolamenti di conti, gambe mozzate e sette sataniche in periferia.
Un solo consiglio: non ridete di Duffy Duck. Potrebbe costarvi molto caro.

L’eBook, realizzato da eBookAndBook e disponibile, tra gli altri, tramite il comodissimo store online di Simplicissimus Book Farm, è stato realizzato per rendere più fedelmente possibile la lettura della versione cartacea, senza dimenticare di valorizzare gli aspetti propri del formato digitale. In vendita a soli 3.90¤, lo trovate sia nel formato ePub che in versione MobiPocket per il Kindle.

Come per le precedenti, la versione digitale dei nostri libri è - e sarà - DRM-free, libera da qualsiasi vincolo. Solo un watermark, versione odierna degli Ex libris, viene posto automaticamente all’interno della pubblicazione.
Per ulteriori informazioni si veda l'annuncio ufficiale sul sito di Edizioni XII.


Ebbene sì, come dice il titolo del post ci sono giusto un paio di novità che volevo segnalarvi.

La prima è, come già da qualche giorno potete vedere, la grafica. Una grafica completamente nuova che si scosta dai modelli precedenti e che, lo ammetto, mi piace davvero moltissimo!
Un grazie speciale va a Chagall che mi ha regalato questo bel Header nuovo di zecca, con tanto di alberello di mele. Non saprò mai come ringraziare a dovere questo spiritello!

La seconda notizia è che nel meleto c'è una nuova operaia, una nuova commentatrice: Kagome Nafaiem Yasha. Lei scriverà i suoi commenti ai libri aumentando così le letture segnalate.
Tra le altre cose, Kagome è una di famiglia, infatti è mia sorella... e non intendo sorella virtuale, ma proprio sorella sorella, sorella di sangue!
Nei prossimi giorni esordirà con il suo commento a La carezza del buio.
Quindi buon lavoro a lei e buone letture a voi.
Inserisci link
Per ora è tutto. Io ovviamente vi invito a passare di qui il più frequentemente possibile e vi rivelo in anteprima che, fra non molto, partirà un bel speciale dedicato al romanzo d'esordio di una certa Desy Giuffre.

Buona giornata!


Cari lettori e care lettrici,

oggi ritorna un appuntamento che, personalmente, amo molto perché si scoprono sempre libri nuovi e opinioni interessanti. Sto parlando, ovviamente, de Lo Scrittore Lettore, la rubrica dove, in otto semplici domande, si possono scoprire i gusti letterari degli scrittori.

Oggi ho il piacere di ospitare Connie Furnari, un'autrice che è approdata in libreria con un romanzo fantastico dedicato alle streghe. Volete saperne un po' di più? Eccovi accontentati!

Stryx
Il marchio della strega
di Connie Furnari

Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore: Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l’esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem.

La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L’unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigio azzurro: Scott. Il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti.

Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di ‘S’ posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa.

EDITORE: Edizioni della Sera
PAGINE: 292
PREZZO: e 12,00
SITO

L'AUTRICE:

Connie Furnari è nata a Catania, il 6 Dicembre del 1976.
Si è laureata in Lettere, con una tesi di psicanalisi freudiana sul “racconto perturbante”: un’analisi su come il fantastico interagisca nella vita reale, in modo diverso da persona a persona, fin dalle fiabe dell’infanzia.
Ha vinto numerosi premi con le sue poesie e ha pubblicato racconti in diverse antologie. Scrive per la rivista on line Fantasy Planet e aderisce a numerosi siti letterari.
Da sempre appassionata di scrittura e di cinema, vive tra centinaia di libri e dvd; adora leggere, disegnare fumetti manga, e dipingere quadri a olio mentre ascolta musica classica.
Scrive fiabe per bambini, fantasy, urban fantasy e paranormal romance.


E ora, ovviamente, Lo Scrittore Lettore.
Quali saranno i libri preferiti di Connie? E gli autori che predilige?
Scopriamolo assieme!

1. Che libri hai sul comodino in questo momento?
Sto leggendo Firelight, Baciata da un angelo e Angeli nell'ombra.

2. Il tuo autore preferito?
Sono due: Michael Ende l'autore de La Storia Infinita che ho amato moltissimo, e J.K.Rowling la "mamma" di Harry Potter.

3. Il tuo libro preferito?
I due che ho citato sopra.

4. Il libro più odiato?
Non ne ho uno in particolare, se un libro non mi piace non lo considero e basta.

5. Il genere preferito?
Amo il fantasy, l'urban fantasy e il paranormal romance.

6. Ultimo libro letto?
L'ultimo libro che ho letto è stato Il bambino con il pigiama a righe.

7. Com'è stato?
Un libro commovente e che fa pensare.
8.Il tuo personaggio letterario preferito?
Ce ne sono tanti, direi i grandi personaggi letterari come Sherlock Holmes, Dracula, Dorian Gray...

Bene, io ringrazio tantissimo connie per la sua gentilezza e la sua disponibilità e invito voi ad andarla a trovare sul suo blog e a leggere Stryx!


Cari lettori, oggi vi parlo di un libro speciale, un libro che esula dalle mie consuete segnalazioni ma che ci tengo a pubblicizzare.

Si tratta di un'autoproduzione stampata da Un atto d'amore, un'associazione che raccoglie e distribuisce fondi per i nostri amici animali bisognosi.
Ovviamente, anche questo libro è stato realizzato proprio con lo scopo di raccogliere qualcosa da destinare a cani, gatti e via dicendo.


Il libro raccoglie una serie di racconti personali, scritti da persone che raccontano le loro esperienze con i propri cani e i propri gatti, un modo carino per trasmettere le emozioni che queste creature ogni giorno ci danno.
Sono 79 pagine e il costo è di 15,00 €. Potete ordinarlo andando QUI.

Vi lascio anche i link della PAGINA FACEBOOK e del GRUPPO FACEBOOK, dove potrete trovare anche svariati oggettini fatti a mano e in vendita, sempre per trovare un aiuto economico.
Vi invito a darci un'occhiata!


Anche oggi vi segnalo un'interessantissima uscita libresca che approderà nelle librerie italiche il prossimo 27 febbraio.

Si tratta di un romanzo urban fantasy dalle note oscure e misteriose che arriva da noi grazie a Nocturna, il marchio legato al fantastico delle Edizioni GDS, e che ancor prima della pubblicazione si era guadagnato una posizione di rilievo nell'edizione 2010 del Premio Odissea.
In somma, un volume che deve essere in ogni libreria fantasy!
Ma guardiamo più da vicino di cosa si tratta...

Toby Rice e la cappella oscura
di Ray Anthony Treays

Toby Rice e La Cappella Oscura ha per protagonisti Toby Rice, Laura Becket e Andrew McLeod, tre ragazzi inglesi che vivono in città diverse e conducono vite diverse. All’apparenza, niente sembra legare il loro destino: Toby sta tornando a casa dopo aver visitato il college in cui si iscriverà; Laura si sta recando al ristorante in cui lavora come cameriera, mentre Andrew ha appena terminato di suonare con la sua band. Prima che termini la giornata, però, una telefonata cambierà la loro vita.
Alle luci dell’alba si ritroveranno nella Winston House, una grande dimora vittoriana che sorge ai confini meridionali di Blackchapel, una contea dello Yorkshire. Qui Toby, Andrew e Laura apprenderanno che, insieme ad altri sei ragazzi provenienti dalle parti più disparate del mondo, sono stati scelti come membri di un’antica società segreta dalla cui attività dipende la sopravvivenza di molti abitanti di Blackchapel, addirittura dell’intera Inghilterra. Per Toby, giunto nello Yorkshire dopo peripezie che hanno messo a repentaglio la sua vita, si apriranno le porte di una realtà parallela. Smessi di notte i panni dello studente universitario, con i suoi nuovi occhi scoprirà, nascosto sotto il velo della quotidianità di Blackchapel, un piccolo universo oscuro regolato da strane regole e abitato da personaggi ambigui e pericolosi.
Ma il pegno da pagare sarà alto.

EDITORE: GDS - Nocturna
PREZZO: 18,00 €
USCITA: 27 febbraio 2012

Per ben promuovere l'uscita di Toby Rice e La Cappella Oscura, Nocturna mette a disposizione il volume in prevendita sul sito www.editoriunitigds.it a 12,00 € al posto del prezzo di copertina, e questo sino alla fine di febbraio, quindi correte!

Per concludere, vi ricordo che Nocturna è il marchio editoriale di Editrice GDS dedicato al mondo del genere fantasy, gotico e fantascientifico. L’originalità dei testi, la cura del prodotto e il rapporto di collaborazione e fiducia con i nostri autori rappresentano il suo punto di forza. I volumi sono raggruppati in tre sezioni: New Gothic (a cura della vicedirettrice Filomena Cecere), Fantascienza (di Roberto Carlo Deri), e Fantasy (di Alfonso Zarbo). Dal mese di ottobre 2011, Iolanda Massa è stata incaricata del ruolo di direttrice editoriale.

Per info e approfondimenti: www.nocturnagds.it e, su Facebook, NOCTURNA (marchio editoriale GDS Edizioni).


Per iniziare bene la settimana voglio segnalarvi un romanzo.
Non si tratta di un romanzo qualunque però, ma di un volume che, davvero, segna la fine di un'epoca e di un'epopea iniziata ormai 30 anni fa con un libro che, secondo me, rimarrà per sempre magico, unico, irripetibile.
Quel primo libro era Ayla figlia della terra e costituiva il primo capitolo di una saga che tentava di seguire l'evoluzione dell'uomo raccontandola in modo intelligente e affascinante.
Il 9 febbraio, ossia fra tre giorni, questa saga arriverà alla sua conclusione.
Io, lo ammetto, ho letto solo il primo, ma l'ho talmente amato che, ora che la saga è conclusa, vedrò di immergermici di nuovo.

La terra delle caverne dipinte
di Jean M. Auel

Ayla, figlia della Terra, ha concluso il suo epico viaggio attraverso gli spazi sconfinati dell’Europa preistorica insieme a Giondalar, suo coraggioso compagno, e al loro bambino. Sono tornati alla Nona Caverna degli Zelandoni, il popolo di Giondalar, e ora siedono intorno al fuoco con gli altri membri della tribù. Ayla ha insegnato loro molto: ad accendere il fuoco con le pietre, a parlare con gli animali, a maneggiare le armi e a costruire utensili. Ma la vita non è facile, soprattutto in quest’epoca di grandi glaciazioni. Ci sono animali feroci da combattere, terremoti che scuotono il mondo conosciuto e anche un grande cacciatore, che sta cercando Ayla per ucciderla. E, soprattutto, Ayla si appresta a fare la scoperta più rivoluzionaria di tutte, quella dell’amore…

EDITORE: Longanesi
PAGINE: 774
PREZZO: € 19,90
USCITA: 09 febbraio 2012

L'AUTRICE:
JEAN MARIE AUEL è nata il 18 febbraio del 1936, seconda di cinque fratelli, da Neil e Martha Untinen. Deve la sua celebrità alla serie dei Figli della Terra, tutta ambientata nell’Europa preistorica, che esplora i rapporti tra Cro-Magnon e Neanderthal.
I titoli della serie Ayla, figlia della Terra, La valle dei cavalli, Gli eletti di Mut, Le pianure del passaggio e Focolari di pietra sono tutti editi da Longanesi e, in edizione tascabile, da TEA.
Vive a Portland, Oregon. Ha ricevuto quattro lauree honoris causa ed è stata insignita dal Ministro della Cultura francese del titolo di Cavaliere delle Arti e delle Lettere.


Per concludere vi segnalo che sul blog Diario di pensieri persi è già in corso uno stupendo speciale dedicato proprio a questa saga delle carverne. Cliccate qui per seguirlo.


Come riassumere quello che nei mondi chiusi ci si aspetta da una donna? «Vivere da morta. Patire da muta. Obbedire da cieca. Amare da vergine».
E che farne allora di quelle diverse che allignano nel paese come erbe cattive: mancine, strabiche, albine, o troppo fantasiose, o semplicemente «affette dal morbo della malinconia»?
Tra le storie sepolte nell'oblio, in una valle dell'Alto Piemonte, c'è quella del «prato delle Balenghe». A raccontarla è rimasta solo Fenísia C, «la stría, la pelamorti, la Lupa», vecchia di tanti inverni, che guarda il cimitero fuori dalla finestra e parla di donne e di streghe, di ribellioni e condanne, con la certezza «di essere transitata in questa lagrimarumvalle per provare che è sempre possibile andare controcorrente».

Questo, cari lettori, è un grande libro!
Un grande libro perché in poche pagine (249) riesce a raccontare davvero tanto, a inserire dei temi per niente scontati e che meritano molte riflessioni e, inoltre, lo fa con una scrittura unica, intensa, profonda e meravigliosa.

La valle delle donne lupo racconta la vita di Fenìsia: la sua nascita, la sua fanciullezza, l'adolescenza, la vita adulta, la vecchiaia, gli amori e i rancori. Ma La valle delle donne lupo racconta anche la storia di un paese di montagna, isolato dal resto della civiltà.
E la cosa bella del romanzo è che raccontando di questi fatti la Pariani riesce a parlare dell'intera condizione femminile dell'epoca trattata, cosa che ci fa poi riflettere sull'attuale condizione femminile, e anche dello spopolamento, in atto ancora oggi, di questi posticini montani, e quindi la perdita di tutta la cultura ad essi collegata.

Ma interessante è anche il modo in cui il libro è scritto. La Pariani ha infatti usato una sorta di schema AB, come per le poesie, e per tutto il romanzo si alternano uno ad uno i capitoli in cui si ripercorre la vita della protagonista e quelli in cui un'intervistatrice fa delle domande alla Fenìsia stessa, approfondendo quello che è già stato o che verrà raccontato di lì a poco.
A questo si aggiunge anche la scelta di utilizzare una narrazione intrisa di parole dialettali, di modi di dire, che rendono la lettura estremamente convincente e coinvolgente.

Impossibile non rimanere affascinati dalla Fenìsia e da sua cugina, la Grisa, che affiorano dalle pagine scritte con forza e carisma.
Due grandissimi personaggi letterari che mi porterò a lungo nel cuore, e un libro davvero eccezionale, meritevole di grande attenzione e di attente riflessioni.


Spinto dall'amore per questo testo, ho contattato la Signora Pariani che, gentilissima, ha accettato di rispondere ad alcune domande. Le trovate qui sotto.
Io vi invito a leggerle perché sono di grande interesse, e vi invito ovviamente a leggere anche il romanzo, perché lascirselo scappare sarebbe proprio un gran peccato.



1) Volevo iniziare chiedendole: chi sono le donne lupo per lei?
Donna lupo è solo uno dei tanti nomi – maga, strega, erbèra, sanatrice - con cui sono state chiamate nel corso dei secoli le donne che, conoscendo il potere delle erbe, sapevano curare le malattie. Donna lupo o balenga in particolare si usa in Piemonte per le donne che “fanno la fisica”, cioè conoscono le pratiche magiche e perciò vivono circondate dalla diffidenza dei vicini.
Io comunque nel romanzo utilizzo il termine di donna lupo anche in un altro senso: come equivalente a “donna non sottomessa”, non disponibile a vivere su uno sgabello ai piedi della Storia. Per la Fenìsia, protagonista del romanzo La valle delle donne lupo, il mondo femminile si divide in due: le pecore, che si adattano a modelli calati dall’alto, e le lupe “che affrontano a viso aperto il grave del mondo”.

2. Lei è passata dalla giungla metropolitana di Milano è una selva oscura alla foresta e all'isolamento de La valle delle donne lupo. Come mai? Da dove le sono nate le idee e il desiderio di scrivere questo libro?
Tra la storia del barbone milanese Dante Lingera, protagonista di Milano è una selva oscura, e la vicenda solitaria della Fenìsia, che sta al centro de La valle delle donne lupo, ci sono molti legami. Sono due personaggi che, arrivati alla vecchiaia, scelgono di mettersi consapevolmente e rabbiosamente fuori dalla vita comune. Si tratta di un mio personale interesse per le persone sole che stanno “fuori dal gregge”.
Comunque il fascino che esercita su di me il “mondo” della Fenìsia mi viene anche dal fatto che abito in una zona dell’Alto Piemonte che si sta spopolando di giovani. Quindi ho sotto gli occhi il problema dei paesi di montagna dove rimangono poche persone anziane a condurre una vita sempre più isolata, praticamente fuori dal tempo. Perciò in un anno in cui si è fatto un grande strombazzare riguardo all’unità d’Italia, ho voluto raccontare quella parte del paese che, non cadendo sotto i riflettori televisivi, resta quasi sconosciuto alla maggioranza della gente. Ché la montagna, come dico nella nota finale, “più che un luogo geografico, è un’esperienza: quella di un mondo potente nella sua resistenza a certe pazze vertigini della modernità, ma assolutamente marginale”.

3. Il libro è strutturato come una sorta di Memorie e, allo stesso tempo, come un'indagine sul campo. Ha svolto un grosso lavoro di ricerca oppure sono semplicemente dei ricordi, magari di quand'era bambina?
Per costruire il personaggio dell’intervistatrice, mi sono rifatta ai miei ricordi. Negli anni Settanta, infatti, ho raccolto molte interviste a donne anziane in alcune zone dell'Alto Piemonte - gli alpeggi intorno alle Valli Antigorio e Formazza - riguardo a canzoni, leggende, detti popolari, aneddoti della vita quotidiana... Il lavoro antropologico mi ha sempre interessato, perché porta alla ribalta tutti coloro che la Storia Ufficiale ha ignorato: persone emarginate, mute nei libri di Storia, che però hanno intrecciato nel silenzio e nella povertà della loro vita quotidiana un ordito resistente che si chiama cultura. Perciò mi ha fatto piacere dedicare un romanzo alle donne che sapevano curare con le erbe. Vorrei infatti che la memoria delle persone che allora ho incontrato non andasse persa, come sono scomparsi quegli oggetti – armadi, letti, utensili - che le comunità montane con fatica hanno messo insieme nei secoli e che ora, portati via dalle case di questi paesini abbandonati, sono finiti forse tra le cianfrusaglie di qualche rigattiere.

4. Nel libro, tra le altre cose, si descrive anche il fenomeno dello spopolamento dei paesini isolati a favore delle grandi città e dell'industrializzazione. Per caso... si stava meglio quando si stava peggio? Oppure è la civiltà attuale a uscirne vincitrice?
Il mondo della montagna è sempre stato radicalmente
diverso dal mondo della città. Ha resistito con “arcaica” caparbietà all’invasione del moderno, ha tentato di opporsi alla sua distruzione. Ma è stata una lotta impari, e alla fine di quel mondo restano solo sprazzi consumati e logorati: come, per esempio, nella banalizzazione di certe antiche feste popolari trasformate in sagre folkloristiche... Certo non intendo dare del mondo contadino un’interpretazione idillica: c’erano un’infinità di storture, troppa ignoranza, molti soprusi che è bene siano finiti, lo ammette la Fenìsia stessa. Ma la perdita della memoria collettiva della “cultura della montagna”, sopraffatta dalla cosiddetta cultura di massa, mi sembra un fatto grave. Per usare le parole della mia protagonista, “adesso l’anima non l’ha più nemmeno il sambuco”: “la gente non ha più sentimento. E se la gente non ha più sentimento, per un paese è finita.”

5. Le donne sono le protagoniste del libro. Donne forti, specialmente, che per il loro non adattarsi alle regole venivano mal viste, e non solo. Come mai questo atteggiamento, secondo lei? Durante le sue ricerche ha scoperto il motivo per cui gli uomini, ma anche le altre donne, attaccavano questi personaggi fuori dal coro? Per paura forse?
La storia narrata ne La valle delle donne lupo riecheggia la memoria dei tempi in cui l’“apertura” delle donne alla magia e all’aldilà – che ha alla base il rapporto delle donne con la procreazione e con i cicli temporali – era un fatto riconosciuto e temuto. Le sanatrici, per la loro pratica medica, erano molto utili alla comunità, ma nel contempo erano circondate da diffidenza e paura: chi è capace di sanare potrebbe infatti con le stesse erbe dare la morte. Il controllo su questa forma di “potere” al femminile è stato perciò costantemente esercitato dalla Chiesa, attraverso il tribunale dell’Inquisizione. In particolare ciò è accaduto soprattutto nelle valli alpine, dove sono migliaia le donne finite sui roghi con l’accusa di stregheria. La diffidenza verso le sanatrici è quindi un’eredità di quei tempi lontani. Ma è anche qualcosa di più: chi è diverso - chi in qualche modo si stacca dal “gregge - eccita sempre la diffidenza e il sospetto.

6. E le donne, oggi, stanno davvero meglio della Fenìsia e delle altre? Oppure bisogna ancora lavorarci bene?
Tv e pubblicità presentano alle ragazze di oggi modelli di femminilità che sembrano emancipativi, ma in effetti riattualizzano vecchi schemi: donna maliarda e viziosa, donna padrona di casa, donna che si esaurisce nel ruolo di madre.
C’è un fumetto che ho disegnato alla metà degli anni Settanta – ero giovanissima e cominciavo allora a pubblicare su riviste e libri di fumetti: glielo inserisco qui perché esemplifica bene la situazione.


7. Concludo con la domanda curiosona: sta già lavorando a qualcos'altro? E se sì, ci può anticipare qualcosa?
Sto lavorando su Dino Campana, ancora una volta un personaggio “fuori dal gregge”. Si tratta di due lavori in contemporanea: da una parte un romanzo, dall’altra un film a disegni. Infatti in quest’ultimo periodo sono tornata a disegnare con intensità. Tra l’altro, per chi fosse curioso della mia attività come disegnatrice, sul mio sito www.omegna.net/pariani c’è la sezione Fumetti in cui sono presenti anche strisce e disegni dedicati a La valle delle donne lupo.

L'intervitsa è finita e io ringrazio infinitamente Laura Pariani per essersi così gentilmente prestata alle mie domande.


Cos'è quella cosa che, il 9 e 10 giugno 2012, in quel di San Giorgio di Mantova, tuttti gli amanti della letteratura fantasy non possono proprio perdersi?
Ovvio! La terza edizione del SAN GIORGIO DI MANTOVA FANTASY! Un'occasione unica per inoltrarsi pienamente nel mondo del fantastico nostrano, incontrando autori noti e scoprendone di nuovi.

Sì, è ancora presto, ma ci tenevo a segnalarvelo già per svelare le novità che pian piano iniziano a circolare.

Vi lascio, qui di seguito, il comunicato stampa ufficiale.
E ricordatevi di passare di tanto in tanto su questi lidi per avere sempre nuovi aggiornamenti!


È confermato!
Il più grande festival d’Italia dedicato alla letteratura fantasy ritorna anche nel 2012.
Dopo il grande successo dello scorso anno si rinnova il sodalizio tra il comitato organizzatore del festival, presieduto dallo scrittore mantovano Mauro Fantini, e il Comune di San Giorgio di Mantova.
Quest’anno il divertimento sarà doppio. Le giornate dedicate alla letteratura fantasy saranno due: sabato 9 e domenica 10 giugno 2012.
Il sabato mattina sarà dedicato ai bambini con incontri nelle scuole cittadine e un concorso tutto per loro.
I più grandi non saranno trascurati, ci sarà la premiazione di due importanti premi letterari: il Premio Cittadella e il Premio Magia Urbana Pret-a-porter indetti dall’associazione “Sogni nel cassetto”.
Nel pomeriggio potremmo immergerci tra ospiti scrittori, illustratori di fama internazionale e tanti, tanti libri. Non solo, fantastici oggetti e giochi a tema ci catapulteranno in quell’atmosfera che solo il fantasy è capace di creare.

La domenica il comitato organizzatore ha pensato di portare gli amanti del fantastico direttamente dentro le storie di questi libri parlando di quelli che sono diventati delle trasposizioni cinematografiche. Prima con lo staff del Fantasy Magazine poi incontrando i doppiatori che danno le voci ai protagonisti della serie cult dell’anno Game of Thrones (vera chicca dell’edizione 2012. )

Si parlerà di libri e si sfoglieranno le loro storie per due giorni, lasciandosi trasportare nel mondo fantastico della magia, del mistero, dell’horror, della fantascienza e delle favole per i più piccini.

Presto, molto presto, quando anche gli ultimi ospiti avranno detto sì, verrà reso noto il programma definitivo dei due giorni.

È al momento on line il promo trailer dell’evento da gustare tutto d’un fiato e che vi farà rimanere con l’acquolina in bocca:




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e il gruppo in Facebook https://www.facebook.com/pages/SAN-GIORGIO-DI-MANTOVA-FANTASY/228379707235720

Per tutte le info scrivete al comune di San Giorgio di Mantova oppure a: info@sangiorgiodimantovafantasy.it