Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non provare a innamorarti, mai e poi mai.

Nella notte più fredda del mondo possono accadere strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultargli fatali. L’amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del suo decimo compleanno, la voce incantevole di una piccola cantante andalusa fa vibrare il cuore di Jack come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto.
Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, La meccanica del cuore è al tempo stesso una coinvolgente favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.

Non si è mai troppo grandi per una fiaba, specialmente se questa fiaba ci parla di una cosa con cui, prima o poi, a tutti tocca scontrarsi: l'amore.
E' questo il caso de "La meccanica del cuore", primo romanzo del cantante francese Mathias Malzieu ad arrivare in Italia, dal quale è stato tratto un film d'animazione diretto da Luc Besson e in uscita entro l'anno.

Questo libro, come dicevo, è una fiaba, perché della fiaba ha gli elementi. C'è una sorta di strega, dei personaggi strani, un protagonista a cui viene messo un orologio sul cuore per mantenerlo in vita.
C'è anche una scrittura molto fantasiosa, e a tratti molto ironica, perfetta per raccontare questa storia.
A parte questo, però, il racconto è quello molto reale della scoperta dell'amore, con tanto di gioie e dolori annessi.
Già, perché l'amore, così come la vita, non è solo felicità e poesia, rose carnose e canzoni sotto la luna. L'amore può essere anche dolore. L'amore può essere disperazione, passi falsi, egoismo e cattiveria. Ed evitare la faccia più oscura di questa medaglia è impossibile.

Anche l'amore materno, e non solo quello romantico, trova spazio tra queste pagine. La relazione madre-figlio è infatti un qualcosa di estremamente forte e tenace, e forse Malzieu, con questo libro, ha tentato di rispondere a una domanda: fin dove può spingersi, una madre, per rendere la vita del figlio priva di sofferenza?
Ecco, pur occupando meno spazio dell'amore di coppia, questo tema secondario mi ha molto colpito. E' trattato in maniera lieve, eppure è di una forza strabiliante.

"La meccanica del cuore" è dunque un racconto di formazione e introspezione, che gioca con elementi fantastici per raccontarci la realtà.
Una piccola fiaba moderna, dal gusto forte e squisito.


Come ormai ogni lettore sa, luglio e agosto sono mesi 'di magra', per quando riguarda le uscite librarie. Le vacanze, infatti, coinvolgono anche il mondo dell'editoria e quindi anche la carta stampata rallenta il suo ciclo.
Questo, però, non scoraggia gli amanti del libro che, anzi, usano questo tempo per studiare le future uscite e pianificare gli acquisti che da settembre ripartiranno alla grande.

Oggi io ne approfitto per segnalarvi due interessanti titoli che approderanno in libreria da fine agosto. due titoli succosi che mi stanno ingolosire parecchio.
Il primo è di un autore francese che abbiamo conosciuto l'anno scorso. A settembre 2011 era infatti stato pubblicato lo splendido "Gli ingredienti segreti dell'amore", che io e mia moglie avevamo divorato durante la luna di miele. Una lettura davvero divertente ed estremamente piacevole.
Il 29 agosto, Barreau ritorna in libreria con una nuova storia romantica e divertente tutta da scoprire.

"Con te fino alla fine del mondo"
di Nicolas Barreau

"Mon cher Monsieur,
vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo.
Forse vi aspetta un’avventura che farà di voi l’uomo più felice di Parigi. la Principessa"

Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l’affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne.
Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna.
Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d’amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d’amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi.
Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco.
Ma l’impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?

Pagine: 192
Prezzo: 14,00 €
Pubblicazione: 29 agosto 2012


Il secondo titolo è una raccolta di racconti. I racconti sono un genere che forse non va molto 'di moda', ma se fatti bene sono davvero una sorpresa continua. E da quel che si può capire, questi saranno delle ottime sorprese!
Sto parlando della raccolta firmata Etgar Keret, che ha riscosso grandi consensi anche tra i nomi noti della letteratura internazionale, e che arriva da noi il 5 settembre.

"All'improvviso bussano alla porta"
di Etgar Keret


All’improvviso bussano alla porta e uno scrittore si ritrova ostaggio di un gruppo di persone che, con la minaccia delle armi, gli intima di raccontare una storia. In difficoltà, lo scrittore cerca di cavarsela in una situazione che “ad Amos Oz e David Grossman non capiterebbe mai”.
In Cheesus Christ un uomo viene pugnalato a morte in un fast food dopo aver ordinato un hamburger senza formaggio. La vicenda ha conseguenze imprevedibili e apocalittiche – il famoso effetto farfalla – che riflettono ironicamente il caos e la casualità dell’esistenza.
Una delle trentotto divertentissime storie brevi contenute in questo volume si dichiara esplicitamente e senza pudore come “il racconto migliore del libro”.
Promette al lettore una Mazda Lantis grigia metallizzata in premio se lo legge in maniera corretta, e comunque un modello più economico se non lo legge in maniera corretta, perché è un racconto che vuol far sentire bene il lettore, che non vuole creargli complessi di inferiorità.
Questi sono solo alcuni dei racconti che compongono la raccolta di Etgar Keret, un libro spassoso che ha conquistato il mondo.

“Etgar Keret è un genio.”
The New York Times

“La nuova raccolta di Etgar Keret è meravigliosa e commovente e – come sempre con Keret – sorprendente e affettuosamente bizzarra.”
Nathan Englander

“Le storie più comiche, nere e struggenti che ho letto da molto tempo.”
Jonathan Safran Foer

“Uno scrittore brillante, completamente originale. La voce della nuova generazione.”
Salman Rushdie

Pagine: 192
Prezzo: 15,00 €
Pubblicazione: 5 settembre 2012


A voi quale ispira di più?


In un paesaggio lunare, dove ogni cosa può sembrarne un'altra, dove sguardi sconosciuti ammiccano, qualcosa si nasconde. Attento, minuscolo re bambino, lo avvisa il vecchio saggio come fosse un padre, bada al “ciarlestrone”! Partire alla ventura per attraversare il bosco, tenersi lontano da terribili artigli e fauci fameliche, e soprattutto, sconfiggere quel mostro non è cosa da tutti. Armato della sua spada, il “brando vorpido” e di gran coraggio, il piccolo si inoltra. Ed ecco che alle sue spalle arriva “occhidibragia, il ciarlestrone”. Lo scontro sarà duro ma alla fine - un dué un dué- quel re bambino vincerà sul mostro. Evviva! E in un mondo visto allo specchio, si può tornare a giocare, far volare un aquilone, pronti per la prossima battaglia... Una fantastica avventura, dove tutto è purissima invenzione, a partire dalla magica lingua creata dal grande Lewis Carroll. Una lingua che ricorda quella dell’infanzia. Quell’infanzia capace, oggi come ieri, di sconfiggere i mostri con l’immaginazione.

Il Nonsense è quella parola, o addirittura frase o intera opera letteraria, che appare priva di significato.
Ma come può, si chiederà un lettore, una parola o una poesia essere priva di significato? Sembra quasi un ossimoro!
E infatti, se si legge bene, ho specificato che APPARE priva di significato, ma probabilmente non lo è affatto.

Di questo genere è sicuramente maestro Lewis Carroll, autore del celebre "Alice nel paese delle meraviglie". Famosissimi sono infatti i suoi giochi linguistici all'interno di questo romanzo e del suo seguito. Ed è proprio la parola gioco, secondo me, la chiave di tutto. Il Nonsense è un giocare con le parole per creare qualcosa di nuovo, divertente e, perché no, dal significato nascosto.

"Jabberwocky" è forse il Nonsense più famoso di Carroll.
Si tratta di una filastrocca inserita all'interno di "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò" che racchiude parole inventate e Parole Macedonia, ossia quelle parole nate dall'unione di più lemmi.
Il mistero che circonda queste righe è parzialmente spiegato da Humpty Dumpty all'interno del romanzo stesso, e anche l'autore ha detto al sua in qualche occasione.
Rimane però il fatto che quella del "Jabberwocky" è un'avventura letteraria bellissima da affrontare. Spinge il lettore a indagare le parole stesse, ossia la base della letteratura. Lo porta a scoprire cose sconosciute e inaspettate, a ragionare su ogni singolo termine, a divertirsi con una cosa che, apparentemente, sembra tutto fuorché divertente.
Insomma, un'avventura da vivere assolutamente!

Inoltre, in questa particolare edizione targata OrecchioAcerbo, c'è il valore aggiunto delle illustrazioni. Illustrazioni meravigliose, che a mio aprere richiamano quelle di Tenniel, illustratore originale dell' Alice, e allo stesso tempo le rende nuove e divertenti. Proprio quello che fa Carroll con le parole.
Un albo da non lasciarsi sfuggire per nessun motivo, né grandi né piccini. E per chi ama la lingua inglese sarà impossibile fare a meno di giocare anche con la versione in lingua originale, riportata in coda al libro.

OrecchioAcerbio ci regala l'ennesima perla; bisogna proprio farla risaltare nella nostra lirberia.


Due uomini e una donna, una notte di passione trasgressiva, impossibile da rifiutare. Tutto inizia per gioco con Hunter, che pensa di avere il pieno controllo. Kata, però, non è una donna comune. È fragile e dolce, ma anche determinata e scaltra. Una notte non è abbastanza per lui, perché l’ha sceltacome sua ultima conquista e niente e nessuno potrà mdistoglierlo dal desiderio di averla tutta per sé. Ma a cosa sarà disposta a rinunciare Kata? Riuscirà ad affidarsi alla protezione di Hunter, ad arrendersi agli istinti più inconfessabili e a mettere in gioco tutta sém stessa, rivelando la sua vera natura indomita e indomabile? Un romanzo che ha il potere di sedurre e intrigare, come la voce suadente di una sirena al cui richiamo è impossibile resistere. 

"Segreto inconfessabile"... che dire di questo libro?
Premetto che quando avevo letto la trama, da brava ignorante e non conoscendo l'autrice, non mi aspettavo proprio ciò che avrei letto poco dopo. Passione, sesso, dominazione, passione, sesso, dominazine, sesso... pagine e pagine che trattano di questi argomenti. 412 pagine per raccontare una settimana di vita, di cui 300 (ammetto di non averle contate) dedicate ai rapporti intimi dei due protagonisti.
Racconta di quel rapporto di dominazione-sottomissione che Hunter, un militare patito di BDSM, tenta di costruire con Kata, donna dal carattere dolce e sensibile quanto determinata e testarda. Funzionerà? Beh, leggete il libro e lo scoprirete.
Ora, se una parte di me ha amato quei lunghi momenti di passione ed eccitazione, dall'altra non potevo non pensare "oh mio dio! sto leggendo un porno!!", perchè è di questo che si tratta. Della trama onestamente non mi è restato molto, anche perchè messa troppo in secondo piano rispetto alle avventure amorose. Se non fosse per il colpo di scena finale (per il quale ormai avevo perso ogni speranza) la storia sarebbe stata davvero una tra le più povere che avessi mai letto.
Iutile dire che, nonostante lo sviluppo finale, si tratta di una trama banale e letta già mille volte. Lei in pericolo e lui che si impegna al massimo per proteggerla. Insomma, più o meno sempre la stessa storia, nulla di nuovo (se non teniamo conto degli atti sessuali).
I protagonisti sono ben costruiti, i loro caratteri definiti, descritti e riprodotti in modo quasi perfetto; tuttavia lo stesso trattamento non è riservato anche agli altri personaggi. Infatti, tutte le figure secondarie sono in secondo piano anche sotto il punto di vista descrittivo e strutturale, mettendo così maggiormente in risalto i primi due. A mio parere, però, alcuni di questi avrebbero meritato almeno un piccolo approfondimento. E' anche vero che ci sono altri tre volumi precedenti, ciascuno con una storia autoconclusiva, dove vengono raccontatele storie di alcuni di questi personaggi, ma nonostante ciò gli avrei comunque dato più spazio.
In poche parole, se state cercando un libro con una trama ricca e scopiettante non fa per voi, ma se invece mirate a semplice passione, eccitazione e eros... beh, decisamente questo è il libro che fa per voi. Ah! Quasi dimenticavo. La parte che ho preferito? Eccola qui:
La protagonista guarda un film con un tipo.
Lui dice: "vuoi davvero farmi vedere questo film?"
Lei: "Adoro Edward e Bella, hai visto almeno un film?"
Lui: "Oh Dio, no! Lei sembra stitica e lui dell'altra sponda!"
Sì, lo so che forse non centra molto con la recensione, ma che posso farci... ho adorato queste righe!


Lilia Grace Albert ha viaggiato tutta la vita, cambiando costantemente luoghi e abitudini. È ripartita per nuove destinazioni talmente tante volte che non sa più come fermarsi. Rapita dal padre a sette anni, ha imparato a costruirsi un’identità fatta di tanti frammenti diversi che raccoglie con la sua inseparabile macchina fotografica. Adora la solitudine, e chi la conosce bene può figurarsela mentre cerca di cogliere l’immagine perfetta nel bel mezzo di un temporale.Ora sta lasciando New York, e con un bacio sulla fronte saluta il suo attuale compagno, ignaro che fra poco di lei rimarranno solo le impronte umide sul parquet. Questa è la vita di Lilia, e gli altri possono fare poco per cambiarla: si può forse ingabbiare la libertà? Ma cosa succede quando chi è abituato a fuggire farebbe di tutto per rimanere?

L'amore è una cosa meravigliosa, ma anche terribilmente dolorosa. L'amore per la/il compagna/o, l'amore per i genitori, l'amore per i figli. Che cosa si è disposti a fare per amore? Decisamente tanto. Un padre per amore può rapire la figlia, un uomo per cercare la donna che ama può lasciare tutto e partire. Essere rapiti e trascorrere anni e anni fuggendo, spostandosi da un posto all'altro senza mai guardarsi nindietro, continuare così finché... fino a quando? Si può ancora fermarsi dopo coì tanto tempo?
Tutto ciò lo troviamo in questo libro davvero davvero carino.
Lilia, rapita dal padre, fugge per tutta la sua vita non riuscendo più a fermarsi. Ha visto un sacco di luoghi, conosce diverse lingue, ha una gigantesca curiosità, ma... la si può definire felice? Io non credo.
Eli, ragazzo stanco di non combinare nulla, innamorato perso di Lilia, talmente ossessionato da lei che quando lei se ne va, lui non può non cercarla.
Michaela insoddisfatta della sua vita, incolpa Lilia per la distruzione della sua famiglia.
Christopher, detective alla ricerca di Lilia, padre di Michaela, marito assente. Un uomo disperato che vede nella ricerca della giovane l'unico suo appiglio, l'unica sua salvezza.
Infine, il padre di Lilia, disposto a tutto per proteggerla.
Le storie di questi personaggi, davvero ben curati, si intrecciano tra loro, tra passato e presente, creando un mix ricco, fluido e coinvolgente. Un viaggio trieste, ma allo stesso tempo leggero, nella loro vita, scoprendo che nessuno di loro è davvero felice. Vite e storie che intrappoleranno il lettore dalla prima all'ultima pagina. Il tutto scritto in modo chiaro, per nulla difficile nonostante i diversi salti temporali.
Un romanzo semplice e frizzante che vi rapirà.


Da fine giugno è in libreria un romanzo tutto giallo che ha destato in me molta curiosità. 
Un romanzo sulla verità, o meglio, sul tipo di verità che 'viviamo' nel nostro mondo. Un romanzo che forse è difficile inquadrare, e che per questo mi affascina moltissimo.
Chi di voi lo leggerà con me?

L'ACROBATA FUNESTO
di Guido Rampoldi

"Mi resta appena il tempo per avvertire che in questo Paese la verità è quella cosa che comincia in un modo e finisce in tutt’altro. Io posso dire come cominciò."

Attende il suo turno a un celebre talk-show: è un bambino, un mostro, un fenomeno, si dice, con formidabili doti acrobatiche: il guaio è che, appena entrato in studio, il bambino si mette a levitare nell’aria. Nessuno si spiega cosa sia accaduto, ma il fatto che sia accaduto si ripercuote ovunque, soprattutto in rete.
Chi è l’acrobata funesto? Un bambino deforme capace di balzi innaturali? Un angelo pagano che non ha nome in alcun vocabolario del mondo? Una creatura sognata, il prodotto allucinatorio di una suggestione collettiva?
La cartella relativa all’acrobata funesto finisce sulla scrivania di un analista dei Servizi segreti mandato a Roma per riaversi da quello viene chiamato “disturbo post traumatico da stress”, “un dolore senza origine e senza oggetto” tipico dei reduci dalle guerre ipermoderne. Nella cartella rapporti di polizia, stralci di blog e pagine di diario. La ricerca porta lontano, porta nelle patrie defunte dell’Est, disegna un labirinto di complotti, di identità nazionali, di identità religiose, di cospirazioni sino a lasciar intravedere l’abisso minaccioso della disinformazione come pratica politica e strumento di controllo. La rete è l’habitat ideale per far crescere giungle di specchi. E’ lì che si nasconde l’acrobata funesto?
Guido Rampoldi scrive un romanzo mozzafiato, scandito da apparizioni e sparizioni, spiazzante e seduttivo come una mappa del tesoro – salvo che al posto dell’oro c’è il potere, dove la verità è progettata a tavolino, per confondere, abbagliare, disorientare. 

EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 256
PREZZO: € 16,00
PUBBLICAZIONE: 27 Giugno 2012


L'AUTORE:
Guido Rampoldi è giornalista e inviato speciale del quotidiano “la Repubblica”. Esperto di Medio Oriente e mondo islamico, ha scritto L’innocenza del male. Dalla guerra fredda all’Iraq (Laterza 2003), I giacimenti del potere. A chi appartiene oggi il potere (Mondadori 2006) e, per Feltrinelli, La mendicante azzurra (2008) vincitore nel 2009 del Premio Bagutta sezione Opera Prima. Nel 2007 ha vinto il premio Barzini per l’inviato speciale.


Aron ha quindici anni e una vita felice sulla sua piccola isola. Le giornate in mare, i tuffi dalla barca di Gorgo, il sale che tira sulla pelle e l’amore della sua famiglia sono tutto ciò che possiede, tutto ciò che desidera.
Quasi tutto. Manca un giorno al suo compleanno e alla cerimonia che lo ammetterà al Consiglio dei Germogli, giovani pronti a difendere l’isola e i suoi abitanti da qualunque insidia li minacci. Ormai fervono i preparativi che lo renderanno a pieno titolo un uomo del Popolo del Mare.
Basterà una notte di tempesta perché tutto cambi: dal buio emerge una misteriosa presenza che lo trascinerà lontano dagli affetti e dall’isola, nel mondo magico e insidioso di cui ora fa parte.
Chi sono i Guardiani che lo cercano? Chi sono i misteriosi Undici il cui destino si intreccerà inevitabilmente con il suo? Quali enigmi nascondono e cosa vogliono da lui? Aron dovrà fare appello a tutto il suo coraggio e imparare a fidarsi della tenebra che lo accompagna, se vorrà salvare se stesso e le persone che ama.
Una corsa contro il tempo per sfuggire al nemico comune. Un’avventura alla scoperta di se stesso e di quel Potere che lo rende unico al mondo. Un segreto da svelare per trovare la verità.

Che bello scoprire un romanzo capace di sorprenderti così tanto!
Che bello cominciare una lettura sapendo cquanto brava sia l'autrice, e concluderla scoprendo che,  in verità, è molto più brava di quanto pensassi all'inizio!
Che bello leggere un esordio che non sembra scritto da un esordiente, ma da qualcuno che la scrittura ce l'ha sempre avuta nel sangue!
Che bello è stato leggere "Le leggende di Aron. Il segreto degli undici". Opera prima di Deborah Epifani, edita da Linee Infinite.

Dopo questo 'incipit' state iniziando a sentire anche voi l'eccitazione che provo nel dovervi parlare di questo romanzo?
Ebbene, parte di questa eccitazione deriva proprio da un superamento di aspettative.
Di Deborah me ne avevano parlato bene in tanti. Io stesso avevo avuto modo di leggiucchiare qualcosa di suo e ne ero stato piacevolmente colpito. "Il segreto degli undici" è però un tomo piuttosto corposo, circa 470 pagine, la cui gestione richiede quindi grandi capacità per non cadere nella noia e nel prolisso. Sarebbe stata in grado di gestirlo?
Inoltre, c'è da dirlo, spesso questi autori pubblicati da editori così piccoli si ritrovano a dover fare i conti con una mancanza di editing che appesantisce la lettura. Io, lo confesso, mi ritrovo spesso (sempre) a notare una differenza ben marcata tra questo esordiente e quello seguito da un grande gruppo editoriale.
Ecco, il più grande merito di Deborah invece è, secondo me, di avere una scrittura che rasenta la perfezione. Leggere lei è stato come leggere un grande nome della letteratura. Non c'erano ingenuità, passi falsi, frasi distorte... quelle cosettine che accetti ma che rendono quel volume un libro tpicamente d'esordio. Qui, il testo è davvero perfetto. Scorre liscio come olio. E' deciso, diretto, accattivante.
Di sicuro l'autrice è una grandissima narratrice. Sa padroneggiare il suo strumento molto bene e lo fa con disinvoltura. Dovrebbe essere una cosa scontata, ma sappiamo bene che non lo è affatto.
Deborah è un cavallo di razza!

Per quanto riguarda la storia, poi, anche qui mi ritrovo a 'dover' elogiare la Epifani. 
Non vorrei fare paragoni avventati però, secondo me, ha fatto un po' il lavoro che ha fatto, con Harry Potter, la Rowling. Ossia, ha preso degli elementi tipici e conosciuti della narrativa fantastica mondiale, li ha ritrasformati e ha aggiunto cose sue, rendendo il tutto completamente nuovo. Emblematici, in questo senso, i Guardiani, che a me hanno ricordato i Daimon di "Queste oscure materie". E' piuttosto lampante, per me, il collegamento, eppure sono creature completamente nuove, a sé stanti. Bellissima, tra l'altro, l'idea del guardiano di Gwynever.
Ma oltre ai Guardiani ci sono le creature magiche, i maghi e i loro 'insegnanti', il cattivone di turno, ecc. Ma tutto vestito di nuovo, posizionato in una nuova dimensione estremamente vera ed estremamente affascinante.
Come la Rolwing, la Epifani ha preso qua e là, arricchito e ricostruito il tutto in una nuova, splendida forma.

I personaggi, inoltre, sono davvero adorabili. Sì, credo che adorabili sia il termine migliore. Sono ovviamente ben caratterizzati, definiti, presentati... ma, soprattutto, non possono lasciare il lettore indifferente. Non ho potuto fare a meno di lottare con Aron, di provare odio e amore per la sua pantera. Non ho potuto fare a meno di tifare per Spuntabuchi, di volergli dare una pacca sulla testa per incoraggiarlo. Sono rimasto incantato dalla bellezza di Nephele, dal cuore tenero dentro una scorza dura di Gil. Ho sofferto sotto le grinfie di Nebuk e ho anche fatto amicizia coi Geni.
In somma, questi personaggi entrano nel cuore. Impossibile non succeda.

Per tutte queste ragioni, e per molto di più, mi sento di consigliare super caldamente "Le leggende di Aron". Una penna perfetta, una storia ammaliante, una lettura fenomenale. Chi si perde questa lettura, perde l'opportunità di stringere tra le mani un prezioso gioiello.


Iniziamo la settimana segnalando una bella notizia: è uscito il numero 1 della rivista on-line Speechless.
Del numero zero avevamo già parlato qualche tempo fa. Ora è finalmente possibile leggere altri interessanti articoli, immergersi nella sempre eccezionale grafica e scoprire tante cose interessanti di cinema e letteratura.

La seconda uscita del magazine ideato da Alessandra Zengo, di Diario di Pensieri Persi, è davvero ricco. Se non volete lasciarvelo sfuggire basterà CLICCARE QUI!
Buona lettura




Un tempo regolata dal Potere che i Precursori attingevano dai quattro elementi, la magia nella Galassia è stata quasi del tutto soppiantata dalla tecnologia.
I Potenziali e i Portatori, gli unici in grado di manipolare il Potere, stanno ormai scomparendo…
Ma qualcuno si sta muovendo nell’ombra: Verenith Aurennan, Custode del pianeta Micondar, bellissima quanto diabolica, ha deciso di giocare tutte le sue carte evocando Ka’Alarish, il grande potere chiamato anche l’“Antico Peccato”. Un atto folle e sconsiderato che può portare l’intera Galassia sull’orlo della rovina.
Solo un Elementale può infatti riuscire a controllare Ka’Alarish. Verenith questo lo sa. Tessendo una subdola trama, segnerà il destino di una navetta carceraria che trasporta la giovane Jayce Reel: una ragazza nelle cui vene scorre, ancora sopito, il grande potere che consentirebbe di frenare l’”Antico Peccato”…

Le vite di due donne fuori dal comune stanno per sfiorarsi, incontrarsi … e affrontarsi.

Questo è un romanzo molto coraggioso.
Coraggioso perché si tratta di un esordio, e come tale porta sicuramente con sé le difficoltà legate al proporsi per la prima volta al pubblico. Ma come esordio, è secondo me atipico. La Marengo ha infatti scelto la via del romanzo corale. I personaggi presenti, e che giocano un ruolo predominante, sono tanti, e gestirli tutti alla tua prima prova letteraria, beh, è davvero complesso.
Inoltre, come se non bastasse, il genere trattato è un misto tra fantascienza e fantasy... una cosa a cui forse non siamo più abituati, ma che in passato ha fornito davvero grandi lavori. Basta pensare alla mitica Zimmer Bradley e al suo Darkover.
Quindi, in breve, le difficoltà di base c'erano e in grande quantità.

Ma, per la gioia dei lettori, questo è anche un romanzo di grande successo. E con successo non intendo riferirmi al volume di vendite, ma al fatto che l'autrice è riuscita nel suo intento: creare un'OTTIMA lettura.
Superato l'inizio infatti, che magari risulta un po' 'difficile' per via delle diverse scene mostrate, ci si ritrova in una grande avventura, pericolosa e misteriosa.
Personaggi ben caratterizzati e dal grande carattere trascinano il lettore nel loro presente e nel loro passato. E il bello è proprio che questi personaggi sono molto ben riusciti. Ognuno diverso dall'altro, tridimensionali, con storie diverse che si intrecciano e che rendono interessante scoprirne il carattere. Tutti hanno qualcosa da raccontare e avranno molto da dire. E quando le strade si dividono, beh, si presagisce già qualcosa di ancor più avvincente.
Indimenticabile, per me, la 'cattivona' di turno, che con la sua sete di potere riesce a sfoggiare acidità e grazia allo stesso tempo, facendomene innamorare perdutamente. L'ambientazione è perfetta. Futuristica e medievaleggiante, offre meraviglia e stupore. Una cornife ottimale per glie venti narrati.

"Un antico peccato" è una storia di intrighi, e com'è giusto che scia lascia più punti interrogativi che risposte. Cosa succederà ai nostri eroi? E alla Somma Signora? E cosa ne sarà dell'universo?
Dopo questo primo volume, sono sicuro che ci attende un seguito davvero esplosivo. L'appetito che questo primo boccone ha suscitato attende di essere saziato. E mentre attendo impaziente, mi distraggo applaudendo l'autrice per questa sua mirabolante prima prova.