Ursula K. Le Guin è indubbiamente una delle regine della narrativa fantasy e fantascientifica mondiale. Io oserei perfino dire che è una delle regine della narrativa in generale, visti i temi trattati nelle sue pubblicazioni.
Ebbene, proprio per questo motivo è sempre un piacere poter segnalare le nuove pubblicazioni che portano la sua firma.
Da domani potrete infatti trovare, in tutte le librerie, una nuova traduzione di un suo 'vecchio' romanzo, scomparso già da tempo dai nostri scaffali. Un vero gioiellino che noi possiamo riscoprire grazie all'ottimo lavoro della Gargoyle.
Il libro si intitola "Città delle illusioni" e tramite la fervida immaginazione dell'autrice ci parla, in maniera più o meno velata, della guerra fredda, in pieno corso proprio negli anni in cui fu scritto, e dei pensieri che da quei momenti scaturivano. Un libro, quindi, che una volta ancora ci mostri quanto la narrativa fantastica sia profondamente connessa con la nostra storia e il nostro presente.

"Citta delle illusioni"
di Ursula K. Le Guin 

Nella foresta orientale di un continente, situato su un pianeta popolato da uomini, viene ritrovato un umanoide, spaventato, imbarbarito, incapace di parlare e senza memoria.
Da subito si intuisce che è diverso dagli altri per i suoi singolari occhi felini, ambrati e privi di iride. Viene accolto da una piccola famiglia che lo rieduca e gli dà anche un nome, Falk. A questo periodo sono legati i suoi primi ricordi.
Ma è tempo di riprendere il cammino. Il capofamiglia avverte che il forestiero, proveniente da un mondo diverso, è dotato di un’intelligenza superiore e, chissà, forse destinato a risollevare le sorti dell’umanità. Per farlo, però, e per capire chi sia davvero e ricostruire la sua identità, Falk dovrà intraprendere un viaggio alla ricerca del proprio essere, che si risolverà in una fuga rocambolesca in un mondo avverso. Alla fine, dopo aver vagabondato tra popoli e tribù, a volte ostili, altre benevoli, giungerà alla città delle illusioni Es Toch, avvolta in un’atmosfera di dissimulazione e falsità e abitata dal popolo degli Shing, esseri alieni destinati, ormai, a dominare la “Lega di Tutti i Mondi”. Qui potrà scoprire il suo vero nome e che cosa si celi veramente dietro la maschera di menzogna dei tiranni. Attraverso un viaggio mentale e memoriale, Falk dovrà perdere coscienza del percorso intrapreso finora per ritrovare la sua vecchia identità.

Con uno stile pungente e una fantasia visionaria, capace di creare universi che appaiono concreti quanto quelli reali, la Le Guin racconta - attraverso le vicende dello straniero Falk - la lotta per la sopravvivenza dell’uomo in ambienti ostili, coinvolgendo il lettore in un’entusiasmante catena di prove da superare e proiettando i problemi del tempo sull’umanità futura.

In questo terzo romanzo del ciclo dell’Ekumene, argomenti come la conquista dello spazio extraterrestre e la tensione razziale permettevano alla Le Guin di parlare, in pieno clima di guerra fredda (il romanzo uscì nel 1967), di temi, ancora oggi, di stringente attualità quali quelli della diversità e dell’identità.

EDITORE: Gargoyle
PAGINE: 215
PREZZO: 12,90 €
PUBBLICAZIONE: 28 Giugno 2012

L'AUTRICE:
Ursula K. Le Guin è una delle scrittrici più rappresentative e di successo della letteratura internazionale. Tra i molti riconoscimenti, il National Book Award, 5 premi Hugo, 5 premi Nebula, il Kafka Award; l'autrice, inoltre, è stata finalista al Pulitzer Prize e all'American Book Award. Nota soprattutto per le sue opere narrative in campo scientifico e fantastico, grazie alla profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo al pacifismo, dal socialismo all'anarchismo passando per le questioni razziali, i suoi romanzi sono conosciuti e apprezzati ben oltre i tradizionali confini del genere.
Quasi tutti i suoi libri sono diventati dei best-seller internazionali, tradotti in più di 16 lingue e sempre ripubblicati nel corso degli anni. Tra i più importanti ricordiamo La mano sinistra delle tenebre, Il mondo della foresta e I reietti dell'altro pianeta. Dal terzo e quarto libro della fortunata serie di "Earthsea" (1968-1972) è stato tratto, nel 2005, il film di animazione I racconti di Terramare diretto da Goro Miyazaki, figlio del maestro Hayao Miyazaki. In Italia la Le Guin è stata pubblicata da Mondadori, Tea, Nord e Cavallo di Ferro.


Con un titolo indimenticabile e una storia elegante e fascinosa,la settimana scorsa è arrivato in libreria un romanzo che mi incuriosisce davvero moltissimo. Una storia divisa tra due epoche, ricca di personaggi unici in grado di sfidare la swcoietà e il tempo in cui vivono.
Siete curiosi almeno quanto me?

"Guida per signore in bicicletta sulla via della seta"
di Suzanne Joinson

Londra, 1923. Le sorelle Evangeline e Lizzie English iniziano il loro viaggio sulla via della Seta verso l’antica città cinese di Kashgar, dove è in progetto l’apertura di una nuova missione. Lizzie, in preda a un sacro fuoco religioso e alla passione per la fotografia, è completamente succube della carismatica e volitiva missionaria Millicent. Eva, invece, ha intrapreso questa avventura per sfuggire alla vita borghese e, sulla sua gloriosa bicicletta, conta di scrivere la Guida per signore in bicicletta a Kashgar commissionatale da un editore poco prima della partenza.

Londra, oggi. La giovane Frieda torna a casa da uno dei suoi lunghi viaggi all’estero e trova un uomo addormentato davanti alla sua porta. Impietosita, lascia accanto all’uomo un cuscino e una coperta. Il mattino seguente trova la biancheria ben ripiegata e il magnifico disegno di un uccello accompagnato da alcuni segni arabi sul muro del pianerottolo. A poco a poco l’uomo, Tayeb, uno yemenita che si è messo nei guai con la polizia, diventa amico di Frieda e, quando la ragazza riceve in eredità il contenuto di un appartamento di proprietà di una donna di cui non ha mai sentito parlare, decide di accompagnarla per scoprire di cosa si tratta. Tra i due si instaurerà un rapporto delicato e sentimentale che sarà di grande aiuto alla ragazza nel momento in cui scoprirà i molti segreti nascosti nel passato della sua famiglia.

Scritto con grande eleganza di stile e popolato da personaggi indimenticabili, il romanzo incrocia abilmente le vite di Frieda ed Eva, rivelando gradualmente i legami che le uniscono e narrando come, ciascuna a modo suo, siano riuscite a sfidare le restrizioni della società e della morale del loro tempo.

EDITORE: Elliot
PAGINE: 256
PREZZO: 17,50 €
PUBBLICAZIONE: 20 Giugno 2012

L'AUTRICE:
Suzanne Joinson lavora presso il dipartimento letteratura del British Council, per conto del quale si occupa di progetti legati alla letteratura di Medio Oriente, Nord Africa e Cina. Nel 2007 ha vinto il New Writing Ventures Award per il racconto Laila Ahmed. È membro del comitato di selezione per il Palestinian Writers Workshop e fa parte di un progetto di sviluppo per scrittori provenienti da Siria, Yemen e Palestina. Negli ultimi dieci anni ha viaggiato e lavorato in molti paesi del Medio Oriente e in Cina, Russia ed Europa. Guida per signore in bicicletta sulla via della Seta è il suo primo romanzo, frutto di due anni di ricerche su due donne missionarie realmente esistite che percorsero in bicicletta, dal 1900 al 1940, l’Asia Centrale e la Cina.
Vive nel Sussex, in una piccola città sul mare, con il marito e due figli.
Il suo sito Internet è http://www.suzannejoinson.com. «Una storia incantevole, originale e scritta meravigliosamente» Paul Torday «Il racconto commovente di due donne avventurose e la storia affascinante della vita in un remoto angolo della Cina agli inizi degli anni Venti” Rebecca Stott


Mercoledì 27 giugno arrivano in libreria due interessantissimi titoli Feltrinelli, che io non potevo fare a meno di segnalarvi.
Si tratta di un romanzo davvero particolare che ci racconta di un ragazzino selvaggio trovato nei boschi, e del nuovo romanzo di Banana Yoshimot, un'autrice che davvero amo molto.
Mercoledì, quindi, doppio appuntamento in libreria! 

"Il ragazzo selvaggio"
di T. C. Boyle

Dopo aver incantato i lettori con Le donne, la splendida biografia romanzata di Frank Lloyd Wright, torna uno dei più caustici e brillanti scrittori americani contemporanei con un breve romanzo sull’inestinguibile tema del contrasto fra Natura e Civiltà.
Una sera d’autunno nel 1797, alcuni cacciatori catturano un ragazzo vagabondo, nudo, sporco e irsuto, in una foresta del Sud della Francia. Sono tutti commossi, affascinati dalla scoperta di questo “prodigio” che sembra essere sprovvisto di anima e ragione come un animale.
Chi è quel “ragazzo selvaggio”, sfida concreta al secolo dei Lumi? Trascinato da un orfanotrofio a un salotto come un mostro da fiera, sarà presto abbandonato dai suoi tutori alla sua incurabile natura selvaggia. Solo il dottor Itard, dell’Istituto dei sordomuti di Parigi, s’intestardisce nel credere che di questo “animale” saprà fare un uomo, e per anni il ragazzo selvaggio, ribattezzato Victor, subirà l’apprendistato della civilizzazione.
Un intenso romanzo dove T.C. Boyle rivisita la storia di Victor dell’Aveyron, già resa nota dal celebre film di Truffaut.

Editore: Feltrinelli
Pagine: 112
Prezzo:12,00 €
Pubblicazione: 27 Giugno 2012


"Moshi Moshi"
di Banana Yoshimoto



Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita. Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

Editore: Feltrinelli
Pagine: 208
Prezzo:13,00 €
Pubblicazione: 27 Giugno 2012



Amélie Morel è una brillante studentessa di architettura e vive a Parigi.
Con un gruppo di compagni, e sotto la guida dell’affascinante professor Claude Rolland, partirà per Carcassonne, patria dei Catari, con lo scopo di effettuare uno studio sulla cittadella restaurata.
Amèlie è entusiasta, ma ancora non sa che al suo gruppo se ne unirà un altro, proveniente all’Università di Grenoble, e che uno degli studenti selezionati altri non è che Louis, il suo ex ragazzo.
Fortunatamente, Amélie farà subito la conoscenza del bello e misterioso Jean, che rapirà il suo cuore. A Carcassonne, però, ritorneranno a galla gli incubi del suo passato e lei si vedrà costretta ad accettare il suo destino: quello cioè di comunicare con gli spettri per aiutarli a raggiungere la Luce. Nel vetusto albergo in cui alloggia, Amèlie verrà tormentata dal fantasma di un uomo che non le dà tregua, ma molti altri spettri inizieranno ad apparirle, con il loro aspetto orribile e le continue invocazioni di aiuto.
Amèlie, disperata, cercherà conforto tra le rassicuranti braccia di Jean, ma dovrà vedersela anche con Louis, sempre più geloso del loro rapporto, e finirà coinvolta in un complicato triangolo amoroso.
Con l’aiuto della sua carissima amica Fleur, tenterà di capire come aiutare lo spettro che la tormenta, e anche di trovare un significato alla presenza, nell’albergo, di innumerevoli quadri raffiguranti una rosa trafitta da un pugnale.
Giorno dopo giorno verrà a galla una verità sconvolgente, legata anche ai Catari e al loro leggendario tesoro, e che condurrà Amélie al confine tra la vita e la morte.

Vi ricordate la M. P. Black che scrisse "Lisa Verdi e il ciondolo elfico"? Quel fantasy particolare e originale che segnava l'esordio letterario di quest'autrice?
Bene... DIMENTICATELA! Quella che avete davanti, con "La rosa e il pugnale", è una M. P. Black tutta nuova, cresciuta tanto, tanto, tantissimo! Sia come scrittura, che come impostazione della storia, che come caratterizzazione dei personaggi.
Davvero, l'evoluzione della Black è uno spettacolo, perché non solo ci da modo di leggere un libro estremamente piacevole, ma anche perché ci mostra quanto questa donna ami quello che fa.

Ma dopo questa introduzione, passiamo al libro in sé.
La rosa e il pugnale parte, a mio modo di vedere, da una base in comune con Ghost Whisperer. Anche in questo romanzo, infatti, abbiamo una protagonista che vede gli spiriti dei morti e che deve aiutarli a passare oltre. La protagonista inventata dalla Black, però, a differenza di Melinda Gordon, è più impressionabile e restia ad aiutare gli spettri. Spettri che qui sono davvero molto inquieti e terrificanti nell'aspetto. Senza parlare poi del fatto che, beh, perfino il Male in persona scenderà a contrastare la povera Amélie.
In somma, ci sono dei passaggi davvero carichi di 'orrore' , fatti di brandelli di carne e sangue gocciolante che ci potrebbero ben stare in un soft horror.
Da questa partenza comune col telefilm, però, l'autrice decide di spostarsi per orientarsi poi su un mistero che potremmo definire storico. Mescolando finzione e realtà, fantasia e fonti storiche, M.P. crea un intrigo che ha radici nel passato e nei dissidi religiosi e che ora vuole trovare conclusione. Un'idea ben utilizzata, che da una sua identità al libro.
Non mancherà infine l'amore. "La rosa e il pugnale" riesce infatti ad inserire anche una bella parte romance, mai eccessiva e mai fuori luogo. Aiutato poi dal lato ironico della protagonista e della sua amica Fleur, alcune scene un po' più 'hot' risultano davvero simpatiche e divertenti.
Quindi, diciamolo pure, questa nuova prova letteraria è stata brillantemente superata! C'è un'unica, piccola pecca, ed è l'assenza di un approfondimento, seppur minimo, sulle faccende legate ai Catari. Da curioso quale sono, mi sarebbe proprio piaciuto approfondire un po' la questione.

Il romanzo, comunque, è un piacere da leggere. Divertente e spensierato, ti fa passare bei momenti e, perché no, lascia spazio a nuove avventure future.
Una lettura consigliata a chi ama mischiare gli spiriti col romance, il paranormale con l'ironia, la storia con la fantasia!
Brava Black!


Domani è la notte di... LETTI DI NOTTE!

Ebbene sì, alcuni librai indipendenti, con l'aiuto della meravigliosa Marcos Y Marcos, ne hanno combinata un'altra.
Esiste un modo migliore, per festeggiare l'arrivo dell'estate, di quello di tener aperte le librerie di notte? Magari riempiendole di incontri, reading, giochi, e chi più ne ha più ne metta?
No, non esiste davvero! 



Moltissime sono le librerie indipendenti che hanno aderito al progetto e che domani sera si riaccenderanno per dar vita a una notte libridinosa.

QUI c'è il sito ufficiale, dove potete vedere quali sono le librerie partecipanti. E poi, ovviamente, potrete curiosare per conoscere tutti gli eventi.
Buon solstizio d'estate libroso, dunque!




Tre ragazze bellissime, tre ragazze dal sorriso indecifrabile e dallo sguardo ipnotico cui è impossibile resistere: in un piccolo paese come Ascension, non sorprende che la notizia del loro arrivo sia sulla bocca di tutti. Soprattutto per il mistero che le circonda: nessuno le ha mai viste prima, nessuno sa dove vivano. E nessuno immagina che quelle tre splendide fanciulle, invece, conoscono i segreti di ogni abitante della città. Come il vero volto di Chase Singer, l’astro nascente della squadra di football: dietro la maschera da bravo ragazzo, infatti, si nasconde una persona che, per raggiungere il successo, non ha esitato a calpestare i sentimenti della ragazza che amava, distruggendole l’esistenza. Come la relazione che, da qualche tempo, Emily ha col fidanzato della sua migliore amica, una relazione che nessuno avrebbe mai dovuto scoprire. Ecco perché Chase riceve in regalo un’orchidea rossa ed Emily ne trova una identica sul sedile dell’auto.
È un avvertimento. È il dono che segna il destino di chi deve pagare per le proprie colpe. È il dono delle Furie…
Diciamocelo, era arrivato il momento che qualcuno portasse qualcosa di nuovo nel genere, e sembrava proprio che quel qualcun fosse la Miles, con questo romazo.
Beh , chi altri aveva mai parlato delle furie? Queste donne pazze che mirano esclusivamente alla vendetta e al castigo? Nessuno, e purtroppo ha fatto ben poco anche la Miles.
Sì perchè se l'idea di partenza era buona, a mio parere è stata decisamente mal sviluppata.
Questa figura mitologica è infatti troppo marginale nella storia, i protagonisti sono due sciocchi adolescenti che, con i loro problemi, hanno semplicemente sminuito il tutto. Già perchè, certo, hanno commesso degli errori, ma nulla di così assolutamente grave. Insomma, credo proprio che le furie avrebbero fatto meglio a concentrare tutti i loro sforzi verso qualcuno di più meritevole, o meglio, di più colpevole.

Personalmente non avrei basato la storia su degli adolescenti, perchè è proprio per questo motivo che tutto è diventato così banale. Cose già lette. Cose-già-troppe-volte-lette. Tranne che per la fugace presenza delle furie. E sottolineo fugace!
I personaggi sono chiari e ben delineati (tranne le furie), la lettura decisamente scorrevole e semplice, con tragici momenti da panico, e c'è perfino qualche bel colpo di scena.
Le tematiche... beh, ecco, un altro punto che non mi ha convinto. Idealmente ne vengono affrontate di svariate e veramente serie. Per esempio il suicidio in età giovanile, che sicuramente è una cosa che fa riflettere. Il problema è però che, per me, viene trattato in modo troppo superficiale. Certo, non pretendevo un saggio sulla psicologia di un suicida, ma un po' più di approfondimento sì.
Anche sul desiderio di apparire e di essere parte integrante di un gruppo, altro tema scottante tra i giovani,  non viene detto assolutamente niente di più rispetto a tanti altri libri del genere, anzi!
Infine, la vendetta.Certo, questo tema viene ampiamente trattato, ma personalmente a fianco ci avrei abbinato la giustizia. Non mi aspetto che le furie siano sia vendicative che giuste, ma tramite altri personaggi lo si poteva sviluppare assolutamente di più questo argomento, magari facendone uscire qualche brillante idea.

Tuttavia, è certo che leggerò anche il prossimo volume. Sì, perchè il bello viene proprio alla fine.
Che il libro vi sia piaciuto oppure no, dopo aver letto il finale non potrete non leggerne il seguito. L'autrice lo lascia disperatamente aperto, e se per tutte le precedenti pagine sembrava proprio un libro autoconclusivo, beh, alla fine dovrote ammettere il contrario.
Ed è proprio questo finale che mi fa sperare un un secondo volume migliore, dove potranno essere colmate tutte le lacune del primo.
Speriamo in bene!



Marta Franchini è una tredicenne un po' confusa: deve affrontare l'esame di terza media, dovrà scegliere l'indirizzo superiore ed in questa che è l'età dei cambiamenti che condizionano l'esistenza, lei non sa nemmeno scegliere il tema d'esame, figuriamoci l'aspirazione della sua vita.
Un giorno trova un depliant lasciato dalla sorella in partenza per l'Egitto; leggendo, s'interessa della storia d'amore fra la dea Iside ed il dio Osiride tanto che finisce col sognarli.
Da quel momento, ogni volta che la ragazzza sogna, diventa Iside a tutti gli effetti: parla la lingua egizia, ha le fattezze della dea ed il suo aspetto, e quando s'accorgerà di provare anche dei sentimenti che prima di allora gli erano sconosciuti, la situazione si complicherà: chi è lei veramente? Marta o Iside?
Un'avventura fantastica tra sogno e realtà, fantasia e logica.

Quello di Valentina Bellettini è un romanzo molto particolare, che mescola storia e mitologia col romanzo di formazione e per ragazzi.

L'idea di partenza mi è piaciuta moltissimo e fin da subtio. Una tredicenne, alle soglie degli esami di terza media, che deve pensare al suo futuro e decidere quale indirizzo di studi affronterà, inizia a sognare di essere Iside. Ma i sogni sono così vividi e così realistici che il dubbio si accende: lei è Marta o Iside? Sta impazzendo o sta semplicemente vivendo una vita vera?

Ebbene, da buon amande dell'Egitto Antico mi son lasciato travolgere dalla storia. Valentina riesce in un'impresa davvero titanica: condensare in poche pagine intere mitologie Egizie che, vi assicuro, non sono affatto brevi e facili. Ma lei ci riesce. Incontriamo infatti varie divinità, ovviamente rese più umane per facilitare l'approccio anche del pubblico più giovane, ed è molto bello poterle seguire nelle loro azioni, mentre ricostruiscono pian piano il mito di Iside e Osiride. La loro caratterizzazione è ottima e vivace e diventano ottimi compagni fin da subito. Amo la loro reciproca riverenza, il loro essere 'diversi' dagli umani rappresentati nel libro, ma allo stesso tempo uguali a noi.

Anche la parte di vita quotidiana è ben costruita, secondo me. Perché il bello è che questo sogno diventa una sorta di pretesto per raccontare della crescita, di quel momento in cui la figlia e la madre riescono a capirsi poco, pur volendosi un sacco di bene. Marta è la tipica adolescente che deve decidere quale sarà la sua vità, che però si trova in difficoltà e che desidera essere, in un certo senso, speciale. il sogno di Iside sarà quello che la renderà speciale. Eppure, le insicurezze non mancano mai, e forse l'adolescenza serve a prepararci proprio a questo.

Le uniche pecche del libro nascono, secondo me, dalla giovane età dell'autrice al momento della stesura del romanzo. Sono giusto delle piccole ingenuità stilistiche che, probabilmente, un buon editor avebbe dovuto aggiustare. Davvero delle piccolezze, che di certo, non influiscono sulla godibilità della storia, originale e ben calibrata, divertente ma anche riflessiva.

In somma, un libricino da leggere. Per divertimento e per ricordare la giovinezza ormai passata (sigh!).

E io mi sento anche di ringraziare Valentina. Avevo giusto l'età di Marta quando ho scoperto la mia passione per l'Egittologia.
All'epoca, e forse anche oggi, avrei molto amato essere Horus, o Thot... e Bastet è una delle mie divinità preferite, quindi grazie Valentina per avermi riportato nell'Antico Egitto. Per me è stato un viaggio bello e felice.


Il San Giorgio di Mantova Fantasy è stato anche un bel momento per scoprire dei libri che, altrimenti, non avrebbero mai bussato alla mia Lista Desideri.
Qui di seguito, quindi, vi indico alcuni volumi che hanno attirato la mia attenzione. Un paio li ho già acquistati, e il resto seguirà quanto prima.
In attesa di poterli leggere tutti, eccovi qualche segnalazione. Magari incontreranno anche il vostro gusto!

Il primo romanzo è di Valentina Bellettini. Il titolo è PROFUMO D'INCENSO e racconta una storia davvero particolare. Una ragazzina si ritrova, quando sogna, a vestire le spoglie divine di Iside, dea egizia. Si immedesimerà così tanto con la divnità, che a un certo punto non riuscirà più a capire cos'è reale e cosa no.
Un romanzo dunque che strizza l'occhio a una delle civiltà che più amo, ricoprendo anche il 'ruolo' di romanzo di formazione.

Marta Franchini è una tredicenne un po' confusa: deve affrontare l'esame di terza media, dovrà scegliere l'indirizzo superiore ed in questa che è l'età dei cambiamenti che condizionano l'esistenza, lei non sa nemmeno scegliere il tema d'esame, figuriamoci l'aspirazione della sua vita.
Un giorno trova un depliant lasciato dalla sorella in partenza per l'Egitto; leggendo, s'interessa della storia d'amore fra la dea Iside ed il dio Osiride tanto che finisce col sognarli.
Da quel momento, ogni volta che la ragazzza sogna, diventa Iside a tutti gli effetti: parla la lingua egizia, ha le fattezze della dea ed il suo aspetto, e quando s'accorgerà di provare anche dei sentimenti che prima di allora gli erano sconosciuti, la situazione si complicherà: chi è lei veramente? Marta o Iside?
Un'avventura fantastica tra sogno e realtà, fantasia e logica.

Il secondo romanzo che vi segnalo è ULTHEMAR. LA FORGIA DELLA VITA, di Antonio Lanzetta, che tra l'altro si è aggiudicato il premio Magia Urbana Pret-A-Porter, nella sezione Nuove Chimere.
Un romanzo che mescola fantasy e fantascienza per creare qualcosa di davvero curioso.


La Forgia della Vita si è destata. La torre nell'abisso di Norandur è pervasa dal suo calore.
L'energia sprigionata dal nucleo del pianeta pulsa, i forni sono pronti e attendono impazienti i frammenti di quell'astronave precipitata per forgiare l'armatura del Campione. Il tempo dell'Avvento è giunto. Mai le stelle sono state più minacciose per gli abitanti delle Terre Libere.

Nelle vene di Saemon e Jan scorre il sangue di quell'antico popolo venuto dallo spazio e dal quale si sono generati gli Arcani, la cui setta intende sfruttare il Portale delle Stelle, costruito da Ulthemar, per invadere il pianeta. Ma i due giovani e i loro compagni, Steev e Sleitan Ven, risponderanno alla chiamata del Re Bianco e uniranno le loro forze in una corsa contro il tempo, alla scoperta del passato, per salvare il mondo.

Gli uomini impugneranno l'acciaio per fronteggiare la discesa dalle Terre del Ghiaccio di Thorenthar e dei suoi Arcani in quella che sarà la più grande battaglia per la sopravvivenza.

Il terzo volume l'ho scoperto grazie a Daniele Nicastro e sua moglie, che me ne hanno parlato estremamente bene. Incuriosito, ho assistito alla presentazione dell'autrice e ho dovuto riconfermare la prima impressione: da leggere. IL RIFLESSO DELL'ANIMA di Leda Muraro è sia fantasy che storia vera, e incuriosisce proprio per questo.


Era il 1955. Lorenzo aveva solo 25 anni quella notte in cui tutto ebbe inizio. Al suo risveglio ogni cosa era cambiata. La casa nella quale viveva, il tempo nel quale si trovava, ma soprattutto il corpo nel quale era imprigionato. Lo specchio rifletteva l’immagine di un vecchio, di un corpo che stava lentamente morendo. Nemmeno fuori da quelle mura c’era la stessa realtà che aveva lasciato la sera prima. Non c’era nulla che ricordava, solo piccoli frammenti del mondo nel quale aveva vissuto.
Erano trascorsi 60 anni nell’arco di una sola notte, e ora si trovava prigioniero in quel tempo senza sapere come poter tornare indietro.

IL MOMENTO DEL RISVEGLIO, di Nicola Fossati, è uno dei libri che ho avuto il piacere di presentare durante l'evento, e proprio in quel momento mi ha definitivamente convinto. Un romanzo di avventura, Natura e... 'spiritualità'.


La vita di ciascun individuo è segnata da una serie di attimi, frangenti, situazioni che si verificano in sequenza durante il nostro cammino, talvolta senza lasciare particolari tracce. Tra queste c’è però una occasione “straordinaria”. Succede una sola volta nella propria esistenza.
Un’epifania in cui ogni barriera e limitazione creata dai timori, dalle inquietudini e dalle sofferenze si sgretola, lasciandoci liberi di vivere pienamente… questo è il momento del risveglio! Può avvenire in un istante, in un lampo, infondendoci la forza, la sicurezza e la tranquillità per affrontare qualsiasi cosa.
Tutto ciò accade a Sidney, personaggio principale del romanzo “Il Momento del Risveglio”. Il giovane, suo malgrado, si troverà immerso in un’avventura che lo porterà a conoscersi, a crescere, conducendolo al definitivo risveglio. L’incontro con alcune figure, intensi combattimenti, scelte critiche lo spingeranno in questo percorso di consapevolezza.
Pur mantenendo alcuni canoni della letteratura fantastica, risulta arduo riassumere l’intera vicenda. Numerosi personaggi, colpi di scena e una mitologia che comprende tutto il folklore mondiale sono racchiusi nel romanzo. Alchimia, Cabala, Numerologia, Enneagramma, tradizioni Sufi e Sciamaniche si fondono in un’ambientazione medievale, richiedendo così differenti approcci di lettura. Il libro è suddiviso in due macro-blocchi: il primo incentrato prevalentemente sulle vicissitudini di Sidney ed Amaya; nel secondo invece la scena si amplia, coinvolgendo maggiori soggetti e toccando più luoghi. La narrazione, innegabilmente scorrevole, privilegia l’azione, tralasciando eccessive descrizioni. L’invito è quello di immaginare di essere comodamente seduti al cinema e seguire la storia come una sceneggiatura.
Vero fulcro di tutto il racconto è la Natura, protagonista del romanzo. L’intera trama si muove grazie a Lei. Pur rimanendo per lungo tempo silenziosa, è una presenza costante. Ogni personaggio, primario o secondario, agisce nel Suo nome. Il libro è proprio un’esortazione a rivolgere uno sguardo rinnovato verso la Natura, a considerarLa un prolungamento di noi… o viceversa. Le azioni, i gesti che realizziamo si riflettono su di Lei. L’autore ci invita a prestare attenzione anche alle piccole cose, cercando di non vivere senza posa come una freccia scoccata a grande velocità. A volte le risposte che cerchiamo sono sotto i nostri occhi, ecco perché niente accade per caso.
“Il Momento del Risveglio”, nonostante sia ambientato nei tempi antichi, ci induce ad una profonda riflessione sul mondo attuale. Come ci sottolinea l’autore, dobbiamo attendere sempre l’intervento di un eroe o forse, potenzialmente, noi tutti siamo degli eroi?

Per concludere, segnalo un romanzo che ho giusto intravisto, ma la cui copertina mi ha catturato. Sono andato quindi a cercare informazioni che lo riguardassero e, cosa scopro? Che ha tutte le carte in regola per piacermi, e anche molto. Si tratta de L'ERA DEL LEVIATANO, di Marialuisa Amodio.


In una terra dimenticata, un bambino dagli occhi antichi attira l'attenzione del Leviatano. Per sfuggirgli, dovrà abbandonare la sua bizzarra famiglia e il paradiso nascosto in cui è cresciuto.
Viridius Kallas, un guerrigliero che lotta contro le Nove Città, parte con l'incarico di uccidere un ex compagno d'armi e fa una scoperta che incrinerà tutte le sue certezze.
Nella megalopoli di Tara, Karol riceve nel suo night club le visite sempre più frequenti dei federali, mentre un virus senziente infetta la sua memoria.
Anche l’equilibrio delle Nove Città vacilla quando una giovane campionessa si ribella alle regole del gioco. La guerra non sarà più solo uno sport praticato dalle Bande mercenarie e trasmesso in televisione.
Un romanzo a tratti surreale, con ambientazioni fantascientifiche e vivide scene d'azione, che porteranno il lettore in un vortice intricato e affascinante, dal quale non potrà uscire, se non dopo l'ultimo, ineffabile scontro.


Sabato e Domenica c'è stato il San Giorgio di Mantova Fantasy, un evento, come ormai dovreste ben sapere, legato al mondo del fantastico. Tanti e tanti libri e autori fantasy, ma anche illustratori e doppiatori e giochi...


E' stato davvero bellissimo esserci! Ma proprio bello!
Però, sì... partiamo con ordine.

Mi era stato chiesto di moderare un paio di incontri durante la manifestazione, e io non ho saputo rifiutare.
Il nove giugno sono partito da casa un po' titubante, perché non si sa mai cosa aspettarsi e perché, ovviamente, temevo di far fare brutte figure agli autori che avrei dovuto moderare.
E invece... invece è stato come trovare una nuova famiglia, perché c'era un bel clima sereno e amichevole, e c'era curiosità per i libri, per gli incontri, per le persone presenti.
Sì, le persone. Sono loro che hanno fatto la differenza.

Persone come Claudia Tonin, Anna Giraldo, Mauro Fantini, Alfonso Zarbo, Fabio Cicolani, Solange Mela e Mariangela Galotto, che hanno messo in piedi questa bella manifestazione e che mi hanno dato una grande possibilità. Grazie davvero.

Persone come Cecilia Randall, Giulia Marengo, Paola Boni, Anna Giraldo (ancora!), Maico Morellini, Thomas Mazzantini, Luca Azzolini, Nicola Fossati, Valentina Bellettini, Loredana Rossetti, Davide Zaffaina e Paola Scagliarini. Ossia tutti quegli autori che ho moderato in queste due giornate. E' stato un grande piacere incontrarvi. Siete stati gentilissimi e disponibilissimi e mi avete fatto conoscere lavori davvero interessanti e pieni di carattere. Grazie di cuore.

E poi grazie, ma un GRAZIE IMMENSO, a Daniele Nicastro e a sua moglie Gianna. Due persone splendide, che ho finalmente avuto occasione di vedere in carne ed ossa e che mi hanno fatto passare dei bellissimi momenti. Graziegraziegrazie. E, mi raccomando, leggete tutti "La bambina col basco azzurro". E tenete d'occhio questo scrittore! Di strada ne farà sicuramente molta.

Grazie a Francesca Resta, che ho potuto finalmente rivedere, dopo credo due anni. E GRAZIE a Paola De Pizzol (in arte M.P. Black) e a Claudia Tonin; vedervi finalmente dal vero è stato proprio fantastyco! E' stata dura ma alla fine ci siamo riusciti. Mi spiace solo aver passato poco tempo insieme, ma ci rifaremo... sicuramente!

Grazie a Fabiana Redivo, anche lei finalmente uscita dalla bidimensionalità delle mail e di facebook. Ci siam scambiati giusto poche battute, ma la sua 'esplosività' è contagiosa.

Ri-ringrazio anche Valentina Bellettini e suo marito. Ho scoperto una coppia davvero simpatica con qui abbiamo scambiato qualche bella chiacchiera. Spero di rivedervi presto.

E, per chiudere, Luca Azzolini. Di grazie, a te, dovrei dirne finché campo, e probabilmetne ancora non sarebbero abbastanza. Quindi ti dico solo... aspetto un bel pranzetto in quel di Mantova. Prima che finisca l'estate! Ovviamente paghi tu! ;)

Bene... ah! No! Grazie a tutti gli altri autori e le altre persone che ho conosciuto durante questa due giorni. Abbiamo avuto pochi minuti a disposizione ma è stato davvero bello conoscervi tutti, o sentirvi parlare delle vostre creazioni, o scambiare semplicemente una battuta divertente. Grazie davvero.

Ecco, mi verrebbe da dire che ho detto tutto perché, mi ripeto, sono le persone, secondo me, a fare la differenza. E proprio per le persone questo è stato un bellissimo San Giorgio di Mantova Fantasy.

Gli incontri a cui ho assistito, poi, sono stati tutti interessanti e divertenti. E se dipendesse da me prenderei tutti i libri presentati... peccato che dipenda da portafoglio! XD
La location è perfetta, perché trovi tutto lì, in questo bel centro culturale che secondo me dovrebbe avere ogni paese.
Certo, forse qualcuno è stato scoraggiato dal terremoto, e questa magari ha influito sulle presenze... però io mi son molto divertito, ed è questo che conta. (Sì, sono egoista!)

L'anno prossimo DOVETE venirci tutti!


Ci siamo!
Eh, sì. E' giunta l'ora.
Domani inizia il



Se amate il fantasy e tutto quello che appartiene al genere fantastico, non potete davvero mancare. Ci saranno editori a esporre i loro preziosi volumi, illustratori a mostrarci le loro meravigliose opere, ci saranno autori che parleranno di fantastico e dei loro libri e ci saranno anche i doppiatori italiani di Robb Stark e Jon Snow, due dei protagonisti della serie televisiva "Il trono di spade".
In somma, ce n'è davvero per tutto.

Ci sarò anch'io! Modererò qualche tavola rotonda e mi auguro possiate proprio venire a fare un giro. Avrete modo di incontrare alcuni autori che già amate, ma scoprirete anche autori che forse non avete mai sentito ma che hanno scritto dei libri che incuriosiscono moltissimo anche me.

Domani e Domenica, quindi, evnite al San Giorgio di Mantova Fantasy.
QUI trovate il programma.

Ne approfitto anche per segnalare che, per tutta la durata della manifestazione, sarà allestito un banco con titoli fuori catalogo e omaggi vari per raccogliere fondi da destinare agli sfollati del sisma.
La vendità sarà a offerta (quindi siate generosi!!!).
Chi di voi avesse volumi da offrire può rivolgersi allo stand di DOMINO EDIZIONI, oppure lascaire semplicemente i volumi sul banco destinato alla raccolta fondi.
Mi raccomando, partecipate tutti!


Ieri vi ho detto la mia su MUSES, l'ultimo, imperdibile romanzo di Francesco Falconi. Potete leggere il commento QUI.
Siccome però avevo qualche curiosità da soddisfare, oggi ho l'onore di ospitare Francesco, giusto per fargli qualche domanda.
 Io lo ringrazio infinitamente per la gentilezza dimostrata e vi lascio subito alle sue risposte.

1. Ciao Francesco, finalmente ho il piacere di averti ospite nel mio meleto. Ne sono davvero molto felice.
Ormai nel panorama fantastico italiano sei ben conosciuto quindi eviterò la solita di rito su "chi sei tu" e vado direttamente al punto.
Come mai hai scelto proprio la musa della musica come protagonista del romanzo? Come mai non quella della scrittura, per esempio, che mi verrebbe più facile collegare a uno scrittore?
Per due motivi, essenzialmente. Innanzi tutto Muses è nato prima con il personaggio di Alice, poi per la reinvenzione delle Muse nell'età moderna. Alice mi ha perseguitato per mesi, alla fine è stata lei - la Musa della Musica - a decidere.
In secondo luogo, la Musa della Scrittura sarebbe stata più vicina a me in quanto scrittore, ma ci sarebbe stato il rischio di una forte incursione del narratore nella storia. E, quando ciò avviene, è a mio avviso un punto molto negativo per il romanzo.

2. Questa musa della musica è Alice De Angelis, un personaggio molto complesso, pieno di sfacettature e dal passato davvero molto scuro. Come sei riuscito a calarti nella parte? Quant'è stato difficile farlo? So che ti ci sono voluti anni per scrivere il libro. Alice potrebbe esserne la causa?
Assolutamente sì. Il passato di Alice, la sua crescita in un ambiente di violenza, il suo perdersi nella periferia di Roma e la sua volontà di sopravvivere, fino alla fuga verso Londra e alla riscoperta di se stessa. Non è stato difficile calarmi nella parte di Alice, che già sentivo fortemente, ma esprimere a dovere la sua essenza, la sua trasformazione e il dolore che ha provato.
Ho aspettato di essere pronto per scrivere una storia del genere, e mi è costato quattro anni.

3. Oltre ad Alice, ho letto (ma forse ascoltato) che anche Patricia ti ha dato qualche grattacapo. Lei, la musa della pittura, è un personaggio molto particolare, ma probabilmente è anche un personaggio che rappresenta molto i nostri tempi, no? Conta più il personaggio della persona, lo spettacolo del contenuto, l'eccesso più del messaggio.. l'hai creata riflettendo sui personaggi dello spettacolo di adesso?
Patricia Gautier è stata appena presentata in questo romanzo, sarà approfondita nel sequel di Muses. Un personaggio eccentrico, la reincarnazione della diva moderna. Ma anche una donna apparentemente forte, che si fa scudo con la propria omosessualità e la trasforma in arma. E' ancora presto per giudicarla, ma non sarà ridotta a diventare un semplice pretesto per rappresentare gli eccessi mediatici dei nostri anni. Sarebbe scontato e non desidero che Muses sia didascalico.

4. Tornando alle muse, tu nel romanzo ci racconti che il loro potere, col tempo, si è indebolito. Mi vien da chiederti... nella realtà è davvero così? Il potere delle muse è debole e quindi le arti ne risentono, magari diventando più commerciali che ispiratrici? Oppure secondo te le muse sono anche oggi vive e molto vegete?
Sicuramente l'arte si è trasformata nel corso dei secoli, per questo ho introdotto nel romanzo il concetto di darwinismo artistico che ha creato le Muse moderne come Lourdes Blanco, la Musa della Net.Art che riesce a ispirare grazie ai Social Network. Credo che l'arte oggi sia sottovalutata, spesso svalutata per motivi economici o asservita a scopi più commerciali. Penso che in passato c'era una maggiore attenzione e investimento, e che non stiamo dando la giusta attenzioni ai tesori artistici che ci circondano, perché distratti dal quotidiano o da "oggetti" più semplici da fruire. Usufruire di arte implica stimolare la ragione, la creatività, dare libero sfogo all'immaginazione e alle emozioni. Un processo faticoso ma liberatorio.
Da qui nasce la contrapposizione Eclettici-Pragmatici di Muses.

5. Le tue sono muse evolute, se così si può dire, nel senso che si sono 'adeguate' ai tempi quindi abbiamo. C'è per esempio la musa della net-art, mentre ne sono sparite altre ben presenti nel classicismo. C'è qualche musa che, secondo te, potrebbe sparire nel prossimo futuro? Quale arte è quella più a rischio?
Ah, ottima domanda. Difficile rispondere, perché le arti sono in continua evoluzione e frammentazione. In realtà in Muses non parlo di una vera scomparsa ma di reinvenzione e adattamento (nel senso darwinistico del termine) alla nostra società, ciò implica anche accorpamento delle arti (come accade per esempio nella poesia).

6. Nel romanzo ti sei anche autocitato! Ebbene sì, me ne sono accorto. Immagino sia una sorta di gioco con te stesso e coi tuoi lettori più fedeli... ma non hai paura che qualcuno ti ritenga, che ne so, uno che si autocompiace?
Ma non credo, come hai appena detto è stato un gioco e, per rimanere in tema, una reinvenzione dei miei personaggi all'interno di Muses sotto altre spoglie. Piccoli cenni, non intrusivi, giocati sul filo dell'ironia per non prendersi mai troppo sul serio.

7. Una delle cose che ripeto più spesso, parlando di te, è che a ogni romanzo riesci a superarti. Ogni nuova opera ci ha mostrato quanto tu sia capace di crescere, artisticamente parlando, e MUSES ne è l'ennesima prova. Alice è un personaggi molto complesso. Ecco, vedi i nuovi romanzi come una sfida con te stesso? Ogni volta è un voler superare la precedente? Oppure si tratta semplicemente di un percorso naturale?
Assolutamente. Ogni volta che decido di scrivere un romanzo ho un preciso obiettivo, una sfida e, spesso, un salto nel vuoto. Non è un percorso naturale ma la precisa volontà di migliorarmi e crescere come scrittore. Corro il rischio che i lettori si affezionino a un Francesco all'interno di un certo target di libri e siano disorientati di fronte al cambiamento, ma ho già smontato questo percolo anni fa, dopo il passaggio Estasia-Prodigium.
Naturale, invece, è seguire le proprie esigenze senza sottostare a leggi commerciali.

8. Grazie mille Francesco. L'intervista è finita e mi ha fatto molto piacere averti qui. Prima di lasciarci, però, un'ultima rispostina te la chiedo: hai usato gli elementi, gli angeli e i demoni, le muse... che creatura/mitologia dobbiamo aspettarci, prossimamente?
Ciò che non hai menzionato. Non amo ripetermi.



Anche il tuo destino è scritto.
Tu ce la farai, Alice.
Sei tu la persona che le Muse aspettavano da secoli.

Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l’eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l’inferno. E sta per accadere.

Francesco Falconi mi sorprende sempre. Ogni volta che leggo un suo nuovo lavoro credo abbia raggiunto il massimo delle sue capacità, e invece, puntualmente, al libro successivo mi smentisce.
MUSES non fa eccezione, anzi! MUSES conferma questa regola e si rivela come il migliore lavoro di Falconi. Il migliore in assoluto. E io mi domando solo come potrà mai superarsi ancora.

A renderlo il migliore constribuiscono vari fattori.
Il primo è senz'altro lo stile. Francesco ha ormai raggiunto un'ottima capacità di scrittura, che fe scivolare le pagine con estrema facilità tra le dita del lettore. E' una scrittura fluida, leggera, ma mai scialba. E' anzi molto intelligente e raggiunge sempre il suo obiettivo.
I molti colpi di scena, poi, rendono la lettura ancora più frizzante e il lettore è davvero troppo affascinato dalla storia per poter posare il libro!

E come non parlare di Alice? Alice è probabilmente il personaggio più complesso mai realizzato da quest'autore. Ha un passato turbolento e difficile, con un padre-padrone e una madre succube. Pensa di aver ucciso il suo ragazzo e non riesce a trovare il suo posto nel mondo.
Si ricopre il corpo di tatuaggi, di piercing. E' dura. Spigolosa. Una figura davvero complessa e insolita per questo genere di romanzi. Ma, allo stesso tempo, una creazione vincente, perché il lettore la sente reale, vicina... potrebbe davvero essere una persona che conosciamo, o una di quelle che poi, per qualche motivo, finiscono sulle pagine di cronaca nera dei giornali. E il bello è che Alice potrebbe essere sia vittima che carnefice, in queste pagine di cronaca.
La sua evoluzione, inoltre, è molto ben gestita. MUSES è infatti anche una sorta di romanzo di formazione, dove Alice capisce chi è e impara ad accettarsi, e il tutto avviene senza mai forzare la mano, seguendo ritmi 'nanturali' che mantengono realistica la sua crescita.
Davvero una figura ottima.

Interessantissima anche l'idea di inserire le muse in un contesto moderno.
Il concetto di arte che influenza le nostre vite è forse andato perso. Probabilmente ora è il denaro ad influenzare il nostro mondo. Ebbene, Francesco ci ricorda che l'arte può davvero 'salvarci'. L'arte può aiutarci. E io non ho potuto fare a meno di pensare a come tutti noi ci siamo dimenticati di questo.
In MUSES i poteri stessi delle muse si stanno indebolendo. E anche l'umanità sta diventando meno ricettiva. Forse è davvero il momento di fare qualcosa.
Un punto importante su cui riflettere, molto.

Il finale a sorpresa è, in fine, un po' la firma dell'autore. Subito ti sconcerta, ma io l'ho adorato. L'unica domanda che ti resta è: quanto ci vorrà per il seguito?

Per concludere, MUSES è un ottimo romanzo. Un urban fantasy che scorre impetuoso e veloce, che lascia residui nei pensieri e personaggi nel cuore.
Impossibile dimenticare Alice. Obbligatorio riflettere


Il 12 giugno arriverà in tutte le librerie il nuovo libro di Michela Murgia.
Quest'autrice l'ho scoperta con "Accabadora", che ho adorato e che consiglio a tutti, e poter leggere una sua nuova opera più che promettente mi fa davvero piacere.
Una storia, 'stavolta, che attraverso gli occhi di un ragazzino ci racconterrà delle difficoltà, per una comunità, di rimanere unita ed evitare la rottura. Sono molto curioso di vedere come si svilupperà il tutto.

"L'Incontro"
di Michela Murgia 


Il tetto della parrocchia, il fitto dello stagno, il misterioso canale che serpeggia sotto la grata: è questa l'estate per Maurizio e per i suoi amici, un inseguirsi di giorni e avventure, serate in strada e storie di fantasmi. Ma intanto il paese si spacca in due, perdendo la naturalezza del suo invincibile presente plurale. In un crescendo esilarante e irresistibile, verso un finale dove persino le statue dei santi potrebbero diventare oggetti contundenti.

Maurizio ha dieci anni e non vede l'ora che comincino le vacanze. Per lui l'estate significa stare dai nonni a Crabas: lí ogni anno ritrova Franco e Giulio, fratelli di biglie, di ginocchia sbucciate e caccia alle libellule, e domina con loro un piccolo universo retto da legami che sembrano destinati a durare per sempre. Ma nell'estate del 1986 qualcosa di imprevedibile incrinerà la loro infanzia e mostrerà a tutti, adulti e ragazzi, quanto possa essere fragile il granito delle identità collettive.
Basta un prete venuto da fuori a fondare una nuova parrocchia per portare una scintilla di fanatico antagonismo dove prima c'erano solo fratellanze. In quella crepa della comunità l'estraneo può assumere qualunque volto, persino i capelli rossi di un inseparabile compagno di giochi.
In questo racconto insieme comico e profondo, la penna inconfondibile di Michela Murgia ci regala un'appassionata storia di formazione in cui il protagonista scopre - insieme al lettore - cosa significa dire noi. 

EDITORE: Einaudi
PAGINE: 112
PREZZO: 10,00 €
PUBBLICAZIONE: 12 giugno 2012